Quartiere Prenestino-Labicano


Il Quartiere Prenestino-Labicano nasce, come il primo nucleo degli altri quartieri più vecchi, nel 1911, ed è ufficialmente istituito nel 1921. Sorge lungo il primo tratto delle Via Prenestina e Casilina, quest'ultima, per molto tempo, chiamata anche Labicana (nome oggi ricordato dalla Via che dal Colosseo conduce a Viale Manzoni), poichè inizialmente conduceva all'antica Labicum, e questo fece sì che il quartiere prese nome di Prenestino-Labicano.
Nell'Antica Roma sorsero in questa zona monumenti piuttosto importanti: la Villa dei Gordiani, il Mausoleo di Sant'Elena, quest'ultimo adiacente alle Catacombe dei Santi Pietro e Marcellino, nei pressi delle quali, nel XVIII Secolo, fu costruita la Chiesa dei Santi Pietro e Marcellino Ad Duos Lauros. Il toponimo Ad duos lauros, che in Latino significa "ai due allori", era l'antico nome della zona, dovuto ad una grande residenza Imperiale sita intorno al terzo miglio della Via Labicana.
Per secoli, l'area del Quartiere Prenestino-Labicano fu un'area di campagna, solcata anche dal Vicolo del Pigneto. Nel 1856, la realizzazione della linea ferroviaria Roma-Frascati, portò molti cambiamenti nella zona: subito fuori Porta Maggiore, fu costruita una stazione provvisoria, e la ferrovia costeggiava la Via Casilina fino all'attuale Largo Galeazzo Alessi. Nel 1890 fu costruito sempre in questa zona lo Stabilimento Omnibus e Tramways, più tardi divenuto deposito Atac, ed iniziarono a sorgere anche i primi mulini del complesso Pantanella. Il piano regolatore del 1909 prevedeva un'urbanizzazione piuttosto ridotta nella zona, in un'area compresa tra la Casilina e Via L'Aquila, ma gli anni successivi portarono ad uno sviluppo urbanistico ben più ampio, tanto che il piano regolatore del 1931 mise in previsione la totale urbanizzazione del Quartiere.

Via Prenestina e la Chiesa di San Leone Magno prima della costruzione della tangenziale sopraelevata


Nel 1951, il Quartiere perse parte del suo territorio in favore dell'allora Suburbio Tiburtino e del Quartiere Tiburtino.

Un tram a Porta Maggiore

Oggi il Quartiere presenta varie aree al suo interno: l'area del Pigneto, luogo alternativo, da un lato luogo della movida di Roma, area pedonale, frequentato da studenti Universitari, artisti ed intellettuali ed in parte soggetto a gentrification, ma dall'altra luogo in cui ancora persiste un degrado. Il resto è un quartiere di origine popolare-residenziale, che con il passare degli anni ha avuto grande sviluppo. In questo quartiere è prevista l'apertura (ci piacerebbe dire anche con certezza quando, ma l'estenuante lentezza della realizzazione dell'opera non può fornirci dati a riguardo...) di alcune stazioni della Metro C.

Chiese:
San Barnaba
Sant'Elena
San Gerardo Maiella
San Leone I
San Luca Evangelista
Santi Marcellino e Pietro Ad Duos Lauros
Santa Maria Madre della Misericordia
Santa Maria Mediatrice
Santissimo Sacramento a Tor de' Schiavi

Siti Archeologici:
Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro
Colombario di Largo Preneste
Mausoleo di Sant'Elena
Porta Maggiore
Sepolcro di Eurisace
Villa Gordiani

Ville:
Villa De Santis
Villa Serventi

Parchi:
Parco ex SNIA Viscosa

Fermate Metropolitana e Ferrovia:
Pigneto (in costruzione, Metro C)
Malatesta (in costruzione, Metro C)
Teano (in costruzione, Metro C)
Gardenie (in costruzione, Metro C)
Porta Maggiore (Roma-Giardinetti)
Ponte Casilino (Roma-Giardinetti)
Sant'Elena (Roma-Giardinetti)
Villini (Roma-Giardinetti)
Filarete (Roma-Giardinetti)
Balzani (Roma-Giardinetti)

Zone, località e altri toponimi:
Ad Duos Lauros
Casilino
Marranella
Pigneto
Tor Pignattara

Quartiere Tiburtino


Il Quartiere Tiburtino sorge nell'area compresa tra il primo tratto della Via Tiburtina (da cui prende il nome) e quello della Via Prenestina. Se scorgiamo la mappa di questo Quartiere, noteremo subito come, di fatto, sia diviso in due dal Cimitero del Verano: ad Ovest di esso si trova l'area di San Lorenzo, con la Città Universitaria, mentre ad Est è l'area di Portonaccio e Casal Bertone.
Dal IV Secolo in quest'area sorge la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, che da nome al quartiere limitrofo. Perchè ci sia un'urbanizzazione nel territorio del Quartiere Tiburtino, però, bisogna aspettare il 1837,quando Papa Gregorio XVI decise di unificare i diversi cimiteri che erano a Roma nell'area del Verano. Passano pochi decenni, che nel 1865 il crescente traffico della stazione Termini fa sì che venga costruito lo Scalo di San Lorenzo.

L'area del Quartiere San Lorenzo intorno al 1860, prima della sua edificazione

Queste sono le basi che portano, dopo l'Unità d'Italia, alla costruzione del nuovo quartiere di San Lorenzo, il cui primo nucleo viene edificato tra il 1884 ed il 1888. Sono gli anni della febbre edilizia, ed anche gli anni in cui a Roma nasce una nuova povertà urbana, fatta principalmente dai tanti che si erano recati nella Capitale del nuovo Stato Italiano cercando fortuna, senza trovarne. San Lorenzo, in quesgli anni, è un quartiere poverissimo, forse il più povero di Roma. Nei decenni successivi, non mancheranno opere di solidarietà che ne miglioreranno notevolmente la condizione, come quella dell'educatrice Maria Montessori nei primi anni del XX Secolo. Negli anni '30 del XX Secolo, proprio di fianco all'area di San Lorenzo, viene edificata la Città Universitaria. Nel 1943, il 19 Luglio, il quartiere San Lorenzo fu quello principalmente colpito dal bombardamento degli Alleati su Roma: solo nella zona in questione morirono 1500 dei 3000 morti totali causati dal raid aereo. Al termine del bombardamento, il Papa Pio XII si recò nel quartiere San Lorenzo, benedicendo le vittime sul Piazzale del Verano.
L'interno della scuola di Via dei Sabelli nel 1927
Se andiamo a vedere la zona del Quartiere Tiburtino ad Est del Verano, vediamo che l'urbanizzazione è più recente: non è un caso che sia stata aggregata solo successivamente al Quartiere stesso, scorporandola dal Suburbio Tiburtino. Questa zona fino agli anni '20 era del tutto campestre, vi esisteva una via chiamata Vicolo Malabarba, nome derivato da una Mola, la Mola di Santa Barbara, che doveva il suo nome probabilmente ad un Oratorio. Proprio in questo vicolo, negli anni, nascerà il Borghetto Malabarba. Come detto, però, si aspetteranno gli anni '20 per assistere ad un'urbanizzazione della zona (nonostante la Via di Portonaccio sia stata tracciata nel Piano Regolatore del 1883 come via Militare nell'ambito del sistema di difesa della Città), quando vi furono edificate le prime case dei ferrovieri.
Oggi il Quartiere Tiburtino è in forte connessione con l'Università della Sapienza, e per questo è una delle zone per eccellenza abitate e frequentate dagli studenti universitari. La zona di San Lorenzo, in particolare, è uno dei punti di riferimento della "movida" di Roma. Sempre il quartiere San Lorenzo, continua a mantenere una forte identità culturale, ed al tempo stesso ha subito un fenomeno di gentrification.

