Madonna col Bambino in Via Nazionale angolo Via Firenze


L'Edicola Sacra in questione si trova in Via Nazionale all'angolo con Via Firenze, nel Rione Castro Pretorio, e rappresenta la Madonna con in braccio Gesù Bambino. L'edicola è realizzata in terracotta bianco-azzurra in stile robbiano.

Targa in memoria del primo McDonald's in Italia


La targa in questione si trova all'interno del fast food McDonald's di Piazza di Spagna, nel Rione Campo Marzio, e ricorda come il ristorante in questione sia il primo di questa catena ad aver aperto in Italia il 20 Marzo 1986.

Targa in memoria di Herbert Norman


La targa in questione si trova all'interno del Cimitero Acattolico, nel Rione Testaccio, e ricorda Egerton Herbert Norman (Karuizawa 1909 - Il Cairo 1957), storico e diplomatico canadese che in questo cimitero è sepolto. E' insolito che una targa commemorativa venga posta nei pressi della tomba all'interno di un cimitero, come in questo caso.
La targa è stata qui posta dal governo del Canada nel 2000.

Targa in memoria degli scavi del Circo Massimo


La targa in questione si trova al Circo Massimo, nel Rione Ripa, e ricorda come il 21 Aprile 1928 iniziarono gli scavi archeologici proprio nell'antico stadio Romano. La targa riporta un lessico strettamente legato al regime fascista: non solo fa riferimento al VI anno dell'Era Fascista, ma oltre a citare Vittorio Emanuele III ed il Governatore Ludovico Spada Potenziani, cita Benito Mussolini in veste di "Duce". Si tratta dunque di una targa sopravvissuta all'opera di rimozione delle targhe con riferimenti fascisti avvenuta dopo la caduta del regime.

Targa della Colonna dei Santi Pietro e Paolo


La targa in questione si trova all'interno del Carcere Mamertino, in Via del Tulliano, nel Rione Campitelli, a ridosso della Colonna cui furono tenuti incatenati i Santi Pietro e Paolo e dalla quale convertirono i Santi Processo e Martiniano, custodi del carcere, ed altre 46 persone, battezzandoli con dell'acqua sgorgata miracolosamente.

Targa in memoria dei detenuti giustiziati del Carcere Mamertino


La targa in questione si trova all'interno del Carcere Mamertino, in Via del Tulliano, nel Rione Campitelli, e ricorda una serie di personaggi che sono stati detenuti e giustiziati in questo carcere ai tempi dell'Antica Roma. Queste persone sono indicate come "vittime dei Trionfi di Roma". Nello specifico, vi compaiono:
- Ponzio Re dei Sanniti, in precedenza vincitore della Battaglia delle Forche Caudine e decapitato nel 290 avanti Cristo.
- Quinto Pleminio, governatore di Locri al tempo di Publio Cornelio Scipione, rimosso dal Senato e suppliziato nel 180 avanti Cristo.
- I seguaci dei Gracchi, qui strangolati nel 123 avanti Cristo.
- Giugurta Re di Numidia, qui lasciato morire per fame nel 104 avanti Cristo.
- Aristobulo II Re dei Giudei, qui decapitato nel 61 avanti Cristo.
- I senatori Romani Lentulo e Cetego insieme ad altri complici di Catilina, qui strangolati nel 60 avanti Cristo.
- Vercingetorige Re della Gallia, qui decapitato nel 49 avanti Cristo.
- Seiano Ministro di Tiberio, qui decapitato nel 31 dopo Cristo.
- Simone di Giora, difensore di Gerusalemme contro Vespasiano e Tito, decapitato nel 70 dopo Cristo.

Targa dell'Ara di Cesare


La targa in questione si trova nel Foro Romano, nel Rione Campitelli, ed indica come lì si trovi l'Ara di Cesare.

