Il Giardino Zoologico di Roma

La caverna dei leoni nel 1911.

Il Giardino Zoologico di Roma, oggi Bioparco di Roma si trova nel Quartiere Pinciano.
La sua origine risale al 1908, anno in cui fu fondata la Società Anonima per il Giardino Zoologico, guidata dal Barone Giorgio Sonnino e poi dal Principe naturalista Francesco Chigi, con lo scopo di creare un parco per l'esibizione di animali esotici. Iniziarono presto i contatti con il Comune di Roma per cercare un terreno su cui edificare il giardino, e l'Amministrazione Nathan decise allora di assegnare ai promotori la zona incolta di Villa Umberto che si trovava a Nord Ovest tra Vicolo delle Tre Madonne e i terreni del Seminario Romano denominata "la campagna".

Aspre polemiche si sollevarono dalle destre contro questa decisione che sacrificava parte della Villa Borghese ad "interessi di privati" e "a ricovero di bestie".

Il Tierpark di Stellingen nel 1907.

Intanto la Società si assicurò la collaborazione di Carl Hagembeck, che nel 1907 aveva aperto il Tierpark di Stellingen, vicino ad Amburgo, lo Zoo più moderno al mondo, in cui gli animali non erano più nelle gabbie, ma in vere e proprie quinte naturali senza sbarre. Il 12 novembre 1908 fu offerto all'Hotel Excelsior un pranzo sontuoso in onore di Hagembeck, venuto dalla Germania.

Il progetto di Carl Hagembeck del 1908.

In quell'occasione egli presentò il progetto del nuovo Giardino Zoologico, di undici ettari circa, con i suoi criteri rivoluzionari: ampi spazi verdi in cui veniva ricostruito fedelmente l'habitat originale delle specie che l'avrebbero abitato, i profondi fossati garantivano la sicurezza senza bisogno delle sbarre.

L'ingresso principale sarebbe sorto a Sud, verso Villa Umberto (l'odierna Villa Borghese), circa a metà del nuovo Viale che conduceva ai Parioli. Subito a destra si scendeva verso il lago, che ospitava gli uccelli acquatici, passando per il recinto degli struzzi, quello dei pachidermi e le grandi rocce degli stambecchi. Sopra al lago si innalzava il grande edificio del Ristorante, in posizione elevata rispetto all'intero parco.

Vista dal lago verso le rocce degli orsi bianchi.

Un dromedario si affaccia nel recinto degli erbivori.

Dall'altro lato del lago si trovavano le grandi recinzioni con rocce per gli animali erbivori, parallelamente a queste la serie più spettacolare di ambienti: grandi rilievi rocciosi per leoni e leonesse, le caverne delle tigri e quelle delle pantere.

Le caverne dei leoni nel 1911.

Le caverne delle tigri nel 1911.

Tornando verso l'ingresso e girando a sinistra si trovavano gli orangutan, il recinto delle giraffe e le gabbie delle scimmie, subito sopra i recinti di zebre e antilopi.


Al confine con Via delle Tre Madonne un'alta catena di rocce aguzze ospitava gli orsi bianchi, un fossato divideva la zona degli orsi dallo specchio d'acqua in cui erano sistemate le foche.

La grande quinta rocciosa che ospita gli orsi bianchi nel 1911.

A Sud del lago si trovavano altre rocce per gli orsi bruni e, accanto, i lupi.


Ad Ovest il parco terminava con i recinti di cervi e bisonti, un lungo viale portava alle uccelliere che costeggiavano Via delle Tre Madonne.

Uccelliere con le aquile, 1911.

Il disegno degli ambienti dentro ai recinti degli animali fu affidato a due collaboratori di Hagembeck: la parte decorativa all'architetto Moritz Lehmann, mentre all'ingegnere Ernest Eggenschwiler, specializzato nella costruzione di finte rupi di grandi dimensioni, fu affidata la parte strutturale di tutte le costruzioni rocciose, come quella degli erbivori, delle tigri e dei leoni, degli orsi bianchi e la grande riproduzione del Cervino nel recinto degli stambecchi, ora non più esistente.

La grande riproduzione del Cervino che ospitava gli animali alpini oggi distrutta.

Il progetto delle aree verdi fu curato da Giuseppe Roda, disegnatore di giardini torinese.
La costruzione dell'ingresso al Giardino Zoologico fu affidata a Giulio Barluzzi che gli diede un aspetto barocco, mentre Armando Brasini collaborò alla realizzazione delle decorazioni.

Giornalisti in sopralluogo ai lavori del Giardino Zoologico il 28 settembre 1910.

I lavori iniziarono il 10 maggio del 1909 e terminarono nell'ottobre del 1910 con il costo di un milione e quattrocentosettantamila lire.
Il 28 settembre 1910 il giardino era quasi terminato e fu aperto ai giornalisti che poterono visitare le caverne e le rocce che di lì a poco sarebbero state animate da belve feroci, soltanto l'edificio del Ristorante era ancora da completare.

Lo scarico notturno degli animali di Hagembeck alla stazione Termini.

Il 2 Novembre 1910 giunse a Roma il treno proveniente da Amburgo carico di animali scelti da Hagembeck e destinati al Giardino Zoologico. Le grandi casse di legno furono caricate sulle carrozze che le portarono in processione fino allo zoo, dove furono sistemate nelle aree prestabilite.

Ernesto Nathan inaugura il Giardino Zoologico nel 1911.

Il 5 gennaio 1911 il sindaco Ernesto Nathan inaugurò solennemente il Giardino Zoologico di Roma, grande fu l'entusiasmo popolare e molti furono i visitatori nel 1911 in concomitanza con l'Esposizione per il cinquantenario dell'Unità d'Italia.
Con la guerra di Libia e la Prima Guerra Mondiale le difficoltà economiche crebbero e le visite calarono drasticamente.
Nel 1915 la Società Italiana del Giardino Zoologico di Roma dichiarò fallimento.
Il 20 Novembre 1917 il sindaco di Roma Don Prospero Colonna decise di assumere direttamente la gestione dello Zoo da parte del Comune, il 6 agosto 1919 fu approvata la delibera che trasformava il Giardino Zoologico in un'Azienda municipalizzata.
Soltanto il 24 Febbraio 1926 il Governatore di Roma Filippo Cremonesi fondò l' Azienda Autonoma Giardino Zoologico di Roma. In quegli anni si provvide a restaurare tutto il complesso e ad ampliarlo per fare posto a nuovi animali, alcuni acquistati ed altri donati provenienti soprattutto dalle colonie africane.

Il progetto dell'ampliamento del 1933.

Con l'occasione, nel 1927 venne chiamato l'architetto Raffaele De Vico per ampliare l'area del Giardino Zoologico oltre l'omonimo viale fino a Via Raimondi. Il ristorante cambiò destinazione d'uso, divenendo il Museo Civico di Zoologia. In quell'occasione il Giardino Zoologico si trasformò in parte da un'istituzione quasi esclusivamente ricreativa a una culturale, grazie a un approccio maggiormente scientifico.
Nel 1997 il Giardino Zoologico venne trasformato in Bioparco, ovvero in una struttura che non si limita a mettere in mostra specie animali e naturali, ma che li conserva con una maggiore attenzione ai loro diritti e svolge educazione ambientale.



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