Chiese:
San Lorenzo fuori le Mura
Santa Maria Consolatrice
Santa Maria Immacolata e San Giovanni Berchmans
Divina Sapienza
San Tommaso Moro

Chiese di altre Confessioni:
Cappella dei Miracoli (Evangelica)

Siti Archeologici:
Porta Tiburtina o Porta San Lorenzo
Torrione Prenestino

Edifici Civili:
Ex Vetreria Sciarra

Università e Ricerca:
CNR
Istituto Regina Elena
Istituto Superiore di Sanità
Università "La Sapienza"

Cimiteri:
Verano

Zone, località e altri toponimi:
Casal Bertone
Portonaccio
San Lorenzo

Strade non più esistenti:
Via di Malabarba

Fontane:
Fontana Tiburtina (non più esistente)

Borghetti:
Borghetto Malabarba

Quartiere Nomentano


Il Quartiere Nomentano sorge nell'area compresa tra la Via Nomentana (da cui prende nome) e la ferrovia Roma-Firenze. Fino all'Unità d'Italia in questa zona sorgevano numerosi orti e Ville, alcuni dei quali ancora oggi sopravvissuti, altri distrutti: una su tutte Villa Patrizi, abbattuta per fare spazio al Ministero dei Trasporti ed a quello dei Lavori Pubblici.
Alla fine dell'Ottocento fu edificato, in quest'area, il Policlinico Umberto I, tuttora attivo.
Nella zona sorgono molti villini, come quelli della via chiamata appunto Via dei Villini, edificata intorno al 1920 che, all'epoca, riscosse un grande successo immobiliare.

Viale Ippocrate negli anni Cinquanta


Man mano che fu edificato il quartiere, una parte delle sue strade prese il nome dalle Città Italiane, cosa che fa sì che il quartiere sia noto anche come "Nomentano Italia" o ""Quartiere Italia".
Nel quartiere, soprattutto nella zona di Piazza Bologna, è presente una numerosa comunità di Ebrei Tripolini, la maggior parte dei quali è giunta a Roma dopo il 1967, anno in cui il regime Libico di Mouammar Gheddafi li allontanò dalla Libia. E', infatti, presente anche una Sinagoga in Via Padova.
Oggi il Nomentano è un quartiere molto vivace: ospita molti servizi, e la vicinanza con l'Università "La Sapienza" lo rende frequentato da numerosi giovani, oltre che abitato da moltissimi studenti fuorisede.

Piazza Bologna negli anni Cinquanta

 
Chiese:
Sant'Angela Merici
Santa Brigida
Corpus Domini
Santa Francesca Cabrini
San Giuseppe a Via Nomentana
Sant'Ippolito
Nostra Signora del Santissimo Sacramento e dei Santi Martiri Canadesi
Sant'Orsola
Santi Sette Fondatori

Luoghi di Culto di altre Religioni:
Tempio Beth-El

Ville:
Villa Blanc
Villa Massimo
Villa Mirafiori
Villa Torlonia

Musei:
Museo Parigino a Roma

Monumenti:
Monumento a Guido Baccelli

Zone, località e altri toponimi:
Quartiere Italia

Quartiere Salario


Il Quartiere Salario sorge nell'area tra l'inizio della Via Salaria (da cui prende il nome) e l'inizio della Via Nomentana. Come molte altre vie, anche queste, durante l'Antica Roma, erano fiancheggiate da sepolcri, come dimostra il mausoleo di Lucilio Peto, posto all'inizio della Via Salaria, mentre la zona che si trova in mezzo tra le due vie era un luogo paludoso, posto in una depressione che, oggi, risulta essersi ripianata con l'aumento del livello del suolo.
Durante il Medioevo, fino all'Ottocento, la zona risulta adibita ad orti e Ville, la più importante delle quali è probabilmente la Settecentesca Villa Albani, voluta dal Cardinale Alessandro Albani, nipote di Papa Clemente XI, e progettata da Carlo Marchionni.
Con il piano regolatore del 1883 si iniziò a costruire in quest'area, e vi si continuò, finchè nel 1911 fu delineato il nuovo quartiere Salario (all'epoca più grande, visto che il Quartiere Savoia, oggi Trieste, fu da esso scorporato nel 1926).
Oggi è un elegante quartiere residenziale, ospita molti uffici ma anche attività culturali, come il MACRO, situato in Via Nizza, che è stato ultimato nel 2010.

Chiese:
Santa Maria della Mercede e Sant'Adriano

Ville:
Villa Albani

Musei:
MACRO

Altri luoghi d'interesse:
Catacombe di Santa Felicita
Ex Fabbrica della Birra Peroni

Strade:
Via Frosinone

Quartiere Pinciano




Il Quartiere Pinciano sorge, grosso modo, tra la Via Flaminia e la Via Salaria, nel primo tratto delle due arterie, ed è in gran parte occupato da Villa Borghese. Deve il suo nome alla via Pinciana ed alla Porta Pinciana, che sono in zona, anche se, nel 1911 era nato con il nome di Quartiere Vittorio Emanuele III, ed i Romani già lo chiamavano Quartiere dei Fiumi, per via della toponomastica di molte strade, dedicate per l'appunto a fiumi Italiani.

Via Antonio Gramsci come si presentava negli anni Cinquanta

La parte settentrionale del Rione, invece, quasi sconfina nei Parioli: una buona parte di esso, infatti, è nella toponomastica comune dei Romani parte dei Parioli, per quanto formalmente sia Quartiere Pinciano.

Chiese:
Santa Teresa d'Avila

Piazze:
Piazza Santiago del Cile
Piazza Giuseppe Verdi

Ville:
Villa Elia
Villa Carrega di Lucedio
Villa Titta Ruffo
Villa Serena
Villa La Nuova Officina
Villa Wittacker


Quartiere Parioli


Il Quartiere Parioli deve il suo nome ai Monti Parioli, ovvero la zona collinare di quest'area che deve il suo nome, probabilmente, alle numerose coltivazioni di peri che qui erano presenti, da cui peraioli e, quindi, l'odierno Parioli. L'attuale quartiere si è sviluppato, grossomodo, dagli anni '10 agli anni '50, costruito in buona parte per ospitare i gerarchi del regime Fascista. In una lussuosa palazzina in Via Angelo Secchi n. 9, progettata dall'architetto Pietro Aschieri, risiedeva, ad esempio, Galeazzo Ciano e la moglie Edda Mussolini.
Questo lo ha reso un quartiere dell'elite, popolato prevalentemente dall'alta borghesia Romana: questo ha creato, a Roma, una vera e propria categoria, quella dei "Pariolini". I Pariolini sono i giovani, di ricca famiglia dei Parioli, attenti sempre a vestirsi di marca, per ridurre ai minimi termini la definizione, anche se probabilmente nessuno meglio dei Vanzina in molti loro film hanno saputo dare forma a questa tendenza.
Sempre nel quartiere Parioli, in una parte molto vicina alla via Flaminia, fu costruito il Villaggio Olimpico nel 1960. Infatti, l'area del villaggio Olimpico, seppur decisamente più legata al quartiere Flaminio, fa formalmente parte del Quartiere Parioli.
Oggi i Parioli sono una zona estremamente signorile, considerata uno dei "quartieri alti" di Roma per eccellenza: ospita molti luoghi esclusivi, da locali e ristoranti a Circoli, frequentati principalmente dalla "Roma bene".