Zona Acqua Vergine

La Zona Acqua Vergine è una zona di Roma situata lungo la Via Collatina ed estesa fuori dal Grande Raccordo Anulare, limitata dalla Via Prenestina a sud e dal Fiume Aniene a Nord. Questa zona ancora oggi conserva intere aree di campagna prive di costruzioni, mantenendo inalterato il suo aspetto originario.
Il nome della zona è dovuto alla sorgente dell'acquedotto dell'Acqua Vergine, che si trova in questa zona, nell'area nota come Salone. A questo proposito, dalla Collatina, in questa zona, è ben visibile la torre Piezometrica di Salone, realizzata negli anni '30 del XX Secolo come parte del progetto di rinnovamento dell'acquedotto Vergine.
Negli anni '60-'70 sono nati diversi insediamenti spontanei, come il Colle della Mentuccia, poi divenuto più noto come Colle Prenestino, e il Colle della Valentina.

Chiese:
San Patrizio

Siti archeologici:
Acquedotto dell'Aqua Vergine

Casali:
Casale di Salone

Torri Piezometriche:
Torre Piezometrica di Salone

Il tram proposto tra Piazza Vittorio Emanuele II e Largo Corrado Ricci


Il 19 Aprile 2017 la Commissione Mobilità del Comune di Roma, presieduta dal Consigliere Enrico Stefano (Movimento Cinque Stelle) ha svolto una riunione insieme ai tecnici dell'Agenzia per la Mobilità per valutare le linee tramviarie da realizzare a Roma nei prossimi anni. Di queste, solamente una ha visto la commissione parlare di fattibilità e tempi: quella tra Piazza Vittorio Emanuele II e Largo Corrado Ricci, da poi prolungare fino a Piazza Venezia portando di atto a collegare a livello tramviario l'8 con la Stazione Termini, un progetto di cui si parla, con tutte le varianti del caso, dagli anni '90.
La novità è la scelta del percorso. Più volte si era parlato di Via Nazionale, poi di Via Cavour. Questa volta si è presa in considerazione invece Via Giovanni Lanza e solamente il tratto finale di Via Cavour, portando di fatto la linea a connettersi presso Piazza Vittorio Emanuele II con le già esistenti 5 e 14 (usando magari gli stessi binari per arrivare a Termini).
Questa linea sarebbe realizzata secondo Stefano orientativamente entro il 2019. Successivamente, un prolungamento attraverso Via dei Fori Imperiali la connetterebbe all'8 in Piazza San Marco entro il 2021.
Secondo Stefano, inoltre, questo progetto non escluderebbe quello che prevede il passaggio di un tram in Via Nazionale.
Le altre tramvie prese in esame, ma su cui la commissione non ha parlato di tempi ed è ancora a uno stato progettuale meno avanzato, sono state quella tra Piazzale del Verano e la Stazione Tiburtina, quella lungo il Viale Palmiro Togliatti e quella tra il Parco della Musica e Piazza Risorgimento lungo Viale Angelico.


Zona Tor Sapienza



La Zona Tor Sapienza si trova tra la Via Prenestina e la Via Collatina, a ridosso del Grande Raccordo anulare. Come molte zone situate lungo le consolari, per molti secoli anche Tor Sapienza fu una zona di campagna.
Qui, nel XIII Secolo, sorse un'importante torre con annessa fortificazione che, acquistata dal Cardinale Domenico Capranica nel 1457 il quale la affidò agli studenti del Collegio di San Girolamo di Perugia che la rinominarono "Sapienza Nuova". La torre, da quel momento, divenne per tutti Tor Sapienza e dette il nome alla zona.
Sempre nel XIII Secolo, nella zona era stata costruita una torre che da un bassorilievo lì presente prese il nome di Tor Tre Teste, costruita presso la piccola Chiesa di Sant'Anna lungo la Prenestina.
Nella stessa area, nel XIV Secolo i Boccamazzi avevano costruito il proprio casale, noto come Casale Bucchamatiis.
Nel XX Secolo, nella zona iniziò a nascere una borgata rurale. L'origine dell'insediamento risale al 1923, quando il capostazione del vicino casello di Tor Cervara, il molisano Michele Testa, dette vita alla Cooperativa Tor Sapienza per l'Edilizia Popolare Rurale e che quell'anno realizzò 25 abitazioni. Nel 1929, Testa venne mandato al confino in quanto antifascista.
Il Fascismo, nonostante la differenza di vedute politiche con Testa, promosse però uno sviluppo della borgata, acquistando alcuni terreni dalla duchessa Rufina Lancillotto Grazioli su cui costruì nuovi edifici, tra cui la scuola Arnaldo Mussolini, dopo il Fascismo ribattezzata Gioacchino Gesmundo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la torre che da il nome alla zona venne usata come deposito di munizioni e durante la ritirata tedesca venne fatta saltare in aria, danneggiandola gravemente. Il suo restauro avvenne solamente negli anni Novanta.
Negli anni '70 nella zona venne costruito dall'IACP un grande complesso popolare lungo Via Morandi che portò un gran numero di nuovi abitanti all'area, fino a quel momento caratterizzata ancora da uno sviluppo non intensivo e da caratteristiche agresti.
Nel 2014 numerosi abitanti hanno dato vita a una protesta contro la presenza nella zona di un centro per ospitare minori stranieri non accompagnati.
La zona attualmente è caratterizzata anche da una forte presenza di organizzazioni sportive. Per il calcio ci sono infatti l'ASD Tor Sapienza e la Pro Calcio Tor Sapienza, entrambi militanti in Eccellenza, e lo Sporting Tor Sapienza, che milita invece nel campionato Juniores Primavera. Per la pallavolo, c'è invece l'SSD Pallavolo Tor Sapienza, militante nella B maschile e nella B2 femminile, insieme anche al Volley Friends, militante invece in B2.

