Strade scomparse del Quartiere Flaminio

A seguire un elenco delle strade del Quartiere Flaminio oggi non più esistenti. Per le strade attualmente esistenti del quartiere, rimandiamo a quest'altro elenco.

Via dell'Albero Bello

Il mondo a Roma

Islanda a Roma

Berlino

Suddivisioni di Berlino

Germania

Berlino

Fuori dall'Italia

Germania
Giappone
Regno Unito
Spagna
Stati Uniti

Le fontane del Quartiere Tiburtino

A seguire un elenco delle fontane presenti nel Quartiere Tiburtino, elencate in ordine alfabetico.

- Fontana delle Teste di Lupo, dentro il Palazzo dei Ferrovieri, in Piazza Tommaso De Cristoforis

Edicole Sacre del Quartiere Tiburtino

A seguire un elenco delle Edicole Sacre situate nel Quartiere Tiburtino, elencate in base all'ordine alfabetico della strada in cui si trovano.

Via Raimondo Montecuccoli
- Madonna del Divino Amore in Via Prenestina

Via Prenestina
- Madonna del Divino Amore in Via Prenestina

Statue e monumenti del Quartiere Tiburtino

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Quartiere Tiburtino.

- Colonna di San Lorenzo, in Piazzale del Verano

Targa in memoria dei caduti di tutte le guerre


La targa in questione si trova in Piazzale Metronio, nel Quartiere Appio-Latino, e ricorda i caduti di tutte le guerre. Tale targa è stata qui posta nel 1964 dal Comune di Roma.

Cosa mangiavano gli schiavi nell'Antica Roma?

Il mercato degli schiavi, dipinto del pittore Jean Leon Gerome
Gli schiavi nell'Antica Roma rappresentavano un'importante parte della popolazione, che secondo diversi storici varierebbe tra il 15 e addirittura il 30 per cento degli abitanti dell'Impero Romano. Nonostante questo di loro si sa meno e sulla loro vita si tende spesso a fare confusione.

Per quanto generalmente sono considerati per antonomasia persone prive di diritti, gli schiavi nell'Antica Roma rappresentavano un importante forza economica per l'Impero, vista anche l'ampia porzione di popolazione che rappresentavano, e per questa ragione avevano anche precisi inquadramenti giuridici.

Per quanto spesso sia capitato nella storia dell'Impero che i trattamenti da loro subiti siano stati disumani e brutali, era nell'interesse dei loro proprietari fare in modo che potessero rendere al meglio. Andiamo dunque a vedere cosa mangiavano gli schiavi dell'Antica Roma.

Per le ragioni che abbiamo detto, affamare gli schiavi fino allo stremo come apparentemente si potrebbe pensare (ed è verosimilmente successo, visto che gli Antichi Romani erano noti per le loro punizioni particolarmente crudeli), dal momento che questo era contro il loro interesse.

Dall'altra parte, se gli schiavi romani dovevano preparare il cibo dei loro padroni, quello che finiva sulla loro tavola era sicuramente meno curato.

Diversamente da un cittadino povero, uno schiavo romano aveva il cibo giornaliero garantito. Esso, tuttavia, era fatto da alimenti economici, come pane e vino di qualità abbastanza comune, zuppe di verdure, uova e frutta. Diversa era invece la dieta dei gladiatori, che avevano la necessità di mantenere un fisico adatto al combattimento nelle arene e che, diversamente da quanto si possa apparentemente pensare, avevano la necessità di sviluppare uno strato di adipe in modo da poter subire un maggior numero di ferite.

Una cosa che gli schiavi mangiavano sicuramente con poca frequenza - e soprattutto con meno frequenza dei loro proprietari - era la carne, più costosa e ritenuta maggiormente prelibata. Le carni che maggiormente venivano consumate dagli schiavi erano quelle di cavallo e asino, considerate meno pregiate.

Il trattamento degli schiavi, che come abbiamo visto erano un numero molto alto, poteva essere molto differente in base all'atteggiamento dei proprietari. Alcuni, ad esempio, potevano andare a caccia da soli e consumare ciò che riuscivano a ottenere. Molti, inoltre, potevano uscire e utilizzare i soldi che eventualmente ricevevano per consumare cibi nei termopolium e nelle taverne.

In generale, gli schiavi non venivano affamati fino allo stremo perché ciò rischiava di diventare controproducente per i loro padroni, ma poteva capitare di frequente che i proprietari li affamassero in maniera regolare, in modo da evitare che divenissero golosi e si adagiassero eccessivamente.

Possiamo comunque dire che dal punto di vista dell'alimentazione uno schiavo mangiava probabilmente di più e con più regolarità di un cittadino romano povero, dal momento che era nell'interesse dei padroni nutrirli a dovere in modo da garantire da parte loro una certa produttività.

Targa in memoria del bombardamento del Palazzo dei Ferrovieri


La targa in questione si trova in Via degli Stradivari, nel Quartiere Portuense, e ricorda il bombardamento alleato che il 7 Marzo 1944 colpì il Palazzo dei Ferrovieri, su cui la targa è posta. Tale targa è stata qui messa il 25 Aprile 2015, a cento anni dalla costruzione dell'edificio. Sotto ad essa è posta una seconda targa, traduzione in lingua inglese della prima.
La targa è stata qui posta dal XII Municipio e dalla comunità del Palazzo dei Ferrovieri.

Fatti ed episodi della storia di Roma del XX Secolo d.C.

