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Madonna col Bambino e San Gaetano da Thiene

Edicola Sacra Sant'Andrea della Valle

In Piazza Sant'Andrea della Valle, nella parte compresa nel Rione Sant'Eustachio, è presente questa edicola sacra raffigurante la Madonna col Bambino e San Gaetano da Thiene risalente al XVIII Secolo.
 
Altri siti che ne parlano:

Pietre d'inciampo in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa

Via Dalla Chiesa pietre inciampo

 
In Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel Rione Prati, di fronte alla caserma della Legione allievi Carabinieri, sono presenti una serie di pietre d'inciampo che ricordano una serie di carabinieri deportati successivamente all'armistizio dell'8 Settembre 1943. L'Arma dei Carabinieri, vista come il corpo più fedele al Re, fu presa di mira dalla rappresaglia dell'esercito invasore della Germania nazista.
Delle tredici pietre d'inciampo situate in questo luogo, la prima ricorda infatti i 2.000 Carabinieri deportati nei campi di concentramento di Germania, Austria e Polonia, molti dei quali uccisi o morti per la fame e gli stenti.
Le altre sono rispettivamente dedicate a:
- Attilio Bellagamba (1922 - Wolfsberg 1944) 
- Giacomo Bocci (1918 - Dachau 1945) 
- Nicola Cicchiello (1924 - Wolfsberg 1944)
- Michele Croccuccio (1924 - Monaco di Baviera 1944)
- Nobilie Fimiani (1925 - morto nel Campo 3662 Monaco di Baviera)
- Luigi Ettore Marchetto (1924 - Wolfsberg 1944)
- Vito Marziliano (1923 - morto a Freising)
- Francesco Papeo (1924 - Wolfsberg 1944)
- Antonio Di Pietromicca (1925 - Graz/Puntigam 1945)
- Efisio Rosas (1908 - morto durante la tradotta nel 1943)
- Valdo De Santis (1924 - Campo 55 Austria 1945)
- Armando Zanco (? - Brundorf / Marburg 1944) 

Pietra d'inciampo in memoria dei 2.000 Carabinieri deportati

Carabinieri deportati pietra inciampo Prati

In Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel Rione Prati, di fronte alla caserma della Legione allievi Carabinieri, è presente una pietra d'inciampo che ricorda la deportazione di 2.000 carabinieri avvenuta dalla suddetta caserma. Si tratta di un raro caso di pietra d'inciampo cumulativa per un'intera categoria di persone.
L'Arma dei Carabinieri subì dure persecuzioni da parte dell'esercito della Germania nazista dopo l'armistizio dell'8 Settembre 1943, dal momento che era vista come il corpo più fedele al Re. 
La deportazione di massa dei Carabinieri, prelevati con la forza e sempre con la forza mandati nei campi in Germania, Austria e Polonia e molti dei quali morti a causa della fame e degli stenti o uccisi, fu di tale portata che non vi sono nemmeno numeri certi sulla sua entità: le fonti italiane parlano di un numero tra i 1.500 e i 2.000, mentre per le fonti tedesche sono oltre 2.000. 
Sotto la pietra in memoria dei Carabinieri ne sono poste altre, in memoria di membri dell'Arma deportati. Ricordano nello specifico: Attilio Bellagamba, Giacomo Bocci, Niccola Cicchiello, Michele Croccuccio, Nobile Fimiani, Luigi Ettore Marchetto, Vito Marziliano, Francesco Papeo, Antonio Di Pietromicca, Efisio Rosas, Valdo De Santis e Armando Zanco.