Chiese:
Sant'Anna a Tor Tre Teste
San Cirillo Alessandrino
Nostra Signora di Czestochowa
San Vincenzo De' Paoli

Torri:
Tor Sapienza
Tor Tre Teste

Scuole:
Scuola Giacchino Gesmundo

Architetture Civili:
Complesso IACP di Tor Sapienza

Via Crucis di San Pietro in Montorio



Lungo l'intera Via di San Pietro in Montorio, nel Rione Trastevere, è presente una Via Crucis composta di 14 pannelli di terracotta raffiguranti ognuno una stazione. L'origine di questa Via Crucis risale al 1731, quando la tortuosa salita al Gianicolo venne arricchita di una serie di pannelli raffiguranti appunto la Via Crucis su iniziativa di Giovanni Angelo Gregori e Francesco Antonio Costa. In questo modo, la Passione di Cristo - raffigurata appunto nelle 14 stazioni - ed il martirio di San Pietro - ricordato dalla vicina Chiesa di San Pietro in Montorio - venivano messe in stretta correlazione.


La prima Via Crucis che fu realizzata in questa strada era con tutta probabilità un'opera molto semplice, nel tipico stile della devozione popolare.
Nel 1873, quando lo stato Italiano che aveva da tre anni preso possesso di Roma espropriò numerose proprietà della Chiesa, il limitrofo ospedale di San Pietro in Montorio e la Chiesa in quegli anni sconsacrata di Sant'Antonio da Padova al Gianicolo non furono da meno, e vennero venduti allo stato spagnolo che vi insediò la propria accademia nazionale.


Fu qui che la Spagna mandava alcuni artisti meritevoli a studiare e lavorare contemplando le bellezze di Roma, proprio come facevano molti altri Paesi, compresa la Francia che ospitava i propri talenti presso Villa Medici.


Nel 1909, due pittori e uno scultore che si trovavano a Roma come pensioneros presso l'Accademia di Spagna, Ortiz Echague, Zaragoza Fernandez e Martin Laurel, vennero incaricati di rinnovare la Via Crucis di San Pietro in Montorio.


Oggi di questo intervento del 1909 non rimane praticamente nulla, solo il rilievo della Vergine Addolorata realizzato dal Laurel e visibile nella curva a gomito della salita. I dipinti, invece, sono andati completamente perduti.


L'aspetto attuale della Via Crucis, infatti, si deve a un intervento avvenuto successivamente. Nel 1957, infatti, l'ambasciatore della Spagna presso la Santa Sede, Fernando Maria Castiella y Maiz, si fece promotore di un restauro dell'opera.


A realizzare tale opera fu lo scultore Carmelo Pastor Pla, che decise di scolpire le stazioni della Via Crucis in terracotta.


Oggi, all'inizio della salita di Via San Pietro in Montorio, è presente una targa commemorativa che ricorda i lavori promossi da Fernando Maria Castiella y Maiz.