1943
Il bombardamento di San Lorenzo del 19 Luglio 1943

Ponti di Roma sul Tevere

A seguire un elenco, da monte a valle, dei ponti di Roma lungo il fiume Tevere attualmente esistenti

Ponte di Castel Giubileo
Ponte del GRA - corsie complanari
Ponte del GRA - carreggiate centrali
Ponte canale sul Tevere
Ponte ferroviario Roma Nord
Ponte di Tor di Quinto
Ponte Flaminio
Ponte Milvio
Ponte Duca d'Aosta
Ponte della Musica - Armando Trovajoli
Ponte del Risorgimento
Ponte Matteotti
Ponte Nenni
Ponte Regina Margherita
Ponte Cavour
Ponte Umberto I
Ponte Sant'Angelo
Ponte Vittorio Emanuele II
Ponte Principe Amedeo
Ponte Mazzini
Ponte Sisto
Ponte Garibaldi
Ponte San Bartolomeo o Cestio (Isola Tiberina)
Ponte Fabricio o Quattro Capi (Isola Tiberina)
Resti del Ponte Rotto
Ponte Palatino
Ponte Aventino o Sublicio
Ponte Testaccio
Ponte ferroviario di San Paolo
Ponte dell'Industria
Ponte della Scienza
Ponte Marconi
Viadotto della Magliana
Ponte Monumentale di Mezzocammino
Ponte del GRA - corsia interna
Ponte del GRA - corsie esterne
Ponte di Tor Boacciana o della Scafa

Architetture civili nel Quartiere Tiburtino

A seguire, in ordine alfabetico, una serie di architetture civili comprese nel Quartiere Tiburtino

Palazzo dei Ferrovieri, in Piazza Tommaso De Cristoforis
Stazione di posta di Via del Verano, in Via del Verano

Architetture civili nella Zona Lunghezza

A seguire, in ordine alfabetico, una serie di architetture civili comprese nella Zona Lunghezza.

Case ATER di Ponte di Nona, in Via Caterina Usai

Chiese del Rione Monti

A seguire un elenco relativo alle Chiese del Rione Monti, elencate in ordine alfabetico. In questa lista riteniamo inserire tutte le Chiese la cui struttura è ancora esistente, anche se sconsacrata. Per quanto riguarda le Chiese non più esistenti o di cui restano avanzi particolarmente ridotti, abbiamo realizzato una lista apposita che trovate anche qui sotto.

Santa Maria del Buon Consiglio (già San Pantaleo ai Monti), in Via del Buon Consiglio

Via Umbertide

Via Umbertide è una strada del Quartiere Tuscolano, compresa tra Piazza di Santa Maria Ausiliatrice e Via Deruta. Questa strada venne istituita nel 1965, e in linea con la toponomastica locale venne dedicata ad una città dell'Umbria, in questo caso Umbertide, cittadina di 16mila abitanti della Provincia di Perugia situata nella Val Tiberina, chiamata Fratta fino al 1863, anno in cui prese l'attuale nome in onore del Principe Umberto di Savoia, futuro Re Umberto I.
Lungo la strada si trovano il Centro di Formazione Professionale Salesiano Pio XI, un tipico esempio di scuola di formazione Salesiana (la strada costeggia infatti il grande complesso Salesiano di Santa Maria Ausiliatrice) e il Teatro Roma, edificio teatrale di circa 300 posti che un tempo fungeva da sala parrocchiale del complesso Salesiano.

Targhe commemorative della Zona Isola Farnese

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nella Zona Isola Farnese:

Piazza della Colonnetta
- Targa in memoria dei caduti di Isola Farnese nella Guerra di Liberazione
- Targa in memoria dei caduti di Isola Farnese nella Prima Guerra Mondiale
- Targa in memoria dei caduti di Isola Farnese nella Seconda Guerra Mondiale

Targhe commemorative della Zona La Storta

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nella Zona La Storta:

Via Cassia
- Targa in memoria dei martiri della Storta

Via Giulio Galli
- Targa in memoria dei martiri della Storta

Zone, aree urbane e toponimi del Rione Ripa

A seguire un elenco di zone, aree urbanistiche, località e toponimi presenti all'interno del Rione Ripa:

Affinem

Zone, aree urbane e toponimi del Rione Sant'Angelo

A seguire un elenco di zone, aree urbanistiche, località e toponimi presenti all'interno del Rione Sant'Angelo:

Affinem

Zone, aree urbane e toponimi del Rione Regola

A seguire un elenco di zone, aree urbanistiche, località e toponimi presenti all'interno del Rione Regola:

Affinem
Agina

Zone, aree urbane e toponimi del Rione Ponte

A seguire un elenco di zone, aree urbanistiche, località e toponimi presenti all'interno del Rione Ponte:

Affinem

Zone, aree urbanistiche e toponimi nel Rione Monti

A seguire un elenco di zone, aree urbanistiche, località e toponimi presenti all'interno del Rione Monti:

Ad Gradatas

Zone, aree urbanistiche e toponimi nel Rione Campitelli

A seguire un elenco di zone, aree urbanistiche, località e toponimi presenti all'interno del Rione Campitelli:

Ad Capita Bubula

Architetture civili nella Zona Tor Sapienza

A seguire, in ordine alfabetico, una serie di architetture civili comprese nella Zona Tor Sapienza.

Complesso IACP di Tor Sapienza, in Viale Giorgio Morandi

Architetture civili a Roma

A seguire una serie di elenchi, per suddivisione toponomastica, delle architetture civili presenti a Roma.

Architetture civili nel Quartiere Tiburtino

Architetture civili nella Zona Tor Sapienza
Architetture civili nella Zona Acqua Vergine
Architetture civili nella Zona Lunghezza

Targa in memoria di Luigi Amilcare Fracchia


La targa in questione si trova in Via del Porto Fluviale, nel Quartiere Ostiense, e ricorda Luigi Amilcare Fracchia (Rivarone 1872-Rivarone 1922), agronomo che ebbe importanti incarichi nel Consorzio Agrario di Roma, che qui sorgeva. La targa è stata qui posta dai soci del consorzio nell'anniversario della morte di Fracchia il 24 Aprile 1924.

Targa in memoria di Tito Franchini


La targa in questione si trova in Via del Porto Fluviale, nel Quartiere Ostiense, e ricorda Tito Franchini, che fu direttore del Consorzio Agrario di Roma, la cui sede sorgeva dove è posta la targa e dove oggi è un moderno complesso residenziale.
La targa è stata qui posta dai soci, gli amministratori e il personale del consorzio agrario nell'anniversario della morte del Franceschini il 3 Gennaio 1950.

