Via Edoardo D'Onofrio


Via Edoardo D'Onofrio si trova nella parte della Zona Tor Cervara nota come Colli Aniene, compresa tra Viale Palmiro Togliatti e Via Camillo Corsanego. La strada venne istituita nel 1978, compresa tra Viale Palmiro Togliatti e senza uscita, e dedicata all'esponente Romano del Partito Comunista Italiano Edoardo D'Onofrio (Roma 1901 - Roma 1973).
Nel 1992 i confini della strada furono mutati in quelli attuali.

Targa del Collegio degli Speziali


La targa in questione si trova in Via in Miranda, nel Rioe Campitelli, ed è un'antica iscrizione che segnala l'antico Collegio degli Speziali, situato nei locali annessi alla Chiesa di San Lorenzo in Miranda e successivamente occupata dalla facoltà di Chimica dell'Università La Sapienza di Roma.

Madonna col Bambino di Via In Miranda


La Madonna col Bambino situata in Via in Miranda, nel Rione Campitelli, è un'Immagine Sacra dai colori vivaci su un semplice tabernacolo di travertino di dimensioni abbastanza ridotte.

Parco degli Acquedotti


Il Parco degli Acquedotti è un parco del Quartiere Appio-Claudio, situato tra la Circonvallazione Tuscolana, Via Lemonia e la ferrovia Roma-Napoli.
Si tratta di una zona di Agro Romano in cui sono presenti numerosi resti di diversi acquedotti risalenti sia all'Antica Roma che allo Stato Pontificio, tra cui l'Acquedotto Claudio, l'Anio Vetus, l'Anio Novus, l'Acqua Marcia, l'Acqua Iulia l'Acqua Felice e l'Acqua Tepula.


Questo suo carattere suggestivo lo rende da molti secoli meta di scampagnate e gite fuori porta, e ci permette di immaginare come era l'Agro Romano in direzione dei Colli Albani prima dell'urbanizzazione lungo la Via Appia Nuova e la Via Tuscolana, con veduta a perdita d'occhio fino ai Castelli Romani.
In questa zona, nel 539 il Re dei Goti, Vitige, si accampò usando proprio alcuni acquedotti come confini del proprio campo, tanto che la zona specifica fu detta "Campo Barbarico".


Nella zona sono inoltre presenti diversi edifici di interesse storico, come la Villa delle Vignacce - appartenuta forse a Quinto Servilio Pudente, senatore Romano del II Secolo dopo Cristo - e la Villa dei Sette Bassi - appartenuta probabilmente al console Settimio Basso - e la Tomba dei Cento Scalini.
Vi sono poi edifici successivi, come la medievale Torre del Fiscale, il Casale di Roma Vecchia, risalente anch'esso al Medioevo, e l'Ottocentesco Casale del Sellarello, una casa cantoniera risalente al 1862.


Nel 1122 Papa Callisto II ha inoltre realizzato in quest'area la Marrana dell'Acqua Mariana, un fosso artificiale.
Per secoli l'area fu dunque pieno Agro Romano, finché nel 1965 il Piano Regolatore non la destinò a verde pubblico. Per anni il Comune si impegnò a destinare l'area a tale funzione, sgomberandola dalle numerose baracche che vi erano state edificate. Solo nel 1986, tuttavia, l'area del Parco degli Acquedotti venne inserita nel Parco Regionale dell'Appia Antica, e nel 1992 l'area, ormai adibita ufficialmente a verde pubblico, venne ufficialmente denominata dal Comune di Roma come Parco degli Acquedotti.

Cappella dei Miracoli


La Cappella dei Miracoli si trova in Via degli Equi, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo. Si tratta di una Chiesa Cristiana Missionaria Internazionale, di confessione Evangelica, fondata nel 1989 all'interno di un edificio storico del quartiere di San Lorenzo.
Sopra la porta è presente un'insegna con scritto "Cappella dei Miracoli - Gesù ti ama", con a fianco una Croce.