Chiese:
Sacro Cuore Immacolato di Maria
San Luigi Gonzaga
San Roberto Bellarmino
San Valentino

Luoghi di Culto di altre Religioni:
Moschea di Roma

Palazzi:

Ville: 
Villa Pisa

Musei:
Museo degli strumenti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Piazze:
Piazza Santiago del Cile

Zone, località e altri toponimi:
Monte Antenne
Villaggio Olimpico

Quartiere Flaminio



Il Quartiere Flaminio sorge lungo il primo tratto della Via Flaminia, quello che da Porta del Popolo giunge fino a Ponte Milvio. Quest'area, estremamente vicina al fiume Tevere e molto pianeggiante, era esposta facilmente ad inondazioni, ed anche per questo non vi furono, per secoli, particolari insediamenti.
Sappiamo però, chedurante il periodo dell'Antica Roma, lungo la Via Flaminia sorgevano numerosi sepolcri: uno, ad esempio, detto "meta" o "trullo", era di poco dentro Porta Flaminia ed aveva la forma piramidale, proprio come la Piramide Cestia; sappiamo poi dell'esistenza di un sepolcro circolare, che compare anche nella mappa di Roma del Bufalini, rinvenuto poi in degli scavi del 1911, ed altri frammenti di sepolcri sono stati rinvenuti negli anni presso Porta del Popolo.
Intorno alla metà del Cinquecento, vi furono alcune importanti innovazioni in questo tratto della Via Flaminia: Papa Giulio III fece costruire la Villa Giulia (che si trova però nel Quartiere Pinciano), e, come parte del complesso, fu eretta dal Vignola la Chiesa di Sant'Andrea. Sappiamo poi che, nella seconda metà del XVII Secolo, Papa Clemente X cercò di risolvere il problema delle inondazioni, incaricando l'Ingegnere Olandese Cornelius Meyer uno sbarramento detto "passonata", che tuttavia non riuscì a risolvere a pieno il problema.
Dopo questo periodo di sviluppo, bisogna aspettare i primi la fine del XIX Secolo per attendere una prima urbanizzazione della zona. Già poco dopo l'unità d'Italia, in aree in decadenza di alcune ville, nacquero le prime concerie e laboratori industriali, ma anche studi di artisti, come Mariano Fortuny, nell'area del Borghetto Flaminio. Fu quindi, nel 1871, progettato il primo nucleo del quartiere dal Canevari: si noti come, inizialmente, si pensava di ripristinare in quest'area il Porto di Ripetta. Fu sempre qui, più avanti, che nel 1905 la Società Romana Automobili individuò il sito adatto per i loro impianti industriali. Sempre nel 1905, l'architetto Quadrio Pirani iniziò a realizzare in questa zona il complezzo ICP Flaminio I, oggi in parte demolito (e, paradossalmente, l'unica parte rimasta ricade per pochi metri nel vicino Quartiere Pinciano). Lo stesso Pirani, insieme a Cerruti, realizzò poco più a nord un altra serie di abitazioni note come Piccola Londra perché richiamano la tipologia edilizia di numerosi quartieri della capitale britannica.
Ma la vera svolta arriva con l'Esposizione Universale del 1911, periodo in cui vengono costruiti i diversi padiglioni a Valle Giulia, tra cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, lo Stadio Nazionale e l'Ippodromo dei Parioli. Inizia così il percorso del Flaminio nella direzione di quartiere focalizzato sullo Sport e la Cultura, che avrà forte seguito con le Olimpiadi del 1960.
Nel 1919 in questo quartiere viene realizzato un nuovo interessante complesso di case popolari, il Flaminio II, opera di Mario De Renzi, Limongelli, Wittnich e Bruner.

Piazzale Flaminio negli anni '50

Con le Olimpiadi del 1960 avviene una vera svolta in questa zona: si costruisce il Villaggio Olimpico proprio a due passi dalla Via Flaminia (anche se nel Quartiere Parioli), e vengono realizzate strutture come il Palazzetto dello Sport.
L'inaugurazione nei primi anni 2000 dell'Auditorium - opera di Renzo Piano - e del MAXXI - opera di Zaha Adid, rinvigoriscono la zona come polo d'attrazione per la cultura contemporanea, e la costruzione nel 2011 del nuovo Ponte della Musica, di fatto, contribuisce all'unificazione della suddetta zona con quella del Foro Italico, contribuendo alla creazione di un unico grande polo sportivo-culturale.

Chiese:
Sant'Andrea a Ponte Milvio
Sant'Andrea a Via Flaminia
Santa Croce a Via Flaminia

Musei:
Museo Hendirck Christian Andersen
MAXXI

Teatri:
Teatro Olimpico

Porte:
Porta Flaminia

Altri Monumenti:
Monumento a Matteotti
Scalo De Pinedo

Piazze:
Piazza Gentile da Fabriano

Zone, località e altri toponimi:
Borghetto Flaminio

Rione Prati



Il Rione Prati è l'unico dei 22 Rioni di Roma a sorgere al di fuori della cinta muraria. La zona, fino all'Unità d'Italia, non era mai stata urbanizzata: nell'Antica Roma sappiamo che faceva parte della proprietà di Domizia, moglie di Domiziano (erano infatti detti Horti Domitii), e più tardi presero il nome di Prata Neronis. Dal Medioevo in poi, si susseguirono molti nomi per questa zona: Prata Sancti Petri, Pianella di Prati, Prati di Castello o Pianella d'Oltretevere, tutti nomi che ci lasciano intendere come la zona fosse adibita prevalentemente a pascoli o coltivazioni. Erano pochi i Casali qui presenti, ma tra le poche costruzioni merita menzione la non più esistente Villa Altoviti, situata più o meno presso l'attuale Via Vittoria Colonna.
Con l'Unità d'Italia e le nuove necessità abitative di Roma, ha inizio la pianificazione e l'urbanizzazione del Rione Prati, che ha inizio nel 1883 (il piano regolatore del 1873 ancora non prevede costruzioni in quest'area). Grande promotore della costruzione di questo Rione fu Monsignor De Merode, il quale, nonostante le delusioni politiche dovute alla presa di Roma da parte dell'esrcito Sabaudo, non aveva mai messo fine al suo sogno di rinnovamento urbanistico di Roma: tuttavia, la morte, che lo colse nel 1874, non gli permise di vedere che gli albori del suo disegno, tra cui la costruzione, da lui fortemente voluta, di un ponte di ferro provvisorio (dismesso con la costruzione del Ponte Cavour) che collegava l'area del Porto di Ripetta ai Prati di Castello.

Il ponte di ferro provvisorio che collegava il Porto di Ripetta all'area dei Prati di Castello in una fotografia del 1887

L'impianto urbanistico, piuttosto ampio e fondato intorno ad alcuni luoghi come la nuova Piazza Cavour, fu progettato con vie molto lineari, ed è fortemente influenzato dal clima anticlericale del Governo Sabaudo dell'epoca: le strade furono infatti pensate in modo che nessuna di esse avesse come sfondo la Cupola di San Pietro, molte vie furono dedicate a personaggi del Risorgimento, periodo storico al quale fu dedicata un'altra importante Piazza del Rione, addossata proprio alla Città del Vaticano. Non solo: a quei tempi, era uso delle amministrazioni filo-Sabaude, costruire le Chiese non nelle Piazze principali, ma in strade meno in vista: ne è prova la Chiesa di San Gioacchino in Prati, situata non sulla limitrofa Piazza dei Quiriti, ma in una via laterale.

Piazza Cavour, in costruzione, intorno al 1900

Non è un caso che anche Piazza del Risorgimento e Piazza Cavour non ospitino Chiese Cattoliche. Probabilmente per contrappasso verso questa dura politica Piemontese, oggi il Rione è strettamente legato alla vicina Città del Vaticano, nonchè - come era inevitabile - luogo di passaggio di molti pellegrini e turisti.
Oltre a ciò, importante è la presenza di edifici legati all'amministrazione della Giustizia in questo territorio, a partire dal Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione, così definito dai Romani perchè considerato eccessivamente pomposo e, nel contesto, non soddisfacente.
Prati rappresenta, indubbiamente, uno dei quartieri della Roma Umbertina di Roma, raccoglie al suo interno notevoli testimonianze dell'Eclettismo e del Liberty di fine Ottocento ed inizio Novecento. In qualche modo, dal punto di vista architettonico, fa da pendant all'Esquilino, altro quartiere Umbertino per eccellenza, ma più marcatamente Piemontese, se non Torinese nell'architettura, mentre Prati è, da questo punto di vista, molto più Romano.
Oggi Prati è un elegante zona residenziale di Roma, ricca anche di uffici, soprattutto di Avvocati per via dei numerosi Tribunali presenti in zona. E' inoltre estremamente vicino alla Città del Vaticano, cosa che fa sì siano presenti molti servizi legati al turismo.

