Via Laurina


Via Laurina si trova nel Rione Campo Marzio, e collega Via del Corso a Via del Babuino. Percorrendo Via del Corso da Piazza del Popolo, risulta essere la seconda traversa sulla sinistra, dopo Via della Fontanella.
Molto si è dibattuto riguardo l'origine della via a causa dell'antica epigrafe, posta di fianco alla moderna targa stradale, con su scritto "Via Peregrinorum" e, sopra, un bassorilievo raffigurante due pellegrini (visibile nell'immagine sopra). Da qui in molti, a partire da Domenico Gnoli, hanno pensato che, un tempo, la via fosse percorsa dai pellegrini che si recavano a Roma entrando da Porta Flaminia. Qui, però, nasce il dibattito, visto che gli itinerari classici dei pellegrini prevedevano il passaggio dall'attuale Via del Babuino per raggiungere, da lì, Santa Maria Maggiore. Come mai, allora, questa epigrafe si trova in Via Laurina? Qualcuno ha infatti ipotizzato che la targa non sia stata posta originariamente in Via Laurina, ma vi sia stata collocata in un secondo momento - senza un legame con un particolare flusso di Pellegrini - proveniente da un altro luogo non meglio identificato. Teoria, tuttavia, messa in secondo piano dalle argomentazioni del D'Onofrio, il quale, partendo dal presupposto che la zona del Tridente ha raggiunto la piena urbanizzazione solo nel XVI Secolo (basti notare molti toponimi della zona come "Via Capo le Case" piuttosto che "Via Sant'Andrea delle Fratte", "Vicolo dell'Orto di Napoli" o "Via della Vite", tutti nomi che richiamano ad una zona adibita a vigne), fa notare che Via del Babuino o Via del Corso potevano essere ostruite dai resti di un monumento Romano o da una vigna (la vigna Massimi, si ipotizza), fatto che ha portato a deviare il flusso dei pellegrini sulla piccola, ma quindi strategica, Via Laurina. Oggi si pensa che ciò sia potuto avvenire fino al Giubileo del 1475.
Sotto la targa che ci ha portato a questa disquisizione, ce n'è un'altra non poco importante, datata 1598 e posta da Papa Clemente VIII, che ricorda il livello dell'acqua durante la piena del Tevere di quell'anno, ricordata come una delle più violente di sempre. A seguire riportiamo la targa in questione.



Ma veniamo ad un altra questione legata a Via Laurina: il nome. Si è infatti spesso ritenuto che la via della il suo nome a Laura Martinozzi, la più grande delle Mazarinettes, le sette nipoti del Cardinale Mazzarino, sposa di Alfonso IV d'Este, madre di Maria Beatrice d'Este, a sua volta sposa del Re d'Inghilterra Giacomo II, la quale, nel 1684, fondò nella limitrofa Via Vittoria il Monastero delle Orsoline (da cui prende nome il limitrofo "Vicolo delle Orsoline"). In realtà questa ipotesi decade, poichè la denominazione "Via Laurina" sembra essere anteriore alla nascita della Martinozzi (avvenuta nel 1639), e già compare con questo nome nel Theatrum Urbis di Pompeo Ugonio del 1614. Sembra, quindi, che la strada debba il suo nome al termine "Lavorina", di origine non chiara, con cui era denominata questa località quando era ancora un'area campestre.
Ma torniamo alla Via Laurina di oggi. Due effigi della Madonna compaiono in questa strada, una "Madonna della Pietà", risalente al XIX Secolo, ed una, più semplice, nel Novecento.
Va anche ricordato che questa via ospitò, fino al 1958, anno in cui l'entrata in vigore della legge Merlin fece chiudere le case di tolleranza, una delle cosiddette "case chiuse", ovvero un bordello.
Oggi la Via si trova nel pieno dello struscio del Tridente, in mezzo ad itinerari fortemente turistici e commerciali, ma, pur ospitando diverse attività, rimane in parte al riparo, complice la discreta posizione.

Targa in memoria di Michele Amari


Situata in Largo della Fontanella di Borghese, questa targa, posta nel 1891 dal Comune di Roma, ricorda lo storico, orientalista e uomo politico Michele Amari presso la casa ove abitò.

