Ristoranti scomparsi del Rione Campo Marzio

Da Giggi, in Via Belsiana

Trattoria "Da Giggi"


La trattoria Da Giggi è un ristorante scomparso di Roma che si trovava in Via Belsiana, nel Rione Campo Marzio. Si trattava di un ristorante di cucina romana, qui esistente fin dagli anni '50 che ha chiuso i battenti nel 2018.

Il cartello lasciato sulla porta del ristorante dopo la chiusura nel 2018

Targa in memoria di Pier Paolo Pasolini


La targa in questione si trova in Via Giacinto Carini, nel Quartiere Gianicolense, e ricorda lo scrittore italiano Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 - Roma 1975), che presso questa casa visse tra il 1959 e il 1965.
La targa è stata qui posta dal comune di Roma e dal quartiere.

Via Giambattista Marino


Via Giambattista Marino è una strada del Quartiere Gianicolense compresa tra Via Ambrogio Traversari e Via Alessandro Poerio. È stata istituita nel 1959, in una piccola porzione di Monteverde che in quel momento non era urbanizzata (come si può vedere sotto in un dettaglio di una mappa del 1943).
La mappa del 1943 con lo spazio successivamente occupato da Via Giambattista Marino
In linea con la toponomastica della zona, in cui le strade sono dedicate a grandi letterati italiani, si decise di dedicare questa strada al poeta barocco Giambattista Marino (Napoli 1569-1625).
La posizione della strada, elevata rispetto al vicino Viale Trastevere, prevede una suggestiva veduta del Gazometro.

Ristoranti scomparsi nel Quartiere Della Vittoria

Da Felicetta, nella zona di Villa Madama

Trattoria "Da Felicetta"


La Trattoria "Da Felicetta" era un ristorante un tempo esistente nei pressi di Villa Madama, nel Quartiere Della Vittoria. Non abbiamo ulteriori notizie più precise, probabilmente è esistita all'inizio del XX Secolo.

Pietre d'inciampo del Rione Monti

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle pietre d'inciampo presenti nel Rione Monti.

Via della Madonna dei Monti
- Pietre d'inciampo in memoria della famiglia Di Consiglio

Pietre d'inciampo in memoria della famiglia Di Consiglio


Le pietre d'inciampo in questione si trovano in Via della Madonna dei Monti, nel Rione Monti e ricordano un totale di 20 diverse persone che qui vissero e vennero in massa arrestate il 21 Marzo 1944. Tutti sono rimasti uccisi, chi alle Fosse Ardeatine, chi ad Auschwitz e chi, invece, non sappiamo dove per mancanza di informazioni.

Le persone ricordate sono:
Orabona Moscato
Mosé Di Consiglio
Salomone Di Consiglio
Gemma Di Tivoli
Virginia Di Consiglio
Marco Di Consiglio
Santoro Di Consiglio
Franco Di Consiglio
Rina Ester Di Consiglio
Marisa Di Consiglio
Lina Di Consiglio
Cesare Elvezio Di Consiglio
Clara Di Consiglio
Angelo Di Castro
Giuliana Colomba Di Castro
Giovanni Di Castro
Leonello Di Consiglio
Graziano Di Consiglio
Enrica Di Consiglio
Mario Marco Di Consiglio

Il 10 Dicembre 2018 è stata diffusa la notizia che qualcuno ha rimosso nella notte queste pietre d'inciampo. Non è noto al momento chi sia stato il responsabile del gesto che ha suscitato un grosso sdegno tra le istituzioni e i cittadini.

Ristoranti scomparsi nel Rione Parione

Il Cantinone Romagnolo, in Piazza della Pollarola

Cantinone Romagnolo


Il "Rinomato Cantinone Romagnolo", noto anche solo come "Il Cantinone", era un ristorante che si trovava il Piazza della Pollarola, nel Rione Parione. Il ristorante venne fondato nel 1884 da due fratelli, Angelo e Giuseppe Ciavatti, originari di Vecciano, località del riminese che ricade nel comune di Coriano.
Non siamo in grado al momento di sapere l'anno in cui il ristorante ha cessato la propria attivo età, ma sicuramente ciò è accaduto diversi decenni fa.