Chiese:
Sacro Cuore del Suffragio
San Gioacchino in Prati
San Giuseppe Calasanzio in Prati
Cappella dell'Immacolata Concezione di Maria presso l'Istituto Nazareth
Cappella di Santa Maria Assunta dell'Istituto delle Suore di San Giovanni Battista
Santa Maria del Rosario in Prati
Beata Vergine Maria del Carmine

Chiese di altre Confessioni:
Chiesa Cristiana Avventista
Chiesa Evangelica Valdese in Prati

Palazzi:
Villino Macchi di Cellere
Palazzaccio

Musei:
Museo delle Anime del Purgatorio
Museo degli Orrori di Dario Argento
Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri

Scuole:
Istituto Nazareth

Edicole Sacre:
Edicola Mariana di Via Lucrezio Caro

Strade:
Via Luigi Calamatta

Rione San Saba



Il Rione San Saba e situato sul così detto "Piccolo Aventino", e all'epoca di Roma Antica in questa zona sorse il grande complesso delle Terme di Caracalla. Nel Medioevo, invece, nacque, inizialmente su iniziativa di alcuni Eremiti, poi sostituiti da alcuni Monaci Orientali, il Monastero di San Saba, da cui il Rione prende il nome. Il Rione rimase non urbanizzato fino all'inizio del Novecento, quando il Sindaco Ernesto Nathan, a capo di una coalizione di Repubblicani, Socialisti e Radicali, fece realizzare un quartiere di edilizia Popolare suddiviso in lotti, creando quindi un piccolo "paese" in questa zona intorno alla nuova Piazza Bernini.
Oggi il Rione, appartato dal traffico, ha subito un parziale processo di gentrification e, complice la suggestiva posizione, è considerato un luogo esclusivo.

Chiese:
Santa Balbina
San Cesareo de Appia
Santi Nereo e Achilleo
San Saba

Palazzi:
Casina del Cardinal Bessarione
Palazzo della FAO

Siti Archeologici:
Terme di Caracalla

Impianti Sportivi:
Stadio delle Terme di Caracalla

Istituzioni:
FAO
World Food Program

Rione Testaccio



Il Rione Testaccio sorge nella zona pianeggiante compresa tra il Colle Aventino, Il Tevere e le Mura Aureliane, intorno al Monte Testaccio. Al tempo dell'Antica Roma sorgeva lungo il Tevere, in questo territorio, l'Emporium, ovvero il porto fluviale che nel II Secolo a.C. andò a sostituire il Foro Boario, ormai insufficiente per i crescenti commerci della Città di Roma. La costruzione dell'Emporium cambiò radicalmente questa zona: con esso sorsero nuove costruzioni, come il Porticus Aemiliae, e pian piano, i vari cocci (testae in Latino) delle anfore provenienti dalle navi commerciali, vennero gettate in un punto del Rione. Negli anni, queste testae accumulate furono, secondo alcuni, oltre 25 milioni, e formarono un vero e proprio Monte artificiale, il Mons Testaceus, ovvero il Monte Testaccio, o Monte dei Cocci. I marmi che venivano trasportati dall'Emporium, invece, dettero il nome alla Via Marmorata.
Con la fine dell'Impero Romano, l'Emporium fu abbandonato e, con esso, il territorio di Testaccio. Sappiamo che nel Medioevo in questo territorio veniva fatto un palio, cose che fece rinominare il Monte, per un certo periodo, Mons de Palio.
Per Secoli questa zona fu campestre, e prospicenti al Monte sorgevano i Prati di Testaccio, di fatto un antenato degli attuali parchi pubblici.
Dopo l'unità d'Italia, la zona iniziò a cambiare: nella zona compresa tra Testaccio e l'inizio della Via Ostiense, nacque una zona industriale. A Testaccio fu quindi, nel 1888, costruito il nuovo Mattatoio, che rimarrà attivo fino al 1975, e con esso iniziarono le prime costruzioni di quello che sarà un caso di edilizia popolare pianificata. Nacque così il Rione Testaccio, un Rione popolare e dalla forte identità. Nel 1928 fu costruito, in questa zona, il Campo Testaccio, ovvero lo Stadio di Calcio in cui la Roma disputò le partite casalinghe dal 1929 al 1940, anno della sua demolizione. Il campo è stato, negli ultimi anni, ricostruito, anche se di dimensioni inferiori.
Sempre negli ultimi anni, il Rione ha visto una parziale riqualificazione, con la costruzione del nuovo Mercato, e l'installazione nel Mattatoio di una sezione del MACRO e della Facoltà di Architettura di Roma Tre, fattori che hanno portato ad una parziale gentrification del Rione.
Oggi il Rione conserva una forte identità, ed è considerato una delle zone Romane per eccellenza: si possono trovare, infatti, negozi e ristoranti che sanno conservare in questo modo la propria Romanità. Parallelamente, come detto, è avvenuta una parziale gentrification che si può notare con il parallelo sviluppo di locali più "di tendenza". La zona immediatamente sotto il Monte Testaccio, molto suggestiva, è una delle zone principèali della Movida di Roma, ed è particolarmente ricca di locali e discoteche.

Chiese:
Santa Maria della Divina Provvidenza
Santa Maria Liberatrice

Palazzi:
Ex Mattatoio

Siti Archeologici:
Arco di San Lazzaro
Piramide Cestia
Porta San Paolo
Porticus Aemilia

Musei:
MACRO
Museo della Via Ostiense

Cimiteri:
Cimitero Acattolico

Monti:
Monte Testacccio (Monte de' Cocci)


Rione Celio



Il Rione Celio è situato sull'omonimo Colle, uno dei Sette del primo nucleo di Roma. Deve il suo nome a Celio Vibenna, condottiero Etrusco che viveva su questo Colle nel VI Secolo a.C..
Nel periodo di Roma Antica sorsero in questo territorio molti edifici, come il Ninfeo di Nerone e l'acquedotto Claudio, così come, non certo ultimo, il Colosseo, uno dei simboli di Roma, di fatto punto di confine tra gli attuali Rioni Celio e Monti.
A partire dal Medioevo, nella zona - che non fu interessata da una particolare urbanizzazione - sorsero numerose Chiese e Monasteri, come San Clemente, Santi Quattro Coronati e Santo Stefano Rotondo.
Nel '500 la famiglia Mattei costruì, su questo Colle, la propria Villa, oggi nota come Villa Celimontana ed aperta al pubblico.
Dopo l'Unità d'Italia, arrivò rapidamente l'urbanizzazione della zona, che ebbe come fulcro il nuovo Ospedale Militare, terminato nel 1891 ed ancora oggi in attività.
Nel 1968 un piccolo complesso popolare situato nel Rione fu demolito, e sostituito, nel 2003, con un nuovo Parco.
Oggi il Celio è una tranquilla zona residenziale, che sa mantenere la propria quiete nonostante la vicinanza con importanti attrazioni turistiche come il Colosseo o San Giovanni in Laterano o zone di ampio scorrimento come Via dell'Amba Aradam e Via Labicana. Da alcuni anni a questa parte, nel Rione Celio, più precisamente nella parte di Via San Giovanni in Laterano più vicina al Colosseo, sono sorti diversi locali gay che hanno fatto sì che quel breve tratto di strada sia detto, da molti, gay street.

