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Mariano Fortuny

Autoritratto di Mariano Fortuny realizzato tra il 1863 ed il 1873

Marià Fortuny i Marsal, noto soprattutto con il nome italianizzato di Mariano Fortuny (Reus 1838 - Roma 1874) è stato un pittore spagnolo estremamente legato alla città di Roma, in cui ha vissuto per anni e che lo ha ispirato per numerose opere.
Nacque nella città di Reus, in Catalogna, in una famiglia umile e a soli 12 anni rimase orfano di madre e fu affidato alle tutele del nonno che, vedendo in lui un talento artistico, lo mandò a imparare a dipingere presso il pittore locale Domenec Soberano. Nel 1852 si trasferì a Barcellona per portare avanti gli studi e, nel 1858, grazie ad una borsa di studio si trasferì a Roma.
Qui si stabilisce presso la propria residenza fuori le mura lungo Via Flaminia, all'altezza del Borghetto Flaminio, dove oggi è ricordato da una targa. A dividere con lui c'era il pittore italiano Attilio Simonetti, suo amico ed allievo.
Nel 1860, un anno dopo lo scoppio della guerra ispano-marocchina con cui la Spagna consolidò il controllo dei propri territori in Nordafrica, le autorità iberiche inviarono Fortuny in Marocco per realizzare opere che documentassero le battaglie. Fu in questo contesto che Fortuny realizzò alcune delle sue pi note opere, tra cui La battaglia di Tetuan, in cui raffigurò la principale battaglia del conflitto.

L'Odalisca, 1861
Durante questo periodo Fortuny ebbe occasione di ammirare particolarmente i colori del Marocco, tanto da tornare in più occasioni a Tangeri per realizzare opere a carattere orientalista, uno stile che più volte accompagnò la carriera dell'autore.

L'Odalisca, 1862
Di ritorno dal Marocco, Fortuny si recò a Parigi, dove le sue opere ebbero un grande successo critico. Dopo aver visto le sue opere, Theophile Gautier disse che come acquafortista eguagliava Francisco Goya e quasi raggiungeva Rembrandt.

La Vicarìa, 1870
Ritornato a Roma, dipinse La Vicarìa, uno dei suoi più celebri dipinti, quindi sposò Cecilia de Madrazo, figlia di Federico de Madrazo, all'epoca direttore del Museo del Prado. Dopo alcuni soggiorni a Granada, Parigi e Napoli, il pittore tornò a Roma dove nel 1874 morì a 36 anni per una febbre malarica. Venne sepolto nel cimitero del Verano.

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