Ponte Salario


Il vecchio Ponte Salario è un ponte che sorge sul Fiume Aniene, al confine tra i quartieri Parioli e Trieste e la Zona Val Melaina.
Le origini del ponte sembrano essere antichissime e risalire addirittura a prima di Romolo: sembra infatti che il ponte fu costruito in origine dagli Etruschi e che, al tempo del primo re di Roma, vi siano passate le Sabine vittime del celebre Ratto compiuto dai Romani. Il ponte rappresenta infatti il passaggio sul fiume Aniene della Via Salaria, che collega Roma alla Sabina. Fu sempre su questo ponte che Manlio Torquato, nel 361 avanti Cristo, vi sconfisse in duello un soldato gallo adornato di Torques, episodio che dette a Manlio, appunto, il soprannome di Torquato.
Sempre nell'area di questo ponte si accamparono il goto Ricimero nel 472 ed il goto Vitige nel 537, durante i rispettivi assedi di Roma. Nel 544 fu distrutto da Totila, nel 565 fu restaurato dal generale Narsete, che appose sui parapetti due epigrafi riguardanti il restauro.
Nel 728 il ponte fu il teatro di uno scontro tra i Longobardi, accorsi in difesa di Papa Gregorio II, ed i Bizantini guidati dall'esarca Paolo, inviato da Leone l'Isaurico.
Una nuova battaglia ebbe luogo nel 1378, stavolta tra i Bretoni e i cittadini Romani che accorsero in difesa di Papa Urbano II, ma vennero sconfitti. Nel 1433, invece, il ponte fu occupato dalle truppe di Niccolò Piccinino.
Forse anche per via di questa posizione strategica, il ponte si presentava fortificato da una torretta quadrata dotata di merli. I parapetti presentavano dei pilastrini di travertino sovrastati da sfere. Fino al XVIII Secolo infatti si presentava con queste fattezze molto pittoresche, ricordate in diverse incisioni (come una del Piranesi) e in un plastico conservato alla collezione Schloss Johannisburg ad Aschaffenburg, in Baviera.

Il plastico di Ponte Salario ad Aschaffenburg.
Nel 1799 il ponte venne abbattuto dai soldati del Regno di Napoli per impedirne il passaggio alle truppe napoleoniche, ed un secondo abbattimento avvenne con delle mine nel 1849 ad opera del generale francese Oudinot per evitare che vi passassero i garibaldini.
Nel 1874 venne restaurato una prima volta, e nel 1930 una seconda, la carreggiata fu raddoppiata e poggia sul ponte antico tramite grandi mensoloni, tale restauro ha fatto assumere al ponte l'aspetto attuale.
Ad oggi non ha nulla del pittoresco ponte con torretta che vi esistette fino al XVII Secolo: l'unica parte superstite sono i due piccoli archetti di sottorampa sulle sponde del fiume Aniene, costituiti da blocchi di tufo di Fidene.

Il Ponte Salario come si presenta oggi.

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