Chiese:
Sant'Andrea
Santa Barbara
Santa Barbara al Celio
San Cesareo de Appia (San Cesareo in Palatio)
San Giovanni a Porta Latina
Santi Giovanni e Paolo
San Giovanni in Oleo
San Gregorio al Celio
Santa Maria della Pietà al Colosseo
Santa Maria in Domnica (Santa Maria della Navicella)
Santa Maria in Tempulo
Santi Quattro Coronati
Sette Dormienti
San Silvestro
Santa Silvia
San Sisto Vecchio
San Tommaso in Formis

Palazzi:
Palazzo Cappi

Siti Archeologici:
Arco di Costantino
Arco di Dolabella
Colosseo
Ludus Magnus


Porte:
Porta Latina
Porta MetroniaPorta San Sebastiano

Ville:
Villa Celimontana

Ospedali:
Ospedale Militare del Celio

Rione Castro Pretorio



Il Rione Castro Pretorio prende il nome dai Castra Praetoria, le caserme costruite dall'Imperatore Tiberio per ospitare i soldati. In questa zona, che era esterna alle Mura Serviane, inizialmente aveva sede il Campus Sceleratus, ovvero il luogo ove venivano sepolte le Vestali che venivano meno al loro voto di castità. Sempre in questa zona, l'Imperatore Diocleziano eresse il suo complesso termale. Abbandonata nel Medioevo, la zona vede un parziale rinnovamento solo sotto Papa Pio IV, che da a Michelangelo l'incarico di costruire, sulle rovine delle Terme di Diocleziano, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, e che successivamente fa tracciare la Strada Pia (oggi Via Venti Settembre) e fa erigere, sempre su disegno del Buonarroti, Porta Pia. Il rinnovamento prosegue sotto Sisto V, che fa aprire la Via Felice con la quale collega Trinità dei Monti a Santa Croce in Gerusalemme, facendola passare proprio nel territorio del Rione (all'epoca ancora parte del Rione Monti), dove già prima di divenire Papa aveva fatto costruire la propria villa. E' sempre Sisto V che, in questa zona, fa costruire con la Fontana del Mosè la mostra del suo nuovo acquedotto, l'Acqua Felice.
Nel XVII Secolo si stabilirono qui alcuni Gesuiti di ritorno dall'Oriente, in un luogo che fu, per questo, chiamato Macao.
Per una nuova urbanizzazione bisogna aspettare il XIX Secolo, quando Papa Pio IX fa costruire proprio in questa zona (sul luogo dell'attuale confine con il Rione Esquilino) la nuova Stazione di Roma, la Stazione Termini, ponendo la zona al centro di un nuovo sviluppo. La prosecuzione dello sviluppo urbanistico, però, sarà opera dei Piemontesi che qui, dopo l'Unità d'Italia, daranno inizio alla costruzione del nuovo Rione intorno alla nuova Piazza Indipendenza. Parallelamente a questo, sceglieranno la vecchia Strada Pia - ribattezzata Via Venti Settembre - come direttrice lungo la quale costruire i nuovi Ministeri: infatti vengono qui costruiti il Ministero del Tesoro e della Difesa.

Chiese:
San Bernardo alle Terme
Sacro Cuore di Gesù
Santa Maria degli Angeli
Santissimo Rosario di Pompei

Chiese non più esistenti:
San Caio a Termini
Sant'Isidoro alle Terme

Chiese di altre Confessioni:
Saint Paul within Walls (Episcopale)
Chiesa Evangelica Metodista (Metodista)

Palazzi:
Villino Centurini
Palazzo delle Finanze

Musei:
Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo
Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano
Museo Numismatico della Zecca Italiana
Museo Storico dei Bersaglieri
Museo Storico della Didattica

Monumenti:
Obelisco di Dogali

Siti Archeologici:
Castro Pretorio
Terme di Diocleziano

Ministeri:
Ministero dell'Economia

Piazze:
Piazza dei Cinquecento
Piazza della Repubblica (già Piazza Esedra)

Strade:
Via Cavour
Via Daniele Manin
Via Nazionale
Via Vicenza
Via di Villa Montalto

Obelischi:
Obelisco di Dogali

Alberghi:
Hotel Quirinale

Fermate della Metropolitana:
Castro Pretorio (Metro B)
Repubblica (Metro A)
Termini (Metro B, Metro A)

Rione Sallustiano



Il Rione Sallustiano sorge in quella zona che, all'epoca di Augusto, era occupata dagli Horti Sallustiani, una delle più magnifiche ville della Roma Antica. All'interno di essi, sappiamo sorgevano il Tempio della Dea Fortuna, il Circo di Flora ed un ippodromo, dal quale, con tutta probabilità, proviene l'Obelisco Sallustiano, oggi situato in Piazza Trinità dei Monti. Sempre nel territorio del Rione, sorgeva la via Salaria Nova, che da Porta Collina conduceva alla Via Salaria, nel tragitto oggi percorso, grosso modo, da Via Piave. Era in questa via che, al tempo dell'Antica Roma, sorgevano molti sepolcri di Patrizi Romani. Sempre nell'area del Rione sorgeva il Tempio di Venere Ercyna. Durante il sacco di Roma ad opera dei Visigoti di Alarico nel 410, la zona subì notevoli devastazioni: la distruzione degli Horti Sallustiani e degli acquedotti.
La zona riprese lo sviluppo grossomodo nel '500: viene aperta la Via Pia (l'attuale Via Venti Settembre), e vengono ripristinati da Sisto V gli antichi acquedotti, con il nome di Acqua Felice, e nel 1608 il Cardinale Scipione Borghese farà costruire la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, dove, alcuni anni dopo, Bernini scolpì la sua celebre Estasi di Santa Teresa.
La zona, fino all'unità d'Italia, rimase prevalentemente composta da ville e vigne, ed all'epoca faceva parte del Rione Trevi. A seguito della breccia di Porta Pia (che tra l'altro coinvolse una parte di Mura Aureliane appartenente al Rione) la zona fu urbanizzata.
Oggi il Rione ha un aspetto molto signorile ed è ricco di uffici.

Chiese:
San Camillo De Lellis
Santa Maria della Vittoria
Sacro Cuore di Gesù

Palazzi:
Villino Boncompagni Ludovisi
Villino Casati
Villino Levi
Villino Pignatelli
Villino Rasponi
Villino Rattazzi
Villino Rudinì

Siti Archeologici:
Horti Sallustiani

Musei:
Museo Boncompagni-Ludovisi per le Arti Decorative
Museo Storico dei Bersaglieri

Rione Ludovisi



Il territorio del Rione Ludovisi era, nell'Antica Roma, occupato prevalentemente da Horti di proprietà di Patrizi Romani. In epoca Rinascimentale la zona era occupata da diverse Ville, come quella degli Orsini, acquistata poi dalla famiglia Ludovisi nel 1622, quando il Papa era Gregorio XV, esponente di questa famiglia, che la ampliò acquistando anche alcuni terreni adiacenti. Ne nacque, così, una delle più belle Ville Nobiliari di Roma. Con l'Unità d'Italia, la Storia ed il volto di questo Rione cambiano in maniera netta. La famiglia Ludovisi, nel 1886, mentre Roma, divenuta Capitale d'Italia, cambiava profondamente volto, stipulò una convenzione con il Comune di Roma e la Società Generale Immobili che sanciva l'urbanizzazione e la lottizzazione dell'intero terreno della villa. Nacque così il Rione Ludovisi, e della vecchia villa, oggi, rimangono solamente il Casino dell'Aurora e parte del Palazzo Grande. Fu così costruita l'elegante Via Veneto (completata nel 1906), con i suoi alberghi e con il Palazzo Margherita, che diverrà, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sede dell'Ambasciata degli Stati Uniti presso lo Stato Italiano.
Fu poi sotto il Fascismo che la zona conobbe un ulteriore periodo di sviluppo e di cambiamenti al tessuto urbano: tra il 1925 ed il 1935, infatti, furono edificati il Ministero delle Corporazioni (poi Ministero dell'Industria), l'Hotel Ambasciatori ed il Palazzo INA, e viene aperta la Via XXIII Marzo, oggi rinominata Via Leonida Bissolati.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni '50 e '60 il Rione, con la sua Via Veneto, diviene il centro della "Dolce Vita", immortalata nell'omonimo film di Federico Fellini (cui è stato dedicato un largo proprio alla conclusione di Via Veneto, presso Porta Pinciana).
Oggi il Rione Ludovisi è un Rione signorile, sede di uffici e Ministeri, ma anche di alcuni tra i più prestigiosi alberghi di Roma, ma che, tuttavia, ancora vive nel ricordo della sua "Dolce Vita" quasi museificata, senza tentare di farla rivivere.

