Quartiere Pietralata

Il Quartiere Pietralata si trova tra le Via Nomentana e la Via Tiburtina, nell'area intorno all'omonima Via di Pietralata, fino al fiume Aniene.
Il nome deriva da una corruzione di Prata Lata, antico nome di un ampio latifondo che, fin dal tempo dell'Antica Roma, si estendeva in questa zona.
Forse proprio sui resti della villa di questo tenimento, sorse il cosiddetto Castello di Pietralata, e nel 1420 è documentata la vendita di una torre e del terreno circostante dagli Stefaneschi ai Colonna, torre che nel XVII Secolo passò alla famiglia Naro.
Il Castello di Pietralata fu invece proprietà a partire dal XVI Secolo di Orazio di Pietralata quindi di Giovan Battista di Pietralata, Vescovo di Sant'Angelo in Vado, poi dei Lante, dei Ruberti e quindi del Principe Stanislao Poniatowski (Varsavia 1754 - Firenze 1833). Successivamente, il tenimento fu venduto alla famiglia Mazzetti, che lo unificò alle proprietà limitrofe. In questo periodo la tenuta fu di tale importanza che Papa Gregorio XVI Cappellari conferì alla famiglia Mazzetti il Marchesato di Pietralata: per questa ragione ancora oggi i Mazzetti sono noti come Mazzetti di Pietralata. Anche loro, più tardi, cedettero i possedimenti che divennero proprietà dei Torlonia.
L'antica Via di Pietralata era ben più lunga dell'attuale, che rappresenta solamente la parte interna a quella che un tempo era la vasta tenuta. La strada, infatti, partiva originariamente dalla Via Nomentana di fianco a Villa Torlonia, seguendo il percorso delle attuali Via Alessandro Torlonia e Via Giovanni Battista De Rossi, entrambe nel Quartiere Nomentano, quindi raggiungeva l'attuale tracciato stradale.
La Via Tiburtina fino al Novecento è stata abbondantemente percorsa da carri trasporanti prodotti agricoli, per via della presenza di un importante mercato di prodotti di questo tipo proprio lungo questa consolare. L'area del Quartiere Pietralata si presentava infatti come un'ampia zona agricola.
Negli anni successivi al 1870, a Roma furono costruiti diversi forti a difesa della città, tra i quali il Forte di Pietralata, situato proprio nel Quartiere Pietralata.



Nel 1922 nacque all'interno della vecchia tenuta il primo nucleo della borgata di Pietralata. Nell'area furono trasferite 4mila persone, in gran parte ex combattenti della guerra di Libia e dedite all'agricoltura, che ottennero qui un terreno a prezzi di favore dall'Opera Nazionale Combattenti. Sorse così una borgata, pensata come satellite rispetto alla zona centrale di Roma, e adibita principalmente all'agricoltura. Sorsero così sei strade poderali che partivano da Via di Pietralata, collegandola ai casali agricoli, e sorsero numerosi orti intorno ai poderi. Nacquero anche la Chiesa, la scuola e le prime palazzine del Quartiere. Il primo nucleo di Pietralata fu diviso in due zone, dette Pietralata Truzzi e Pietralata Ranucci dai nomi delle proprietà principali della zona.
Negli anni Trenta la zona fu dotata di un sistema fognario e si lavorò anche per metterla al riparo dalle piene del vicino fiume Aniene. Per quanto riguarda i nomi delle strade, il Governatorato di Roma scelse nomi di antiche Divinità agrestri a testimoniare la vocazione agricola della zona.
Tra il 1935 ed il 1940 nuovi abitanti, sfollati dai luoghi degli sventramenti nel centro di Roma, vennero trasferiti nella borgata.
A Pietralata, durante l'occupazione di Roma da parte delle truppe naziste, ebbe luogo il cosiddetto Eccidio di Pietralata, quando nove partigiani del gruppo Bandiera Rossa Roma che avevano assaltato la caserma del Forte Tiburtino ed un ciclista che passava casualmente di lì furono uccisi dalle SS.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Quartiere Pietralata conobbe un nuovo impulso edilizio. A partire dal 1953 molte delle nuove casette furono sostituite da nuove abitazioni, così come tra il 1957 ed il 1964 molti dei vecchi lotti furono sostituiti da palazzi più grandi.
Nel 1961 il Quartiere Pietralata fu ufficialmente istituito, in corrispondenza dell'area precedentemente occupata dal dissolto Suburbio Nomentano.