Sepolcro di Eurisace


Il Sepolcro di Eurisace si trova in Piazzale Labicano, nel Quartiere Prenestino-Labicano, proprio di fronte a Porta Maggiore.
Si tratta di un sepolcro Romano risalente circa al 30 avanti Cristo in cui sono sepolti il fornaio Marco Virgilio Eurisace e sua moglie Atista.
La tomba monumentale - realizzata in travertino - richiama il mestiere di Eurisace, ha numerosi elementi che richiamano a un forno, a partire dai doli, e numerosi riferimenti alla professione di fornaio. Anche i fregi richiamano le diverse fasi di lavorazione del pane.
L'urna in cui sono custodite le ceneri di Atista, oggi conservata presso il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, è la riproduzione di una madia di pane.
Non si hanno molte informazioni su Eurisace, ritenuto dagli storici probabilmente un liberto Romano arricchitosi grazie alla professione di fornaio.
Le altre notizie sulla sua vita sono date dall'iscrizione sul suo sepolcro, che recita: "Est hoc monimentum Marcei Vergilei Eurysacis pistoris, redentoris, apparet(oris)", ovvero "Questo sepolcro appartiene a Marco Virgilio Eurisace fornaio, appaltatore, apparitore". Questi dati ci fanno sapere che Eurisace lavorava come fornaio per lo Stato, cui vendeva i propri prodotti, ed era anche un ufficiale subalterno - apparitore - di una personalità di primo piano, forse un Sacerdote o un Magistrato.
Il sepolcro di Eurisace è quindi con tutta probabilità un esempio di sepoltura monumentale di un personaggio non appartenente al patriziato dell'Antica Roma.
Nel Medioevo, il sepolcro venne inglobato in uno dei torrioni costruiti per la difesa di Porta Maggiore, e vi rimase per diversi secoli.
Nel 1838 Papa Gregorio XVI Cappellari (1831-1846) iniziò una serie di lavori per ripristinare l'aspetto originario di Porta Maggiore (ricordati in due diverse targhe commemorative), demolendo i torrioni medievali. Proprio nell'abbattimenti di queste strutture, venne nuovamente alla luce il sepolcro che, successivamente restaurato, è oggi ben visibile.


Vetreria Sciarra


La Vetreria Sciarra si trova in Via dei Volsci all'angolo con Via dei Reti, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo. L'origine dell'edificio risale al 1926, quando venne realizzata come stabilimento per l'azienda produttrice di vetri Vetreria Sciarra.
L'edificio è in stile anni Venti, e presenta riferimenti architettonici al Rinascimento, come il portale bugnato, ed alla classicità.
Fino agli anni '80 l'edificio ha funzionato come vetreria, per poi rimanere abbandonato con il trasferimento della produzione in Via Giovanni Marinelli, nel Quartiere Prenestino-Labicano.
Rimasta per decenni in stato di abbandono, nel 2004 venne individuata come sede di alcune aule dell'Università La Sapienza di Roma, nell'ambito della decentralizzazione dei servizi dell'ateneo.
Il rifacimento viene assegnato allo studio di architettura Spsk+, che conserva fedelmente l'esterno dell'edificio e ne adatta l'interno alla sua nuova funzione di sede della Facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza. Per la nuova funzione, il principale problema è stato quello di portarvi maggiore luce: per una sede universitaria, infatti, è maggiormente necessaria rispetto che per uno stabilimento industriale. Per questa ragione è stato creato dagli architetti un cortile interno.

Targa in memoria di Francesco Cinelli ed Ovilio Volpe


La targa in questione si trova all'interno della sede dell'Italgas di Via Ostiense, nel Quartiere Ostiense, e ricorda Francesco Cinelli ed Ovilio Volpe, due dipendenti dell'Italgas morti il primo nell'eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 Marzo 1944, il secondo ucciso dai nazifascisti in Via Aurelia il 5 Giugno 1944.

Via Cuneo


Via Cuneo si trova nel Quartiere Nomentano, compresa tra Via Lucca e Via Pavia. Questa strada nasce come un cortile privato compreso tra alcune delle strade istituite nel 1912 ed urbanizzate nei decenni successivi, ma viene formalmente istituita nel 1940 quando, nell'ambito di un riordino di diverse strade del Quartiere Nomentano, soprattutto a nord di Via Catania, si decise di riservare una strada per le città di Cuneo e di Siena.
Al capoluogo di provincia del Piemonte, Cuneo, fu dedicata dunque questa piccola strada, alla quale si può accedere attraverso un suggestivo arco.



Via Paolo Zacchia


Via Paolo Zacchia si trova nel Quartiere Nomentano, compresa tra Via Ercole Pasquali e Viale delle Provincie.
L'origine di questa strada risale al 1935, quando il Governatorato decise di riorganizzare Via dei Canneti, che fino all'inizio dell'urbanizzazione della zona intorno all'attuale Viale Ippocrate era una delle strade di campagna principali di questo territorio.
Nel 1935, si decise dunque di conservare per una parte di natura ancora agrestre il nome di Via dei Canneti, e di dare agli altri i nomi di Via Antonio Scarpa, Via Domenico Morichini, Via Giuseppe Sisco, Via Giuseppe De Mattheis ed, appunto, Via Paolo Zacchia, dedicandola ad uno dei padri della medicina legale (Roma 1584 - Roma 1659).