Chiese:
Corpus Christi
San Giuseppe Calasanzio
Sant'Isidoro a Capo le Case
San Lorenzo da Brindisi
Santa Maria Immacolata a Via Veneto (Santa Maria della Concezione dei Cappuccini)
Santa Maria Regina di Cuori
San Marone
San Patrizio a Villa Ludovisi
Santissimo Redentore e Santa Francesca Saverio Cabrini

Chiese di altre Confessioni:
Sant'Andrea di Grecia (Greco-Ortodossa)
Chiesa Evangelica Luterana (Evangelica Luterana)

Palazzi:
Casino dell'Aurora
Villino Florio
Palazzo Margherita

Siti Archeologici:
Porta Pinciana

Strade:
Via Veneto

Scuole:
Liceo Scientifico Statale "Augusto Righi"
Liceo Classico Statale "Torquato Tasso"
Scuola Media Statale "Michelangelo Buonarroti"
Scuola Elementare "Regina Elena"


Rione Esquilino



Il Rione Esquilino prende nome dall'omonimo Colle, uno dei sette sui quali nacque il primo nucleo di Roma. Le testimonianze ci dicono che la zona era già urbanizzata in epoca Regia, costituendo una delle quattro regiones della Roma entro le Mura Serviane. Prima della costruzione delle Mura Aureliane, il territorio era tuttavia diviso in due parti, una interna alle Mura Serviane, ed una esterna. Quest'ultima, fino all'epoca di Augusto, era di fatto la discarica cittadina dell'epoca, ed oltre a ciò vi aveva sede un cimitero. Sotto Augusto, tuttavia, le cose cambiarono: la zona fu bonificata, vi fu costruita una delle più belle ville dell'antica Roma, gli Orti di Mecenate, che fu solo uno dei numerosi Horti che sorsero in questa zona fino alla fine dell'Impero.Con il Medioevo, la zona non conobbe un'urbanizzazione, ed i vari terreni passarono in possesso di molti Conventi. Vi sorsero, inoltre, alcune ville, come villa Palombara, celebre per la sua Porta Magica situata dove oggi sorge Piazza Vittorio.

La Basilica di San Giovanni in Laterano vista dall'attuale Via Carlo Felice prima dell'urbanizzazione dell'Esquilino
Con l'Unità d'Italia, si decise che nella zona dell'Esquilino sarebbe nato un nuovo quartiere per dare alloggio al ceto impiegatizio, una nuova classe sociale che da tutta Italia stava raggiungendo Roma. Il nuovo quartiere si sviluppò intorno alla nuova Piazza Vittorio Emanuele II, per i Romani semplicemente Piazza Vittorio, cuore pulsante del Rione. Il primissimo nucleo, è ancora visibile in parte tra via Bixio e Via Pianciani, quest'ultima dedicata proprio al primo Sindaco della Roma Capitale d'Italia, nonchè promotore del nuovo Rione, formalmente istituito attraverso una parte del territorio del Rione Monti. La toponomastica del quartiere, ricorda molti personaggi della Storia d'Italia e soprattutto del Risorgimento, proprio in onore alla raggiunta Unità d'Italia.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Rione è divenuto, pian piano, la zona multietnica di Roma per eccellenza. Vi si sono quindi stanziati immigrati di moltissime nazionalità. Questo repentino cambio di tessuto sociale, aveva inizialmente portato la zona in una situazione di degrado, prima che alcuni interventi urbanistici intervenissero sul tessuto sociale dell'Esquilino, riqualificandolo. Tuttavia, l'Esquilino non è assolutamente paragonabile ai quartieri multietnici di molte altre Capitali Europee, che sono vere attrazioni turistiche: i numerosi alberghi dell'Esquilino, più che per l'Esquilino stesso sono legati alla vicinanza con la Stazione Termini.

Chiese:
Sant'Alfonso all'Esquilino
Sant'Antonio Abate all'Esquilino
Sant'Antonio da Padova all'Esquilino
Santa Bibiana
Santa Croce in Gerusalemme
Santissimo Crocifisso alla Stazione Termini
Cappella di Sant'Elena
Sant'Eusebio
Cappella della Sacra Famiglia di Nazareth
Oratorio di Santa Margherita
Santa Margherita Maria Alacoque
Cappella di Santa Maria Addolorata all'Esquilino
Santa Maria del Buon Aiuto nell'Anfiteatro Castrense
Santa Maria Immacolata all'Esquilino
Oratorio di Santa Maria Immacolata della Concezione
Santi Vito e Modesto

Chiese non più esistenti:
San Giuliano all'Esquilino

Musei:
Museo Storico della Fanteria
Museo Storico dei Granatieri di Sardegna
Museo Storico della Liberazione
Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Fermate della Metropolitana:
Vittorio Emanuele (Metro A)
Manzoni (Metro A)

Rione Borgo




Il territorio di Borgo corrisponde a quella parte della Regione Augustea di Transtiberim detta Ager Vaticanus ed era usato come luogo di sepoltura. Collegato al resto della città dalle Via Cornelia e Triumphalis, l'Imperatore Caligola vi costruì un Circo, poi ampliato da Nerone ed il cui obelisco è oggi al centro di Piazza San Pietro. La storia del luogo muta quando, nel 67 Dopo Cristo, alle pendici del Colle Vaticano San Pietro subisce il martirio. Il Santo viene sepolto in questa zona, e sulla sua tomba il Papa Anacleto costruisce un Oratorio sul quale, nel 324, l'Imperatore Costantino costruisce la Basilica di San Pietro. Sempre in quest'area, l'Imperatore Adriano costruì, invece, il proprio mausoleo.
Nel Medioevo l'area cambia aspetto: il Ponte di Nerone (o Triumphalis) cade in rovina, il Mausoleo di Adriano è fortificato, e continua incessante il Pellegrinaggio verso la Basilica di San Pietro. Per questa ragione, molti pellegrini si riuniscono in Scholae, delle associazioni che accoglievano i pellegrini connazionali e si occupavano della loro assistenza. Ogni Schola possedeva un ospizio ed una Chiesa, ed erano molto importanti le Scholae dei Franchi, dei Frisoni, dei Longobardi e dei Sassoni, quest'ultima dal cui nucleo è nato l'attuale complesso Ospedaliero di Santo Spirito, detto appunto in Sassia a ricordare l'ordigine derivante dalla Schola Saxonum. Sempre ai Sassoni, o meglio ai Tedeschi in generale, si deve il nome di Borgo, derivante dal Tedesco Burg, che significa centro fortificato.
Situato fuori dalle Mura Aureliane, Borgo è fortificato per la prima volta nell'852 da Papa San Leone IV, da cui il nome di Città Leonina in riferimento all'area fortificata, che rimase nucleo a sè stante rispetto alle Mura Aureliane fino alla costruzione delle Mura Vaticane, Aurelie e Gianicolensi nel XVII Secolo. Fu nel 1586 che Papa Sisto V elevò la zona a Rione con il nome di Borgo.
Mappa del Rione Borgo e dei suoi confini nel XVIII Secolo
Riccamente visitato, come ricorda anche Dante nella Divina Commedia, durante il Giubileo del 1300, Borgo vide tuttavia una decadenza, come l'intera Città d'altronde, durante la Cattività Avignonese, per poi vedere una netta ripresa con il riprisino della Sede Papale a Roma.
Nel Rinascimento si inizia a pensare alla risistemazione della zona, ed è sotto Papa Niccolò V che Bernardo Rossellino pensa ad un progetto tuttavia non realizzato, mentre Papa Sisto IV realizzerà una strada limitrofa al Passetto, nota come Borgo Sant'Angelo. Sempre in questo periodo sorgeranno nella zona numerosi palazzi nobiliari. In vista del Giubileo del 1500, per rendere più agevole il flusso dei Pellegrini, anche Papa Alessandro VI realizzerà una nuova strada, nota con il nome di Borgo Nuovo. Fino agli anni '20 del XVI Secolo il Rione crescerà a dismisura per prestigio, finchè il Sacco di Roma del 1527 non rallenterà questa crescita.
Tuttavia la ripresa della zona sarà rapida: Paolo III restaurerà i Bastioni e farà erigere, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, Porta Santo Spirito, Pio IV inizierà a costruire Borgo Pio, Borgo Vittorio (così chiamato in seguito alla Vittoria di Lepanto) e Borgo Angelico, oltre alla costruzione di nuove mura e della nuova Porta Angelica.
L'altra svolta avverrà quando nel 1586, come già detto, Papa Sisto V dichiarò Borgo XIV Rione di Roma, proprio nel periodo in cui trasferiva l'antico obelisco del Circo di Caligola e Nerone al centro della nuova Piazza San Pietro, Piazza che vedrà mutarsi sotto Papa Alessandro VII, che la farà rinnovare dal Bernini, dandola l'aspetto attuale.
La spina dei Borghi vista dalla Cupola di San Pietro