A metà della salita, quando essa compie una curva a gomito, si trova uno spazio semipianeggiante in cui sorge la Chiesa oggi sconsacrata di Sant'Antonio da Padova al Gianicolo.






La Via Crucis di San Pietro in Montorio vista dal basso in un'incisione Ottocentesca



Pasta alla Carbonara



La pasta alla Carbonara è uno dei piatti più noti della tradizione romana, anche se la sua origine romana è tutt'altro che certa, e la maggior parte delle fonti tendono ad escludere una totale origine romana.
Il manuale di cucina romana di Ada Boni, risalente al 1930 - quindi parliamo di meno di un secolo fa! - non la menziona, e anche la memoria popolare precedente alla Seconda Guerra Mondiale tende a non citarla tra i piatti romani o a menzionare ricette differenti per una pasta dello stesso nome.
La pasta alla Carbonara consiste infatti principalmente in spaghetti o rigatoni (ma talvolta anche penne o linguine) con uovo e pancetta, condita con pecorino e pepe.
La presenza della pancetta - e non del guanciale come nell'amatriciana - fa pensare al fatto che tale ricetta sia nata nel 1944 con l'arrivo a Roma delle truppe anglo-americane e, con loro, delle razioni con il bacon, che iniziò ad essere dunque venduto nei mercati di Roma. Questa ipotesi, infatti, sembra trovare conferme sia culinarie che temporali.
Un'altra ipotesi è quella che si tratti di una ricetta napoletana arrivata gradualmente a Roma. Nella cucina napoletana, infatti, si trovano molte ricette che consistono nel condire pietanze in modo simile a questa pasta, ma non è chiaro come mai tale pasta a Napoli non sarebbe quasi più presente nella cucina tradizionale.
Il nome carbonara deriva dai carbonai degli Appennini, che costretti a sorvegliare per lungo tempo la carbonaia da cui si creava la carbonella avrebbero dunque realizzato questa pasta con ingredienti di facile reperibilità. In effetti l'origine del nome sembra essere questo, ma probabilmente la ricetta originaria era un po' diversa e quella attuale non ha nulla a che vedere con loro.
Ai Castelli Romani, ad esempio, si aveva notizia di una pasta alla Carbonara con funghi ed altri ingredienti non presenti nell'attuale ricetta.
Questa probabile estraneità alla tradizione romana fa sì che ci siano casi molto limitati di trattorie romane che non vedono la Carbonara presente nel loro menù.

Come si prepara la Carbonara? Ecco la ricetta:

Ingredienti per due persone:
150-200 grammi di spaghetti (in alternativa anche di rigatoni, penne o linguine)
125 grammi di pancetta
2 tuorli d'uovo
Pecorino
Olio extravergine d'oliva
Sale
Pepe

Preparazione

- Tagliare il guanciale in pezzi piccoli e soffriggerli in una padella a fuoco lento
- Sbattere le uova in una terrina e aggiungere pecorino grattugiato e pepe
- Cuocere gli spaghetti. E' preferibile scolarli quando sono al dente e lasciarli in parte impregnati dell'acqua di cottura.
- Versare gli spaghetti nella terrina dove sono state sbattute le uova e mescolare
- Aggiungere pecorino e pepe

Simpatici & Antipatici - I luoghi


Simpatici & Antipatici è un film risalente al 1998 con la regia di Christian De Sica e sceneggiato insieme ai fratelli Enrico e Carlo Vanzina in cui viene fatto un ritratto della borghesia (con particolare attenzione verso quella più controversa) di Roma nord e, più nello specifico, della Roma dei circoli. Un film dunque che più di altri ambisce a raccontare Roma e che non ci siamo perciò fatti sfuggire.
Protagonista principale è Roberto (Christian De Sica), gioielliere che lavora presso il negozio del suocero e frequenta presso il Circolo Tiber gli altri personaggi del film, a partire da Alberto (Gianfranco Funari, peraltro ricordato a Roma in una targa a Trastevere), imprenditore edile e presidente del Circolo.

Ma andiamo a vedere i vari luoghi che compaiono in questa pellicola.

CIRCOLO CANOTTIERI ROMA (Circolo Tiber), Lungotevere Flaminio, Quartiere Flaminio

Il Circolo Tiber, il luogo dove si intersecano le storie dei diversi personaggi del film, è in realtà il circolo Canottieri Roma, situato in Lungotevere Flaminio, presso l'omonimo quartiere.

