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Quartiere di Tor Caldara - Il progetto di Michele Busiri Vici


Tor Caldara è un'area che attualmente ricade nel Comune di Anzio, occupata attualmente da una Riserva naturale regionale che deve il proprio nome alla torre d'avvistamento risalente al XVII Secolo. L'area, originariamente, era occupata da una solfatara e dopo la Seconda Guerra Mondiale si pensò di poterla urbanizzare.
Nel 1949 Michele Busiri Vici presentò un progetto per la realizzazione di un villaggio nell'area di Tor Caldara. Busiri Vici proprio in quegli anni stava caratterizzando il proprio stile architettonico come strettamente marinaro, come si può vedere nelle numerose ville realizzate sul lungomare di Sabaudia (di cui si occupò anche del piano regolatore) e negli edifici realizzati negli anni '60 in Costa Smeralda. Anche nel caso di Tor Caldara, Busiri Vici immaginò un villaggio a bassa densità abitativa perfettamente integrato nel litorale e nella natura, con la sua inconfondibile architettura fortemente influenzata dalle case dei pescatori del Mediterraneo, dalle case delle isole greche dell'Egeo e dai villaggi spagnoli e messicani.
Per Tor Caldara, luogo rimasto fino a quel momento in gran parte incontaminato, immaginò dunque un nuovo villaggio a bassissimo impatto architettonico sulla natura esistente, con elementi differenti che riecheggiavano una stratificazione volta a dare un'idea di storia vissuta e, come tale, di una comunità esistente.
Il villaggio venne immaginato come un luogo esclusivo di villeggiatura, caratterizzato da un sistema di piazze - quella della Chiesa, quella del mercato - collegate da strade curvilinee che si adattavano alla conformazione del luogo.
In ogni caso, il progetto non ebbe seguito e nel 1988 la zona divenne una riserva naturale protetta. Oggi rimane infatti un luogo ancora privo di costruzioni - se non per le pochissime preesistente, come la torre - lungo il litorale laziale.

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