Serbatoio dell'Acqua Marcia di Villa Borghese




Il serbatoio di Villa Borghese si trova nel Parco dei Daini, nel Quartiere Pinciano.
Ai primi del Novecento l'espansione dei quartieri signorili a Nord di villa Borghese come il quartiere Sebastiani e il quartiere Salario necessitava di un nuovo serbatoio dell'Acqua Marcia per il riformento idrico. Il Comune di Roma prese in considerazione l'idea di costruire il serbatoio al confine di via di Porta Pinciana al posto di un edificio seicentesco destinato alla demolizione e adibito a magazzino. Successivamente fu deciso di realizzare il serbatoio a ridosso del casino nobile della villa, il progetto di massima presentato nel 1912 dall'amministrazione comunale fu scartato perchè redatto in uno stile troppo monumentale ed eclettico.
Nel 1913 si decise quindi di indire un concorso pubblico per valutare il progetto che meglio si adattasse alle particolari caratteristiche del luogo, le prescrizioni della Commissione Edilizia erano quelle di 'un edificio che dall'esterno apparisse completamente rustico a forma di scogliera coperta di verde'.

Schizzo del serbatoio del 1915.

Nel 1915 il vincitore risultò essere il giovane Raffaele de Vico, che, nonostante non rispettasse il volere della Commissione, presentò un grande edificio in forme barocche che presentava molti richiami alla adiacente villa seicentesca e si inseriva armoniosamente nel contesto del Parco dei Daini, in un'area più defilata rispetto alla Galleria.

Modello del progetto vincitore, 1915.

Sezione di progetto, 1923.

Facciata laterale, progetto definitivo del 1923.

Raffaele de Vico stava collaborando con Pompeo Passerini alla costruzione del Ministero dei Lavori Pubblici, ed aveva contribuito anche alla realizzazione di Villa Lubin, sempre dentro Villa Borghese; certamente era stato influenzato dallo stile elegante e raffinato del barocco di Passerini.

Le fondazioni del serbatoio nel 1923.

Nel 1916 venne firmato il contratto per la costruzione del serbatoio tra il Comune di Roma e la ditta Pineschi, ma la guerra in corso impedì l'inizio dei lavori, che finalmente cominciarono nel 1923 e si conclusero nel 1925.


Il serbatoio si presenta con una facciata mistilinea impostata su due piani. Il piano terra in cui si apre l'ingresso, preceduto da una scalinata, è costituito da un portico di due colonne doriche binate affiancate da paraste doriche, che sorregge una trabeazione su cui si innesta il piano ammezzato. A questo livello si aprono due finestrelle quadrangolari incorniciate e su cui si trova, al centro, un grande stemma del comune di Roma affiancato da cornucopie. Sul fregio vi è l'iscrizione 'E CONSULE MARCIA E PONTIFICE PIA'.
Lateralmente doppie lesene doriche delimitano la facciata raccordandosi con una fascia ricurva alle lesene corrispettive del lato limitrofo, in una soluzione propriamente barocca. Una spessa cornice modanata divide il piano ammezzato dal primo piano in cui è alloggiato il serbatoio vero e proprio, la superficie del piano è in laterizio, solo ai lati sono presenti due lesene che originano da una voluta su cui poggia, alternativamente, un'aquila o un drago, emblemi araldici dei Borghese.

Particolare degli emblemi Borghese in stucco.

Le lesene sono istoriate e terminano superiormente in un accenno di capitello ionico sulla superficie. Sotto il cornicione di coronamento sono presenti cinque pregevoli finestrelle avvolte da cartigli, chiara citazione delle nicchie ovali del vicino casino nobile di Villa Borghese, incorniciate da lesene doriche poggianti su mensole.
Sulla cornice modanata è scritto il motto 'QVESCIT VT REFLUAT', il gocciolatoio è decorato da protomi con il volto di un daino, richiamo al Parco dei Daini in cui si trova il serbatoio. Il tetto, in coppi alla romana, anch'esso di forma ricurva è ripartito su tre livelli decrescenti.

Veduta anteriore del serbatoio durante la costruzione.

Veduta laterale del serbatoio appena costruito.

Le facciate leterali ripropongono lo stesso schema di quella principale, al piano terra sono però presenti tre finestre quadrangolar incorniciate da lesene doriche, la finestra centrale poggia su un sarcofago di pietra. Tra le finestre del mezzanino è presente un fregio a motivi floreali.

La facciata laterale.
La facciata posteriore è identica a quella principale.

Particolare della facciata posteriore verso Via Pietro Raimondi.
Accanto al serbatoio fu realizzata una fontana con un grande bacino dalle forme mosse, ai cui angoli vi sono delle sfere ornamentali, al centro fu collocata una copia della statua di vecchio con orcio, dall'originale conservato a Villa Caffarelli.

La fontana si trova poco lontano dal serbatoio.












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