La strada, inizialmente, fu compresa tra la Via dei Canneti e la campagna.
La costruzione di una rampa di scale collegò la via al Viale delle Provincie, fatto che portò a una piccola variazione dei confini della strada anche a livello ufficiale nel 1953, quando divenne "da Via Scarpa a Viale delle Provincie".
Nel 1954, un'ulteriore piccola modifica altera i confini della strada, che diviene compresa tra Via Ercole Pasquali e Viale delle Provincie.
Oggi la strada, pur in un contesto ben urbanizzato, mantiene un carattere isolato ed in parte quasi di campagna, probabilmente molto simile - tranne per i grandi palazzi di Viale Ippocrate che si vedono - a quando la strada nacque come costola di Via dei Canneti. Gli stessi edifici della scala e la sua scalinata verso il Viale delle Provincie mantengono un carattere quasi da paesello.

Monumento ad Anita Garibaldi


Il monumento ad Anita Garibaldi si trova in Piazzale Anita Garibaldi, nella parte del Rione Trastevere situata sul Gianicolo.
L'idea di realizzare un monumento in onore dell'eroina e moglie di Giuseppe Garibaldi, Anita Garibaldi (Morrinhos 1821 - Mandriole di Ravenna 1849) nacque nel 1907, in occasione del centenario della nascita di Garibaldi, quando fu affidato allo scultore Mario Rutelli di pensare una scultura da erigere in Piazza della Libertà, nel Rione Prati, in memoria dell'eroina.
Rutelli realizzò un bozzetto di Anita morente tra le braccia di Giuseppe Garibaldi, ma il progetto fu accantonato.
Con il Fascismo si decise di realizzare al Gianicolo, non lontano dalla statua equestre di Giuseppe Garibaldi, un monumento in memoria di Anita, che fosse raffigurata al tempo stesso come patriota e come madre.
La nuova opera fu affidata allo scultore Carlo Fontana, che volle raffigurare Anita Garibaldi al galoppo d'un cavallo con il figlio Menotti in braccio e la pistola in una mano.
L'opera venne inaugurata nel 1932, pochi giorni dopo che il corpo dell'eroina venne tumulato sotto il monumento.
Nel 1942, il piazzale dove si trova la statua fu dedicato ad Anita Garibaldi, la quale aveva perduto la piazza a lei intitolata lungo Via Giacinto Carini, nel quartiere Gianicolense.

Monumento al Bersagliere


Il monumento al Bersagliere si trova in Piazzale di Porta Pia, al confine tra il Quartiere Salario ed il Quartiere Nomentano.
La statua, un monumento all'arma dei Bersaglieri, rappresenta appunto un bersagliere nell'atto di lanciarsi in una carica. Voluto dall'Associazione Nazionale ex-Bersaglieri, venne realizzato nel 1932 dallo scultore Publio Morbiducci proprio di fronte a Porta Pia, da dove i bersaglieri il 20 Settembre del 1870 fecero il loro ingresso a Roma.
La statua fu inaugurata il 18 Settembre del 1932 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, del Principe Umberto, di Benito Mussolini, Achille Starace e del Governatore di Roma Francesco Boncompagni Ludovisi.
Il monumento, realizzato in bronzo, è alto circa sei metri e pesa oltre 2 tonnellate.

Via dei Cimatori


Via dei Cimatori si trova nel Rione Ponte, compresa tra Corso Vittorio Emanuele II e Via Giulia. Questa strada ebbe diversi nomi: inizialmente Via dei Varani, probabilmente per una famiglia che qui abitava. Poi Via dei Lombardi, perché abitata da una famiglia originaria dalla Lombardia o da una famiglia con questo nome. Poi fu detta anche Via di Monte d'Oro, per via delle proprietà della famiglia dei Dall'Oro in questa zona.
Il nome rimasto fino ad oggi di Via dei Cimatori è dovuta al fatto che qui vi si stabilirono, fuggiti da Firenze in seguito all'assedio del 1531, numerosi lavoratori che cimavano la lana. La zona, infatti, iniziò ad essere il punto dei riferimento dei Fiorentini a Roma, che si radunarono intorno alla Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, limitrofa alla strada.
Tra i cimatori di lana di Firenze vi furono anche gli antenati della famiglia Barberini.
A Roma furono presenti cimatori anche nei pressi di una piazzetta non più esistente situata nel Rione Regola, nei pressi di Via dei Cappellari, detta appunto Piazza dei Cimatori.
Oggi Via dei Cimatori permette di godere un notevole scorcio sulla cupola di San Giovanni dei Fiorentini.