VIA PANAMA (Casa di Roberto), Quartiere Parioli

La casa dove abita Roberto (Christian De Sica) si trova in Via Panama, nel Quartiere Parioli

CONVITTO NAZIONALE VITTORIO EMANUELE II, Piazzale Monte Grappa, Quartiere Della Vittoria



La scuola dove Roberto (Christian De Sica) accompagna le proprie figlie e dove incontra Marcella con il figlio, dando inizio a un siparietto sui loro ricordi a Fregene nell'ambito delle estati del 1973 e del 1974, è il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II.

VIA BOCCA DI LEONE E VIA CONDOTTI, Rione Campo Marzio

La gioielleria dove lavora Roberto (Christian De Sica), che risulta chiamarsi Gioielleria Tassi, si trova in Via Bocca di Leone, dove oggi si trova un albergo. Altre scene contigue alla gioielleria si svolgono nella vicina Via Condotti.

RISTORANTE CENCIO LA PAROLACCIA, Vicolo del Cinque, Rione Trastevere

Il ristorante dove Alberto Cecchini (Gianfranco Funari) festeggia i 25 anni di matrimonio con la moglie è Cencio la Parolaccia, situato in Vicolo del Cinque, a Trastevere. Proprio come nel film, il ristorante è noto per i propri camerieri che apostrofano volgarmente i clienti e si lasciano andare a siparietti comici. Non a caso, per il film sono stati usati i veri camerieri del ristorante.

GALLERIA GIULIA, Via Giulia, Rione Regola



La galleria dove Nicoletta (Monica Scattini) va a vedere la mostra del maestro Rafael Muqueco è la Galleria Giulia, situata in Via Giulia 148.

LUNGOMARE DI SABAUDIA

La scena in cui Roberto (Christian De Sica) e Livia (Cinzia Mascolo) vanno in bicicletta e raggiungono la loro villa al mare è ambientata presso il Lungomare di Sabaudia.

HOTEL PLAZA, Via del Corso, Rione Campo Marzio

L'albergo in cui alloggia la modella Vicky Bond (Barbara Snellenburg) è l'Hotel Plaza, in Via del Corso.

STADIO OLIMPICO, Quartiere Della Vittoria

Quando Walter (Stefano Masciarelli) e Nicoletta (Monica Scattini) si recano allo stadio per assistere alla partita tra Lazio e Verona si può vedere chiaramente oltre alla vera partita disputatasi nel campionato 1996-1997 tra le due squadre, anche lo Stadio Olimpico di Roma.

CLUB MED MOOREA, Polinesia Francese

Il finale del film è l'unica scena che si svolge fuori dall'Italia, e si svolge decisamente lontano dalla Capitale dal momento che è sia girata che ambientata agli antipodi rispetto a Roma. Il luogo in Polinesia dove va a ritirarsi Roberto (Christian De Sica) è infatti stato individuato nel Club Med di Moorea, nella Polinesia Francese.

ALTRI LUOGHI CITATI NEL FILM

Oltre ai luoghi mostrati nel film, ce ne sono altri che vengono solamente citati ma possono essere comunque individuati.

- Circolo Canottieri Remo: nel discorso inaugurale di Alberto Cecchini (Gianfranco Funari), appena eletto presidente del Circolo Tiber, cita lo storico circolo di Roma, il Canottieri Remo, parlando di una cocente sconfitta contro di essi nel torneo di calcetto.

- Viale Somalia, nel Quartiere Trieste: Walter (Stefano Masciarelli), nel ricordare a Nicoletta (Monica Scattini) le sue origini non intellettuali, fa notare come il padre facesse il garagista presso Viale Somalia.

Via del Sambuco


Via del Sambuco è una strada situata nel Rione Monti, compresa tra Via degli Zingari e Via Clementina. La strada si presenta in una forma stretta e irregolare, come molte altre della zona di impianto medievale, e nel suo tratto a ridosso di Via degli Zingari è preceduta da una suggestiva scalinata.
Il nome della strada deriva dal sambuco, un arbusto delle caprifogliacee, che evidentemente era presente in questa via.