Vicolo della Spada di Orlando


Vicolo della Spada di Orlando è una strada del Rione Colonna compresa tra Piazza Capranica e Via dei Pastini. Il suo nome, particolarmente suggestivo e forse tra i più curiosi di Roma, è legato alla storia del paladino Orlando, prefetto bretone vissuto nell'VIII Secolo e divenuto protagonista del ciclo eroico della Chanson de Roland nell'XI Secolo e quindi protagonista di numerose opere letterarie come l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e l'Orlando Innamorato di Matteo Boiardo.
La tradizione narra infatti che Orlando, caduto in un agguato a Roncisvalle a causa del tradimento di Gano di Maganza, uccise diversi saraceni con la Durlindana, la sua potentissima spada, per poi suonare il suo corno, l'Olifante, talmente forte da restarne ucciso.
Il vicolo prenderebbe il nome dal fatto che il Re dei Franchi Carlo Magno, per evitare che la Durlindana cadesse nelle mani del nemico, la portò a Roma dove cercò di distruggerla lanciando un violento fendente contro una colonna, che rimase però spezzata. Tale colonna spezzata dal colpo della spada è oggi visibile nel vicolo.
La colonna spezzata
Un'altra storia legata all'origine del nome della strada fu che qui Orlando cadde in un'imboscata alla quale rispose a colpi di Durlindana, spezzando tale colonna.
Quale che sia la ragione che abbia portato al danneggiamento della colonna, essa è un esemplare romano in marmo cipollino forse appartenuto al Tempio di Matidia che qui si trovava. Di questo tempio facevano forse parte anche i diversi resti di laterizi presenti nella strada.
I laterizi visibili nel vicolo
Nella strada è inoltre presente una fontanella che venne realizzata sotto il Pontificato di Papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585). Tale fontana si trovava originariamente in Via dei Pastini ma - come una targa ricorda - nel 1869 venne spostata per lasciare maggiore spazio per la circolazione.
La fontanella della strada

Santa Maria del Soccorso (Rione Regola)

L'Oratorio di Santa Maria Succurre Miseris, che ha sostituito la Chiesa di Santa Maria del Soccorso
La Chiesa di Santa Maria del Soccorso, talvolta indicata come Cappella di Santa Maria del Soccorso, è una Chiesa oggi non più esistente che si trovava in Via dell'Arco del Monte, nel Rione Regola. Essa venne realizzata nel 1762, proprio sotto il cavalcavia che collegava la cosiddetta "Casa Grande" dei Barberini al Palazzo del Monte di Pietà, dopo che il palazzo dei Barberini era stato venduto al Monte che finanziò la costruzione della Cappella.
Questa piccola Chiesa custodiva un'immagine della Vergine realizzata nel 1781 da Domenico Francioli. Nel 1853 la Chiesa venne restaurata ma nel 1870 era già ritenuta diroccata e, per questa ragione, venne demolita e al suo posto fu costruito l'Oratorio di Santa Maria Succurre Miseris.
L'immagine della Vergine con l'occasione venne trasferita nella vicina Chiesa della Trinità dei Pellegrini.

Santa Maria Succurre Miseris


L'Oratorio di Santa Maria Succurre Miseris si trova in Via dell'Arco del Monte, nel Rione Regola. Dove oggi sorge questo piccolo oratorio si trovava un tempo la Chiesa di Santa Maria del Soccorso (spesso identificata come Cappella), edificata nel 1762 e demolita nel 1870 in quanto diroccata. Al suo posto è stato realizzato questo piccolo Oratorio. Sull'altare dell'Oratorio è presente una tela settecentesca raffigurante la Madonna, il Bambino e San Giovannino.

Targa "Niente di più romantico che sopravvivere"


La targa in questione si trova in Via del Boschetto, nel Rione Monti. Si tratta di una targa molto enigmatica dal momento che riporta esclusivamente la scritta "Niente di più romantico che sopravvivere" seguita dal numero 51.

Carlos Schwabe

Schwabe intorno al 1900
Carlos Schwabe (Altona 1866-Avon 1926) è stato un pittore tedesco naturalizzato svizzero, tra i massimi esponenti del movimento artistico conosciuto come simbolismo. Nativo di Altona (oggi parte della città di Amburgo), molto giovane si trasferì a Ginevra - per questo è naturalizzato svizzero - e, attratto dall'arte, andò a vivere nel 1884 a Parigi dove iniziò a lavorare come disegnatore di carte da parati.
La Douleur, 1893
Vivendo nella capitale francese, Schwabe entrò in contatto con alcune figure di primo piano del mondo simbolista dell'epoca. Per questa ragione, nel 1892 fu tra gli artisti che esposero proprie opere al Salon de la Rose + Croix, evento di matrice mistico-spiritualista in cui venivano esposte opere d'arte simboliste voluto da Josephin Peladan presso la Galerie Durand-Ruel.

Cloches du soir, 1895
Le opere di Schwabe degli anni '90 del XIX Secolo sono le più vicine alla pittura simbolista. Del 1893 è infatti La Douleur, mentre del 1895 è Cloches du Soir. Come è tipico del simbolismo, le figure sono spesso idealizzate, allegoriche, e frequentemente cariche di inquietudine che viene data dai colori e dalle forme innaturali.

La morte e il becchino, 1895
Risale invece al 1895 quella che forse è la più emblematica e significativa tra le opere di Schwabe, La morte del becchino, un dipinto in cui una donna alata cala verso il becchino: la sua figura allungata, i colori che richiamano toni gotici e l'elemento luminoso verde che la donna tiene tra le mani affiorano il dipinto all'immaginario fantasy. La sua modella in questa come in altre opere fu la sua prima moglie.