Targa in memoria di Vincenzo Ottone Petrillo


Questa targa, posta in memoria del pittore Vincenzo Ottone Petrillo, si trova in Via Margutta, presso la casa ove visse ed operò. Dalla targa non abbiamo notizie su in che anno sia stata posta (sicuramente dopo il 2001, anno della morte dell'artista), ma sappiamo che è stata posta dagli amici dell'artista ed è stata scolpita, stando allo stile piuttosto riconoscibile, dal celebre "Marmoraro di Via Margutta", storico artista attivo da molto tempo nella via.

Le targhe commemorative del Rione Monti

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nel Rione Monti.


Via Baccina

-Targa in memoria di Ettore Petrolini


Via Cavour
Targa in memoria dell'apertura di Via Zonca

Via Clementina
- Targa in memoria dell'apertura di Via Clementina

Via Eudossiana
All'interno della Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza:
Targa in memoria di Valentino Cerruti
Targa in memoria di Luigi Cremona
Targa in memoria della linea elettrica Tivoli-Roma
Targa in memoria di Giulio Pitocchi
Targa in memoria di Antonio Trua

Salita del Grillo
-Targa in memoria della pubblicazione del primo dizionario Georgiano-Italiano ad opera di Stefano Paolini e Nikifor Irbach presso l'edificio che ospitò la tipografia della Congregazione di Propaganda Fide che lo pubblicò

Via Labicana

- Targa in memoria dei caduti dell'Esattoria

Via Liberiana

- Targa in memoria di Gian Lorenzo Bernini

Via della Madonna dei Monti

Targa in memoria dei caduti del Rione Monti nella Prima Guerra Mondiale
Targa in memoria di Nazario Sauro

Largo Magnanapoli
Targa in memoria dei Caduti nella Prima Guerra Mondiale
Targa in memoria dei Caduti nella Prima Guerra Mondiale

Via Merulana
- Targa in memoria di Carlo Emilio Gadda

Via Nazionale

- Targa in memoria di Agostino De Pretis

Via Panisperna

- Targa in memoria di Achille Tomei

Via dei Quattro Cantoni

- Targa in memoria di Ernesto Micheli


Via San Giovanni in Laterano

- Targa in memoria del Beato Angelo Paoli

Via Santa Maria Maggiore

Targa in memoria dell'apertura di Via Zonca

Via San Martino ai Monti
- Targa in memoria di Domenichino

Via Santa Prassede

- Targa in memoria dei Santi Cirillo e Metodio

Via dei Serpenti

Targa in memoria di San Benedetto Giuseppe Labre
- Targa in memoria di Mario Monicelli
Targa in memoria di Nazario Sauro

Via Urbana
Targa in memoria di Don Pietro Pappagallo

Via degli Zingari
Targa in memoria dei Rom, Sinti e Camminanti uccisi nella Seconda Guerra Mondiale

Targa in memoria di Garinei e Giovannini


Questa targa, in memoria dei due grandi commediografi Pietro Garinei e Sandro Giovannini, è stata posta, nel 2013, dal Comune di Roma, presso il Teatro Sistina, luogo in cui i due commediografi misero in scena le loro commedie musicali che resero famoso questo genere teatrale in Italia. Sulla lapide sono, infatti, elencati alcuni titoli di canzoni tratti dalle loro commedie musicali.

Le targhe commemorative del Rione Colonna

A seguire, suddivise per strada (ordinate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nel Rione Colonna.

Piazza Barberini

-Targa in memoria di Margaret Fuller

Via Capo le Case
Targa in memoria di Giuseppe Mazzini

Via di Campo Marzio
Targa in memoria di Antonio Bussi

Via del Collegio Capranica
Targa in memoria di Augusto Latini

Via delle Convertite
- Targa in memoria dei frequentatori della Saletta Aragno caduti nella Prima Guerra Mondiale
- Targa in memoria dei fratelli Rosselli

Via del Corso
Targa in memoria di Percy Bysshe Shelley

Piazza di Monte Citorio
Targa in memoria di Cesare Correnti
Targa in memoria di Marco Mastrofini

Via della Mercede
- Targa in memoria di Gian Lorenzo Bernini
- Targa in memoria di Luigi Carlo Farini