Via del Peperino durante un allagamento negli anni Sessanta

Pietralata nei decenni ha mantenuto una forte identità, dovuta anche ad un parziale isolamento nel contesto urbano di Roma. Importanti punti di riferimento per il Quartiere furono la Chiesa ed il Partito Comunista Italiano (PCI), che qui era elettoralmente molto forte al tempo in cui esisteva.
Proprio su iniziativa del PCI locale nacque una squadra di calcio, la Polisportiva Albarossa, che disputava le proprie partite nel Campo Sportivo XXV Aprile.



Nel 1979 fu alzato il piano stradale al di sopra del livello dell'Aniene per porre fine al problema delle piene, e nel 1990 arrivò nel Quartiere Pietralata la linea B della metropolitana di Roma.
Nel 2011, ai limiti sudoccidentali del quartiere, è stata inaugurata la nuova Stazione Tiburtina, adibita al transito di treni ad alta velocità.
Oggi a Via di Pietralata resistono ancora numerosi laboratori ed esercizi commerciali storici, ma stanno nascendo anche nuovi locali di tendenza, come la discoteca Lanificio e il Fish Market, ristorante specializzato in pesce.

Chiese:
Sant'Atanasio a Via Tiburtina
San Fedele da Sigmaringa
Cappella della Madonna delle Grazie
San Michele Arcangelo a Pietralata
San Romano Martire
San Vincenzo Pallotti

Siti Archeologici:
Acquedotto dell'Aqua Virgo

Architetture Militari:
Forte Pietralata

Fermate della Metropolitana:
Tiburtina (B, FR1, FR2)
Quintiliani (B)
Monti Tiburtini (B)
Pietralata (B)
Santa Maria del Soccorso (B)
Ponte Mammolo (B)

Targa in memoria di Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo


La targa in questione si trova in Via Giovanni Battista Vico, nel Quartiere Flaminio, e ricorda il Colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo (Roma 1901 - Roma 1944), colonnello del Genio Militare, Medaglia d'Oro al Valor Militare, membro della Resistenza Militare Clandestina, che presso questa casa abitò tra il 1940 ed il 1943. Arrestato dalle truppe Naziste, dopo essere stato detenuto nel carcere di Via Tasso, fu ucciso il 24 Marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

Targa in memoria di Filippo Tommaso Marinetti


La targa in questione si trova in Piazza Adriana, nel Rione Prati, e ricorda il poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d'Egitto 1876 - Bellagio 1944), fondatore del movimento Futurista che presso questa casa visse.

Monumento in memoria dei caduti di tutte le guerre dell'Aventino


Il monumento in questione si trova in Largo Manlio Gelsomini, nel Rione Ripa, e ricorda i caduti in tutte le guerre della zona del colle Aventino.
Il monumento è stato qui posto dal Comune di Roma.

Targa in memoria dell'inizio della Dolce Vita


La targa in questione si trova in Piazza Sidney Sonnino, nel Rione Trastevere, e ricorda come in un locale un tempo qui esistente, il ristorante Rugantino, il 5 Novembre 1958 ebbe inizio quel periodo che per Roma è detto "La Dolce Vita".
In quella data, l'attrice Turca di origini Armene e Libanesi, Aiche Nanà, dette luogo a uno spogliarello estremamente audace per l'epoca, considerato l'inizio simbolico della Dolce Vita. Nel film di Federico Fellini che ha reso celebri quegli anni, chiamato appunto La Dolce Vita, l'episodio è citato.
La targa è stata qui posta nel 2010.


Targa in memoria di Claudio Villa


La targa in questione si trova in Via della Lungara, nel Rione Trastevere, e ricorda il cantante Claudio Villa (Roma 1926 - Padova 1987), il cui vero nome era Claudio Pica, che presso il civico 21 di Via della Lungara nacque.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1997.