Targa in memoria delle vittime del bombardamento del 13 Agosto 1943


La targa in questione si trova in Largo Andrea Santoro, all'interno di Piazza di Villa Fiorelli, nel Quartiere Tuscolano, e ricorda le vittime del bombardamento alleato che colpì la zona il 13 Agosto 1943.

La storia delle foto di Pio XII dopo il bombardamento di San Lorenzo

La storica foto di Pio XII ritenuta per decenni essere stata scatta a San Lorenzo
Il 19 Luglio 1943 Roma, e nello specifico il quartiere popolare di San Lorenzo, vennero colpite da un bombardamento alleato che aveva come obiettivo lo scalo merci e che causò la distruzione di numerosi edifici, il danneggiamento della Basilica di San Lorenzo e del cimitero del Verano e la morte di oltre 3mila persone.
Immediatamente, Papa Pio XII, accompagnato dal sostituto Segretario di Stato Giovanni Battista Montini (futuro Papa Beato Paolo VI) raggiunse il quartiere dove, diversamente dal Re e da Mussolini, fu acclamato dalla folla. Il Papa, infatti, consapevole di essere in quel momento il solo possibile punto di riferimento per la popolazione di Roma che per la prima volta veniva colpita dagli aerei Alleati, mentre la Seconda Guerra Mondiale iniziava a volgere in maniera sempre più negativa per l'Italia - nove giorni prima le truppe anglo-americane erano sbarcate in Sicilia e pochi giorni dopo il Gran Consiglio del Fascismo avrebbe sfiduciato Mussolini -, diversamente da Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, che la popolazione iniziava a vedere come i responsabili dell'ingresso dell'Italia in una guerra che stava costando vite umane e distruzione e stava prendendo una piega sempre più negativa.
Fino al Pontificato di Papa San Giovanni XXIII le uscite del Papa dal Vaticano erano particolarmente rare e venivano preparate per tempo. Per esse andavano preparate le misure di sicurezza, il cerimoniale, ed era naturale che chiunque avesse voluto prendere parte all'evento si sarebbe potuto organizzare per esserci.
Quando gli Alleati bombardarono Roma il 19 Luglio 1943 i cittadini furono colti di sorpresa, dal momento che mentre numerose città italiane erano state bombardate più volte fino a quel momento, si pensava che Roma, capitale del Cattolicesimo, sede del Vaticano, che oltre a essere sede religiosa rappresentava anche uno stato neutrale nel conflitto mondiale, godesse di una sorta di immunità. Si sbagliavano. Roma subì meno attacchi aerei rispetto ad altre città italiane, ma comunque subì 51 incursioni aeree durante la Seconda Guerra Mondiale, e quella su San Lorenzo fu la prima e la più drammatica.
Come i Romani furono colti di sorpresa dall'attacco, il Papa capì che in quel momento, con il Re e Mussolini così impopolari e visti come i responsabili di una simile disfatta, solo lui sarebbe potuto essere il punto di riferimento per tante persone. E fu così che senza pensarci più di tanto e senza mettere in campo la macchina della sicurezza e del cerimoniale, insieme a Giovanni Battista Montini andò a San Lorenzo, praticamente privo di scorta, a benedire e dare conforto alla popolazione che lo acclamò, invocando la pace.
A testimonianza di tutto questo si è pensato per decenni che ci fossero alcune storiche fotografie, ma una serie di recenti studi hanno mostrato che si tratta di immagini relative ad un'altra rara uscita del Papa, avvenuta sempre nei giorni difficili della guerra: quella in seguito al bombardamento del 13 Agosto 1943, neanche un mese dopo.
Il primo a far notare la cosa è stato il giornalista Cesare De Simone nel libro Venti Angeli Sopra Roma in cui, in una nota a piè di pagina sotto le celebri foto ritenute di San Lorenzo, nota come da alcuni dettagli si noti che dietro al Papa si vede la Basilica di San Giovanni in Laterano e che, per questo, si tratta dell'uscita del Papa dopo il bombardamento del 13 Agosto che colpì i quartieri Tuscolano e Prenestino.
Nel 2001 questa notizia, che era passata in sordina, divenne di dominio pubblico grazie al giornalista Lorenzo Grassi che la diffuse sul quotidiano Metro (qui il link).
La foto di Pio XII a San Lorenzo pubblicata dal Messaggero
Nell'edizione successiva al bombardamento del 19 Luglio, infatti, il quotidiano romano Il Messaggero riporta la notizia della visita del Papa e ne riporta una foto, particolarmente sfocata, che non ha nulla a che fare con quelle che erano storicamente collegate all'evento, fatto che contribuisce a provare come esse facciano riferimento ad un altro episodio.
Ma allora cosa sarebbe successo con le foto in questione? Con tutta probabilità la visita del Papa a San Lorenzo, avvenuta come abbiamo detto senza preavviso e in un giorno in cui Roma aveva subito per la prima volta un attacco aereo, aveva colto tutti di sorpresa, compresi i giornalisti e i fotografi, che evidentemente non erano riusciti ad arrivare in tempo, a partire da quelli dell'Istituto Luce che hanno documentato quel periodo. Il 13 Agosto, invece, i fotografi dell'Istituto Luce c'erano e nel passare del tempo i due eventi si sono sovrapposti, rendendo le foto di San Giovanni - qualitativamente migliori - come quelle che rappresentano la visita a San Lorenzo - storicamente più importante. In questo modo sono finite nel dimenticatoio sia le rare immagini di Pio XII a San Lorenzo, sia la visita fatta dal Pontefice a San Giovanni dopo il bombardamento del 13 Agosto.
La copertina del numero del 29 Luglio di La Semaine, in cui si vede Papa Pio XII a San Lorenzo
Un'altra importante testimonianza su questa vicenda è arrivata nel Febbraio 2017 da Carlo Galeazzi, collezionista e appassionato di Roma nel periodo bellico, che ha trovato un numero del settimanale francese La Semaine uscito il 29 Luglio 1943, appena dieci giorni dopo il bombardamento di San Lorenzo. La copertina del settimanale è dedicata proprio alla visita del Papa nel quartiere bombardato, cui all'interno è dedicato un più approfondito documentario ricco di immagini. La foto che si vede in copertina rappresenta proprio il Papa a San Lorenzo, è simile e perfettamente compatibile con quella del Messaggero, ma di qualità superiore: questo può far pensare che alcuni fotografi, anche se non dell'Istituto Luce, fossero presenti. Tale foto è stata in passato in vendita sul sito Alamy, e riportava come fonte "The Cronicle". In ogni caso, tale scatto è stato diffuso il 29 Luglio, prima quindi del 13 Agosto, fatto che mostra a maggior ragione come quelle che nella storia sono state ritenute le foto del Papa a San Lorenzo facciano riferimento ad un altro episodio.