Via dei Montecatini
Targa in memoria di Romolo Murri

Via del Pantheon
- Targa in memoria di Thomas Mann

Via di Pietra
- Targa in memoria di Giovanni Bovio
- Targa in memoria di Ferdinand Gregorovius

Via del Pozzetto

Targa in memoria di Adam Mickiewicz

Piazza della Rotonda
- Targa in memoria di Ludovico Ariosto
- Targa in memoria di Pietro Mascagni
- Targa in memoria del rifacimento della pavimentazione limitrofa al Pantheon a spese del Municipio di Buenos Aires

Via Sant'Andrea delle Fratte
- Targa in memoria di Uccio Pisino

Via di San Claudio
Targa in memoria di Ivan Pavlovic Brjullov

Piazza San Lorenzo in Lucina
Targa in memoria di Massimo d'Azeglio

Piazza San Silvestro
- Targa in memoria dei Postelegrafonici uccisi durante la Guerra di Liberazione

Via Sistina

-Targa in memoria di Garinei e Giovannini
-Targa in memoria di Cyprian Norwid 
-Targa in memoria di Luigi Rossini 

Via degli Uffici del Vicario

-Targa in memoria di Altiero Spinelli

Targa che dichiara il "Caffè Greco" "di interesse particolarmente importante"


Questa targa, posta in Via Condotti, in prossimità dello storico "Caffè Greco", è stata posta il 27 Luglio del 1953 in questo luogo per celebrare il fatto che, ai sensi degli articoli 1, 2 e seguenti della legge 1 Giugno 1939,  il "Caffè Greco" è dichiarato "luogo di interesse particolarmente importante".

Targa in memoria di Alfredo Mosca e Mario Felicioli


La targa, situata in Via delle Colonnette, ricorda gli antifascisti Alfredo Mosca e Mario Felicioli, aderenti rispettivamente al Partito Socialista il primo e al Partito Comunista il secondo, ed uccisi nell'eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 Marzo 1944.

Targhe in memoria di Antonio Canova

Presso quello che fu lo studio del grande scultore Antonio Canova sono poste diverse targhe commemorative.


La prima di queste targhe, in lingua Latina, è stata posta nel 1822, quindi proprio nell'anno in cui lo scultore di Possagno morì.


La seconda targa commemorativa presso lo studio del Canova, è stata qui posta nel 1871, e la frase è un classico esempio del pomposo linguaggio celebrativo dei primi anni dell'Italia Unita: "Da questo studio la scultura usciva rinovellata per opera di Antonio Canova". In omaggio al grande scultore, la lapide è contornata da diversi frammenti di bassorilievi.


La terza targa è collocata sempre sullo stesso muro delle altre due, sotto al busto dello scultore, scolpito dallo scultore Ettore Ferrari su disegni dell'architetto Cesare Bazzani, e rappresenta una versione bronzea del celebre autoritratto del Canova. La particolarità di questa targa è dovuta all'anno: si legge infatti MMDCLXX, ovvero 2670. L'anno sarebbe infatti calcolato ab Urbe condita, ovvero dalla fondazione della Città di Roma, ed equivale al 1916. Questa scelta, secondo alcuni, è motivata dall'appertenenza dello scultore Ettore Ferrari alla Massoneria.



Targa in memoria di Corrado Alvaro


Questa targa, in memoria dello scrittore Corrado Alvaro, è situata in Vicolo del Bottino, nella casa ove il letterato visse molti anni e si spense, come scritto sulla targa, l'11 Giugno del 1956.
La targa è stata posta in questo luogo dal Comune di Roma e dalla Fondazione Corrado Alvaro nel 2006, come si può vedere dalla data posta in basso a destra.

Targa in memoria di Trilussa


Situata in Via del Babuino, nel Rione Campo Marzio, questa targa commemora la nascita del poeta Carlo Alberto Salustri, più noto con lo pseudonimo di Trilussa, avvenuta in questo palazzo il 26 Ottobre 1871.
La targa fu posta, come scritto, dal Comune di Roma nel centenario della nascita del poeta.
A Trilussa è dedicata anche un'altra targa in Via Maria Adelaide, nel Rione Campo Marzio, situata presso la casa in cui più tardi visse e morì.