Les Fleurs du Mal, 1900
Nel 1900 il pittore partecipò all'Esposizione Universale di Parigi, dove fu insignito della medaglia d'oro, e girò anche per numerose altre città. Nello stesso anno disegna le illustrazioni per alcune opere di Charles Baudelaire.

L'Ame du Vin, 1900
Il suo disegno L'Ame du Vin è forse il più significativo tra quelli realizzati per le opere di Baudelaire. Per esaltare il vino, si vede una donna incontrollata nei movimenti e nell'espressione in una vigna, con i piedi sporchi quasi a sottolineare lo stretto rapporto tra il vino e la terra. Le opere di Baudelaire sono state la principale ma non l'unica delle illustrazioni di Schwabe.

Spleen et Idéal, 1907
Nel XX Secolo Schwabe si allontanò gradualmente dal simbolismo, preferendo una produzione più tradizionale ma senza discostarsi eccessivamente dal suo stile.

Ritratto della figlia dell'artista, Lotte, 1908

Cinema Savoy


Il Cinema Savoy si trova in Via Bergamo, nel Quartiere Salario. Esso venne realizzato tra il 1938 e il 1939 dall'architetto Francesco De Intinis con il nome di Cinema Savoia: la sua facciata monumentale in travertino è un classico esempio di stile Littorio, come veniva chiamato lo stile razionalista utilizzato negli ultimi anni del regime fascista.
La sala era originariamente articolata in galleria e platea con una cupola apribile. Nel 1951 l'interno venne ristrutturato dall'architetto Fabio Dinelli. Nel 1990 il cinema venne chiuso, per poi tornare in funzione nel 1995 con quattro sale.

Più Libri più Liberi 2018



Dal 5 al 9 Dicembre 2018 si terrà a Roma presso la Nuvola di Fuksas (o Roma Convention Center) la fiera Più libri più Liberi, dedicata alla piccola editoria. Più Libri più Liberi è infatti la Fiera Nazionale della Piccola Editoria italiana, una particolare fiera del libro in cui case editrice medie e piccole trovano uno spazio per presentare e vendere i loro testi e le loro opere.

Per informazioni più precise sulla fiera, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale (qui).

La fiera esiste dal 2002 e ogni anno vede la partecipazione di circa 500 editori provenienti da tutta Italia. A promuoverla è l'Associazione Italiana editori, nata nel 1869 come associazione di categoria per il settore librario.

Le case editrici che esporranno:
001 Edizioni/Hikari (sito)
66thand2nd
A.L.I. (sito)
A mondo mio (sito)
Accademia Nazionale dei Lincei (sito)
Ad est dell'Equatore
Ad Arte (sito)
Addeditore (sito)
Adda Editore
AG Book Publishing (sito)
Agenzia ISBN per l'area di lingua italiana (sito)
Agra Editrice (sito)
Aguaplano Libri (sito)
AIE - Associazione Italiana Editori (sito)
Albero delle matite (sito)
Alegre (sito)
Ali&no Editrice (sito)
Allagalla (sito)
Altreconomia
Altrimedia Edizioni
Analogon Edizioni (sito)
Ananda Edizioni (sito)
Anfora Edizioni
Ancia Edizioni
Antiga Edizioni
APS Vita Universitale
Arance Editrice
Aras Edizioni
Arbor Sapientiae Editore
Arcana - Castelvecchi - Elliot - Ultra
Architetti Roma Edizioni
Armando Curcio Editore
Armando Dadò Editore
Armando Editore
Arpeggio Libero
Artebambini
Artetetra Edizioni
Asmodee Italia
Assimil
Associazione Italiana Studi Tolkieniani
Associazione Pugliese Editori - AIE - Regione Puglia
Astro Edizioni
Astrolabio - Ubaldini Editore
Atene del Canavese
Atmosphere Libri
Audible Italia
Audino Editore
Auge! Edizioni
Avagliano Editore
AVE - Editrice AVE
B Edizioni Design
Babalibri
Baglieri Editrice
Bakemono Lab
BAO Publishing
Bardi Edizioni
BeccoGiallo
Beisler Editore
Bertoni Editore
Besa
Bianconero Edizioni
Bibliotheka Edizioni
Blu Edizioni
Bolzano - Bozen University Press
Booktime
Bordeaux Edizioni
Bottega Errante Edizioni
Bradipo Libri

Mappa tranviaria di Portland (1943)

Clicca per ingrandire
Questa mappa mostra la città di Portland, nello stato americano dell'Oregon, come si presentava nel 1943. La mappa indica inoltre le linee tranviarie attive nella città in quell'anno.

