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Statua dell'Abate Luigi


La statua dell'Abate Luigi si trova in Piazza Vidoni, nel Rione Sant'Eustachio. Questa statua venne rinvenuta nel XVI Secolo nelle fondamenta di Palazzo Vidoni e faceva probabilmente parte delle sculture che decoravano l'Hecatostylum, il Portico delle Cento Colonne. Essa raffigurava probabilmente un alto magistrato e risaliva all'età tardo Romana, ma la mancanza di un'identificazione precisa la fece ribattezzare ai Romani come "Abate Luigi", dalla somiglianza con un sagrestano della vicina Chiesa del Santissimo Sudario.
La strada venne posta in una strada oggi non più esistente, Vicolo dell'Abate Luigi, che passava lungo l'odierna Piazza Vidoni, e divenne una delle statue parlanti di Roma, ovvero quelle su cui i romani affiggevano sonetti satirici.
I versi del Tomassetti sul piedistallo della statua
I lavori che a partire dagli anni '70 del XIX Secolo portarono alla realizzazione di Corso Vittorio Emanuele II portarono anche allo smantellamento del Vicolo dell'Abate Luigi e la statua, su ordine del Principe Giustiniani Bandini, venne portata all'interno di Palazzo Chigi dove venne posta all'interno di una nicchia, quindi fu messa nel vestibolo di Palazzo Vidoni. In questo periodo, Giuseppe Tomassetti dedicò alcuni versi alla statua che oggi si leggono nel suo piedistallo: "Fui dell'Antica Roma un cittadino, ora Aabate Luigi ognuno mi chiama, conquistai con Martorio e con Pasquino, nelle satire urbane eterna fama. Ebbi offese, disgrazie e sepoltura, ma qui vita novella e alfine sicura".
La statua quando, prima del più recente atto vandalico, aveva ancora la testa
Nel 1924, la statua venne posta in Piazza Vidoni, lungo un muro della Chiesa di Sant'Andrea della Valle, nell'area dove sorgeva il Vicolo dell'Abate Luigi in cui era collocata fino ad alcuni decenni prima.
Più volta la statua è stata oggetto di atti vandalici, e nel 1966, per questa ragione, rispose tramite i versi che qualche romano affisse: "O tu che m'arrubasti la capoccia vedi d'ariportalla immantinente sinnò, voi vede? Come fusse gnente me manneno ar Governo. E ciò me scoccia"
Nel 2013 la statua parlante è stata nuovamente decapitata e, al momento, risulta priva di testa.



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