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Serbatoio Idrico di Via Eleniana





Nel 1925 il Governatorato di Roma decise di riorganizzare la rete degli impianti idrici deputati all'approvvigionamento dell'acqua potabile e l'innaffiamento delle strade e dei giardini pubblici della Capitale. Raffaele de Vico, che aveva già realizzato il serbatoio di Villa Borghese nel 1923, fu incaricato di progettare il serbatoio di via Eleniana, nel Rione Esquilino; egli presentò un progetto di massima che fu anche pubblicato su Capitolium, ma i lavori non furono intrapresi.

Progetto di un grande serbatoio a Via Eleniana 1925

Il grande serbatoio si ispirava alle vicine rovine dell'acquedotto Claudio, la facciata principale era decorata da sette arcate inquadrate da fasce di tufo rustico, i lati brevi erano caratterizzati da sole tre arcate.

Progetto del serbatoio di Via Eleniana 1933

Nel 1933 fu commissionato al de Vico un serbatoio di dimensioni minori con la capacità di 2000 mc, alimentato dall'acqua Pia Antica Marcia per soddisfare i nuovi quartieri Appio Latino, Tuscolano, Casilino, Prenestino e Tiburtino.

Le vasche del serbatoio in costruzione nel 1933

Le vasche del serbatoio da una foto aerea al giorno d'oggi

L'impianto idrico fu costruito tra il 1933 e il 1934 in cemento armato dalla ditta Stoelker, è costituito da quattro grandi vasche circolari, poste ad un'altezza di 23 metri, sorrette ognuna da cinque pilastri di cemento armato. Due vasche contengono acqua potabile, le altre acqua per l'innaffiamento.

Il serbatoio terminato ancora privo della facciata esterna

Le facciate esterne hanno solo una funzione decorativa e furono costruite successivamente al serbatoio vero e proprio.
Sotto le vasche, un piano ospita i meccanismi di alimentazione e distribuzione dell'acqua. Il piano sottostante era destinato alla Mostra Augustea della Romanità, mentre il pianterreno era destinato a officina e magazzino.

Il serbatoio negli anni Trenta

Il progetto originale della facciata, 1933

La facciata principale corrisponde nell'architettura al primo progetto del 1925 ma risulta di dimensioni minori: tre sole arcate invece delle sette previste nel 1925, si è venuto a creare dunque un corpo di fabbrica cubico, simile ad un mausoleo romano, e si è persa la iniziale longitudinalità delle arcate che rimandava all'architettura della retrostante Aqua Claudia.

La facciata principale su Via Eleniana

La facciata è suddivisa in tre sezioni come quella di un acquedotto romano: arcate lunghe e strette sorreggono un attico bipartito. Le due arcate di laterizio, che alloggiano altrettante finestre, sono inquadrate da larghe fasce di bugne rustiche in tufo di Veio. In quella centrale si apre la porta d'ingresso, sormontata da una finestra ad arco e da un timpano in travertino.

Il portone d'ingresso

La fascia di tufo con le finestrelle circolari

Le due fasce laterali di tufo ospitano due piccole finestre tonde in travertino sovrapposte, chiaro rimando al vicino sepolcro di Marco Virgilio Eurisace, agli angoli un fascio littorio di travertino, ora scalpellato, raccordava le facciate contigue.

Particolare di una delle due fontane della facciata principale

Sempre lungo la fascia di tufo una fontana di travertino si trova al piano terra alloggiata in una nicchia decorata con conchiglie e rocaglie, l'acqua scorreva su un piano gradonato di marmo fino ad una vasca quadrangolare poggiata su gradini.

Particolare del progetto della facciata, 1933

Sopra le arcate si trova una fascia di laterizio in cui si aprono piccole finestre quadrate di travertino. L'attico è rivestito di tufo ed è decorato ai lati da una coppia di lesene di travertino fra cui si apre una piccola finestra. Sopra al timpano è presente l'iscrizione in bronzo SPQR ANNO MCMXXXIIII, e accanto vi era E F XII ma è stata rimossa.

Particolare dell'iscrizione

I prospetti laterali ripropongono lo stesso schema architettonico della facciata principale, fra le arcate di laterizio però ci sono delle strette lesene di tufo.

La facciata laterale

Dettaglio della facciata laterale

L' ingresso conduce ad una grande scala di pianta quardata che arriva fino all'attico ed è illuminata dalla grande finestra centrale.

La grande scala di ingresso al serbatoio illuminata dall'arcata centrale del prospetto


Un'altra scala interna esagonale conduce superiormente ai serbatoi. Quì sotto le vasche si trovano le grandi tubature che convogliano l'acqua.

Interno del serbatoio sotto una vasca



7 commenti:

  1. Stupendo bellissimo però adesso è da mettere apposto, grazie

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  2. Sorprendente e interessantissimo, grazie

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    1. Bellissima opra di pubblica utilita' realizzata in breve tempo ed a Regola d'ARTE come migliaia ne furono costruite durante il Ventennio dove imperano

      le 3 componenti VITRUVIANE..FIRMITAS UTILITAS VENUSTAS....SOLIDITA' UTILITÀ BELLEZZA...vergognoso fu l' asportazione sulla scritta inalto al monumento della seguente dicitura XII EF ..forse perché la politica politicante si vergogna di far sapere alle nuove generazioni quante e quali opere furono costruite in quel tempo !!!
      Veramente un comportamento da miserabili !!!

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    2. Nel 2023 dalle fogne...

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