Targa del gemellaggio tra Via del Babuino e Madison Avenue


Questa targa, posta in Via del Babuino in prossimità dell'incrocio con Via Laurina, è stata posta dal Comune di Roma insieme al Madison Avenue B.I.D. (Buiseness Improvement District) e l'Associazione Via del Babuino il 21 Aprile 2004, per celebrare il gemellaggio tra Via del Babuino e la Madison Avenue di New York avvenuto il 16 Ottobre 2002.
La targa è scritta sia in Italiano che in Inglese, proprio nello spirito del sopracitato gemellaggio.

Le targhe commemorative del Rione Campo Marzio

A seguire, suddivise per strada (ordinate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nel Rione Campo Marzio.


Via del Babuino
- Targa del gemellaggio tra Via del Babuino e la Madison Avenue di New York
Targa in memoria di Girolamo Bonaparte
Targa in memoria di Julius Slowacki
- Targa in memoria di Trilussa

Via Bocca di Leone
Targa in memoria di Ingeborg Bachmann
Targa in memoria di Roberto ed Elisabetta Browning
Targa in memoria di Giovanni Lanza
Targa in memoria di Henryk Sienkiewicz

Vicolo del Bottino
-Targa in memoria di Corrado Alvaro

Via Angelo Brunetti
- Targa in memoria della casa di Angelo Brunetti

Via di Campo Marzio
Targa in memoria di Antonio Bussi
Targa in memoria di Giuseppe Verdi

Via Antonio Canova
-Targa in memoria di Antonio Canova
-Targa in memoria di Antornio Canova
-Targa in memoria di Antonio Canova

Via Capo le Case
- Targa in memoria di Santa Teresa del Bambino Gesù

Via delle Carrozze
- Targa in memoria della fondazione della rivista "Prospettive nel mondo"

Via delle Colonnette
-Targa dell'importante interesse artistico dello Studio Canova
-Targa in memoria di Alfredo Mosca e Mario Felicioli

Via dei Condotti
Targa in memoria di Antonio Bosio
- Targa della dichiarazione di "interesse particolarmente importante" del Caffè Greco
Targa in memoria di Giacomo Leopardi

Via del Corso
-Targa in memoria di Tullio Giannotti
-Targa in memoria dei lavori per rettificare Via del Corso
-Targa in memoria di Wolfgang Goethe

Piazza del Ferro di Cavallo
-Targa in memoria di Mario Felicioli, Renzo Giorgini, Alfredo Mosca e Alfredo Pasqualucci
-Targa in memoria di Ercole Rosa

Largo della Fontanella di Borghese
Targa in memoria di Michele Amari
Targa in memoria di Luigi de Ambrois de Nevache

Via Frattina
Targa in memoria di James Joyce
Targa in memoria di Sigrid Undset

Via Gregoriana
Targa in memoria di Jean Auguste Dominique Ingres

Via dei Greci
Targa in memoria di Giuseppe Sirtori

Via in Lucina
Targa in memoria di Alberto Alessi

Via della Lupa
-Targa in memoria di Filiberto Zolito

Via Margutta
-Targa in memoria di Giordano Bruno Ferrari
-Targa in memoria dei 25 anni del Fico Marguttiano
-Targa in memoria della caduta del Fico Marguttiano
-Targa in memoria del restauro della Fontana degli Artisti
-Targa in memoria di Mille bambini a Via Margutta
-Targa in memoria di Giulietta Masina e Federico Fellini
-Targa in memoria dell'istituzione degli Studi Patrizi
-Targa in memoria di Vincenzo Ottone Petrillo
-Targa del Salotto del Fico Marguttiano

Via Maria Adelaide
Targa in memoria di Trilussa

Piazza Nicosia
-Targa in memoria dell'istituzione ad opera di Papa Clemente VIII del Collegio Clementino
-Targa in memoria di Antonio Mea e Pierino Ollanu
-Targa in memoria di Wolfgang Amadeus Mozart

Piazza del Popolo
- Targa in memoria di Angelo Targhini e Leonida Montanari

Via dei Portoghesi
- Targa in memoria dell'acquisto della Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi da parte del Cardinale Antonio Martins de Chaves