Palazzo Bassi


Palazzo Bassi si trova in Corso Vittorio Emanuele II, nella parte compresa nel Rione Ponte. Quando negli anni Ottanta del XIX Secolo iniziarono i lavori per la costruzione di Corso Vittorio Emanuele II, vennero progettati diversi palazzi che prospettassero sulla nuova arteria, tra cui il Palazzo Bassi, il cui progetto risale al 1885 per mano dell'architetto Giulio Podesti (Roma 1857 - Roma 1909) per la famiglia Bassi.
La necessità della costruzione di questo palazzo ex novo nacque dall'abbattimento dell'isolato compreso tra Piazza dell'Orologio, Via dei Filippini, Vicolo Sforza Cesarini e le scuderie del Palazzo Sforza Cesarini per far spazio alla nuova arteria.


Il palazzo, situato al civico 251, fu realizzato tra il 1886 ed il 1887 articolato su quattro piani oltre al pian terreno e al mezzanino.
Il pian terreno è decorato con bugne a rilievo, mentre per tutti i successivi piani le bugne sono lisce e leggermente accennate. Il piano nobile presenta grandi finestre a edicola con colonnine ioniche e timpano ricurvo, al secondo piano le finestre sono invece inquadrate da lesene corinzie con timpano triangolare, al terzo sono architravate. L'ultimo piano è caratterizzato da piccole finestre quadrate incorniciate cui si alternano grandi quadri in stucco contenenti clipei.
Sulle fasce laterali, leggermente aggettanti e contornate da bugnato in rilievo, sono inoltre presenti maggiori motivi architettonici, tra cui alcune scenografiche finestre a serliana al piano nobile e al successivo, un grande balcone accompagna l'angolo del palazzo verso la Chiesa Nuova.
Tra il 1892 ed il 1904 presso questo palazzo visse il filosofo Antonio Labriola, come ricordato anche da una targa.
Oggi il palazzo ospita diverse attività commerciali, tra cui il bed and breakfast Navona Suite (sito).

Monumento al Carabiniere a cavallo


Il monumento al Carabiniere a cavallo si trova in Piazza del Risorgimento, nel Rione Prati. La statua venne terminata nel 2003 ed è opera dello scultore Barbarino Jannucci, che ha rielaborato un'opera bronzea di dimensioni molto ridotte del 1886, opera di Stanislao Grimaldi.
Il monumento si ricollega a quello del 1933 realizzato a Torino che rappresenta il Carabiniere a piedi: le due opere, seppur distanti centinaia di chilometri, vogliono simboleggiare il percorso dell'Arma dei Carabinieri, iniziato nel 1814 con sa sua fondazione a Torino e che oggi prosegue a Roma.
Il monumento rappresenta un Carabiniere mentre monta un cavallo, ai cui piedi è presente una cagnetta, mascotte dell'Arma e che simboleggia la fedeltà dell'Arma (il cui motto è "Nei secoli fedeli") ed il legame d'amicizia tra il carabiniere ed il cavallo.

Fontana della Dea Roma


La Fontana della Dea Roma si trova in Piazza Monte Grappa, nel Quartiere Della Vittoria. E' stata realizzata nel 2003 dallo scultore polacco Igor Mitoraj (Oederan 1944 - Parigi 2014), ed è un dono della società Finmeccanica alla Città di Roma.
Come molte opere dell'artista, rappresenta un volto di dimensioni molto grandi, in questo caso della Dea Roma. Il materiale utilizzato è il travertino, quello di numerosi dei principali monumenti della Capitale, scelto da Mitoraj perché l'opera si coniugasse il più possibile alla storia di Roma.
Proprio per voler raccontare il concetto di storia in questo monumento, l'artista ha inserito volutamente alcune lesioni, così come ha lasciato visibile l'assemblaggio dei blocchi di travertino che costituiscono il volto.
La fontana, con la semplice vasca posta sotto al monumento, si trova esattamente nel centro geometrico di Piazza Monte Grappa, perfettamente in asse con il Ponte del Risorgimento.


Space Invader di Via del Pigneto


Lo Space Invader in questione si trova in Via del Pigneto, nella parte del Quartiere Prenestino-Labicano nota come Pigneto, ed è stato realizzato dall'artista francese Invader.

Space Invader in Viale Vaticano


Lo Space Invader in questione, realizzato dall'artista francese Invader, si trova in Viale Vaticano, nel Quartiere Trionfale.

Segnale di un idrante in Via della Lungara


In Via della Lungara, nel Rione Trastevere, è ancora visibile - seppur danneggiata - una segnalazione di un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati nelle diverse città italiane in modo da poter essere usati per spegnere eventuali incendi in caso di bombardamenti.

