Stabilimento Roma



Lo Stabilimento Roma era il più importante stabilimento balneare di Ostia.
Fu costruito nel 1924 e fu minato dai Tedeschi e fatto saltare nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1943, e sorgeva lungo quello che oggi è Lungomare Paolo Toscanelli, nel Quartiere Lido di Ostia Levante.
Il 1918 erano iniziati, dopo i ritardi subiti a causa della guerra, i lavori per la ferrovia Roma Ostia da parte dell'ente SMIR (Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma), istituito per gestire il porto di Ostia Nuova e la rete ferroviaria che la collegava con Roma.
Nel 1923 vista l'impossibilità della costruzione del porto marittimo, fu decisa la soppressione dello SMIR, le proprietà dell'ente passarono allo Stato ed il governo autorizzò la cessione gratuita al Comune di Roma.
Il nuovo concessionario della ferrovia Roma Ostia fu la Società Elettroferroviaria Italiana (SEFI), con cui fu stipulata la convenzione nel 1924.

Manifesto della SEFI che pubblicizza la vicinanza di Ostia a Roma grazie alla nuova ferrovia, 1926.

Contestualmente alla ultimazione della linea ferroviaria fu prevista dalla SEFI la costruzione di un grande stabilimento balneare sull'arenile di levante, posto in asse con la Chiesa Regina Pacis, allora in costruzione, per incoraggiare la funzione turistica del Lido di Roma.
Il progetto fu affidato nel 1924 al Professor Giovanni Battista Milani dell'Università di Roma, accademico di tendenze tradizionaliste.

Veduta prospettica dello stabilimento Roma, primo progetto di Giovanni Battista Milani, 1924.

Egli elaborò un grandioso stabilimento costituito da due edifici, uno sul lungomare, l'altro su una rotonda nell'acqua, entrambi collegati da un lungo pontile.
In parte era ispirato, nello sviluppo sia sulla spiaggia che sul mare, a strutture ottocentesche e novecentesche quali la rotonda della Jetéepromenade di Nizza e la rotonda a mare di Scheveningen in Olanda.
Lo stabilimento doveva chiamarsi "Roma è Vincitrice", poi abbreviato in Roma, chiaro quindi era il riferimento alla passate glorie della Roma antica.
Il Milani creò una incredibile fusione di stili e citazioni architettoniche, in una perfetta sintesi eclettica di tradizione e innovazione. I materiali utilizzati erano i più moderni: il cemento armato a vista per tutte le strutture, in tal modo venivano a crearsi effetti di colore con la capacità di fondersi "con la tinta bluastra del mare e del cielo, amalgamando il paesaggio e l'edificio in una natura sola". Le architetture, così come le decorazioni pittoriche e le statue, erano invece influenzate soprattutto dall'arte romana dell'età imperiale.

Vista dello stabilimento Roma dal lungomare.

Il fabbricato di terra era ispirato, inevitabilmente per la destinazione balneare del complesso, al frigidarium delle Terme di Caracalla, di cui riprendeva la tripartizione in grandi arcate sul versante verso la città, e la grande sala interna.

Lo stabilimento Roma in costruzione nel 1924.

Questo fu il primo edificio ad essere costruito nel 1924, quì il 10 agosto dello stesso anno fu offerto al capo del Governo Benito Mussolini, che aveva appena inaugurato la ferrovia Roma Ostia, un pranzo di gala organizzato dalla società SEFI, anche se l'edificio none era ancora ultimato.

La rotonda costruita alla fine del pontile nel 1925.

Contemporaneamente vennero gettate le fondamenta del lungo pontile (62 m. e largo 6.5 m.), che terminava in una rotonda su palafitte realizzata nel 1925.
Il 1 luglio 1925 lo stabilimento fu aperto al pubblico con un grande entusiasmo popolare, e la frequentazione della ricca borghesia romana.

Primo progetto dell'edificio sulla rotonda a mare con i padiglioni laterali, 1924.