Nel 1929, una parte del Rione e della Citta Leonina andrà a formare il nuovo Stato della Città del Vaticano.
Nel 1936, invece, inizierà un grande mutamento urbanistico nel Rione: la distruzione della Spina dei Borghi per edificare la nuova Via della Conciliazione, terminata nel 1950.

Chiese:
Basilica di San Pietro (Stato della Città del Vaticano)
Santa Maria in Traspontina

Strade:
Vicolo delle Palline

Rione Trastevere




Quando Roma venne fondata questa zona della Città, situata dall'altra sponda del Tevere rispetto al suo nucleo originario, apparteneva agli Etruschi. Anche quando l'area passò sotto il controllo di Roma, inizialmente, per quanto fu collegata al nucleo della Città da un ponte di legno, il Ponte Sublicio, quest'area rimase pressappoco disabitata.
Durante l'Età Repubblicana si iniziarono a stabilire in quest'area marinai e pescatori, e per questa ragione vi si stanziarono immigrati provenienti dal Mediterraneo Orientale, in primis Ebrei e Siriani: questo farà sì che sorgeranno, in quest'area, Templi di Culti Orientali, come il Santuario Siriaco sul Gianicolo.
Sotto Augusto la zona, ancora fuori le mura, viene incorporata alla Città nella Regio Transtiberina, e sotto Aureliano sarà anche compresa all'interno della nuova cinta muraria.
Nel Medioevo la zona era caratterizzata da strade molto strette e tortuose e non lastricate: sarà infatti il Papa Sisto IV, nel XV Secolo, a far pavimentare le principali strade della zona.

Una mappa di Trastevere del XVIII Secolo
Il rione rimarrà a lungo pressappoco immutato, e subirà alcune modifiche nel XIX Secolo, quando Papa Pio IX vi edificherà il cosiddetto Quartiere Mastai, ovvero l'area attoro all'omonima Piazza ed alla Manifattura dei Tabacchi.

Ragazza in Vicolo Moroni negli anni Settanta

Dopo l'Unità d'Italia vi saranno nuove modifiche urbanistiche all'area, con la costruzione dei muraglioni del Tevere e la nuova arteria di Viale Trastevere.
Oggi Trastevere conserva ancora oggi in gran parte il suo caratteristico aspetto originario, ed ancora molti Trasteverini continuano a conservare la tradizionale identità del Rione. Al contempo, di fianco ad una tradizione mantenuta anche da tipiche osterie, il turismo di massa vi ha portato luoghi turistici, ed è anche diventato un luogo importante per la movida di Roma, caratterizzato dalla forte presenza di bar e pub.

Chiese:
San Callisto
Santa Maria in Trastevere

Monumenti:
Statua di Trilussa

Fonti:
Fonte dell'Acqua Lancisiana

Strade:
Vicolo del Leopardo
Salita della Lungara

Porte:
Porta Portese

Zone, località e altri toponimi:
Quartiere Mastai

Rione Ripa




Il Rione Ripa occupa l'area lungo il Tevere e sul Colle Aventino. Il territorio è sempre stato urbanizzato in maniera non intensiva, sin dai tempi dell'Antica Roma quando qui sorcevano le Regiones Circus Maximus, Piscina Publica ed Aventinus.
Nel Medioevo la parte del Rione più vicina al Tevere prende il nome di Ripa Graeca (da cui, tutt'oggi, prende il nome Via della Greca) per via di una Comunità di Greci, chiamata Schola Graeca, che qui si stabilì a partire dal IV Secolo e che aumentò notevolmente nell'VIII Secolo quando molti Greco-Latini si stabilirono qui fuggendo dalle persecuzioni di Leone Isaurico al tempo dell'Iconoclastia.
Sempre nel Medioevo, la parte collinare dell'Aventino rimane sostanzialmente molto poco abitata: sono qui presenti la Basilica di Santa Sabina e la Rocca della famiglia dei Savelli.

La mappa del Rione Ripa nel XVIII Secolo
Nel 1921 il territorio del Rione viene decisamente ridotto, per via dell'istituzione dei nuovi Rioni di Testaccio e San Saba.

