Villa Massimo

Il casino di Villa Massimo in una foto del 1900 circa
Villa Massimo è una villa - di cui oggi rimane principalmente il casino - situata nel Quartiere Nomentano, lungo Via di Villa Ricotti. Essa non va confusa con altre due ville di Roma, Villa Massimo Colonna, che sorgeva in Vicolo di San Basilio, nel Rione Ludovisi, e Villa Giustiniani Massimo, che si trova invece in Via Matteo Boiardo, nel Rione Esquilino.
Le origini della villa risalgono al XVI Secolo quando la famiglia Massimo acquistò una serie di canneti e vigneti lungo il primo tratto del Vicolo di Pietralata (attuale Via Giovanni Battista De Rossi), l'area attualmente compresa nel Quartiere Nomentano nei pressi di Piazza Bologna.
Nello specifico, la vasta proprietà che andò a formarsi, era compresa proprio tra il già citato Vicolo di Pietralata (attuale Via Giovanni Battista De Rossi) ed il Vicolo di Sant'Agnese (oggi ricalcato dalle vie Viale XXI Aprile, Piazza Bologna, Via Ravenna, Via Catanzaro), e, successivamente, Villa Torlonia.
In questa mappa della Congregazione del Censo del 1832 è possibile vedere il lungo viale che dalla Via Nomentana conduceva alla villa
L'accesso alla Villa era lungo Via Nomentana, su cui era presente un grande portone e da cui iniziava un lungo viale che passava nel mezzo delle proprietà dei Colonna e dei Bolognetti, raggiungendo l'area principale della villa dopo un lungo percorso con tanto di curva a gomito. Questo percorso è oggi riconoscibile nelle attuali Via Spallanzani, Via Siracusa e Via di Villa Massimo.
La villa nella pianta dello stato maggiore francese del 1868
L'edificio ancora esistente, il casino - visibile in Via di Villa Ricotti - risale al XVIII Secolo. Alla fine del XIX Secolo, infatti, la villa venne venduta e, con il passare degli anni, la sua area è stata lottizzata nell'ambito della progressiva urbanizzazione del Quartiere Nomentano.
L'ingresso della Villa Ricotti intorno al 1910
Nel 1882, quando a Roma stava entrando nel vivo la febbre edilizia, Emlio Massimo e Ippolita Boncompagni vendettero la villa a Henriette Kellerman, una nobildonna francese figlia del terzo duca di Valmy, che la rivendette in pochi anni a due diversi gruppi di imprenditori per un valore pari a cinque volte quello dell'acquisto. Un gruppo di banchieri del Nord Italia, guidato dal costruttore ticinese Enrico Mariani, acquistò gli appezzamenti meridionali dove fece costruire una serie di villini che si svilupparono intorno all'attuale Via Spallanzani, mentre l'altro imprenditore, Giulio Ricotti, acquistò il resto, che tuttavia non venne immediatamente edificato a causa della crisi immobiliare.
Pianta catastale della villa del 1887
Nel 1908 anche questo lotto venne diviso tra un lotto di proprietà del Ricotti, che divenne una villa a sé stante, ed uno controllato dal politico Sidney Sonnino, dalla ditta Rodocanacchi di Livorno e dal banchiere Eduard Arnhold su cui quest'ultimo fece costruire allo svizzero Massimiliano Zurcher un'accademia per giovani artisti tedeschi, ancora oggi attiva.

Gli edifici dell'accademia tedesca
Il casino, invece, nel 1914 divenne di una casa di cultura dove venivano aiutate le giovani artiste emergenti grazie all'impulso di Eleonora Duse. Negli anni '20 vi abitò il diplomatico e politico Carlo Sforza e negli anni '30 vennero effettuati una serie di lavori, condotti dall'architetto Michele Busiri Vici, per le nuove esigenze residenziali della zona. Proprio nel 1930, infatti, venne istituita e resa transitabile la Via di Villa Ricotti. Di fronte al casino era inoltre presente una fontana romana, che è stata trasferita presso Villa Abamelek.
Negli anni '60 il casino divenne sede dell'ambasciata algerina, e vi rimase fino agli anni '70. Proprio nel 1974 fu colpita da un attentato compiuto da membri fuoriusciti dall'OAS (Organisation Armeé Secrete).

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