Domenica ecologica 2 Dicembre 2018

Domenica 2 Dicembre 2018 in gran parte della città di Roma si terrà la Domenica Ecologica, che prevede il blocco quasi totale del traffico. La fascia oraria in cui le auto non potranno transitare sarà dalle 9 alle 13 e, dopo una pausa, dalle 15 alle 18:30 (e non alle 20:30 come nella precedente Domenica ecologica per permettere ai tifosi di recarsi allo Stadio Olimpico per seguire la partita di calcio Roma-Inter).

La fascia verde interdetta al traffico Domenica 2 Dicembre
I veicoli che non potranno entrare nella fascia verde saranno tutte le auto fino a Diesel Euro 6.


Via Jacopo da Ponte


Via Jacopo da Ponte è una strada del Quartiere Pinciano, compresa tra Via dei Monti Parioli e Via Paolo Bartolini. L'istituzione di questa via risale al 1953, quando si decise di dare un nome formale alla strada privata compresa tra Via dei Monti Parioli e Via Paolo Bartolini. Per l'occasione si decise di dare alla strada il nome di Via Jacopo da Ponte, in onore del pittore cinquecentesco noto anche come Jacopo Bassano (1515-1592).
Oggi la via si presenta come una signorile strada il cui accesso è proibito al pubblico da un cancello.
Per quanto formalmente la strada colleghi Via dei Monti Parioli a Via Paolo Bartolini, di fatto è una strada senza uscita (come si legge anche su un cartello al suo ingresso), essendo Via Bartolini esistente solo formalmente.

Madonna Addolorata in Piazza del Gesù


Questa Edicola Sacra rappresenta la Madonna Addolorata e si trova in Piazza del Gesù, nel Rione Pigna. Essa risale al XVI Secolo ed è una delle Immagini Sacre che, secondo la tradizione, nel 1796 mosse gli occhi e pianse in seguito all'invasione francese di Roma. Le altre Immagini in cui si verificò un simile episodio furono la Madonna dell'Arco dei Pantani, la Madonna dell'Archetto, la Madonna della Provvidenza, la Madonna del Rosario in Via dell'Arco della Ciambella e la Madonna della Chiesa di San Nicola ai Prefetti.


Sotto l'Edicola Sacra è presente una targa posta da Papa Pio VI Braschi e datata 15 Novembre 1796 in cui è scritto che è concesso a tutti i fedeli di poter applicare 200 giorni di indulgenza alle Sante Anime del Purgatorio ogni volta che vengono recitate le Litanie di Maria Santissima innanzi all'Immagine.


Speakeasy a Roma

Gli speakeasy sono una tipologia di locali particolarmente riservati, talvolta nascosti in sale secondarie di altre attività commerciali il cui ingresso è talvolta circoscritto ai pochi che conoscono una parola d'ordine o altre coordinate necessarie per raggiungere il posto.

I veri e propri speakeasy esistevano negli Stati Uniti al tempo del proibizionismo, durato nel Paese tra il 1920 e il 1933 e in alcuni stati anche per più tempo. All'epoca negli Stati Uniti la vendita, il trasporto e la produzione di alcolici erano proibite per questa ragione erano sorti dei bar clandestini riservati a poche persone in cui erano venduti gli alcolici.

Il primo speakeasy di cui si abbia notizia risale tuttavia a prima, al 1888, quando in Pennsylvania venne aumentata la tassa sulle licenze dei saloon dai 50 ai 500 dollari e Kate Hester non volle pagarla per il suo saloon di McKeesport, subito fuori Pittsburgh, rendendolo così clandestino. Così, quando gli avventori alzavano la voce, Kate usava dire loro "Speak easy, boys!", ovvero "Parlate piano, ragazzi!" per invitarli ad abbassare la voce. da qui, il nome di speakeasy.

Oggi, la tipologia degli speakeasy esiste ancora pur senza la necessità di vendere alcolici di nascosto: sono ovviamente esercizi commerciali pienamente in regola ma che vogliono essere nascosti e riservati a un ristretto pubblico di clienti.

Da alcuni anni a questa parte a Roma hanno avuto una crescente diffusione: li abbiamo quindi elencati in una lista che riportiamo qui sotto, suddivisi come tradizione di questo sito per suddivisione toponomastica.

Rione Monti
Dow Jones, Via Palermo 9-10
The Barber Shop, Via Iside 2
The Race Club, Via Labicana 52

Rione Ponte
Jerry Thomas Speakeasy, Vicolo Cellini 30 (sito)

Rione Parione
Argot, Via dei Cappellari 93
Coda di Gallo, Via del Pellegrino 13

Rione Sant'Eustachio
Club Derrière, Vicolo delle Coppelle

Rione Trastevere
Keyhole, Via dell'Arco di San Callisto 17
Nidi Cafe, Via dei Vascellari 35

Quartiere Prenestino-Labicano
Spirito, Via Fanfulla da Lodi 53

Quartiere Ostiense
Capone's, Via del Porto Fluviale 33 (sito)

Quartiere Monte Sacro
The Black Rabbit, Via Valsolda 35

Centrale di sollevamento dell'Acquedotto Vergine di Salone


Foto aerea delle sorgenti di Salone, in primo piano la torre piezometrica e, a sinistra la Centrale di sollevamento.

