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Perché Roma è detta vedova e sola?

Nel VI canto del Purgatorio della Divina Commedia, Dante Alighieri scrive: "Vieni a veder la tua Roma che piange, vedova e sola, e dì e notte chiama: 'Cesare mio, perché non m'accompagne?'". Ma perché Roma è detta vedova e sola?

Per sapere perché Roma è detta vedova e sola in quel passo della Divina Commedia, dobbiamo intanto ricordare che i VI canti di tutte e tre le cantiche del poema di Dante rappresentano canti politici. Nello specifico, il VI canto del Purgatorio contiene una lunga apostrofe sull'Italia e sulla sua situazione politica, divisa da lotte intestine, campanilismi e definita per questo un celebre verso "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!".


Ma nell'ambito di questo ragionamento politico e di questa descrizione delle divisioni d'Italia, perché Roma è detta vedova e sola?

Se vogliamo sapere con cognizione di causa perché Roma è detta vedova e sola, dobbiamo intanto ricordare che a partire dal 1309 il Papa era stato trasferito ad Avignone e non era più a Roma, dando inizio alla cosiddetta Cattività Avignonese.

Ma questa non è l'unica premessa da fare per sapere perché Roma è detta vedova e sola da Dante, e per conoscere anche l'altra dobbiamo andare qualche verso indietro, quando Dante accusa "Alberto tedesco", ovvero l'imperatore del Sacro Romano Impero Alberto I, di aver abbandonato l'Italia, di cui sarebbe la naturale guida ma che, vista anche la singolare frammentazione dell'Impero in feudi e principati, non era interessato a governare, abbandonandola alle lotte intestine, citate nei versi successivi: Montecchi e Capuleti, Monaldi e Filippeschi, la Contea di Santa Fiora.

In quel momento, dunque, né il Papa ne l'Imperatore si trovavano a Roma, che era quindi abbandonata alle sue lotte intestine tra fazioni. E se volevate sapere perché Roma è detta vedova e sola da Dante nella Divina Commedia, la ragione è questa.

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