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Pontificio Collegio Pio Latino Americano



Il Pontificio Collegio Pio Latino Americano era un vasto edificio che si trovava nel Rione Prati, tra le Vie Federico Cesi, Ennio Quirino Visconti, Giuseppe Gioacchino Belli e Lungotevere dei Mellini, l'ingresso era situato in Via Giuseppe Gioacchino Belli n. 3.
Fu costruito tra 1884 e 1887 per volontà di Monsignor Mariano Soler, arcivescovo di Montevideo, egli aveva deciso di dare una nuova sede al collegio nel quartiere dei Prati di Castello, all'epoca ancora in costruzione, poichè il vecchio edificio dell'ex Noviziato dei Gesuiti di Sant'Andrea al Quirinale era stato requisito nel 1873 dallo Stato Italiano, rimandandone la presa di possesso a quando il collegio avesse trovato una nuova residenza.
Grazie all'appoggio di Leone XIII fu dunque intrapresa da monsignor Soler una campagna per la raccolta di fondi nei paesi latino americani, la progettazione del complesso fu affidata all'architetto Temistocle Marucchi.
I lavori iniziarono nel 1884 e terminarono nel novembre del 1887, l'inaugurazione del collegio avvenne il 30 maggio del 1888, la direzione fu affidata al gesuita Padre Santinelli.

Il Collegio Pio Latino Americano giunto quasi al termine della costruzione nel 1887

Per il grande palazzo Marucchi adottò il linguaggio rinascimentale: due avancorpi laterali, con tre finestre per piano, inquadravano la facciata su Via Belli, al pian terreno si aprivano ampie finestre architravate, accompagnate da quelle del mezzanino, sopra uno spesso cornicione si appoggiavano le finestre del piano nobile, sormontate da un timpano, superiormente si aprivano le finestre del secondo piano, infine una grande trabeazione terminava nell'attico.

Progetto originale di Temistocle Marucchi, 1884

Dalla facciata principale partivano tre corpi di fabbrica perpendicolari che si estendevano fino a Via Visconti, tra i quali erano compresi due vasti cortili quadrangolari porticati. Il corpo centrale conteneva lo scalone d'onore ed era occupato posteriormente dalla Chiesa di Maria Immacolata, utilizzata come cappella dell'istituto, decorata sontuosamente da splendidi affreschi.
Su Via Ennio Quirino Visconti le facciate si estendevano per soli due piani.
Lungo Via Federico Cesi si apriva un giardino di forma grossomodo triangolare.
Dalla grande terrazza si godeva un bel panorama sulla città, spesso i seminaristi vi passeggiavano leggendo il breviario o meditando.



Con l'apertura della nuova sede gli alunni iniziarono ad aumentare e si assestarono a fine ottocento sul centinaio ogni anno.
Il 1899 Papa Leone XIII convocò il primo Concilio Plenario dell'America Latina, che si svolse nella Cappella dell'Immacolata, cui parteciparono cinquantatre padri conciliari, tra vescovi e arcivescovi. Furono effettuate trentotto riunioni conciliari, di cui ventinove congregazioni generali e nove sessioni solenni.
Il 19 marzo del 1905 San Pio X elevò il collegio al titolo di Pontificio, segno dell'importanza raggiunta dall'istituto.
Nel 1908 il collegio celebrò con grande fasto i primi cinquant'anni dalla fondazione, furono invitati a Roma tutti gli ex alunni, e la messa pontificale fu presieduta il 21 novembre dal cardinale brasiliano Joaquin Arcoverde, primo ex alunno del collegio ad aver assunto la porpora cardinalizia.
Fino al 1917 1044 giovani dell'America Latina e delle Filippine vi avevano studiato.
L'anno accademico 1928-1929 erano iscritti 263 alunni.
Visto l'aumento progressivo delle domande di ammissione al collegio da parte delle diocesi sudamericane il 1927 fu benedetta la prima pietra del Collegio Brasiliano, a Villa Maffei, ultimato nel 1934.
Negli anni cinquanta gli alunni inviati dalle diocesi latinoamericane aumentavano sempre di più e molte domande dovevano essere respinte. Fu pensato dunque di costruire un nuovo collegio più moderno e di dimensioni maggiori, abbandonando il vecchio complesso di Prati.
Il 1958 furono solennemente festeggiati i primi cento anni dall'istituzione del collegio con la prima riunione della Conferenza Episcopale dell'America Latina svolta nel collegio.
Sarebbe stato più lungemirante costruire una sede distaccata piuttosto che effettuare un trasferimento completo in una nuova struttura, la spinta modernista del Concilio Vaticano II influì molto sulla decisione di sacrificare la vecchia sede.

Il Collegio Latino Americano nel PRG del 1908

I terreni prescelti furono quelli di Vigna Maffei, lungo la Via Aurelia, donati al collegio da Pio IX nel 1859 per le vacanze di fine settimana agli studenti.
Nel dicembre del 1960 Papa San Giovanni XXIII Roncalli effettuò la benedizione della prima pietra del futuro collegio, proggettato in forme modernissime da Julio Lafuente.
Nel 1962 il collegio fu abbandonato, e destinato alla demolizione.
Il 30 novembre del 1963 fu inaugurato il nuovo convento sulla Via Aurelia da Papa San Paolo VI Montini, che nel discorso raccomandò agli alunni di vivere lo spirito del Concilio Ecumenico e di esserne degni. Il nuovo collegio era chiaramente frutto dello spirito del concilio, basato sulle speranze sul futuro, sulla diffusione del cattolicesimo nel mondo, e in cui l'innovazione era più presente rispetto alla tradizione: c'erano trecento stanze per gli studenti, un piano intero dedicato ai gesuiti, un'altro ai prelati in visita a Roma, un'ultimo per le suore, le strutture erano modernissime con un'architettura semplice di cemento armato a vista, la cappella, per l'eccessiva modernità fu a volte criticata, per il carattere troppo asettico.
Come raccontò bene il rettore padre Gonzalez "Ci rendemmo conto di essere stati troppo ottimisti, numero dei seminaristi cominciò pian piano a diminuire. Stavamo attraversando anni di grande disorientamento. Si pensi che per riempire quell’edificio mastodontico ospitammo il Collegio Lombardo. Ci rendemmo conto, dopo alcuni anni, che era arrivato il momento di vendere la sede e trovarne una più piccola, più adeguata alla realtà. Fu così che nel 1973 il Pio Latino cambiò indirizzo di nuovo, stabilendo la sua definitiva residenza qui, in via Aurelia antica". Sostanzialmente l'operazione di cambiamento fu un disastro totale. 
A farne le spese fu il vecchio collegio di Prati e la sua bellissima Chiesa dell'Immacolata, che furono demoliti senza scrupoli.

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