Negli anni Trenta sotto l'impulso del Governatore Francesco Boncompagni Ludovisi l’ufficio tecnico del Governatorato elaborò il progetto del Nuovo Acquedotto Vergine.
Nei nuovi condotti sarebbero state immesse le acque potabili, da destinare al Rione Trastevere, al Rione Prati e al Quartiere Flaminio. Il vecchio acquedotto sarebbe invece stato destinato esclusivamente ad usi ornamentali. 
Il nuovo acquedotto fu realizzato tra il 1932 e il 1936 ed è composto da una Centrale di sollevamento presso le sorgenti di Salone, una torre piezometrica (situate entrambe in Via Collatina, nella Zona Acqua Vergine), una condotta in ghisa di 12,7 km di lunghezza, un serbatoio interrato a Villa Borgese e una mostra realizzata dall’architetto De Vico nella terrazza del Pincio del Valadier. 


La Centrale di sollevamento nel 1936.

La Centrale di sollevamento, costruita sopra le sorgenti di Salone, fu progettata dall'ingegner Paolo Sabatino, era dotata di sei elettropompe, di cui due di riserva, alimentate dalla linea elettrica.
L'acqua, attraverso canalette derivate dai bottini di presa sopra le polle principali, veniva raccolta in una vasca posizionata sotto la Centrale, da cui le pompe la aspiravano, la portavano ad una pressione di 55 m e la inviavano alla torre piezometrica, attraverso due condotte di mandata del diametro di 600 mm. Dalla torre partiva la condotta di adduzione che andava a Roma.


Interno della Centrale con le sei elettropompe.

I lavori iniziarono nel 1932 e terminarono nel 1935.
L'edificio della Centrale è costituito da un corpo di forma rettangolare, con tetto in coppi alla romana, con due facciate maggiori. 
Quella anteriore, di aspetto monumentale, è caratterizzata da un corpo aggettante tripartito da paraste in laterizio in cui si aprono tre porte d'ingresso al pian terreno. Dei bassorilievi di travertino sono presenti sopra le porte, quello centrale contiene l'iscrizione SPQR CENTRALE DI SOLLEVAMENTO ACQUA VERGINE A.XIII, affiancata da due fasci littori in rilievo, quello posto a sinistra ritrae le arcate dell'acquedotto Vergine di epoca romana, affiancato da una strada lastricata in basolato, mentre a destra è presente un rilievo delle tubature del nuovo Acquedotto Vergine, affiancate da una strada di sampietrini. Al primo piano si aprono tre finestre di forma quadrangolare sormontate da tre forature in cui passano i cavi elettrici che alimentano la centrale; una semplice cornice in travertino contorna l'attico.
La facciata posteriore è più semplice occupata da sette grandi finestre incorniciate da una fascia di travertino.

Via Ciciliano

Via Ciciliano è una strada del Quartiere Ponte Mammolo, compresa tra Via di Casal de' Pazzi e Via Egidio Galbani. La strada venne istituita nel 1939 e così chiamata in onore del comune della provincia di Roma situato sui Monti Prenestini.

Via Agrigento

Via Agrigento è una strada del Quartiere Nomentano, compresa tra Via Imperia e Via Udine. La sua istituzione risale al 1912 quando le fu dato il nome di Via Girgenti: la città di Agrigento, infatti, fino al 1927 aveva questo nome. La scelta fu fatta in linea con la toponomastica della zona, le cui strade sono dedicate a città italiane capoluoghi di provincia.
Nel 1927, come detto, il governo decise di cambiare il nome a Girgenti, ridandole l'antico nome di Agrigento: nel 1930 venne per questa ragione cambiato anche il nome della strada in Via Agrigento.

La casa della vecchietta e Palazzo Altieri


Passeggiando per Piazza del Gesù e Via del Plebiscito, volgendo lo sguardo su Palazzo Altieri, noterete due piccole aperture sopra due finestre che non sembrano far parte dell'architettura del palazzo. Apparentemente può sembrare un intervento successivo per illuminare al meglio alcune stanze interne o qualche intervento simile, in realtà sono la tangibile testimonianza di una storia che risale a quando il palazzo venne costruito.
Nel 1670 il Cardinale Giovan Battista Altieri decise di costruire il proprio palazzo in Piazza del Gesù, nel Rione Pigna, incaricando del progetto l'architetto Giovanni Antonio De Rossi. Per poter realizzare l'opera, il Cardinale acquistò tutte le proprietà dell'area scelta per poterle demolire.
Tuttavia, trovò l'opposizione di un'anziana signora, vedova e sola, che non volle vendere la sua casa. Il Cardinale si rivolse allora al Papa, che era Clemente X (1670-1676), membro della stessa famiglia Altieri, che però decise che la volontà della donna andava rispettata. La casa della signora venne allora integrata nel palazzo, aveva una porcina autonoma (oggi non più esistente) e due finestrelle, che ancora oggi si possono vedere incorporate nel Palazzo all'altezza di Via del Plebiscito.