Targa in memoria di Gioacchino Gesmundo


La targa in questione si trova in Via Licia, nel Quartiere Appio-Latino, e ricorda Gioacchino Gesmundo (Terlizzi 1908-Roma 1944), antifascista ed insegnante membro del PCI che contribuì all'organizzazione dei partigiani di Roma. Catturato dai nazisti, venne ucciso il 24 Marzo 1944 nella strage delle Fosse Ardeatine.
A Gesmundo è dedicata anche una scuola nella Zona Tor Sapienza.

Via Gaetano Sacchi


Via Gaetano Sacchi è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Via Angelo Tittoni e Viale Glorioso. Essa si trova nel cosiddetto Quartiere di San Cosimato, la zona di Trastevere realizzata alla fine del XIX Secolo, e come molte strade della zona venne istituita nel 1887 e dedicata ad un patriota, in questo caso Gaetano Sacchi (Pavia 1824-Roma 1886), generale che seguì Garibaldi prima in Sudamerica, poi nella Repubblica Romana e quindi nello Sbarco dei Mille.


Via Emilio Morosini


Via Emilio Morosini è una strada del Rione Trastevere compresa tra Viale Trastevere e Via Goffredo Mameli. Essa fa parte del cosiddetto Quartiere di San Cosimato, la zona di Trastevere realizzata alla fine del XIX Secolo, e come molte strade di questa zona venne istituita nel 1887 e dedicata a un patriota, in questo caso Emilio Morosini (Varese 1830-Roma 1849), che morì nella difesa della Repubblica Romana.
La strada costeggia il Ministero dell'Istruzione e l'Ospedale Nuovo Regina Margherita.

Via Carlo Tavolacci


Via Carlo Tavolacci è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Viale Trastevere e Via Jacopa de' Settesoli. Le origini di questa strada risalgono al 1887, quando il Consiglio Comunale deliberò di dedicare i nomi del Quartiere di San Cosimato che si apprestava ad essere costruito ad una serie di patrioti tra cui Carlo Tavolacci, caduto nel 1849 nella difesa della Repubblica Romana. La crisi edilizia che di lì a poco colpì Roma portò tuttavia numerose strade a non essere realizzate, tra cui appunto Via Carlo Tavolacci.

Via Tavolacci nel suo tracciato previsto nel 1887

Nel 1920, mentre questa zona si andava urbanizzando, il Comune di Roma decise di assegnare il nome di Via Carlo Tavolacci in una strada dal percorso simile - ma non identico - a quella pensata nel 1887. Questo perché in quella zona era stato costruito, nel 1912, il Palazzo degli Esami, a fianco al quale si estende Via Tavolacci.

Piazza Mastai


Piazza Mastai si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Viale Trastevere e Via della Luce, e rappresenta il centro del Quartiere Mastai, la zona di Trastevere realizzata tra il 1859 ed il 1863 per volontà di Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878), dal cui cognome prese nome.
La piazza venne realizzata in questo contesto e prese dunque il nome della famiglia del Pontefice, come il quartiere in generale, di cui divenne il centro principale. Prima del quartiere, la zona della piazza era adibita ad orti, come diversi toponimi della zona - Santa Maria dell'Orto e Via delle Fratte di Trastevere, ad esempio - dimostrano. Sulla piazza sorge l'edificio principale del Quartiere Mastai, la Manifattura dei Tabacchi, opera di Antonio Sarti, e una fontana opera di Andrea Busiri Vici.
Dalla strada partiva la Via Mastai (oggi Via Cardinale Merry del Val) lungo la quale sorgevano alloggi per i lavoratori della manifattura. Alla fine del XIX Secolo, tuttavia, la realizzazione del Viale del Re (oggi Viale Trastevere) portò alla demolizione di parte di questi edifici: gran parte degli edifici su Piazza Mastai, oggi, risultano infatti essere stati costruiti a partire dagli anni '20 del XX Secolo.
La sede della Manifattura dei Tabacchi è oggi sede dei Monopoli di Stato. Un altro edificio è invece sede dell'agenzia giornalistica Adnkronos.
Sulla piazza una targa ricorda la nascita avvenuta in un edificio oggi non più esistente ma che si trovava in quest'area del poeta francese Guillaume Apollinaire. All'angolo con Viale Trastevere un'altra targa ricorda i caduti di Trastevere nella Prima Guerra Mondiale.

Via Goffredo Mameli


Via Goffredo Mameli è un strada del Rione Trastevere, compresa tra Via Emilio Morosini e Via Garibaldi. Essa fa parte del cosiddetto Quartiere di San Cosimato, nato alla fine del XIX Secolo, e come gran parte di esso venne istituita nel 1887 e venne dedicata a una figura importante per il patriottismo italiano del XIX Secolo. Nello specifico per questa strada - una delle più importanti della zona - venne scelto il nome di Goffredo Mameli (Genova 1827-Roma 1849), autore dei versi dell'attuale Inno Italiano e che si unì alla Repubblica Romana. Proprio in difesa di questa morì, nel 1849, nella battaglia di Villa Corsini, neanche 22enne.
La strada si presenta come un viale alberato che sale verso il Gianicolo, formato da due tratti uno rettilineo e circondato da edifici abitativi, l'altro più sinuoso che, costeggiando l'altura su cui si trova San Pietro in Montorio, sale congiungendosi a Via Garibaldi. In mezzo a questi due tratti, nel 1928 è stata collocata la Fontana del Prigione, che fa da sfondo alla vicina Via Luciano Manara. Tale fontana si trovava originariamente nel giardino di Villa Montalto: inizialmente essa fu sistemata presso Via Genova, per poi essere trasferita nel 1928 nella sua attuale collocazione.
Lo slargo della strada in cui si trova la fontana venne chiamato, durante il Fascismo, Piazza Duilio Guardabassi, in memoria del 17enne fascista trasteverino ucciso in un agguato nel 1923 e cui, durante il Ventennio, vennero dedicate molte cose tra cui lo Stadio delle Terme di Caracalla. Nel 1945, in seguito alla caduta del Fascismo, questo tratto di strada cambiò nome, venendo assorbito nuovamente da Via Mameli.