Targa in memoria di Gianfranco Funari


La targa in questione si trova in Via degli Orti d'Alibert, nel Rione Trastevere, e ricorda il giornalista Gianfranco Funari (Roma 1932 - Milano 2008), che presso questa strada nacque.

Targa in memoria della Cappellina del Santissimo Crocefisso e dell'incontro tra San Pietro e San Paolo


La targa in questione si trova in Via Ostiense, nel Quartiere Ostiense, e ricorda come in questo luogo sorgeva, fino agli inizi del XX Secolo, una Cappellina dedicata al Santissimo Crocefisso. Questa Cappellina era qui situata poiché segnava il luogo tradizionale dell'incontro tra San Pietro e San Paolo prima che le loro strade si dividessero affinché fossero entrambi martirizzati.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma, "auspice l'associazione fra i Romani", in occasione del Giubileo del 1975.

Targhe in memoria di Michelangelo Buonarroti e del riconoscimento della Cecoslovacchia da parte dell'Italia


Le targhe in questione si trovano in Piazza della Madonna di Loreto, nel Rione Trevi.
La prima delle tre targhe ricorda l'artista Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564), che presso una casa che un tempo era in questi dintorni morì nel 1564. La targa fu posta presso quell'edificio dal Comune di Roma nel 1571.
La seconda targa ricorda come la targa in memoria di Michelangelo si trovasse addossata ad un edificio che è stato demolito e che al momento della demolizione è stata spostata sul Palazzo delle Assicurazioni Generali.
La terza targa ricorda invece come in questa Piazza, nel 1916, il Governo Italiano riconobbe il nuovo stato della Cecoslovacchia. Questa targa è stata qui posta nel 2004.

Targa in memoria di Wolfgang Amadeus Mozart


La targa in questione si trova in Piazza Nicosia, nel Rione Campo Marzio, e ricorda il compositore Austriaco Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 - Vienna 1791), che presso una casa che qui sorgeva visse.
La targa è stata qui posta nel 1996 dal Comune di Roma e dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.

Targa in memoria di Antonio Mea e Pierino Ollanu


La targa si trova in Piazza Nicosia, nel Rione Campo Marzio, e ricorda il Brigadiere dei Carabinieri Antonio Mea e l'Agente Pierino Ollanu, morti il 3 Maggio 1979 in un attentato delle Brigate Rosse contro la sede della Democrazia Cristiana del Lazio, che qui si trovava.
La targa è stata qui posta dalla Democrazia Cristiana di Roma.

Targa in memoria del Collegio Clementino


La targa in questione si trova in Piazza Nicosia, nel Rione Campo Marzio, e ricorda il Collegio Clementino, un istituto Religioso di istruzione fondato a Roma nel 1595 per volontà di Papa Clemente VIII Aldobrandini - da cui ha preso il nome e gestito dai Padri Somaschi.
Il Collegio fu demolito per la costruzione dei Lungotevere. Nella targa è ricordato come tra i suoi allievi vi fu Prospero Lambertini, divenuto Papa con il nome di Benedetto XIV.

Targa in memoria di Cipriano Facchinetti


La targa in questione si trova in Corso Rinascimento, nella parte della strada che ricade nel Rione Sant'Eustachio, e ricorda il giornalista e uomo politico Cipriano Facchinetti (Campobasso 1889 - Roma 1952), che presso questa casa visse.
La targa è stata qui posta in occasione del dodicesimo anniversario della morte del Facchinetti (quindi nel 1964) dall'Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA).

Targa in memoria di Giuseppe Gioacchino Belli


La targa in questione si trova in Via dei Redentoristi, nel Rione Sant'Eustachio, e ricorda il poeta, autore di numerosi stornelli in vernacolo Romanesco, Giuseppe Gioacchino Belli (Roma 1791 - Roma 1863), che presso questa casa nacque.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1994.