Sacro Cuore di Gesù


La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù si trova in Via Piave, nel Rione Sallustiano. Tale Chiesa è stata progettata dall'architetto Aristide Leonori e originariamente doveva essere orientata verso Via XX Settembre, su una porzione di Villa Bonaparte e occupando una parte del giardino di Villa Paolina. Dopo diverse polemiche, nel 1914 venne concesso il permesso di edificare la Chiesa che, tuttavia, avrebbe dovuto avere la facciata sulla vicina Via Piave.
La costruzione della Chiesa terminò nel 1916. L'edificio si presenta preceduto da un piccolo giardino, diviso dalla strada da una cancellata in ferro battuto, mentre la facciata è in stile neogotico, preceduta da un avancorpo delimitato da due alti pilastri tra cui è racchiuso un arcone ogivale, posta in maniera lievemente obliqua rispetto alla strada.
L'interno è invece composto di tre navate con un breve transetto, diviso da colonne che sorreggono il matroneo e le volte a crociera ed è decorato con marmi policromi.
L'interno della Chiesa
Le vetrate del transetto rappresentano L'Eucarestia, Il Sacrificio di Melchisedech e L'Adorazione Universale dell'Eucarestia, mentre le finestre sono decorate con vetri provenienti da Monaco di Baviera raffiguranti Santi i cui nomi corrispondono a quelli dei parenti dell'architetto.
Nel catino absidale è presente un mosaico raffigurante Cristo con Santi, mentre nella navata destra sono presenti diversi dipinti opere del Gabrini realizzate tra il 1917 e il 1918: Sant'Antonio che resuscita un morto, San Giacomo con la Madonna del Pilar, San Giovanni Berchmans a cui appaiono San Luigi e San Stanislao Konska e Cristo nella Mandorla, seguite dalla Gloria di Santa Raffaella Maria del Sacro Cuore. Nell'abside è invece presente una tela raffigurante Sant'Ignazio di Loyola mentre nella navata sinistra sono presenti tele raffiguranti La Morte di San Francesco Saverio, La Sacra Famiglia, L'Annunciazione e La Crocifissione, tutte realizzate dal Gabrini sempre tra il 1917 e il 1918. Nell'abside è inoltre presente la Madonna della Strada, copia di quella della Chiesa del Gesù.
Dal 1922 la Chiesa appartiene alle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, che quell'anno videro costruito il proprio istituto di fianco alla Chiesa su progetto di Giuseppe Palombi.

Via dell'Arco del Monte


Via dell'Arco del Monte è una strada del Rione Regola, compresa tra Via dei Giubbonari e Piazza della Trinità dei Pellegrini. La strada deve il proprio nome al cavalcavia che la attraversa e che collega il Palazzo del Monte di Pietà, da cui il nome il nome di "Arco del Monte", al Palazzo Barberini ai Giubbonari. La strada corre principalmente tra questi due palazzi.
Qui è presente dal XIX Secolo l'Oratorio di Santa Maria"Succurre Miseris", che ha sostituito la Chiesa di Santa Maria del Soccorso esistita in precedenza.
L'Oratorio di Santa Maria del Soccorso "Succurre Miseris"
Dopo l'Unità d'Italia l'edificio di Palazzo Barberini venne adibito a scuola e diviso tra le elementari Trento e Trieste e l'Istituto Superiore Vittoria Colonna, quest'ultimo con ingresso in Via dell'Arco del Monte.
La strada durante il regime fascista prese il nome di Via Giovanni Berta, militante fascista ucciso nel 1921 a Firenze e divenuto uno dei "martiri fascisti" più celebrati dal regime. Nel 1945 la strada cambiò nuovamente nome, riprendendo l'originale Via dell'Arco del Monte.

Altri siti che ne parlano:

Strade del Quartiere Ponte Mammolo

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Quartiere Ponte Mammolo.

Via Ciciliano

CAP di Roma

A seguire una serie di elenchi che indicano i CAP del Comune di Roma, suddivisi prima per singola zona poi per strada. Per qualsiasi ulteriore informazioni vi invitiamo a visitare il sito dell'apposito servizio delle Pagine Bianche (lo trovate qui).

Il CAP generale di Roma è 00100, ma il territorio comunale è diviso in zone con CAP specifici che vanno da 00010 a 00063 e da 00118 a 00199.