Targa in memoria di Unico Guidoni


La targa in questione si trova in Via Federico Confalonieri, nel Quartiere Della Vittoria, e ricorda il partigiano Unico Guidoni (Viterbo 1923 - Roma 1944), membro di Bandiera Rossa, morto il 24 Marzo 1944 nella strage delle Fosse Ardeatine.

Pietra d'inciampo in memoria di Cesare Astrologo


La pietra d'inciampo in questione si trova in Via Vespasiano, nel Rione Prati, e ricorda Cesare Astrologo (Tivoli 1903 - Roma 1944), membro di Giustizia e Libertà, arrestato per questa ragione ed in quanto Ebreo ed ucciso nella strage delle Fosse Ardeatine il 24 Marzo 1944.
A Cesare Astrologo è dedicata anche una targa commemorativa sempre in Via Vespasiano.

Targa in memoria di Cesare Astrologo


La targa in questione si trova in Via Vespasiano, nel Rione Prati, e ricorda Cesare Astrologo (Tivoli 1903 - Roma 1944), membro del movimento clandestino Giustizia e Libertà, arrestato per questa ragione e in quanto Ebreo e ucciso il 24 Marzo 1944 nella strage delle Fosse Ardeatine.

Targa in memoria del restauro di Via Pietro Pomponazzi


La targa in questione si trova in Via Pietro Pomponazzi, nel Quartiere Trionfale, e ricorda il restauro della strada, adibita ad area pedonale, avvenuto ad opera del Municipio XVII (oggi confluito nel I) nel 2003.
La targa è stata qui posta dal XVII Municipio e porta il nome dell'allora presidente Roberto Vernarelli.

Segnale di un idrante in Via di Parione


In Via di Parione, nel Rione Parione, è ancora parzialmente visibile una segnalazione di un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati nelle diverse città italiane in modo da poter essere usati per spegnere eventuali incendi in caso di bombardamenti.

Croce e targa in memoria di Padre Raffaele Melis


La Croce e la targa in questione si trovano in Via del Mandrione, nel Quartiere Tuscolano, e ricordano Padre Raffaele Melis (Genoni 1886 - Roma 1943), sacerdote rimasto ucciso nel 1943 durante un bombardamento mentre assisteva i suoi parrocchiani rimasti feriti in una precedente ondata di bombe.


Targa in memoria dei caduti del Quartiere di Porta Maggiore nella Prima Guerra Mondiale


La targa in questione si trova in Via Casilina, nel Quartiere Prenestino-Labicano, addossata alla facciata della Chiesa di Sant'Elena, e ricorda i caduti nella Prima Guerra Mondiale del Quartiere di Porta Maggiore.
In realtà, nella toponomastica ufficiale non esiste alcun quartiere con questo nome. Al tempo, però, quando la zona non era particolarmente urbanizzata, veniva chiamata in questo modo dai suoi abitanti.
La targa è al momento in pessime condizioni di conservazione, tanto che è stato necessario porvi sotto alcune impalcature.

Targa in memoria dei martiri della Libertà del Quartiere Prenestino-Labicano


La targa in questione si trova in Piazza della Marranella, nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda i Martiri della Libertà del quartiere, ovvero coloro che sono caduti nella Guerra di Liberazione.

Targa in memoria di Valerio Fiorentini



La targa in questione si trova in Via di Tor Pignattara, nella parte del Quartiere Tuscolano nota come Tor Pignattara, e ricorda l'antifascista Valerio Fiorentini, morto il 24 Marzo 1944 nella strage delle Fosse Ardeatine.
La targa è stata qui posta da "i compagni di fede".

Targa in memoria di Ciro Principessa


La targa in questione si trova in Via di Tor Pignattara, nella parte del Quartiere Tuscolano nota come Tor Pignattara, e ricorda il giovane militante comunista Ciro Principessa, che non lontano da qui, nella zona del Borghetto degli Angeli, venne ucciso da uno squilibrato.
A Ciro Principessa è dedicata anche un'altra targa in Largo dei Savorgnan. Questa targa, invece, è stata qui posta da "i compagni di Tor Pignattara", gli iscritti alla sezione del Partito Comunista Italiano (oggi del Partito Democratico) presso cui la targa si trova.

Targa in memoria del restauro di Porta Maggiore


La targa in questione si trova in Piazzale Labicano, nella parte compresa nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda il restauro di Porta Maggiore avvenuto nel 1840 per iniziativa di Papa Gregorio XVI Cappellari (1831-1846). Una seconda targa riporta come l'iscrizione si trovasse inizialmente su Porta Prenestina, per poi venire spostata.