Quartiere Ardeatino

Il Quartiere Ardeatino si estende in un'area compresa tra i tratti iniziali della Via Cristoforo Colombo e della Via Appia Antica, lungo la Via Ardeatina, dalla quale il quartiere prende il nome.
Questa strada ha origini molto antiche, il suo tracciato risale probabilmente al VII Secolo a.C. e serviva a collegare Roma con l'antica città di Ardea. Oggi la via esiste con un tracciato estremamente simile e collega Roma con la moderna Ardea, di fatto rifondata in seguito a un bonifica del territorio avvenuta nel 1932 (prima il borgo era stato ridotto a frazione di Genzano di Roma).
L'area del Quartiere Ardeatino rimase per numerosi secoli una zona pienamente di campagna, che vede numerose testimonianze dell'Antica Roma sul versante dell'Appia Antica compreso nel quartiere.

La medievale Tor Marancia, che da il nome all'omonima zona

Fu sempre lungo l'Appia Antica che sorsero numerose Catacombe, come quella di San Callisto e quelle di Santa Domitilla, usate dai primi Cristiani come luogo di preghiera e sepoltura. Importanti Catacombe presenti sono anche quelle di San Sebastiano, sopra le quali è stata costruita l'omonima Basilica, compresa nel giro delle Sette Chiese di Roma: anche per questa ragione, una strada del Quartiere è detta Via delle Sette Chiese, e collega la Basilica di San Sebastiano alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura.
In quest'area, San Paolo ricevette il martirio: una volta decapitato, la sua testa rimbalzò a terra tre volte, e in ogni punto in cui rimbalzò sgorgò miracolosamente una fonte d'acqua. Per questa ragione, l'area fu detta delle Tre Fontane e nella zona sorse un grande complesso Religioso.
Intorno agli anni Trenta del XX Secolo, iniziarono a sorgere i primi villini, estremamente semplici, nella zona di Tor Marancia, in cui iniziò a sorgere anche una borgata. Questa parte, al tempo, ricadeva nel territorio del Quartiere Ostiense. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta, non lontano da quella zona fu tracciata la Via Imperiale, oggi nota come Via Cristoforo Colombo, che partendo dalle Mura Aureliane raggiunge Ostia.
In seguito all'armistizio dell'8 Settembre 1943, la zona fu strettamente legata agli eventi della Seconda Guerra Mondiale avvenuti a Roma. Nei giorni immediatamente successivi all'armistizio, infatti, alcune truppe Tedesche si scontrarono con l'Esercito Italiano in una zona detta Montagnola situata al confine tra il Quartiere Ostiense e l'Ardeatino, dove sorge il Forte Ostiense.
Il 24 Marzo 1944, invece, come rappresaglia per l'attentato compiuto il giorno precedente in Via Rasella, nel Rione Trevi, da alcuni partigiani dei GAP contro le truppe delle SS, 335 tra Antifascisti, Ebrei e altri detenuti furono condotti in una cava di pozzolana lungo la Via Ardeatina e trucidati. Questo episodio è noto come Strage delle Fosse Ardeatine, e dopo la fine della guerra sull'area del massacro è stato costruito un mausoleo.
Il Quartiere Ardeatino è stato ufficialmente istituito nel 1961: il suo territorio è nato attraverso la fusione tra il vecchio Suburbio Ostiense e la parte del Quartiere Ostiense a Est della Via Cristoforo Colombo.
Oggi il Quartiere è formato da diversi nuclei: un'area residenziale lungo la Colombo, una parte di verde e un'area archeologica lungo la Via Appia Antica.

Chiese:
Abbazia delle Tre Fontane
Santissima Annunziata a Via Ardeatina
Annunziatella
Santa Francesca Romana
Gesù Buon Pastore
San Josemaria Escrivià
Cappella della Madonna di Fatima
Santa Maria in Scala Coeli
Santi Martiri dell'Uganda
Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia
San Paolo alle Tre Fontane
San Sebastiano fuori le Mura
Santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane
San Vigilio

Chiese non più esistenti:
Basilica Paleocristiana Circiforme presso Via Ardeatina
Chiesa di San Nicola a Capo di Bove

Catacombe:
Catacombe di Balbina
Catacombe di San Callisto
Catacombe di Domitilla
Catacombe dei Santi Marco e Marcelliano
Catacombe di San Sebastiano