Le zone:

00010 - Acqua Vergine, Borghesiana, Lunghezza, San Vittorino, Torre Angela
00013 - Tor San Giovanni
00040 - Aeroporto di Ciampino, Casal Morena, Castel di Decima, Castel di Leva
00043 - Aeroporto di Ciampino
00050 - Castel di Guido, Maccarese Nord, Maccarese Sud, Ponte Galeria, Torrimpietra
00054 - Fiumicino, Fregene, Isola Sacra, Maccarese Nord, Maccarese Sud, Palidoro
00057 - Castel di Guido, Maccarese Nord, Maccarese Sud, Torrimpietra
00060 - Cesano, Santa Maria di Galeria
00061 - Polline Martignano
00063 - Cesano, Polline Martignano
00119 - Acilia Nord, Casal Palocco, Ostia Antica
00120 - Borgo
00121 - Lido di Ostia Ponente
00122 - Acilia Sud, Casal Palocco, Castel Fusano, Castel Porziano, Europa (EUR), Lido di Castel Fusano, Lido di Ostia Levante, Mezzocammino
00123 - Casalotti, Isola Farnese, La Giustiniana, La Storta
00124 - Casal Palocco, Castel Fusano, Castel Porziano, Lido di Castel Fusano
00125 - Acilia Nord, Acilia Sud, Casal Palocco
00126 - Acilia Nord, Ostia Antica
00127 - Mezzocammino
00128 - Castel di Decima, Castel Porziano, Fonte Ostiense, Tor de' Cenci, Torrino, Valleranno
00129 - Castel Porziano
00131 - Lunghezza, Settecamini
00132 - Borghesiana, Lunghezza, Torre Angela, Torre Gaia
00133 - Borghesiana, Torre Angela, Torre Gaia, Torrenova
00134 - Castel di Leva, Torricola
00135 - Quartiere Della Vittoria, Suburbio Della Vittoria, La Giustiniana, La Storta, Ottavia, Suburbio Portuense, Primavalle, Tomba di Nerone, Quartiere Trionfale, Suburbio Trionfale
00136 - Quartiere Della Vittoria, Primavalle, Quartiere Trionfale
00137 - Casal Boccone, Monte Sacro Alto, Ponte Mammolo, San Basilio, Settecamini, Tor San Giovanni
00138 - Casal Boccone, Castel Giubileo, Marcigliana, Tor San Giovanni, Val Melaina
00139 - Casal Boccone, Castel Giubileo, Marcigliana, Monte Sacro, Monte Sacro Alto, Tor San Giovanni, Val Melaina
00141 - Monte Sacro, Monte Sacro Alto, Trieste, Val Melaina
00142 - Ardeatino, Europa (EUR), Ostiense
00143 - Ardeatino, Castel di Decima, Castel di Leva, Cecchignola, Europa (EUR), Fonte Ostiense, Giuliano Dalmata, Mezzocammino, Torrino, Vallerano
00144 - Acilia Nord, Acilia Sud, Casal Palocco, Europa (EUR), Fonte Ostiense, Lido di Ostia Levante, Maccarese Sud, Mezzocammino, Ostiense, Tor di Valle, Torrino
00145 - Ostiense
00146 - Ostiense, Quartiere Portuense, San Saba
00147 - Ardeatino, Ostiense
00148 - Europa (EUR), Suburbio Gianicolense, La Pisana, Magliana Vecchia, Ponte Galeria, Quartiere Portuense, Suburbio Portuense
00149 - Quartiere Gianicolense, Quartiere Portuense, Suburbio Portuense
00151 - Quartiere Gianicolense, Suburbio Gianicolense
00152 - Quartiere Aurelio, Quartiere Gianicolense, Suburbio Gianicolense


Cliccando ogni singola lettera troverete i CAP delle strade che iniziano con tale lettere (senza comprendere ovviamente il qualificatore, ovvero piazza, via, ecc.).

Targa in memoria dei Ragazzi di Via Panisperna


La targa in questione si trova in Via Panisperna, nel Rione Monti, e ricorda il gruppo di fisici noto come Ragazzi di Via Panisperna, perché qui era situato l'istituto di Fisica. Nello specifico nella targa sono ricordati i premi Nobel Enrico Fermi ed Emilio Segrè oltre a Oscar D'Agostino, Edoardo Amaldi, Ettore Majorana, Franco Rasetti e Bruno Pontecorvo. La targa è riportata anche in lingua inglese.

Una foto dei Ragazzi di Via Panisperna. Da sinistra: Oscar D'Agostino,  Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi

Targa in memoria della riapertura della Scuola Nostra Signora di Lourdes delle Maestre Pie Filippini


La targa in questione si trova all'interno della Casa Provinciale "Sacro Cuore" delle Maestre Pie Filippini, in Via delle Fornaci, nel Quartiere Aurelio, e ricorda come nel Dicembre 1929 Papa Pio XI consacrò questo edificio istituendovi la Scuola di Nostra Signora di Lourdes, che era stata, come si legge nella targa, "soppressa per la delimitazione della Città Vaticana". Il nuovo edificio venne costruito per volontà di Monsignor Carlo Cremonesi che lo donò al Pontificio Istituto delle Maestre Pie Filippini.