Piazza San Cosimato


Piazza San Cosimato si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Via Roma Libera e Via Luciano Manara. Tale piazza prende il nome dalla Chiesa di San Cosimato, qui esistente fin dal X Secolo. La zona in cui la Piazza sorge è situata a quelli che erano i confini dell'abitato trasteverino fino alla fine del XIX Secolo, e come tale si presentava quasi come una zona di campagna caratterizzata da un vasto spiazzo, noto come Prati di San Cosimato.
A partire dagli anni '80 del XIX Secolo, in questa area nacque il cosiddetto Quartiere di San Cosimato, che rivoluzionò letteralmente la piazza, pur lasciandone la caratteristica forma triangolare e le dimensioni ampie, ma facendovi sorgere intorno palazzi da cinque-sei piani.
La piazza divenne inoltre sede di un importante mercato, tuttora esistente e rivoluzionato - insieme alla piazza - da una serie di lavori che ne hanno profondamente cambiato l'aspetto all'inizio del XXI Secolo.
Negli anni '10 del XXI Secolo è stata realizzata nella piazza l'opera di Street Art Perdonami.
Nello stesso periodo la piazza è divenuta sede di un'importante arena cinematografica estiva gestita dal Cinema America - il gruppo di giovani nato contro l'abbattimento dell'omonimo cinema di Via Natale del Grande - in cui vengono proiettati vecchi film spesso alla presenza di importanti registi.

Palazzi scomparsi del Rione Trastevere

A seguire un elenco alfabetico dei palazzi scomparsi un tempo esistiti nel Rione Trastevere

Palazzo Castellani

Palazzi scomparsi di Roma

A seguire una serie di elenchi relativi ai palazzi scomparsi per ciascuna suddivisione toponomastica di Roma.

Palazzi scomparsi del Rione Trastevere

Statue e monumenti del Rione Castro Pretorio

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Rione Castro Pretorio.

- Busto di Ruggiero Bonghi, in Via dei Mille
- Busto di Beniamino Gigli, dentro il Teatro dell'Opera
- Statua di San Giovanni Paolo II, Piazza dei Cinquecento
- Busto di Giacomo Lauri Volpi, dentro il Teatro dell'Opera
- Statua di Quintino Sella, Via Cernaia
- Statua di Silvio Spaventa, Via Cernaia
- Statua del Sacro Cuore, in cima alla Basilica del Sacro Cuore, in Via Marsala

Serbatoio idrico di Villa Borghese





Il serbatoio di Villa Borghese si trova nel Parco dei Daini, nel Quartiere Pinciano.
Ai primi del Novecento l'espansione dei quartieri signorili a Nord di villa Borghese come il quartiere Sebastiani e il quartiere Salario necessitava di un nuovo serbatoio dell'Acqua Marcia per il riformento idrico. Il Comune di Roma prese in considerazione l'idea di costruire il serbatoio al confine di via di Porta Pinciana al posto di un edificio seicentesco destinato alla demolizione e adibito a magazzino. Successivamente fu deciso di realizzare il serbatoio a ridosso del casino nobile della villa, il progetto di massima presentato nel 1912 dall'amministrazione comunale fu scartato perchè redatto in uno stile troppo monumentale ed eclettico.
Nel 1913 si decise quindi di indire un concorso pubblico per valutare il progetto che meglio si adattasse alle particolari caratteristiche del luogo, le prescrizioni della Commissione Edilizia erano quelle di 'un edificio che dall'esterno apparisse completamente rustico a forma di scogliera coperta di verde'.

Schizzo del serbatoio del 1915.

Nel 1915 il vincitore risultò essere il giovane Raffaele de Vico, che, nonostante non rispettasse il volere della Commissione, presentò un grande edificio in forme barocche che presentava molti richiami alla adiacente villa seicentesca e si inseriva armoniosamente nel contesto del Parco dei Daini, in un'area più defilata rispetto alla Galleria.

Modello del progetto vincitore, 1915.

Raffaele de Vico stava collaborando con Pompeo Passerini alla costruzione del Ministero dei Lavori Pubblici, ed aveva contribuito anche alla realizzazione di Villa Lubin, sempre dentro Villa Borghese; certamente era stato influenzato dallo stile elegante e raffinato del barocco di Passerini.

Le fondazioni del serbatoio nel 1923.

Nel 1916 venne firmato il contratto, ma la guerra in corso impedì l'inizio dei lavori, che finalmente cominciarono nel 1923 e si conclusero nel 1925.


Sezione di progetto, 1923.

Facciata laterale, progetto definitivo del 1923

Il serbatoio si presenta con una facciata mistilinea impostata su due piani. Il piano terra in cui si apre l'ingresso, preceduto da una scalinata, è costituito da un portico di due colonne doriche binate affiancate da paraste doriche, che sorregge una trabeazione su cui si innesta il piano ammezzato. A questo livello si aprono due finestrelle quadrangolari incorniciate e su cui si trova, al centro, un grande stemma del comune di Roma affiancato da cornucopie. Sul fregio vi è l'iscrizione 'E CONSULE MARCIA E PONTIFICE PIA'.
Lateralmente doppie lesene doriche delimitano la facciata raccordandosi con una fascia ricurva alle lesene corrispettive del lato limitrofo, in una soluzione propriamente barocca. Una spessa cornice modanata divide il piano ammezzato dal primo piano in cui è alloggiato il serbatoio vero e proprio, la superficie del piano è in laterizio, solo ai lati sono presenti due lesene che originano da una voluta su cui poggia, alternativamente, un'aquila o un drago, emblemi araldici dei Borghese.