Siti archeologici:
Domus Marmeniae o Villa di Tor Carbone
Tomba dei Licini
Sepolcro di Priscilla
Mausoleo di Sant'Urbano Martire
Villa Romana del Casale delle Vignacce

Monumenti:
Statua del Cavallino
Monumento ad Enrico Riziero Galvaligi
Mausoleo delle Fosse Ardeatine

Architetture militari:
Forte Appia Antica
Forte Ardeatino

Zone, località ed altri toponimi:
Grottaperfetta
Montagnola
Tor Marancia

Strade:
Piazza dei Navigatori
Via della Travicella

Targa in memoria della resistenza della Repubblica Romana


La targa in questione si trova in Piazza San Pietro in Montorio, nel Rione Trastevere, e ricorda la resistenza della Repubblica Romana che dal Gianicolo difese Roma dal cannoneggiamento francese nel Giugno 1849.
La targa reca in memoria dell'episodio un proiettile lanciato da un cannone dell'artiglieria francese in occasione del cannoneggiamento e ritrovata in questo luogo.
La targa è stata qui posta nel 1995 ad opera della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Architettonici di Roma.

San Caio a Termini

La Chiesa di San Caio in un disegno di Achille Pinelli del 1834

La Chiesa di San Caio sorgeva nel Rione Castro Pretorio, in una parte del Rione che, al tempo, ricadeva all'interno dei vecchi confini del Rione Monti, lungo quella che all'epoca si chiamava Via Pia, oggi Via XX Settembre.
Il Titulus Gai era un Titulus legato a San Caio, Papa dal 283 al 296, originario di Salona, in Dalmazia, cugino di Santa Susanna e parente dell'Imperatore Diocleziano. Secondo il Liber Pontificalis venne martirizzato per aver suggerito alla cugina Santa Susanna di fare voto di verginità. Fu successivamente sepolto nella Cripta Papale nel Cimitero di Callisto, tomba scoperta da Giovanni Battista De Rossi.
L'origine della Chiesa è dovuta probabilmente a una Domus Ecclesia proprio di San Caio, ovvero una casa che il Pontefice, prima dell'elezione al soglio di San Pietro, aveva adibito a luogo di preghiera.
La Chiesa tuttavia era probabilmente in rovina già nel V Secolo e le fu annessa una casa, sostituita poi da un convento, che ospitava i religiosi che la officiavano.

San Caio vista dall'odierna Salita di San Nicola da Tolentino in una foto del XIX Secolo. Sulla destra, il Pino Barberini

Il Titulus Gai venne soppresso da Papa San Gregorio I Magno intorno al 600, che decise di sostituirlo con il Titolo Cardinalizio dei Santi Quattro Coronati.
Fu nel 1631 che il Papa Urbano VIII Barberini decise di demolire quel poco che rimaneva della vecchia Chiesa e del convento e riedificare ex novo l'edificio. Della costruzione furono incaricati Vincenzo Della Greca e Francesco Peparelli.

La Chiesa di San Caio nella carta di Roma di Giovanni Battista Nolli del 1748
La Chiesa presentava una facciata a due ordini al fianco della quale si ergeva un campanile, mentre l'interno era caratterizzato da una pianta a croce latina. Sui tre altari, erano poste una tela di Giovanni Speranza raffigurante San Caio che battezza Santa Speranza, un'altra con San Bernardo con il Salvatore e la Vergine, opera di Giovanni Battista Camassei.
La Chiesa di San Caio al fianco del Ministero della Difesa
Nel 1878 ebbero inizio lungo la strada, che aveva appena preso il nome di Via XX Settembre, i lavori per la costruzione del Ministero della Guerra, poi divenuto Ministero della Difesa. Questo comportò la decisione di demolire la Chiesa di San Caio, fatto che avvenne negli anni Ottanta del XIX Secolo.
La Chiesa di San Caio durante i lavori di demolizione
Al posto della Chiesa è stato aperto un tratto di Via Firenze, che collega Via XX Settembre a Via Nazionale. La strada, nel tratto dove sorgeva la Chiesa di San Caio, divide il Ministero della Difesa dalla Chiesa Metodista: proprio nel punto in questione si trova una targa in memoria dei Metodisti caduti nella Prima Guerra Mondiale.