Via dei Prefetti
Targa in memoria di Giovanni De Romanis
-Targa in memoria di Vincenzo Monti
-Targa in memoria di Samuel Morse

Passeggiata di Ripetta
Targa in memoria di Leonida Bissolati
- Targa in memoria di Ercole Rosa

Via di Ripetta
Targa in memoria di Ciceruacchio
- Targa in memoria di Eleonora Fonseca Pimentel

Via della Scrofa
Targa in memoria di San Luigi Gonzaga
Targa in memoria di Alberto Marchesi
Targa in memoria di José Carlos Mariategui
Targa in memoria di Torquato Tasso

Via Sistina
Targa in memoria di Hans Christian Andersen
-Targa in memoria di Giovanni Battista Piranesi, Alberto Thorvaldsen e Luigi Canina
-Targa in memoria di Federico Zuccari

Piazza di Spagna
Targa in memoria di Mario Fioretti
-Targa in memoria di Giovanni Sgambati

Via della Stelletta
- Targa in memoria di Domenico Jaforte
Targa in memoria di Antonio Giustiniani e Rosario Pitrelli

Piazza della Torretta
-Targa in memoria della FUCI e del suo fondatore Romolo Murri

Scalinata di Trinità dei Monti
-Targa in memoria di John Keats

Via del Vantaggio
- Targa in memoria di Alessandro Ivanov

Le targhe commemorative di Roma

A Roma sono nati in tanti, da Roma son passati in tanti, ed a Roma son successe tante cose. Questo, oltre a rendere la Città Eterna un posto unico, fa sì che vi siano innumerevoli targhe commemorative che ricordano persone o eventi specifici. Questa pagina serve, appunto, a raccogliere queste targhe e raccontarne le storie.

Le targhe del Rione Monti
Le targhe del Rione Trevi
Le targhe del Rione Colonna
Le targhe del Rione Campo Marzio
Le targhe del Rione Ponte
Le targhe del Rione Parione
Le targhe del Rione Regola
Le targhe del Rione Sant'Eustachio
Le targhe del Rione Pigna
Le targhe del Rione Campitelli
Le targhe del Rione Sant'Angelo
Le targhe del Rione Ripa
Le targhe del Rione Trastevere
Le targhe del Rione Borgo
Le targhe del Rione Esquilino
Le targhe del Rione Ludovisi
Le targhe del Rione Sallustiano
Le targhe del Rione Castro Pretorio
Le targhe del Rione Testaccio
Le targhe del Rione San Saba
Le targhe del Rione Prati

Via Nazionale



L'odierna via Nazionale è una strada, compresa nei Rioni Monti e Castro Pretorio, che collega, attraverso un rettilineo, il Largo Magnanapoli a Piazza della Repubblica.
Ma la storia di questa via non inizia con l'attuale Via Nazionale, bensì molto prima. Ci troviamo infatti in un punto molto strategico, ovvero la vallata compresa tra i Colli Quirinale e Viminale, e che perciò, già nella Roma Serviana, fu utilizzato come tragitto per collegare l'area dei Fori all'antica Porta Collina delle Mura Serviane. Tale strada fu detta Vicus Longus, ed era quasi perfettamente parallela al Vicus Patricius (l'odierna Via Panisperna) che dall'area dei Fori raggiungeva la Porta Viminalis. Proprio in fondo al Vicus Longus, nella parte più alta e più settentrionale, furono costruite, a partire dal 298, le Terme di Diocleziano.
All'epoca dell'Antica Roma, la vallata tra il Quirinale ed il Viminale era più vasta, ed infatti il tragitto del Vicus Longus era leggermente diverso da quello dell'attuale Via Nazionale: infatti, il livello del terreno di quest'area è, nei secoli, molto salito. Per farci un'idea a riguardo, basta vedere la Chiesa di San Vitale, posta ben al di sotto del livello stradale, che ci fa capire quale fosse il livello del terreno nel Medioevo.
Nell'epoca di Roma Antica, dunque, il Vicus Longus rivestiva la sua importanza: sappiamo che nel I Secolo a.C. all'inizio di essa fu costruito il Santuario di Diana Planciana, su iniziativa dell'edile Cornelio Plancio, e che, nel tratto compreso tra la via e l'Alta Semita (odierna asse Via del Quirinale-Via XX Settembre) sorgevano diverse Domus di Patrizi Romani ed il complesso delle Terme di Costantino. Come detto in precedenza, nel 298, al termine di questa strada, furono costruite le Terme di Diocleziano.
Nel IV Secolo, in questa via sorge un Oratorio dedicato ai Santi Gervasio e Protasio, martiri di Milano figli di San Vitale, Oratorio che, grazie alle donazioni della matrona Vestina, viene, nel 402, ristrutturato ed elevato a Basilica, consacrato da Papa Innocenzo I e conosciuto, da allora, come Titulus Vestinae e che prenderà, intorno al 595, il nome di San Vitale.
Per via di questa Chiesa, nel Medioevo, il vecchio Vicus Longus, ormai in una zona prevalentemente campestre, prenderà il nome di Strada di San Vitale. Sappiamo che per secoli, in questa zona, non vi sarà alcuna nuova urbanizzazione. Per avere chiara la situazione nel periodo tra il Medioevo ed il XIX Secolo, possiamo vederlo nella Mappa del Nolli. Nel frammento che qui pubblichiamo, abbiamo segnato in giallo quella che all'epoca era la Via di San Vitale che, come vediamo, partiva grosso modo dalla via dei Serpenti, si restringeva dopo la Basilica di San Vitale, per poi interrompersi all'incrocio con la Via delle Quattro Fontane.