Particolare degli emblemi Borghese in stucco.

Le lesene sono istoriate e terminano superiormente in un accenno di capitello ionico sulla superficie. Sotto il cornicione di coronamento sono presenti cinque pregevoli finestrelle avvolte da cartigli, chiara citazione delle nicchie ovali del vicino casino nobile di Villa Borghese, incorniciate da lesene doriche poggianti su mensole.
Sulla cornice modanata è scritto il motto 'QVESCIT VT REFLUAT', il gocciolatoio è decorato da protomi con il volto di un cerbiatto. Il tetto, in coppi alla romana, anch'esso di forma ricurva è ripartito su tre livelli decrescenti.

Veduta laterale del serbatoio appena costruito.

Le facciate leterali ripropongono lo stesso schema di quella principale, al piano terra sono però presenti tre finestre incorniciate da lesene doriche.




Dati su Roma

A seguire una serie di articoli relativi a dati su Roma di vario genere.

Mappe e dati sul risultato delle Elezioni amministrative 2016
Il reddito pro capite di Roma (Dati 2013)

Strade della Zona Tor Cervara

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nella Zona Tor Cervara.

Via Edoardo D'Onofrio

Edicole Sacre del Rione Campitelli

A seguire un elenco delle Edicole Sacre situate nel Rione Campitelli, elencate in base all'ordine alfabetico della strada in cui si trovano.

Via in Miranda:
- Madonna col Bambino di Via in Miranda

Parchi del Quartiere Appio-Claudio

A seguire l'elenco - alfabetico - dei parchi presenti nel Quartiere Appio-Claudio.

Parco degli Acquedotti

Parchi di Roma

A seguire una serie di elenchi, per suddivisione toponomastica, dei parchi esistenti a Roma.

Parchi del Quartiere Appio-Claudio

Chiese non Cattoliche del Quartiere Tiburtino

A seguire l'elenco delle Chiese non Cattoliche del Quartiere Tiburtino, elencate in ordine alfabetico.

Cappella dei Miracoli (Chiesa Cristiana Missionaria Internazionale), in Via degli Equi

Chiese non Cattoliche di Roma

A seguire una serie di elenchi, per suddivisione toponomastica, delle diverse Chiese non Cattoliche presenti a Roma. L'elenco comprende anche le Chiese non Cattoliche non più esistenti.

Chiese non Cattoliche del Quartiere Tiburtino

Via Bartolomeo Galletti


Via Bartolomeo Galletti è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Via Goffredo MameliVia Angelo Tittoni. Essa fa parte del cosiddetto Quartiere di San Cosimato, ovvero la nuova area abitata costruita alla fine del XIX Secolo all'interno del Rione Trastevere.
Mentre le altre strade di questa zona vennero istituite principalmente nel 1887, questa venne istituita nel 1911, dal momento che, forse in seguito alla crisi edilizia che aveva lasciato diversi lotti non costruiti nella zona, era rimasta come un tratto di strada non nominato. Come il resto della zona venne però dedicata a un patriota, in questo caso a Bartolomeo Galletti, colonnello che combatté per la Repubblica Romana. Nel 1911 la strada subì una piccola rettifica, inglobando un piccolo tratto di Via Gaetano Sacchi.



Stemma di Leone XIII in Viale Trastevere


In Viale Trastevere, nel Rione Trastevere, è presente uno stemma di Papa Leone XIII Pecci (1878-1903).


Perdonami


In Piazza San Cosimato, nel Rione Trastevere, è possibile vedere questo murales ce rappresenta, scritta in caratteri tridimensionali e con uno sfondo colorato, la parola "Perdonami". Questa opera è stata realizzata per una serie televisiva della RAI, "Lontano da Me", in cui il protagonista realizza questo murales per farsi perdonare dalla ragazza di un errore, e tale scritta diventa il punto di riferimento di tutti coloro che hanno qualcosa di cui farsi perdonare.

Siti archeologici nel Quartiere Prenestino-Labicano

A seguire una lista dei siti archeologici presenti nel Quartiere Prenestino-Labicano, elencati in ordine alfabetico

Sepolcro di Eurisace, in Piazzale Labicano

Università di Roma

A seguire le diverse università di Roma e le loro sedi.


Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

Sede centrale: Città Universitaria

Tutte le sedi:

Quartiere Tiburtino:
Vetreria Sciarra, in Via dei Volsci

Archeologia industriale nel Quartiere Tiburtino

A seguire un elenco alfabetico delle strutture identificabili come archeologia industriale presenti nel Quartiere Tiburtino:

Vetreria Sciarra, in Via dei Volsci

Archeologia industriale a Roma

A seguire una serie di elenchi, per suddivisione toponomastica, relativi a strutture considerabili archeologia industriale.

Archeologia industriale nel Quartiere Tiburtino

Serbatoio Idrico di Via Eleniana



Nel 1925 il Governatorato di Roma decise di riorganizzare la rete degli impianti idrici deputati all'innaffiamento delle strade e dei giardini pubblici della Capitale. Raffaele de Vico, che aveva già realizzato il serbatoio di Villa Borghese nel 1922, fu incaricato di progettare il serbatoio di via Eleniana, nel Rione Esquilino; egli presentò un progetto di massima che fu anche pubblicato su Capitolium, ma i lavori non furono intrapresi.

Progetto di un grande serbatoio a Via Eleniana 1925.

Il grande serbatoio si ispirava alle vicine rovine dell'acquedotto Claudio, la facciata principale era decorata da sette arcate inquadrate da fasce di tufo rustico, i lati brevi erano caratterizzati da sole tre arcate.

Progetto del serbatoio di Via Eleniana 1933.

Nel 1933 fu commissionato al de Vico un serbatoio di dimensioni minori con la capacità di 2000 mc, alimentato dall'acqua Pia Marcia per soddisfare i nuovi quartieri Appio Latino, Tuscolano, Casilino, Prenestino e Tiburtino.

