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Villa Macchi di Cellere


Villa Macchi di Cellere, conosciuta anche come Villino Macchi di Cellere, si trova in Viale Giulio Cesare n. 31 ad angolo con Via Marcantonio Colonna, nel Rione Prati.
Fu costruita nel 1904 da Garibaldi Burba per il Conte Vincenzo Macchi di Cellere, diplomatico.


Nel 1903 era tornato da Washington, e svolgeva a Roma la funzione di segretario particolare del Ministro degli Esteri Tommaso Tittoni.
Il Conte aveva bisogno di una residenza di prestigio per sé e per sua moglie Dolores Cobo, sposata a Rio de Janeiro nel 1901.

La cancellata liberty in ferro battuto

L'ingresso al villino è da una bella cancellata liberty in ferro battuto con foglie e fiori in Viale Giulio Cesare, mentre lungo Via Marcantonio Colonna si sviluppava il giardino, oggi non più esistente.


La pianta dell'edificio è grossomodo quadrangolare, con la presenza di due rientranze nella facciata lungo il giardino, lo stile adottato è eclettico con forti richiami al romanico, al rinascimento e decorazioni liberty, stesso stile adottato da Burba nel villino Cagiati.


Il fronte su Viale Giulio Cesare si sviluppa per quattro piani, è decorato da monofore, bifore e trifore, la facciata è in parte in cortina, verso Via Marcantonio Colonna è sviluppato su un piano soltanto, ed è occupato da una grande trifora su colonnine corinzie e inquadrata da un arco a tutto sesto su lesene, con una bella vetrata liberty in vetri al piombo, mentre superiormente si trovavano decorazioni pittoriche oggi perdute.


Dietro la terrazza si apre la grande torre con tetto a spioventi, decorata da bifore, una volta con pitture, e, all'ultimo piano, una trifora che affaccia su una balconata, una volta affrescata, il sottotetto è dipinto con fregi floreali.


La facciata lungo il giardino era molto curata: una bugnatura solo accennata ricopre le pareti, l'avancorpo centrale è decorato da una trifora al pianterreno, che aveva affreschi liberty oggi scomparsi, e monofore ai piani successivi, sempre con decorazioni pittoriche perdute, una bifora si trova al piano terra della torre.


Il tetto era a spioventi in coppi alla romana, e si trovava sempre sul versante del giardino, mentre gli altri fronti erano occupati da terrazze, oggi soprelevate, successivamente è stato rimosso.

Decorazione pittorica originale della trifora della facciata sul giardino oggi perduta

Il vasto giardino è stato lottizzato negli anni cinquanta con una palazzina, la cancellata che lo delimitava lungo Via Marcantonio Colonna era caratterizzata da pilastri a forma di erme classiche.

Vista di villa Macchi di Cellere da Via Marcantonio Colonna con la cancellata oggi non più esistente 

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