Il luogo dove sorgeva la Chiesa visto su Google Maps ed evidenziato in rosso

Targa in memoria di Adelaide Ristori Capranica Del Grillo ed Aldo Palazzeschi


La targa in questione si trova in Via dei Redentoristi, nel Rione Sant'Eustachio, e ricorda l'attrice drammatica Adelaide Ristori Capranica del Grillo (Cividale del Friuli 1822 - Roma 1906) e lo scrittore e poeta Aldo Palazzechi (Firene 1885 - Roma 1974), il cui vero nome era Aldo Giurlani, che qui vissero.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma.

Targa in memoria della collocazione di una vasca Romana per celebrare i 40 anni della Costituzione


La targa in questione si trova in Via degli Staderari, nel Rione Sant'Eustachio, e ricorda la posa di un'antica vasca Romana nello spazio antistante da parte del Senato della Repubblica per celebrare i 40 anni dalla Costituzione Italiana.
La targa cita in particolare, come persone da celebrare, il Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, i Presidenti dell'Assemblea Costituente Giuseppe Saragat e Umberto Terracini ed il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
La targa è stata qui posta, insieme alla vasca Romana, il 27 Dicembre 1987.

Targa in memoria di Raffaele Persichetti


La targa in questione si trova in Corso Rinascimento, nella parte della strada che ricade nel Rione Parione, e ricorda l'antifascista Raffaele Perichetti (Roma 1915 - Roma 1943), membro del Partito d'Azione e insegnante di storia dell'arte presso il Liceo Ginnasio Statale Ennio Quirino Visconti, caduto nel tentativo di difendere Roma dall'invasione tedesca a Porta San Paolo, che presso questo luogo abitò.

Targa in memoria di Pietro Mascagni


La targa in questione si trova in Piazza della Rotonda, nella parte della piazza che ricade nel Rione Colonna, e ricorda il compositore e direttore d'orchestra Pietro Mascagni (Livorno 1863 - Roma 1945), che presso l'Albergo del Sole, su cui la targa è posta, dimorò.
La targa è stata qui posta il 7 Dicembre 1963, in occasione del centenario della nascita del musicista.

Targa in memoria di Ludovico Ariosto


La targa in questione si trova in Piazza della Rotonda, nella parte della piazza che ricade nel Rione Colonna, e ricorda il letterato Ludovico Ariosto (Reggio nell'Emilia 1474 - Ferrara 1533), che presso lo storico del Sole, al tempo chiamato del Montone, alloggiò tra il Marzo e l'Aprile del 1513.
Nella targa sono inoltre citati i versi della III Satira in cui cita l'albergo del Montone.

Targa in memoria di Ferdinand Gregorovius


La targa in questione si trova in Via di Pietra, nel Rione Colonna, e ricorda lo storico Tedesco del Medioevo Ferdinand Gregorovius (Neidenburg 1821 - Monaco di Baviera 1891), autore di opere di notevole importanza riguardo la Storia di Roma.
La targa si trova qui perché in questo edificio aveva luogo l'albergo in cui Gregorovius alloggiò appena giunto a Roma, ed è stata qui posta il 21 Aprile 1991 dall'Associazione Culturale Romana.

Targa in memoria di Giovanni Bovio


La targa in questione si trova in Via di Pietra, nel Rione Colonna, e ricorda il filosofo e politico Giovanni Bovio (Trani 1837 - Napoli 1903), che in questa casa visse.
La targa è stata qui posta il 20 Settembre 1904.

Targa in memoria della scoperta di un portico Medievale in Piazza di Trevi


La targa in questione si trova in Piazza di Trevi, nel Rione Trevi, e ricorda la scoperta di un portico di epoca Medievale avvenuto nel 1923, anno in cui la targa è stata posta.
Nell'ambito dei restauri in questo isolato, probabilmente negli stessi anni, vennero rinvenute tracce di un edificio Medievale anche nella limitrofa Via di San Vincenzo.

Targa in memoria di Alessandro Verri


La targa in questione si trova in Via in Arcione, nel Rione Trevi, e ricorda il letterato Alessandro Verri (Milano 1741 - Roma 1816), tra gli esponenti dell'Illuminismo Italiano e collaboratore della rivista Il caffè, che presso questa casa visse.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1882.