Le vasche del serbatoio in costruzione nel 1933.

L'impianto idrico fu costruito tra il 1933 e il 1934 in cemento armato dalla ditta Stoelker, è costituito da quattro grandi vasche circolari, poste ad un'altezza di 23 metri, sorrette ognuna da cinque pilastri di cemento armato.

Il serbatoio terminato ancora privo della facciata esterna.

Le facciate esterne hanno solo una funzione decorativa e furono costruite successivamente al serbatoio vero e proprio.
Sotto i serbatoi, un piano ospita i meccanismi di alimentazione e distribuzione dell'acqua. Il piano sottostante era destinato alla Mostra Augustea della Romanità, mentre il pianterreno era destinato a officina e magazzino.

Il progetto originale della facciata, 1933.

La facciata principale corrisponde nell'architettura al primo progetto del 1925 ma risulta di dimensioni minori: tre sole arcate invece delle sette previste nel 1925, si è venuto a creare dunque un corpo di fabbrica cubico, simile ad un mausoleo romano, e si è persa la iniziale longitudinalità delle arcate che rimandava all'architettura della retrostante Aqua Claudia.
La facciata è suddivisa in tre sezioni come quella di un acquedotto romano: arcate lunghe e strette sorreggono un attico bipartito. Le due arcate di laterizio, che alloggiano altrettante finestre, sono inquadrate da larghe fasce di tufo di Veio. In quella centrale si apre la porta d'ingresso, sormontata da una finestra ad arco e da un timpano in travertino, le due fasce laterali ospitano due finestre tonde in travertino, chiaro rimando al vicino sepolcro di Marco Virgilio Eurisace, e una fontana di travertino al piano terra alloggiata in una nicchia, in cui l'acqua scorre su un piano gradonato di marmo fino ad una vasca poggiata su gradini.

Particolare del progetto della facciata, 1933.

Sopra le arcate si trova una fascia di laterizio in cui si aprono piccole finestre quadrate di travertino. L'attico è rivestito di tufo ed è decorato ai lati da una coppia di lesene di travertino fra cui si apre una piccola finestra. Sopra al timpano è presente l'iscrizione SPQR ANNO MCMXXXIIII, e accanto vi era E F XII ma è stata rimossa.
I prospetti laterali ripropongono lo stesso schema architettonico della facciata principale, fra le arcate di laterizio però ci sono delle strette lesene di tufo.


Statue e monumenti del Quartiere Nomentano

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Quartiere Nomentano.

- Monumento a Guido Baccelli, in Piazza Salerno
- Statua del Bersagliere, in Piazzale di Porta Pia

Statue e monumenti del Quartiere Salario

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Quartiere Salario.

- Statua del Bersagliere, in Piazzale di Porta Pia

Statue e monumenti del Rione Prati

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Rione Prati.

-Statua del Carabiniere a cavallo, Piazza Risorgimento
-Statua di Cavour, Piazza Cavour
-Stata di Pietro Cossa, Piazza della Libertà

Le fontane del Quartiere Della Vittoria

A seguire un elenco delle fontane presenti nel Quartiere Della Vittoria, elencate in ordine alfabetico.

Fontana della Dea Roma, in Piazza Monte Grappa

Statue e monumenti del Quartiere Tuscolano

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Quartiere Tuscolano.

Croce in memoria di Raffaele Melis, in Via del Mandrione
Croce del Quadraro, in Via dei Lentuli
Monumento ai caduti di tutte le guerre dei Quartieri Appio-Latino e Tuscolano, in Piazza Casalmaggiore

Le pietre d'inciampo del Quartiere Prenestino-Labicano

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle pietre d'inciampo presenti nel Quartiere Prenestino-Labicano.

Via Ascoli Piceno
- Pietra d'inciampo in memoria di Antonio Atzori

Le strade del Rione Pigna

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Rione Pigna.

Corso Vittorio Emanuele II

Le strade del Rione Sant'Eustachio

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Rione Sant'Eustachio.

Vicolo Sinibaldi

Corso Vittorio Emanuele II

Targhe rionali di Campitelli

A seguire un elenco delle targhe rionali presenti nel Rione Campitelli suddivise per strada:

Via dei Fori Imperiali:
Targa rionale di Campitelli in Via dei Fori Imperiali

Cosa mangiavano i gladiatori

Gladiatori Romani raffigurati in un mosaico a Leptis Magna, in Libia
Essere un gladiatore nell'Antica Roma significava prima di tutto lavorare con il proprio corpo, mettendo la propria vita a rischio in ogni spettacolo. Questo significava necessariamente mantenere un allenamento costante e fare una determinata dieta che potesse garantire uno stato di forma ideale.

L'immagine che negli anni si è costruita dei gladiatori è di uomini dal fisico scultoreo - e, di conseguenza, che facessero un'adeguata dieta fatta di carne e pesce come quella degli atleti di oggi -, ma una serie di evidenze storiche mostrano tutt'altro. Con tutta probabilità, i gladiatori avevano più grasso sottocutaneo di quanto si possa immaginare e la loro dieta avesse poche proteine animali, molti carboidrati e molti legumi (quest'ultimo fatto era tipico della dieta di moltissimi Antichi Romani).

Un gruppo di antropologi dell'Università di Vienna hanno fatto uno studio su una tomba di gladiatori ad Efeso, oggi in Turchia e un tempo importante città dell'Impero Romano, analizzando i corpi di 67 gladiatori e di una schiava (forse la moglie di uno di loro) lì sepolti circa 2.000 anni fa. Sui resti di queste persone è stata fatta un'analisi isotopica che permette di analizzare la presenza di alcuni elementi e, di conseguenza, capire qualcosa in più circa la loro dieta.

Da questa analisi è emerso che i gladiatori mangiavano poche proteine, molti carboidrati e molti legumi (ricchi di carboidrati) e una notevole quantità di calcio. I legumi erano in generale molto diffusi nel cibo degli Antichi Romani e, oltre a questo, i gladiatori erano particolarmente ghiotti di orzo, come è testimoniato anche da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, dove li chiama hordearii, ovvero "mangiatori di orzo".

