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Casa di Fiammetta

 
Casa di Fiammetta

La Casa di Fiammetta è un edificio rinascimentale situato in Via degli Acquasparta, nel Rione Ponte, la cui storia è strettamente legata a quella della nota cortigiana fiorentina Fiammmetta Michaelis, che ne fu proprietaria. Giunta a Roma insieme alla madre Santa Cassini, che anche lei lavorava come meretrice, Fiammetta Michaelis iniziò a svolgere la sua stessa professione fin dal 1478, divenendo una delle donne più note e ritenute più belle dell'epoca, in contatto con numerose personalità di alto profilo. All'epoca, infatti, le cortigiane non solo erano di numero notevole a Roma, ma molte di loro, definite "cortigiane oneste", avevano un ruolo di primo piano nell'alta società. Diversamente altre potevano ricadere tra quelle "da lume o da candela", considerate di estrazione molto bassa e così chiamate perché usavano una candela per misurare il tempo della prestazione, "da gelosia o da impannata", che da dietro una finestra attiravano i clienti, e "domenicali"; che lavoravano nei giorni festivi.
Fiammetta era una ritenuta una "cortigiana onesta", quindi di stato sociale elevato, e divenne la favorita del Cardinale Iacopo Ammannati Piccolomini, noto umanista che, alla sua morte avvenuta nel 1479, decise di lasciare tutti i suoi beni proprio alla cortigiana. Per quanto ben introdotta potesse essere nella società romana del tempo, il fatto destò notevole scalpore e Papa Sisto IV Della Rovere decise di istituire un'apposita commissione per decidere come gestire il lascito ereditario del Cardinale Ammannati Piccolomini. Alla fine, si decise di assegnare alla "damigella di singolare beltà", "per amore di Dio e per provvederla di una dote", non la totalità degli averi del Cardinale, ma comunque ben quattro immobili. Si trattava, nello specifico, di una vigna con casino presso Porta Viridaria (porta del Passetto di Borgo più nota col nome di San Pellegrino, nel Rione Borgo), una casa con torre in Vicolo della Palma (strada soppressa nel 1925 per la costruzione della scuola elementare Alberto Cadlolo), una casa in Via dei Coronari tuttora esistente e la casa in questione, in Via degli Acquasparta.
L'edificio quattrocentesco è composto da due piani sormontati da un'altana e di fronte ha un porticato sorretto da colonne, e probabilmente Fiammetta Michaelis non vi abitò mai, preferendo la casa di Via dei Coronari. Questo edificio era invece dato in affitto, facendo ricavare alla cortigiana 26 ducati l'anno. Alla morte della cortigiana, avvenuta nel 1512, la casa passò in eredità al figlio Andrea, identificato nel testamento come "fratello", mentre la donna venne sepolta nella vicina Chiesa di Sant'Agostino, dove dal 1506 esercitava il patronato su una delle cappelle, a prova dell'importanza raggiunta nella società.
In ogni caso, il legame con questa sua proprietò fu stretto, almeno nella memoria popolare, al punto che già dalla carta di Roma di Giovanni Maggi (1625) la piazza adiacente all'edificio è chiamata "Piazza Fiammetta". L'identificazione della casa abitata da Fiammetta Michaelis è in parte ancora dubbia, e a optare per questo edificio è stato lo studioso Pasquale Adinolfi nel XIX Secolo. Tale identificazione, tuttavia, ha contribuito alla tutela dell'edificio, risparmiato negli sventramenti che hanno portato alla realizzazione della vicina Via Giuseppe Zanardelli e all'ampliamento di Via degli Acquasparta tra il XIX e il XX Secolo.
L'edificio, in ogni caso, fu acquistato nel XIX Secolo dalla famiglia Bennicelli che provvide a restaurarlo e, per questa ragione, vi pose il proprio stemma, ancora visibile.

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