Pietra d'inciampo in memoria di Antonio Atzori


La pietra d'inciampo in questione si trova in Via Ascoli Piceno, nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda l'antifascista Antonio Atzori (Quartu Sant'Elena 1887 - Mathausen-Ebensee 1945), che qui abitava.
Ad Antonio Atzori è dedicata anche una targa nella strada.

Targa in memoria del restauro di Porta Maggiore


La targa in questione si trova in Piazzale Labicano, nella parte compresa nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda il restauro di Porta Maggiore che qui ha avuto luogo per volontà di Papa Gregorio XVI Cappellari (1831-1846). Nella targa la porta è ricordata come Porta di Arcadio ed Onorio.

Targa in memoria di Antonio Atzori


La targa in questione si trova in Via Ascoli Piceno, nel Quartiere Prenestino-Labicano, e ricorda l'antifascista Antonio Atzori (Quartu Sant'Elena 1887 - Ebensee-Mathausen 1944), che presso questa casavisse.
La targa è stata qui posta il 15 Febbraio 1945.

Targa in memoria di Padre Modesto da Valgrana


La targa in questione si trova nel giardino della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, in Piazzale del Verano, nel Quartiere Tiburtino, e ricorda il frate cappuccino Padre Modesto da Valgrana (1886-1967), missionario nell'Africa Orientale e parroco della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura dal 1946 al 1965.
La targa è stata qui posta dai parrocchiani ed i reduci d'Africa.

Targa in memoria di Padre Andrea da Pistoia


La targa in questione si trova nel giardino della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, in Piazzale del Verano, nel Quartiere Tiburtino, e ricorda Padre Andrea da Pistoia, che fu parroco della Basilica nel corso del XIX Secolo.

Targa in memoria del restauro della Basilica di San Lorenzo


La targa in questione si trova in Piazzale del Verano, nel Quartiere Tiburtino, e ricorda il restauro della Basilica di San Lorenzo, avvenuto nel 1859 per volontà del Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1847-1878).

Corso Vittorio Emanuele II


I lavori per l'apertura di Corso Vittorio Emanuele all'altezza di Palazzo Massimo
Corso Vittorio Emanuele II, a Roma conosciuto spesso semplicemente come Corso Vittorio, è una strada compresa tra Piazza del Gesù e Piazza Pasquale Paoli, compresa nei Rioni PonteParioneSant'Eustachio e Pigna.
L'origine di questa strada risale a dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia, nel 1870. Il primo passo verso la realizzazione di questa importante arteria, in realtà, risale allo Stato Pontificio, quando il Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti iniziò la realizzazione negli anni '60 del XIX Secolo della Strada Pia Nuova, divenuta nel 1871 Via Nazionale, che arrivò a collegare l'esedra delle Terme di Diocleziano, dove oggi si trova Piazza della Repubblica, a Piazza Venezia.

Il tracciato di Corso Vittorio Emanuele II è tra sventramenti previsti nel piano regolatore di Roma del 1883

Nel 1873 venne stilato il primo piano regolatore di Roma capitale d'Italia, approvato ma mai reso operativo in base ai termini della legge, nel quale era previsto un prolungamento di Via Nazionale che da Piazza Venezia, sfruttando la già esistente Via del Plebiscito, raggiungesse il Tevere e da lì, mediante un nuovo ponte, Piazza San Pietro. Si trattva di effettuare un imponente intervento in una zona di pregio quale quella dell'ansa barocca della città, ricca di chiese e palazzi storici, proprio per questo motivo la strada fu modellata seguendo il profilo dei monumenti più significativi e cercando di ricostruire le facciate dei palazzi storici interessati dalle demolizioni nelle stesse sembianze di com'erano prima. L'attenzione e la cura con cui fu progettato l'intervento rende Corso Vittorio Emanuele il migliore sventramento effettuato in Roma capitale, può essere considerato anche il capolavoro dell'architettura umbertina romana.