Sulla rotonda a mare fu progettato da Milani l'edificio del ristorante di cui furono redatti due progetti, il primo più esteso con un edificio centrale a cupola affiancato da due piccoli padiglioni di ispirazione termale, il secondo comprendente solo l'edificio a cupola. Soprattutto nel primo progetto forte è il richiamo nell'impianto strutturale al padiglione liberty del Vestibolo d'onore che Raimondo D'Aronco realizzò per l'Esposizione Internazionale d'Arte Moderna di Torino nel 1902, da cui vengono ripresi i contrafforti che sostenevano la cupola e si incurvavano esternamente per terminare su pilastri occupati da gruppi statuari.


La cupola invece traeva in Milani ispirazione dalle architetture bizantine come la Basilica di S. Sofia a Costantinopoli; le scale, le balaustre e le finestre erano di origine imperiale Romana.

Secondo progetto dell'edificio sulla rotonda a mare, 1924.
Nel secondo progetto i corpi laterali furono aboliti e rimase soltanto l'edificio centrale a cupola, al culmine dei pilastri degli otto archi rampanti che sostenevano il tamburo furono previste altrettante copie in marmo della Vittoria Alata scoperta ad Ostia Antica nel 1907 e diventata presto il simbolo della nuova città.

L'edificio a cupola sulla rotonda in costruzione nel 1926.

L'edificio fu costruito nel 1926 e terminato nel 1927, nello stupore generale, grande fu infatti l'apprezzamento per la particolarità della cupola nella sua struttura ibrida e condensata di stili architettonici.

L'edificio in via di ultimazione, 1926.

Nel 1928 la rotonda fu allargata e raggiunse delle dimensioni considerevoli, con i suoi 270 pali di cemento armato conficcati nel fondale sabbioso, era occupata dai tavoli del ristorante. La pianta era mistilinea con il parapetto che assumeva un andamento prima concavo e poi convesso di ispirazione barocca. Quattro grandi colonne doriche scanalate che ospitavano delle vittorie alate di bronzo furono sistemate accanto all'edificio centrale.

La rotonda a mare con la sua linea barocca.

La rotonda fu ingrandita permettendo di avere molto spazio intorno al ristorante.

Nel complesso lo stabilimento occupava 1000 mq di spiaggia. Perpendicolarmente all'asse del pontile si sviluppavano lungo la spiaggia i 400 camerini di legno, al termine dei quali partivano due lunghi pontili di legno che correvano paralleli a quello centrale di cemento armato.


Sulla spiaggia erano invece presenti 100 casotti di lusso, e verso la riva circa 150 ombrelloni particolari coperti, chiamati appunto 'tende Roma'.

Il monumentale ingresso allo stabilimento Roma.

L'entrata sul lungomare era caratterizzata dalla grande facciata, lunga quasi 60 metri, alta circa 13 metri, simile a quella del frigidarium delle Terme di Caracalla, che era preceduta da una scalinata; tre alte arcate conducevano al grande salone interno, queste erano affiancate da quattro pilastri in cemento armato sormontati da altrettante copie di statue romane classiche. L'esterno delle volte degli archi e i pilastri di cemento erano decorate a livello del cornicione da una serie di protomi di lupa in bronzo, copie di quelle ritrovate nelle navi di Nemi. All'interno le volte avevano un soffitto a cassettoni in cemento.
Lateralmente il grande corpo di fabbrica era raccordato a due padiglioni da un basso muro concavo che ospitava le biglietterie e aveva tre finestre, i corpi laterali avevano un tetto a spioventi e una grande finestra termale con transenne che affacciava sul lungomare, al loro interno erano presenti buffet, caffè, bar, sale di lettura e scrittura e ufficio postale; oltre questi due corpi furono costruiti altri due edifici che contenevano un cinema e un teatrino di marionette. Alle estremità della scalinata si innalzavano due aste portabandiera di ferro, su una base di marmo.

Il salone del ristorante aveva grandiosi soffitti decorati con stucchi e dipinti, tutte le porte finestre conducevano ai terrazzi.

Superate le tre arcate si apriva un ingresso costituito da una finestra termale poggiante su due colonne doriche scanalate, da quì si arrivava alla grande sala del ristorante.
Questa si ispirava al frigidarium Terme di Caracalla, si sviluppava su tre arcate longitudinalmente e una sui lati brevi, le grandi volte, decorate di stucchi geometrici in rilievo, poggiavano su robuste colonne con capitello corinzio scanalate. Le pareti laterali e parte della volta, erano state afrescate dal pittore Antonio Calcagnadoro in stile pompeiano. Le finestre superiori erano di tipo termale, con transenne esagonali.