Libreria del Littorio


Il Palazzo della Libreria del Littorio si trova lungo Via del Corso, nel tratto compreso nel Rione Colonna. Esso risale al 1928 e probabilmente consiste in gran parte nel restauro di un edificio per abitazioni di epoca precedente (XVI secolo) già esistente.
La Libreria del Littorio venne fondata nel 1927, come si può evincere dal nome era molto vicina al regime fascista e si occupava in gran parte di promuovere i libri italiani all'estero. Aveva una sede anche a Milano, e tra le opere stampate c'era il periodico dei Giovani Fascisti Il Tricolore.

Vicolo Rosini


Vicolo Rosini è una strada del Rione Campo Marzio, compresa tra Via dei Prefetti e Via di Campo Marzio. La strada ricorda la famiglia Orsini-Rilli, ramo della famiglia Orsini, che cambiò nome in Rosini e si costruì qui un palazzo di cui oggi restano solo poche testimonianze. Il vicolo per questa ragione ebbe anche nel XIX Secolo il nome di Vicolo Orsini.
Lungo la strada è presente lo storico ristorante di cucina romana "Da Gino al Parlamento".

Vicolo del Piombo


Vicolo del Piombo è una strada del Rione Trevi compresa tra Via del Corso e Piazza dei Santi Apostoli. L'origine del nome di questa strada è incerta e numerose ipotesi sono state sollevate nel corso degli anni. Qualcuno ha parlato di alcuni tubi di piombo rinvenuti durante la costruzione del vicino Palazzo Salviati, altri hanno fatto riferimento all'Ufficio del Piombo della Curia Romana, che apponeva i sigilli pontifici sulle Bolle Papali, altri ancora all'abitazione romana del pittore Sebastiano del Piombo.
A prescindere dalla ragione del nome, sappiamo che il vicolo ebbe anche il nome di Vicolo dei Mancini, dalla famiglia Mancini che qui aveva casa (e che potrebbe aver dato il nome alla vicina Via del Mancino), e di Vicolo Stretto, per ragioni chiare.
Qui sorgeva anche un cavalcavia che collegava il Palazzo Odescalchi agli edifici limitrofi, detto Arco del Piombo, sotto il quale si trovava un'Immagine della Madonna che nel 1796 aprì gli occhi.
Sulla strada era presente anche la Torre dei Tedallini, probabilmente all'angolo con Piazza dei Santi Apostoli, che faceva parte di un edificio che Caterina Tedallini donò nel 1428 alla Compagnia del Salvatore e che venne demolita nel 1544 per ordine di Paolo III Farnese (1534-1549).

Clivo Portuense


Il Clivo Portuense è una strada del Quartiere Gianicolense che ha sia l'inizio che la fine su Via Portuense. La strada si presenta rialzata rispetto al piano stradale del vicino tratto di Via Portuense e, pur ripercorrendo l'antico tragitto di Via Portuense, è nata con la dismissione dello scalo ferroviario di Trastevere che si trovava nei pressi. Nel 1941, lungo i muraglioni del manufatto di deposito e scarico merci della Vecchia Stazione Trastevere, venne istituito il Clivo Portuense, che originariamente andava dalla Via Portuense "alla campagna". Secondo l'uso toponomastico dell'epoca, alla strada venne dato il qualificatore stradale di "Clivo", che richiamava le strade in salita di Roma Antica. Il nome di Portuense sottolineava invece il legame con la Via Portuense, così chiamata perché nell'Antica Roma conduceva alla città di Porto.
L'area del manufatto di scarico della Stazione Trastevere nel 1950, da una mappa dell'IGM
Nel 1950 le Ferrovie dello Stato decisero di dismettere lo scalo merci della Vecchia Stazione Trastevere, sconvolgendo la zona. I magazzini e i locali della stazione vennero presto demoliti per far spazio a edifici residenziali dei cosiddetti Orti di Trastevere, realizzato intorno all'omonima via. Il Clivo Portuense si è trovato così circoscritto alla Via Portuense e la sua attuale esistenza risulta legatissima al mercato di Porta Portese.
L'area della Vecchia Stazione Trastevere in una foto aerea del 1958
Una foto del 1955 che riportiamo a seguire ci mostra in parte la strana transizione urbanistica di questo clivo, che in pochi anni passò così da strada ai margini dei magazzini della stazione che vedeva dall'alto la Portuense e il Mercato di Porta Portese.

Il mercato su Via Portuense fotografato dal Clivo
Oggi lungo il Clivo Portuense sono nati numerosi esercizi commerciali, in gran parte officine e negozi, che hanno fatto di questa strada quasi un mondo a sé, una specie di transizione tra la Via Portuense e l'area residenziale degli Orti di Trastevere.