Corso Vittorio Emanuele II da piazza del Gesù alla Cancelleria, con il profilo degli edifici demoliti. 1) Palazzo Venezia, 2) Palazzo Doria, 3) Palazzo Grazioli, 4) Palazzo Altieri, 5) Palazzo Cenci Bolognetti, 6) Palazzo Strozzi, 7) PalazzoVidoni, 8) Palazzo Della Valle, 9) Palazzo Massimo, 10) Palazzo Braschi, 11) Farnesina ai Baullari, 12)  Palazzo della Cancelleria. (da M. PIACENTINI) 

Corso Vittorio Emanuele II dalla Cancelleria al Tevere, con il profilo degli edifici demoliti. 13) Palazzo Sora, 14) Convento dei Filippini, 15) Palazzo Sforza Cesarini,16) Banco di S.Spirito, 17) Palazzo Niccolini. (da M. PIACENTINI) 

Nel 1880 il Consiglio Comunale approvò così la realizzazione del primo tratto, che proseguiva oltre piazza del Gesù sul vecchio tracciato di Via dei Cesarini, si allargava in prossimità dell incrocio con Via di Torre Argentina (portando alla formazione di Largo di Torre Argentina) e da lì, lungo Via della Valle, raggiungeva Piazza Sant'Andrea della Valle e quindi raggiungeva Piazza San Pantaleo sostituendosi a Via delle Colonne di Massimo, seguendo la curva del Palazzo Massimo alle Colonne, l'appalto risale al 1883.
Nell'ambito di questo primo tratto di strada, il Comune ritenne urgenti le realizzazioni anche dell'allargamento di Via della Cuccagna per poter raggiungere dalla nuova arteria Piazza Navona e di una diramazione verso Ponte Sisto, nessuna delle due realizzate, fortunatamente.
Successivamente, a partire dal1884, si portò avanti il tragitto, passando di fianco al Palazzo della Cancelleria, quindi alla Chiesa Nuova e da lì raccordarsi presso l'incrocio tra Via dei Banchi Vecchi e Via del Banco di Santo Spirito alle strade già esistenti. In un primo momento si pensò di far fermare là la strada e raccordarla al Tevere mediante un ampliamento di Via del Banco di Santo Spirito.
Nel 1887, invece, si decise di non procedere con questo ampliamento, ma di proseguire oltre Via dei Cimatori e realizzare un nuovo ponte per l'attraversamento del Tevere.
Nell'idea di chi progettò il prolungamento della Via Nazionale, il grande sventramento avrebbe dato maggiore rilievo a numerosi monumenti che si trovano lungo l'arteria, come il Palazzo della Cancelleria e la Chiesa Nuova, e portò al restauro di numerosi palazzi ivi presenti, smussati per la realizzazione della strada, come il Palazzo della Farnesina ai Baullari ed il Palazzo Caffarelli Vidoni.
Nel 1883 intanto vennero iniziati i lavori per la realizzazione dei nuovi palazzi sulla nuova arteria: il nuovo Palazzo Vidoni fu progettato da Salvatore Bianchi, mentre Francesco Azzurri progetto il Palazzo Lavaggi (poi Pacelli). Tuttavia i due progetti vennero respinti ed affidati a Francesco Settimj, dal momento che le due soluzioni del Bianchi e dell'Azzurri non si uniformavano al tessuto preesistente. Il Palazzo Lavaggi fu invece poi costruito da Gaetano Koch in uno stile che richiama quello del Cinquecento.
Passò così la linea che i nuovi edifici sulla prosecuzione di Via Nazionale dovevano essere conformi a quelli preesistenti, senza soluzioni che andassero a rompere troppo con lo stile già edificato.
Nel caso di Palazzo Strozzi (poi Besso), si decise semplicemente di allineare la nuova facciata al nuovo assetto della strada, mentre diversi palazzi nell'isolato tra Piazza del Gesù, Via dei Cesarini e Via Botteghe Oscure videro un rifacimento in stile molto fedele al loro aspetto originario.
Il tratto di strada successivo vide invece interventi maggiormente invasivi e radicali.
Oltre al restauro in stile del Palazzo della Farnesina ai Baullari, isolato dai palazzi che lo circondavano, si provvide anche con il rifacimento di Palazzo Sora, la cui facciata, tuttavia, venne ruotata dalla Piazza Sora (in demolizione) alla nuova strada, cui intanto venne attribuito il nome di Corso Vittorio Emanuele, in onore del primo Re d'Italia.
Vengono poi costruiti ex novo numerosi palazzi, come Palazzo Bassi di Giulio Podesti o Palazzo Villa e Boggio di Pompeo Passerini. Il Palazzo Sforza Cesarini, invece, cui venne demolito il giardino, vide una facciata costruita ex novo da Pio Piacentini sulla nuova strada.
Il corso arriva dunque ad uno slargo dove oggi si trova Largo Ottavio Tassoni: questo slargo è la sostanziale dimostrazione di come su questi ultimi metri di strada il progetto fosse rimasto fino all'ultimo ricco di incertezze.
Questo tratto, alla fine, fu realizzato da Gaetano Koch, portò alla demolizione di Via di Sant'Orsola, Via del Granchio e Via dell'Albergo di Civitavecchia ed al ridimensionamento di Via dell'Arco della Fontanella. Il progetto per i nuovi prospetti, che andavano a sostituire alcune casette molto umili, fu unitario e portò alla realizzazione anche del nuovo Museo Barracco in forme neoclassiche (successivamente demolito e trasferito presso la Farnesina ai Baullari).
La saldatura con il Lungotevere fu portata avanti tra il 1902 e i 1906, mentre nel 1911 fu inaugurato il ponte Vittorio Emanuele II, solamente negli anni Venti furono completati i due edifici simmetrici che delimitano Piazza Pasquale Paoli.
Nel 1940, la realizzazione del Ponte Duca d'Aosta e l'inizio dei lavori della galleria che collegava il nuovo ponte al Quartiere Aurelio, portò alla necessità di raccordare la nuova asse stradale a Corso Vittorio. Fu realizzato quindi lo sventramento di Via Acciaioli, allargata rispetto al suo aspetto precedente, che portò alla demolizione del Museo Barracco di Gaetano Koch e portò alla costituzione di un vasto slargo, oggi sede di un capolinea degli autobus.
Nel 1943, con l'occupazione tedesca, Roma divenne parte della Repubblica Sociale Italiana. Per questa ragione la toponomastica subì numerosi mutamenti provvisori volti a cancellare la dinastia dei Savoia dai nomi delle strade. Corso Vittorio Emanuele divenne così Corso della Costituente. Tuttavia, nel 1944 una delibera prese atto probabilmente che il nome della strada era ormai di uso comune tra i Romani, e fu così mutata in Corso Vittorio Emanuele II, aggiungendo la numerazione in modo da chiarire che non si trattava di Vittorio Emanuele III, Re d'Italia dell'epoca. Viale della Costituente fu invece il nome assegnato a Viale Principe di Piemonte, oggi Via Giovanni Giolitti.
Negli anni Novanta si iniziò a progettare il passaggio di un tram lungo Corso Vittorio, ma allo stato attuale non è mai stato realizzato. Per il futuro si prevede il passaggio sotto la strada della linea C della Metropolitana, ma il progetto sembra ancora lontano dalla realizzazione e non è ancora chiaro se dovrà essere realizzata una stazione presso Piazza della Chiesa Nuova o meno.
Lungo la strada sono presenti numerosi esercizi commerciali degni di nota. Tra le librerie, qui si trovavano le due sedi della Libreria Croce e la Libreria Ercoli.

