Al Pastarellaro era un ristorante, oggi non più attivo, situato in Via di San Crisogono 33, nel Rione Trastevere. Aperto originariamente da Eugenio Celio (conosciuto anche come Ugenio), fu frequentato da figure di primo piano della scena pubblica italiana come Gabriele d'Annunzio, Trilussa e Giacomo Puccini, con quest'ultimo che in una lettera a Giovacchino Forzano del 1918 lo definì un capolavoro. Era noto all'epoca per le sue fettuccine alla romana e per i fritti.
Nel 1952 il ristorante fu rilevato da Severino Graziosi, che seppe mantenere il livello e la popolarità del ristorante estremamente alti. Tra le innovazioni portate da Graziosi ci fu un nuovo piatto, i "rigatoni alla Pastarellaro", o "rigatoni alla Severino", in bianco con funghetti, piselli e salsiccia.
Nel 1961 Graziosi aprì una succursale del ristorante che divenne ben presto molto celebre in tutta Roma: il Comparone, nella vicina Piazza in Piscinula.
Nel 2008 il Pastarellaro chiuse e personale, ragione sociale e tradizione vennero uniti con quello che era nato come sua succursale, il Comparone. Proprio l'affinità tra i due ristoranti fa sì che il Comparone sia stato in molti casi chiamato anch'esso informalmente "Pastarellaro". Successivamente, anche il Comparone chiuse i battenti.
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