Via Crucis di San Pietro in Montorio



Lungo l'intera Via di San Pietro in Montorio, nel Rione Trastevere, è presente una Via Crucis composta di 14 pannelli di terracotta raffiguranti ognuno una stazione. L'origine di questa Via Crucis risale al 1731, quando la tortuosa salita al Gianicolo venne arricchita di una serie di pannelli raffiguranti appunto la Via Crucis su iniziativa di Giovanni Angelo Gregori e Francesco Antonio Costa. In questo modo, la Passione di Cristo - raffigurata appunto nelle 14 stazioni - ed il martirio di San Pietro - ricordato dalla vicina Chiesa di San Pietro in Montorio - venivano messe in stretta correlazione.


La prima Via Crucis che fu realizzata in questa strada era con tutta probabilità un'opera molto semplice, nel tipico stile della devozione popolare.
Nel 1873, quando lo stato Italiano che aveva da tre anni preso possesso di Roma espropriò numerose proprietà della Chiesa, il limitrofo ospedale di San Pietro in Montorio e la Chiesa in quegli anni sconsacrata di Sant'Antonio da Padova al Gianicolo non furono da meno, e vennero venduti allo stato spagnolo che vi insediò la propria accademia nazionale.


Fu qui che la Spagna mandava alcuni artisti meritevoli a studiare e lavorare contemplando le bellezze di Roma, proprio come facevano molti altri Paesi, compresa la Francia che ospitava i propri talenti presso Villa Medici.


Nel 1909, due pittori e uno scultore che si trovavano a Roma come pensioneros presso l'Accademia di Spagna, Ortiz Echague, Zaragoza Fernandez e Martin Laurel, vennero incaricati di rinnovare la Via Crucis di San Pietro in Montorio.


Oggi di questo intervento del 1909 non rimane praticamente nulla, solo il rilievo della Vergine Addolorata realizzato dal Laurel e visibile nella curva a gomito della salita. I dipinti, invece, sono andati completamente perduti.


L'aspetto attuale della Via Crucis, infatti, si deve a un intervento avvenuto successivamente. Nel 1957, infatti, l'ambasciatore della Spagna presso la Santa Sede, Fernando Maria Castiella y Maiz, si fece promotore di un restauro dell'opera.


A realizzare tale opera fu lo scultore Carmelo Pastor Pla, che decise di scolpire le stazioni della Via Crucis in terracotta.


Oggi, all'inizio della salita di Via San Pietro in Montorio, è presente una targa commemorativa che ricorda i lavori promossi da Fernando Maria Castiella y Maiz.


A metà della salita, quando essa compie una curva a gomito, si trova uno spazio semipianeggiante in cui sorge la Chiesa oggi sconsacrata di Sant'Antonio da Padova al Gianicolo.






La Via Crucis di San Pietro in Montorio vista dal basso in un'incisione Ottocentesca



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