Pac Man per le strade di Roma

Pac Man nei dintorni di San Pietro
In occasione del primo Aprile, giornata da sempre dedicata agli scherzi e in cui anche Rerum Romanarum si è dilettata nel proprio Pesce d'Aprile, anche Google, come ogni anno, ha voluto fare un divertente scherzo ai suoi utenti, nello specifico agli utenti del servizio di cartografia Google Maps.

Pac Man tra Via dei Fori Imperiali e Via Cavour
Nei giorni a ridosso del primo di Aprile 2017, infatti, Google ha permesso agli utenti delle mappe di usare una qualsiasi area a scelta del mondo per giocare al celebre videogioco Pac-Man, ideato dal giapponese Tohru Iwatani e prodotto dalla Namco, la cui storia è inoltre trattata al museo dei videogiochi di Roma VIGAMUS.

Questo fatto ha permesso di poter giocare per le strade di Roma a Pac-Man, regalandoci alcuni scenari del videogioco sulla mappa di Roma.

Pac Man all'EUR

Le strade del Rione Colonna

A seguire, un elenco di tutte le strade esistenti nel Rione Colonna.

L'elenco delle strade soppresse o non più esistenti del rione è invece consultabile qui.

Le strade del Rione Colonna:

Via in Aquiro
Via degli Artisti

Piazza Barberini
Via dei Bergamaschi
Via del Bufalo
Via de' Burrò
Vicolo de' Burrò

Via di Campo Marzio
Via di Capo le Case
Via dei Cappuccini
Piazza Capranica
Via del Caravita
Largo Chigi
Via del Collegio Capranica
Piazza Colonna
Via della Colonna Antonina
Via delle Colonnelle
Via delle Convertite
Via del Corso
Via Francesco Crispi

Via dei Due Macelli
Vicolo dei Due Macelli

Via Frattina

Via del Gambero
Via del Giardino Theodoli
Vicolo della Guardiola
Via della Guglia

Via dell'Impresa

Via in Lucina

Piazza della Maddalena
Via della Maddalena
Via Mario de' Fiori
Via della Mercede
Via della Missione
Via di Montecatini
Piazza di Monte Citorio
Via del Moretto
Via delle Muratte

Largo del Nazareno
Via del Nazareno

Via degli Orfani

Via del Pantheon
Piazza del Parlamento
Via del Parlamento
Via delle Paste
Via dei Pastini
Piazza di Pietra
Via di Pietra
Via del Pozzetto
Via del Pozzo
Via di Propaganda
Via della Purificazione

Piazza della Rotonda

Via dei Sabini
Via di Sant'Andrea delle Fratte
Piazza San Claudio
Via di San Claudio
Piazza Sant'Ignazio
Via di Sant'Isidoro
Piazza San Lorenzo in Lucina
Via di Santa Maria in Via
Piazza San Silvesto
Vicolo dello Sdrucciolo
Via del Seminario
Via Sistina
Galleria Alberto Sordi
Vicolo della Spada di Orlando
Piazza di Spagna

Largo del Tritone
Via del Tritone

Via degli Uffici del Vicario

Via della Vite
Via Vittorio Veneto

Via Zucchelli

Vicolo Ampliato

Vicolo Ampliato è una strada che si trovava nel Quartiere Ostiense. Alcuni studiosi hanno interpretato il nome come dovuto a una strada che nel tempo aveva ricevuto un ampliamento, fatto che tuttavia solleva diversi dubbi dal momento che per una strada di campagna è difficile parlare di vero e proprio "ampliamento" quando sarebbero più probabili un prolungamento o un allargamento.
La risposta all'etimologia di questo toponimo la potrebbero dare le non lontane Catacombe di Domitilla, all'interno delle quali è presente il Cubicolo di Ampliato. Potrebbe dunque trattarsi dello stesso Ampliato, la cui memoria sarebbe stata conservata nella zona, o di un suo omonimo.

Vicolo dell'Ammazzatora

Vicolo dell'Ammazzatora era una strada che si trovava subito fuori Porta del Popolo, nel Quartiere Flaminio, dove nel 1825 Papa Leone XII Della Genga (1823-1829) aveva costruito il primo mattatoio pubblico di Roma, chiamato dai Romani ammazzatora.
Il mattatoio rimase in funzione fino alla fine del XIX Secolo, quando a Testaccio venne costruito il nuovo mattatoio su architetture di Gioacchino Ersoch.