Pollice Verso, dipinto del 1872 di Jean-Leon Gerome
Gli Antichi Romani, generalmente noti per la frugalità a tavola (ma anche per esempi di alimentazione eccessiva e a tratti ingorda, come dimostra la figura di Trimalcione), avevano numerosi tipi di cibo e il non mangiare carne era tipico, ad esempio, della plebe, che non poteva permettersela. Tuttavia, questa mancanza di carne nella dieta dei gladiatori non sarebbe, secondo gli studiosi dell'Università di Vienna, dovuta alla condizione di schiavitù o di povertà dei combattenti.

Inoltre, va chiarito che seppur la maggior parte delle persone che hanno combattuto come gladiatori fossero principalmente schiavi o prigionieri di guerra, non tutti facevano parte di queste categorie, e c'erano anche persone (soprattutto ex militari) che sceglievano liberamente di diventare gladiatori per guadagnare.

Il gruppo di studiosi dell'Università di Vienna ha infatti pensato che la notevole quantità di carboidrati mangiata dai gladiatori non servisse ad abbassare i costi della loro alimentazione, ma a guadagnare grasso che, sull'arena, significava un - parziale, ma pur sempre esistente - strato di protezione in più. Se questo fatto significava una difesa in più per i gladiatori, significava anche maggiore spettacolo per gli spettatori, che potevano assistere a spettacoli più lunghi e con meno possibilità di ferite mortali e con più persone che potevano proseguire il combattimento pur con ferite sanguinanti.

Questo fatto ci fa pensare che i gladiatori avessero dei fisici ben diversi da quelli che negli anni abbiamo immaginato, idealizzandoli. Se questo è successo è perché gli Antichi Romani, come d'altronde noi adesso e tutte le epoche storiche che ci sono nel mezzo, hanno sempre cercato di idealizzare le forme dei corpi nel raccontarle. Le idee di un fisico perfetto attuali derivano da quelle degli atleti e delle atlete che gareggiavano nell'Antica Grecia e che dai Greci erano esaltati, e i Romani hanno continuato a raffigurare i gladiatori secondo quei criteri, anche se il loro fisico era probabilmente diverso.

I gladiatori, infatti, oltre che una forma sui generis di atleti erano una fonte di guadagno per chi gestiva l'organizzazione degli spettacoli. Spettatori in tutto l'Impero erano infatti pronti a spendere soldi per assistere a eventi di questo tipo, e per chi li gestiva era importante garantire uno spettacolo più avvincente possibile: anche l'alimentazione in questo senso serviva.

A prova di questo c'è il fatto che, nonostante la loro condizione di schiavitù, i gladiatori avevano cure mediche superiori a molti altri Romani e nelle loro scuole, pur note per la disciplina spartana, c'erano bagni e infermerie. Se il cibo conteneva grassi, non significa che era un modo per risparmiare o che loro erano tenuti in condizioni poco sane, ma era solo funzionale al loro ruolo nell'arena.

Altri siti che ne parlano:
Gladiator Diets Were Carb-Heavy, Fattening, and Mostly Vegetarian - in Atlas Obscura

Le strade del Rione Campitelli

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Rione Campitelli.

Via della Curia

Le strade del Quartiere Salario

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Quartiere Salario.

Via Frosinone

Le strade del Quartiere Lido di Ostia Levante

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Quartiere Lido di Ostia Levante.

Viale della Marina

Le strade del Quartiere Lido di Ostia Ponente

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Quartiere Lido di Ostia Ponente.

Viale della Marina

Segnaletica a muro della Seconda Guerra Mondiale a Roma

Durante la Seconda Guerra Mondiale, numerose città in Italia e nel resto del mondo dovettero dotarsi di strutture che servissero a dare sostegno alla popolazione civile in caso di attacco: rifugi antiaereo, pozzi, idranti e altro. Essi venivano segnalati attraverso appositi segnali, molti dei quali sono oggi scomparsi. Tuttavia, molti di essi sono sopravvissuti: eccoli elencati per suddivisione toponomastica.

Rione Ponte
- Segnale di un idrante in Via Giulia

Rione Parione
- Segnale di un idrante in Via di Parione

Rione Trastevere
- Segnale di un idrante in Via della Lungara

Le strade del Rione Prati

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Rione Prati.

Via Luigi Calamatta

Via Ennio Quirino Visconti

Edicole Sacre del Rione Prati

A seguire un elenco delle Edicole Sacre situate nel Rione Prati, elencate in base all'ordine alfabetico della strada in cui si trovano.

Via Lucrezio Caro
- Edicola Mariana di Via Lucrezio Caro

Fontane del Quartiere Ostiense

A seguire un elenco delle fontane presenti nel Quartiere Ostiense, elencate in ordine alfabetico.

- Fontana della Carlotta, in Piazza Ricoldo da Montecroce

Le targhe commemorative del Quartiere Gianicolense

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nel Quartiere Gianicolense.

Viale delle Mura Gianicolensi
- Targa in memoria del restauro delle Mura Gianicolensi
- Targa in memoria dei Caduti della Repubblica Romana

Le strade del Quartiere Ardeatino

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Quartiere Ardeatino.

Piazza dei Navigatori

Via della Travicella

Statue e monumenti del Quartiere Ardeatino

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti non più esistenti del Quartiere Ardeatino.

- Statua del Cavallino, Via Leon Pancaldo
- Statua dei Martiri delle Fosse Ardeatine, Via Ardeatina
Monumento in memoria di Enrico Riziero Galvaligi, in Largo Enrico Riziero Galvaligi

Cimiteri di Roma

A seguire un elenco alfabetico di tutti i cimiteri presenti a Roma

- Mausoleo delle Fosse Ardeatine
- Mausoleo Ossario Garibaldino

Strade mai esistite

A seguire una serie di elenchi - per ciascuna suddivisione toponomastica - di strade proposte, talvolta anche istituite, ma che alla fine non sono mai concretamente esistite a Roma.

Rione Esquilino:
- Via dei Granatieri
- Parco dei Granatieri di Sardegna