La svolta per questa strada avvenne nel XIX Secolo, quando, dopo l'istutuzione della prima ferrovia Roma-Frascati (1856) si iniziò a pensare all'edificazione di una nuova stazione ferroviaria nell'area limitrofa alle Terme di Diocleziano, per lo più su pressione di Monsignor Francesco Saverio De Merode, Proministro alle Armi Pontificie di Pio IX, che aveva interessi nell'area in questione. Fu così che nel 1859 fu tracciata la nuova strada, volta a rendere più agevole il collegamento con l'area della nuova stazione (i cui lavori sarebbero iniziati nel 1862), che fu chiamata Strada Nuova Pia (per distinguerla dalla Strada Pia, voluta da Pio IV, e corrispondente all'attuale Via XX Settembre). Il tracciato della nuova via portò all'innalzamento del livello stradale (fu in quest'occasione che fu costruita la scalinata di fronte alla Basilica di San Vitale), e portò quindi la strada ad essere prolungata oltre l'incrocio con Via delle Quattro Fontane, fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, situata dove era lagrande esedra delle Terme di Diocleziano, da cui nascerà, pochi decenni dopo, Piazza dell'Esedra.
Nel 1868 inizierà anche la costruzione di un moderno quartiere nella parte più alta della via, sempre sui terreni di proprietà del De Merode, che riguarderà l'area delle attuali Via Firenze, Via Napoli, Via Torino e Via Modena. Il primo edificio costruito, l'odierno civico 5 di Via Nazionale, reca, sopra il portone, la seguente scritta: "Primo fabbricato eretto in questo nuovo borgo fra gli anni 1868-1870 Proprietà di Gaetano Rossi libera da ogni peso e canone". Riportiamo l'epigrafe nella foto sottostante.