Rione Sant'Angelo




Il Rione Sant'Angelo è il più piccolo tra i Rioni di Roma.
Nell'Antica Roma si trovava al di fuori delle Mura Serviane ma, nonostante ciò, già dall'Eta Regia costituiva un luogo strategico importante poichè, per la sua vicinanza all'Isola Tiberina, era un luogo da cui era possibile guadare il Tevere già prima della costruzione dei Ponti Cestio e Fabricio, avvenuta nel I Secolo avanti Cristo. Sotto Augusto diviene parte della IX Regio, Circus Flaminius, in onore del Circo, secondo in ordine di grandezza tra quelli presenti a Roma, costruito proprio nei pressi di quest'area nel III Secolo avanti Cristo da Gaio Flaminio Nepote. Proprio nel periodo di Augusto quest'area, anche per via della sua vicinanza al Foro Romano ed al Campidoglio, diviene sempre più monumentale, grazie anche alla costruzione del Teatro di Marcello, del Teatro di Balbo, di numerosi Templi e dei Portici di Ottavia e di Filippo.
Nel Medioevo il Rione assume una notevole importanza per via della sua vicinanza al Fiume, ed anche per via della sua vicinanza ai Ponti dell'Isola Tiberina, gli unici che in quel periodo potevano ancora essere transitati completamente all'interno delle Mura Aureliane.
Il Teatro di Marcello, caduto in disuso, fu fortificato in parte dalla famiglia dei Fabi, in parte da quella dei Savelli, che avevano la propria Rocca sul Colle Aventino, mentre gli Stefaneschi si insediarono sul Teatro e sulla Cripta di Balbo, costruendo la fortificazione denominata Castrum Aureum e che poi doneranno al Monastero di Santa Caterina. Il Portico di Ottavia, caduto anch'esso in disuso, diverrà invece la sede del Mercato del Pesce che aveva prima sede presso il Foro Piscario, situato nei pressi del Foro Romano. Sempre sulle rovine del Portico d'Ottavia, nel 770 sarà edificata la Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, che darà il nome al Rione.
Nel Medioevo l'area era denominata Vinea Thedemari, mentre la parte più Settentrionale era chiamata Calcarario, dai forni qui presenti che, bruciando i marmi dei Fori, producevano la Calce.
In quest'area molte corporazioni artigiane, per via della forte presenza di manifattura, saranno ben radicate: oltre ai produttori di Calce, che operavano presso l'attuale Via delle Botteghe Oscure, ed i venditori di Pesce presso il Portico d'Ottavia, vi erano i Funari, che torcevano le corde presso la Chiesa di Santa Caterina dei Funari, i fabbri ed i calderari che avevano le proprie botteghe presso le arcate del Teatro di Marcello, ed i cardatori ed i cimatori che avevano bottega presso la Chiesa di San Valentino.
Il Rinascimento inizia a lasciare i propri segni nel Rione con la costruzione della Casa di Lorenzo Manili, nobile che decora la propria dimora con un ampia iscrizione in Latino tutt'ora visibile, mentre nel XVI Secolo i Savelli fanno costruire sulle rovine del Teatro di Marcello il propro Palazzo da Baldassarre Peruzzi, più tardi ceduto agli Orsini. Si stanziano in questo periodo nella zona anche i Mattei - con ben quattro Palazzi, che formano la così detta "Isola Mattei", ma anche i Costaguti, i Santacroce ed i Serlupi.
Tuttavia, il XVI Secolo segna questo rione soprattutto per un evento che stravolge letteralmente la geografia della zona e della città, ovvero la costituzione del Ghetto. Gli Ebrei, presenti a Roma da moltissimo tempo, erano stanziati fino al XV Secolo prevalentemente a Trastevere, ma dopo la decadenza del commercio fluviale si trasverirono presso l'altra sponda del Tevere, prevalentemente nel Rione Sant'Angelo. Fu per questa ragione che, il 14 Luglio 1555 Papa Paolo IV, con la Bolla "Con nimis absurdum" istituiva, proprio in un'area nel Rione Sant'Angelo, il Ghetto di Roma, un'area murata entro la quale dovevano risiedere tutti gli Ebrei di Roma.
Il Ghetto rimase funzionante in questa maniera finchè nel 1798 sotto la Repubblica Romana Napoleonica fu per la prima volta aperto, salvo poi essere reistituito in seguito alla caduta di Napoleone. Nel 1847 Papa Pio IX abbattè il muro del Ghetto che fu definitivamente abolito nel 1870 dopo che Roma divenne parte del Regno d'Italia. A seguito di questo evento, nel 1885 l'area del Ghetto fu in gran parte demolita e ricostruita, intorno alla nuova Sinagoga di Roma. Sempre in questo periodo, a Roma si costruiscono i muraglioni del Tevere che contribuiscono a cambiare volto al Rione.

Un'immagine del Ghetto in corso di ricostruzione alla fine del XIX Secolo
Negli anni '20 del XX Secolo, il Regime Fascista, molto attivo nell'ambito delle demolizioni e del rinnovamento urbanistico, non tralascia il Rione Sant'Angelo: nel 1926, infatti, viene isolato il Teatro di Marcello, mentre nel 1940 è allargata Via delle Botteghe Oscure ed il Rione è anche lievemente ampliato rispetto ai confini stabiliti nel XVIII Secolo da Papa Benedetto XIV.
Fu in questo Rione, più precisamente nella zona del Ghetto, che nell'Ottobre 1943, durante l'occupazione Tedesca di Roma, le SS chiesero alla Comunità Ebraica Romana di farsi consegnare 50 Kg di oro. Ciò avvenne, ma non fu sufficiente, e perciò il 16 Ottobre 1943 ben 2091 Ebrei Romani bengono deportati dai Nazisti.
Oggi il Rione Sant'Angelo è una zona caratteristica, anche per via della presenza del Ghetto, in cui risiedono ancora moltissimi Ebrei. Sempre nel Rione, sono anche presenti la sede dell'Enciclopedia Italiana, della Discoteca Nazionale e del Centro di Studi Americani.

Rione Campitelli




Il Rione Campitelli è il Rione di Roma che occupa l'area del Foro Romano, del Campidoglio ed una piccola porzione a ridosso di esso (l'unica abitata con una certa densità), cosa che lo rende abitato da meno di 700 persone.
Il nome del Rione deriva, secondo alcuni, dal termine Capitolium, altri da Campus Telluris, ovvero campo sterrato.

I confini del Rione Campitelli prima della riduzione in una mappa del XVIII Secolo

Strade:
Via della Curia

Rione Pigna






Il rione Pigna prende il nome dalla monumentale scultura Romana che qui fu rinvenuta (probabilmente faceva parte del complesso del tempio di Iside in Campo Marzio), spostata quindi nel Medioevo al centro del quadriportico della Basilica di San Pietro e quindi, nel 1608, nel Cortile della Pigna in Vaticano.

Il Rione occupa la parte Meridionale del Campo Marzio dell'Antica Roma, proprio dove sorge il Pantheon, e nel Medioevo era detto Rione "della Pigna e di San Marco", in riferimento all'omonima Basilica che qui sorge.

Fu in questo Rione che, a partire dal XVI Secolo, i Gesuiti costruirono i loro principali centri Religiosi: è proprio a Pigna che sorgono, infatti, la Chiesa del Gesù con annessa casa professa, il Collegio Romano e la Chiesa di Sant'Ignazio.

I confini del Rione Pigna in una mappa del XVIII Secolo

Chiese:
Sant'Ignazio

Palazzi:

Rione Sant'Eustachio



Il Rione Sant'Eustachio corrisponde ad una piccola parte dell'area meridionale del Campo Marzio dell'Antica Roma. Deve il nome all'antica Chiesa di Sant'Eustachio, costruita in quest'area nell'VIII Secolo.

I confini del Rione Sant'Eustachio in una mappa del XVIII Secolo


Chiese:
Sant'Eustachio

Fontane:
Fontana dei Libri
Vasca Romana

Rione Regola





Il Rione Regola deve il suo nome alla Renula, ovvero la rena che il Tevere deposita durante le piene e che, prima della costruzione dei muraglioni, spesso veniva depositata in questa zona.
Al tempo della Roma Antica questa zona faceva parte della Regione del Circo Flaminio e faceva parte del Campo Marzio (da non confondere con l'attuale omonimo Rione, che coincide solamente con una parte di esso) ed era caratterizzata dalla presenza del Trigarium, ovvero uno Stadio in cui gli Aurighi si allenavano.
Caratterizzato dalla vicinanza con il Tevere, il Rione vede sorgere al suo interno palazzi di ogni tipo.
Nel Medioevo la zona era nota come Arenula et Chacabariorum, nome derivato appunto dalla Renula e dai Chacabariis, ovvero i calderari, che in quest'area avevano numerose botteghe e la propria Chiesa, Santa Maria dei Calderari, oggi conosciuta come Santa Maria del Pianto.
Sempre nel Medioevo, il Rione dette con tutta probabilità i natali a Cola di Rienzo, come è oggi ricordato da una targa.
All'inizio del XVI Secolo, Papa Giulio II Della Rovere rivoluzionò l'urbanistica del Rione con l'apertura di Via Giulia. Nei pressi di essa, nel 1516 Raffaello vi costruì la Chiesa di Sant'Eligio degli Orefici.
Nel XVI Secolo in questo Rione Papa Paolo III Farnese decise di costruirvi il palazzo della propria famiglia.
Dopo l'Unità d'Italia vede il suo volto cambiare in parte per la costruzione dei Lungoteveri e della nuova Via Arenula.


Chiese:
Santa Maria dell'Orazione e Morte
San Paolo alla Regola


Statue:
Statua di Publio Virgilio Marone

Strade:
Via della Corda