Veduta dello stabilimento Roma dalla spiaggia.
Il fronte lungo la spiaggia presentava tre grandi arcate contenenti finestre termali su due colonne, superiormente altre finestre erano seguite da un cornicione spezzato.


Accanto al maestoso corpo principale erano presenti quattro corpi laterali, due per lato, di cui i più vicini avevano una grande finestra termale sulla facciata, gli estremi, contenenti il cinema e il teatro di marionette si presentavano con un portico di quattro colonne doriche.

Particolare della terrazza sul mare dall'edificio che ospitava il teatro delle marionette e il cinema.


Una grande terrazza con balaustra si affacciava verso il mare, quattro colonne doriche sormontate da vittorie alate di bronzo scolpite da Mario Bucci la impreziosivano. Dalla terrazza partiva il pontile che conduceva alla rotonda a mare.

Vista della rotonda a mare e del pontile dalla terrazza.
Sulla rotonda a mare si elevava il grande edificio del Ristorante, simbolo dell'intero stabilimento e di Ostia stessa.
Questo era costituito da due sale a pianta circolare sovrapposte: una sala da pranzo al piano inferiore e una per le feste in quello superiore.

La rotonda a mare con il Ristorante appena inaugurato.

Esternamente la facciata era molto articolata, caratterizzata da un susseguirsi
di grandi finestre termali, finestre quadrangolari transennate e rampe di scale
che portavano ad una grande terrazza circolare. Sulla terrazza si affacciavano le finestre termali al secondo livello della grande sala da pranzo e si innestavano i grandi otto archi rampanti che sostenevano il tamburo della cupola e che terminavano in grandi pilastri su cui era posta una copia della Vittoria Alata, scolpita dallo scultore Mario Bucci.

Vista verso Ostia dal terrazzo del I livello dell'edificio del Ristorante, a destra si vede la copia della Vittoria Alata su uno dei pilastri.

Paolo Orlando con la Vittoria Alata nel 1912.

Il tamburo della cupola ospitava altre finestre termali che illuminavano la sala da ballo e l'ultima terrazza circolare. La cupola, di aspetto bizantino, poggiava su una serie di archetti bassi rinforzati in cemento armato ed era costituita da arcate di ferro rivestite in rame. Come l'edificio sul lungomare così i vari pilastri della cupola erano decorati con copie della lupa delle Navi di Nemi in bronzo. L'interno della cupola era rivestito a cassettoni di legno.

La cupola del Roma durante la visita di Mussolini e Ismet Pasha nel 1932 (foto Istituto Luce).

L'interno era occupato da una grande sala circolare del diametro di 24 metri che ospitava il ristorante, altre piccole sale adiacenti ospitavano le cucine, le dispense e alcuni uffici.
La sala era delimitata da arcate a tutto sesto che erano decorate con paraste corinzie, dietro le arcate si aprivano le porte finestre che davano sul mare. Superiormente si aprivano delle finestre termali transennate. 

Interno della sala del ristorante.

Superiormente era presente una sala per le feste e per il ballo del diametro di 12 metri, era delimitata da una seria alternata di finestre termali, superiormente si elevava la cupola rivestita di cassettoni di legno simile a quella del Pantheon.
La bellezza e la versatilità dello Stabilimento Roma lo resero protagonista della vita mondana di Ostia e Roma, spesso il capo del Governo vi si recò in visita, come quando nel 1932 il ministro Ismet Pasha e alti funzionari turchi fecero una visita allo stabilimento. Inoltre fu teatro di manifestazioni sportive e di trasvolate aeree.

Ismet Pasha e Benito Mussolini allo stabilimento Roma il 29 maggio 1932. 

La fine del Roma fi segnata nel 1943, le truppe Tedesche minarono le strutture per impedire di facilitare un possibile sbarco alleato. Lo stabilimento fu fatto saltare nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. Soltanto le colonne con le vittorie alate e il pontile rimasero in piedi.

Le macerie dello stabilimento dopo l'esplosione.

Ufficiali americani sulle rovine del Roma nel 1945.

Le macerie furono rimosse negli anni Cinquanta, ancora oggi sono presenti le basi dei piloni della rotonda nel fondale marino.





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