Tuttavia, non passa inosservato il carattere speculativo del nuovo quartiere. Si dice che Papa Pio IX, passando dai cantieri e nel vedere impiegata nella costruzione dei nuovi edifici una pietra bianca piuttosto scadente, domandò se "le case si costruissero anche con la ricotta".
Nel 1870, come noto, le truppe Sabaude entrarono a Roma e la Città Eterna entrò a far parte del nuovo Stato Sabaudo, divenendone la Capitale. La necessità di nuovi alloggi e nuove opere era ingente, ed il nuovo nucleo in costruzione rappresentava un importante punto di partenza per i Piemontesi, che rinnovarono la convenzione che il De Merode aveva stipulato con lo Stato Pontificio, seppur con delle perplessità sul progetto. Le autorità del nuovo Stato, infatti, decisero di acquisire le aree edificabili interessate dal progetto senza apportare modifiche solo per la presenza di fabbricati già edificati o comunque in costruzione, ma ritenevano, definendo incomoda l'obliquità delle strade (che, tuttavia, erano tra le più rettilinee di Roma in quel momento). I Piemontesi, infatti, fino alla morte di Vittorio Emanuele II, non smisero di pensare ad una deviazione della strada (cui avevano cambiato il nome in Via Nazionale) fino alla Fontana di Trevi, progetto che fu però abbandonato, preferendo mantenere il tracciato già stabilito fino a Largo Magnanapoli e poi fino a Piazza Venezia (inizialmente anche le attuali Via IV Novembre e Via Cesare Battisti facevano parte di Via Nazionale).
Villa Aldobrandini
Il nome di Via Nazionale fu stabilito dalla delibera della giunta Comunale del 30 Novembre 1871 nella quale si decisero i nomi delle nuove strade del "Quartiere De Merode", come era chiamato in quel periodo. Con l'occasione, si dettero alle nuove strade i nomi di Via Torino, Via Firenze, Via Napoli, Via Genova e Via Modena.
Per tracciare la parte di Via Nazionale tra Via dei Serpenti e Piazza Venezia, i Piemontesi furono costretti a lavori non indifferenti, come lo sbancamento di una parte della Villa Aldobrandini e la costruzione del muraglione di contenimento, fatto che riportò alla luce la Porta Sanqualis, un'antica porta delle Mura Serviane, oggi situata nell'aiuola centrale di Largo Magnanapoli, ma tuttavia portò alla distruzione di alcuni resti delle Terme di Costantino.
L'idea urbanistica, come mostra il Piano Regolatore di Roma del 1873, era quella di proseguire la strada oltre Piazza Venezia con uno sventramento che avrebbe collegato la strada al Tevere, da cui con un ponte si sarebbe potuti arrivare alla zona di San Pietro e del Vaticano. La strada in questione, realizzata a partire dagli anni Ottanta del XIX Secolo, fu la nuova arteria di Corso Vittorio Emanuele II.

Una mappa tratta dalla guida di Roma e dell'Italia centrale di Karl Baedeker del 1875, ci mostra l'area di Via Nazionale verso Piazza dell'Esedra, l'area più interessata dall'intervento urbanistico del De Merode.

Con l'annessione di Roma allo Stato Italiano, oltre ai lavori per terminare il tracciato della Via, proseguì anche l'urbanizzazione di Via Nazionale: nel 1874 fu costruito l'Hotel Quirinale, opera dell'architetto Patrini, voluto dall'imprenditore Domenico Costanzi che, pochi anni dopo, fece costruire, in Via del Viminale, il Teatro Costanzi, divenuto poi Teatro dell'Opera, collegato all'albergo attraverso un passaggio sotterraneo. Negli anni successivi sorsero numerosi edifici residenziali su Via Nazionale, come il Palazzo Pascucci, i Palazzi Calderai e Morosi, opera di Moretti, l'edificio ai civici 66-69, opera del 1888 di Carimini, ed i palazzi Voghera ed Hueffer, entrambi opera di Gaetano Koch.