Targa in memoria dei Parrocchiani di San Vincenzo caduti nella Prima Guerra Mondiale


La targa in questione si trova in Piazzetta Adolfo Beria di Argentine, a Milano, e ricorda i parrocchiani della Chiesa di San Vincenzo morti nella Prima Guerra Mondiale.

Targa in memoria di Giuseppe Mengoni


La targa in questione si trova nella Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, e ricorda Giuseppe Mengoni (Fontanelice 1829 - Milano 1877), l'architetto che nel 1867 realizzò la galleria in questione.

Targa in memoria del creatore della Galleria Vittorio Emanuele II


La targa in questione si trova nella Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, e ne ricorda il creatore, Giuseppe Mengoni. La targa è stata qui posta dall'Associazione Salotto di Milano nel 1967, in occasione dei 100 anni dalla realizzazione della Galleria.

Targa in memoria della prima centrale termoelettrica d'Europa


La targa in questione si trova in Via di Santa Radegonda, a Milano, e ricorda come in questo luogo venne realizzata, nel 1863, la prima centrale termoelettrica d'Europa. La targa, in cui è ricordato anche il suo artefice Giuseppe Colombo, venne qui posta nel 1863 in occasione del centenario dalla realizzazione della centrale.

Arco di Percello

L'Arco di Percello in una seicentesca incisione di Giovan Francesco Naselli
L'Arco di Percello è un arco oggi non più esistente che si trovava nell'attuale Rione Sant'Angelo, esattamente tra il Portico d'Ottavia e il Teatro di Marcello. Esso venne realizzato nel 272 dopo Cristo, in occasione dei Veneralia, la festa dedicata alla Venere Verticordia, grazie a una donazione del nobile Marco Pollio Percello che volle in questo modo celebrare la festa.
L'arco consisteva in una struttura a un unico fornice, che conosciamo grazie alla descrizione riportata su un'epigrafe di epoca tardoantica oggi conservata al Fulton Museum di New York e grazie a un'incisione seicentesca basata su tale descrizione, opera di Giovan Francesco Naselli.
All'inizio del Medioevo, infatti, quest'area cadde in gran parte in disuso, e molte delle rovine vennero gradualmente riutilizzate per altri scopi: il vicino Portico d'Ottavia, ad esempio, divenne la sede del principale mercato ittico di Roma, e l'arco di Percello altro non fu che un intralcio in mezzo al movimento dei banchi e degli avventori di tale mercato. Fu proprio per questo che esso, dopo essere stato nel tempo spogliati dei diversi bassorilievi che lo fregiavano, venne definitivamente abbattuto, probabilmente intorno al IX Secolo.

Se siete stati così attenti da leggere fino a questo punto, però, è giusto che siate messi al corrente di un altro fatto relativamente all'Arco di Percello: esso non è mai esistito, e dal momento che oggi è il Primo di Aprile, anche dei burloni noi di Rerum Romanarum abbiamo deciso di prestarci a una burla come Pesce d'Aprile. Certo, essendo la divulgazione il nostro obiettivo, non ci sottraiamo dai nostri obblighi e spieghiamo ora il tutto. Marco Pollio Percello non è infatti mai esistito, ma percello è un verbo latino che significa letteralmente "abbattere" ma usato per dire "prendere in giro", da cui la locuzione "prendere per il...". La festa dei Veneralia esisteva realmente, e si teneva il Primo Aprile, proprio quando oggi ci si diverte con i Pesci d'Aprile.
Non esiste neanche il Fulton Museum di New York, che è un riferimento al Fulton Fish Market, il più grande mercato ittico di New York: inutile dire invece che l'incisore Naselli non sia mai esistito e sia un riferimento al nasello, una celebre tipologia di pesce. Abbiamo scelto di collocare questo arco a pochi passi dal Portico d'Ottavia perché, come detto, si trattava nel Medioevo del principale mercato ittico di Roma. Per quanto riguarda l'immagine scelta, abbiamo preso in prestito un'incisione seicentesca dell'Arco di Portogallo.