Zona Marcigliana

La Zona Marcigliana si trova nell'estremo nord del territorio comunale di Roma sulla riva sinistra del Tevere, fuori dal Grande Raccordo Anulare. Il nome deriva da un antico fundus di proprietà della famiglia dei Marcelli, e per questo detto Fundus Marcellianus, divenuto per corruzione Marcigliana.
Intorno all'VIII Secolo nella zona sorgeva l'antica città di Crustumerium.
Successivamente, la zona dunque un terreno agricolo fin dai tempi dell'Antica Roma successivi a Crustumerium, e ha conservato questa vocazione fino ai giorni nostri. Nel territorio restano anche visibili alcune fortificazioni risalenti al Medioevo, poste a difesa dei casali agricoli della zona.
Nel XX Secolo, venne costruito in questa zona un manicomio, in posizione volutamente isolata. La struttura successivamente divenne un orfanotrofio, un istituto geriatrico ed alla fine abbandonata.
Le uniche zone urbanizzate della Marcigliana sono l'area di Settebagni e quella di Cinquina, edificata intorno al 2000.
Oggi il territorio rimane in grande maggioranza adibito ad agricolo ed a riserva naturale.

Chiese:
Sant'Antonio da Padova
Chiesuola della Bufalotta
Cappella del Casale della Marcigliana

Siti Archeologici:
Crustumerium
Villa Romana della Tenuta di Belladonna

Torri:
Torre della Bufalotta
Torre della Marcigliana

Casali:
Casale della Marcigliana
Casale di Santa Colomba
Casale di San Silvestro (o Casale del Malpasso)
Casale di Settebagni
Casali della Tenuta di Fonte di Papa

Architetture Civili:
Ex Manicomio

Aree Naturali:
Riserva Naturale della Marcigliana

Fermate della Metropolitana:
Settebagni (FR1)

Targa della sezione del Partito Democratico della Sinistra di Piazza Bainsizza


La targa in questione si trova in Piazza Bainsizza, nel Quartiere Della Vittoria, dove si trovava un tempo una sezione del Partito Democratico della Sinistra (PDS), partito esistito tra il 1991 ed il 1998, nato dopo lo scioglimento del PCI e divenuto successivamente DS.