L'Hotel Quirinale in un'immagine d'epoca
Tra il 1873 ed il 1880 fu costruita, proprio su Via Nazionale, la prima Chiesa non Cattolica di Roma. Non dimentichiamo che, sotto lo Stato Pontificio, a Roma non era consentita la costruzione di Chiese non Cattoliche, e nel 1873 ebbe inizio la costruzione della Chiesa Protestante Episcopale di Saint Paul within Walls (San Paolo entro le Mura), opera di John Edmund Street e che ospita al suo interno un mosaico eseguito su disegni di Edward Burne Johnes. Nel 1878 fu fatto il primo concorso per un edificio pubblico a Roma, ovvero quello per la realizzazione del Palazzo delle Esposizioni, concorso vinto da Pio Piacentini che lo realizzò tra il 1880 ed il 1882. All'epoca fu molto criticato per l'assenza di finestre sulla facciata e per un apparato statuario poco efficace, in cui per la prima volta era assente qualsiasi riferimento religioso, cosa esplicitamente voluta dalla politica anticlericale dello Stato Italiano nei primi decenni della sua esistenza. Il Palazzo diverrà un punto di riferimento della vita culturale di Roma, e nei secoli ospiterà molte importantissime mostre. Tra il 2003 ed il 2007 ha subito un importante restauro ad opera dell'architetto Paolo Desideri.
Tra il 1886 ed il 1894, Gaetano Koch costruì quello che rappresenta l'unico edificio istituzionale situato in Via Nazionale, ovvero il Palazzo della Banca d'Italia, noto anche come Palazzo Koch per via del suo architetto, che sorge dove prima era l'orto Mercurelli. Di fronte a questo edificio sorsero, nel 1900, i Magazzini Piatti, costruiti con ampie vetrate che potessero garantire la massima esposizione dei prodotti in vendita, e che seppur non più attivi, ospitano tutt'ora attività commerciali. Di fianco ad essi sorge il Teatro Eliseo, nato nel 1900 nella terrazza del limitrofo Palazzo Rospigliosi, fu inaugurato nel 1910 come teatro Apollo e, nel 1914, ne fu spostato l'ingresso su Via Nazionale.
Proprio di fianco all'Eliseo, sorge quello che è nato come Grande Magazzino Rovatti, costruito nello stesso periodo del teatro ed anch'esso in stile Liberty. Oggi è occupato dai negozi Goldenpoin e La Gardenia, che hanno sostituito il preesistente Caffè Renault che ha occupato questo spazio negli anni precedenti.
Nel 1909, invece, avvenne un nuovo mutamento all'assetto urbanistico della zona: fu infatti inaugurato il traforo che, passando sotto i Giardini del Quirinale, collega Via del Tritone a Via Nazionale, raggiungendola proprio di fianco al Palazzo delle Esposizioni. Nel progetto originale, già presente nel Piano Regolatore del 1873, la via che da lì partiva avrebbe dovuto raggiungere la Basilia di San Giovanni in Laterano. Tuttavia, il progetto non fu mai attuato, e via Milano si fermò all'incrocio con Via Panisperna.
Il 24 Maggio del 1920, una manifestazione Nazionalista che celebrava i cinque anni dall'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale finì in un vero bagno di sangue avvenuto proprio in Via Nazionale, sulle scale del Palazzo delle Esposizioni, con la morte di otto manifestanti in seguito a una sparatoria con le forze dell'ordine.

Il Grande Emporio Roma, un tempo attivo in Via Nazionale
Fino al 1930 Via Nazionale era transitata da un tram, abolito poi con la ""riforma tranviaria" del 1930. Nel 1970 sulla strada furono istituite le corsie preferenziali per autobus e taxi, tuttora in funzione.
Tra i numerosi storici negozi non più esistenti che negli anni sono stati attivi in questa strada, ricordiamo il Grande Emporio Roma, all'altezza di Villa Aldobrandini.


A partire dagli anni '90, con la cosiddetta "Cura del ferro", si è aperto un dibattito sulla possibilità di prolungare il tram 8 fino a Termini facendolo passare per Via Nazionale o di farvi passare una nuova linea, ma la proposta, in ogni caso, non ha avuto alcun seguito.
Oggi Via Nazionale è un'importante arteria del Centro di Roma, che collega la zona di Piazza Venezia all'area della Stazione Termini, mantenendo dunque l'originaria funzione urbanistica per cui fu pensata da Monsignor De Merode. Questo fatto la rende un fondamentale luogo di passaggio per chi dall'area di Piazza Venezia si reca alla Stazione Termini e vice versa, ed ha favorito il nascere di numerose attività commerciali in questa zona.
Queste attività commerciali, anche, si susseguono sulla strada sin dalle sue origini: nel 1889 era presente al numero civico 14 lo studio del Dottor Adler, dentista statunitense che esercitava qui la propria professione. Inoltre, come già detto in precedenza, sula strada era presente un importante grande magazzino, il Grande Magazzino Rovatti, dove oggi si trovano i negozi Goldenpoint e La Gardenia.

La vetrina del negozio Bata in Via Nazionale
Di fronte ad esso, all'angolo con Via dei Serpenti, sorge lo storico negozio d'abbigliamento Socrate, al cui fianco è il negozio di scarpe Bata.
Salendo, nei pressi di Piazza della Repubblica, si trova invece il negozio di articoli sportivi Esedra Sport.