Targa in memoria di Margaret Fuller


La targa in questione si trova in Piazza Barberini, nella parte della piazza che ricade nel Rione Colonna, e ricorda la scrittrice e giornalista Statunitense Margaret Fuller (Cambridge 1810 - 1850), grande amica di Giuseppe Mazzini, che presto questa casa visse durante la Repubblica Romana nel 1849.
La targa è stata qui posta il 23 Novembre 2000 dal Comune di Roma.

Targa in memoria di Luigi Rossini


La targa in questione si trova in Via Sistina, nella parte della strada che ricade nel Rione Colonna, e ricorda l'incisore Luigi Rossini (Ravenna 1790 - Roma 1857), che in questa casa visse.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1882.

Targa in memoria di Cyprian Norwid


La targa in questione si trova in Via Sistina, nella parte di strada che ricade nel Rione Colonna, e ricorda lo scrittore ed artista Polacco Cyprian Kamil Norwid (Laskowo-Gluchy 1821 - Parigi 1883), che in questa casa visse tra il 1847 ed il 1848.
La targa è stata qui posta dall'Accademia Polacca delle Scienze e dal Comune di Roma nel 1971 in occasione del 150esimo anniversario dalla nascita di Norwid.

Targa in memoria di Hans Christian Andersen


La targa in questione si trova in Via Sistina, nella parte della strada che ricade nel Rione Campo Marzio, e ricorda lo scrittore e poeta Danese Hans Christian Andersen (Odense 1805 - Copenaghen 1875), che qui risiedette e compose L'improvvisatore.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1873.

Targa in memoria di Santa Teresa del Bambino Gesù



La targa in questione si trova in Via Capo le Case, nella parte della strada che ricade nel Rione Campo Marzio, e ricorda la Santa e Religiosa Francese Santa Teresa di Lisieux, nota anche come Santa Teresa del Bambino Gesù (Alencon 1873 - Lisieux 1897), che qui visse.
Nella targa è presente anche un bassorilievo rappresentante la Santa.

Targa in memoria di Americo Maturi


La targa in questione si trova in Piazza Gian Lorenzo Bernini, nel Rione San Saba, addossata al Monumento in memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale, e ricorda Americo Maturi (Roma 1920 - Rikovvo 1941), abitante del Rione San Saba morto in Russia presso Rikovvo durante la campagna di Russia nella Seconda Guerra Mondiale, insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare.
Il padre di Americo Maturi si chiamava Luigi Maturi.

Monumento in memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale del Rione San Saba


Il monumento in memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale del Rione San Saba si trova al centro del giardino di Piazza Gian Lorenzo Bernini, nel Rione San Saba.
Nel monumento sono ricordati i nomi degli abitanti del Rione caduti nella guerra: Gino Bellatreccia, Mario De Luca, Ferruccio Guerciolini, Gregorino Gregorini, Gisleno Gregorini, Umberto Magnani, Adelmo Magnani, Americo Marucci, Antonio Michelazzi, Romeo Morroni, Guido Ravanelli, Renato Remus, Giovanni Tracchiggiani, Leopoldo Vivarelli, Innocenzo Zitelli.
Il monumento è stato qui posto il 20 Settembre 1920 ad opera dell'Associazione Pro Quartiere San Saba.

Fontana della Botticella


La Fontana della Botticella si trova in Largo San Rocco, nel Rione Campo Marzio. Fu realizzata da un autore ignoto nel 1774 - al tempo del Pontefice Clemente XIV Ganganelli (1769-1774), citato anche nell'epigrafe - in marmo bianco su commissione della Confraternita degli Osti e Barcaroli.



Al tempo in cui fu realizzata, la fontana si trovava addossata all'oggi demolito Palazzo Valdambrini: negli anni Trenta, quando sotto il Fascismo fu risistemata Piaza Augusto Imperatore, la fontana fu salvata e addossata a un pilastro posto tra i due archi realizzati tra le Chiese di San Rocco e San Girolamo degli Schiavoni.