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Arco di Malborghetto

Malborghetto Via Flaminia


L'Arco di Malborghetto si trova in Via Barlassina, nella Zona Prima Porta. 
Si tratta di un complesso archeologico che ha subito negli anni numerose stratificazioni ed è stato riutilizzato in numerosi modi. Originariamente sorgeva lungo la Via Flaminia: l'attuale Via Barlassina, di fatto, in quel tratto altro non è che una complanare della consolare da cui è divisa dalla ferrovia.
La struttura originale era un tetrapilo, un arco a quattro porte, simile per dimensioni e per forma all'Arco di Giano, situato al Velabro. 
Le prime testimonianze di tale arco risalgono al IV secolo dopo Cristo dove, nei Cataloghi regionari è definito "Arcus Divi Costantini", e verosimilmente segnava l'incrocio tra la Via Flaminia e la Via Veientana, al XIII miglio dell'antica consolare. 
I tetrapili, infatti, solitamente erano una situazione architettonica usata nei quadrivi. Secondo l'archeologo tedesco Fritz Toebelmann, che all'inizio del XX secolo studiò abbondantemente il complesso, l'arco era stato realizzato nella prima metà del IV secolo, come intuì da un mattone che riporta un bollo dell'epoca dell'Imperatore Diocleziano. Tale mattone, situato sulla volta dell'edificio, riporta nello specifico il bollo OF CR AUG ET CAES NOS, officina esistita tra il 295 e il 305, durante il periodo della Tetrarchia. A questo va aggiunto che la tecnica di costruzione dell'edificio è molto simile a quella della coeva Basilica di Massenzio.
 
Giuliano da Sangallo Arco Costantino Via Flaminia

La ricostruzione fatta da Toebelmann, in cui aveva tratteggiato un tetrapilo, è compatibile con quella fatta nel XVI secolo da Giuliano da Sangallo, che aveva anche lui studiato il mocumento. In particolare, però, è interessante comprendere perché questa struttura monumentale si trovasse in una zona di aperta campagna, seppur si trattasse di un incrocio importante. Toebelmann, complice anche il nome di "Arcus Divi Costantini" con cui la struttura era nota e l'epoca in cui venne realizzata, avanzò l'ipotesi che fosse sorto nel luogo in cui l'imperatore Costantino si era accampato prima della battaglia di Ponte Milvio, combattutasi il 28 Ottobre 312. Tale luogo è in effetti compatibile con quello dell'accampamento, dato che a dispetto del nome la battaglia si è combattuta, principalmente nella zona di Prima Porta, dove infatti una monumentale targa la ricorda, e deve il nome a Ponte Milvio perché la tradizione vuole che qui si siano combattute le sue fasi finali in cui Massenzio, l'imperatore rivale di Costantino, ormai sconfitto, morì cadendo nel Tevere.

Arco Malborghetto Via Barlassina

Si parla dunque di un luogo altamente simbolico, sia ai fini della vittoria di Costantino su Massenzio sia per il Cristianesimo, visto che proprio in questo luogo l'Imperatore avrebbe avuto il celebre sogno in cui gli sarebbe comparso il monogramma di Cristo Chi-Rho, il cui uso nella battaglia sarebbe stato determinante a raggiungere la vittoria che avrebbe poi permesso a Costantino di emanare nel 313 l'Editto di Milano che avrebbe concesso la libertà di culto per i Cristiani.
Sicuramente, in seguito a questa, vittoria il Senato decise, nel 315, di far erigere un monumentale arco per onorare Costantino di fronte al Colosseo, ed è possibile che per la stessa ragione si sia deciso di realizzare un altro arco nel suburbio di Roma.

Antiquarium Via Flaminia Malborghetto

Per molti secoli l'edificio rimase nella sua forma originaria, seppur verosimilmente in crescente disuso nel corso dell'Alto Medioevo.
Probabilmente intorno all'XI Secolo l'arco viene trasformato in Chiesa: vengono chiusi i fornici, aggiunta un abside sul lato opposto alla Flaminia, assumendo dunque una pianta a croce greca. Come apprendiamo dalla ricostruzione di tale edificio e vista la sua posizione particolarmente isolata, doveva trattarsi con tutta probabilità di una struttura fortificata, come era solito per gli edifici suburbani medioevali, anche se non di uso strettamente militare.

Ricostruzione Chiesa Complesso Malborghetto

Nel 1256 notizie di un borgo fortificato in quest'area compaiono in un atto di divisione dei beni della famiglia Orsini, entrato poi nel 1263 entro le mura di un castrum che prese il nome di Burgus Sancti Nicolai de Arcu Virginis.
Il luogo fu dunque un castrum suburbano, che ospitò anche una taverna per pellegrini e viandanti, ma nel XV Secolo fu anche coinvolto nelle lotte tra le famiglie Orsini e Colonna. Proprio nel 1485, gli Orsini presero d'assalto questo presidio per cacciare i Colonna che ne avevano preso possesso: è probabilmente in seguito a tale fatto violento che la zona prese il nome di Malborghetto, anche se esiste anche la teoria secondo cui il nome sia dovuto al fatto che il luogo fosse stato occupato da briganti.
Nel XVI Secolo un aromatarius, ovvero un erborista, proveniente da Milano e stanziatosi a Roma, di nome Costantino Pietrasanta, prese in affitto il complesso, restaurandolo e dandogli l'aspetto attuale.
Nel XVIII Secolo lo Stato Pontificio ne fece una stazione di mezza posta, fino a quando Papa Pio VI Braschi (1775-1799)  non decise di far passare il servizio postale tra Civita Castellana e Roma dalla Cassia e non più dalla Flaminia, portando questo luogo a divenire un semplice casale.
 
Malborghetto tetrapylon

Nel 1982 il complesso di Malborghetto divenne parte del Demanio dello stato, che ne iniziò un'opera di riqualificazione e valorizzazione grazie anche alla figura di Gaetano Messineo, dirigente della sovrintendenza di Roma che promosse questo luogo e la vicina Villa di Livia e che, per questo, è ricordato in una targa sulla facciata del complesso di Malborghetto.
Oggi il luogo ospita un antiquarium con reperti rinvenuti lungo la Via Flaminia.

Malborghetto Roma Via Flaminia

 
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