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Hotel Mediterraneo



L'Hotel Mediterraneo si trova in Via Cavour, all'angolo con Via Giovanni Amendola, nella parte della strada compresa nel rione Castro Pretorio.
Fu costruito nel 1936 da Maurizio Bettoja, proprietario alberghiero, al posto del precedente albergo Lago Maggiore, esistente dal 1880. Il progetto fu affidato a Mario Loreti che ne curò anche l'arredamento interno.
Nel 1933 lo stesso Bettoja aveva costruito l'adiacente Hotel Atlantico demolendo l'albergo Liguria di cui era sempre proprietario, il progetto era stato curato da Mario Loreti anche in questo caso.

Veduta di Via Cavour, da destra si vedono l'Albergo Continental, il Lago Maggiore e il Liguria.

Il rinnovamento delle strutture alberghiere avvenne in coincidenza con l'organizzazione dell'Esposizione Universale di Roma che doveva svolgersi nel 1942; tra i piani di opere pubbliche da realizzare per l'Esposizione c'era la costruzione della nuova stazione Termini che sarebbe stata la più grande stazione d'Europa. L'arretramento del fronte della stazione avrebbe comportato la creazione di un'immensa piazza, ulteriormente ingrandita dalla prevista demolizione di tutti gli isolati che davano su via Giolitti, anche i due primi edifici di Via Cavour sarebbero stati distrutti, il nuovo albergo avrebbe dunque costituito la nuova quinta scenografica su via Cavour, per questo motivo fu inserito nei piani dell'E42.
Ne fu dunque permessa la costruzione per un'altezza di cinquanta metri in deroga al piano regolatore e lo Stato espropriò l'edificio adiacente su Via Amendola per permettere un'estensione maggiore alla facciata su piazza dei Cinquecento.
L'edificio si sviluppa su undici piani ed è in pieno stile razionalista, le facciate di Via Cavour e Via Amendola sono ricoperte di travertino. I primi sette piani sono occupati da semplici finestre scandite da corniciature orizzontali e verticali. I due piani successivi sono incavati e le finestre sono inquadrate da pilastri modanati, somontati dal grande cornicione. Gli ultimi due livelli si sviluppano sopra alla grande cornice.

La grande hall vista dalla scala principale. 

Gli interni del piano terra furono decorati magnificamente di marmi, legni pregiati e busti di imperatori, a rimarcare la funzione imperiale assunta dall'Italia fascista. Ancora oggi l'arredo è quello originale, che è stato scrupolosamente custodito dalla famiglia Bettoja in questi anni, permettendo di assumere al Mediterraneo il primato di miglior esempio di albergo Art Decò presente a Roma.

Busto di Caracalla nella hall.

La reception è decorata da una boiserie in noce con ampie fenestrature di vetro,
tutta la hall è ricoperta di marmo bardiglio.

Mosaico con Ulisse e Telemaco.

A sinistra si trovano due ascensori sormontati da mosaici di Achille Capizzano che raffigurano la storia di Ulisse.



Superati quattro gradini si apre la sala comune decorata da grandi lampade e una raffigurazione a intarsio di legno sulla cappa del camino con Prometeo di Capizzano su disegno di Loreti.





Sul versante di Via Cavour si affaccia la sala delle Mappe, una parete ospita una grande mappa del Mar Mediterraneo circondata da segni zodiacali dipinta a tempera su pergamena da Capizzano, l'altra parete è occupata da un grande pannello intarsiato di legno con l'allegoria della Scrittura attraverso la Storia dello stesso artista. Tutta la sala è percorsa da un bel fregio in stucco con raffigurazioni marine.

Allegoria della Scrittura nella sala delle Mappe.

A destra della sala comune si affaccia il bancone del bar realizzato su progetto di Loreti con mosaici di Franco D'Urso e cristallo Venini. Sulla parete di sinistra del bar si trova un intarsio con un rebus posto all'ingresso della vecchia sala ristorante 21.




Dal bar si giunge nella sala colazioni di ispirazione marinaresca, dotata di travi di quercia sorrette da mensole a forma di sirene e tritoni, in basso corre una boiserie di legni intagliati. Due grandi lampadari circolari di bronzo decorati da sirene sono appesi al soffitto, sulle pareti delle appliques di bronzo con due sirene contribuiscono ad illuminare l'ambiente.



Particolare del lampadario centrale nella sala colazioni.
L'ultima sala è quella ristorante, decorata da da un mosaico con una scena di caccia di ispirazione medioevale di Achille Capizzano.




I lampadari in vetro di Murano furono realizzati dall'azienda Luigi Fontana e C. hanno variegate forme floreali. È pressente anche un grande lampadario disegnato dall'architetto Gustavo Pulitzer.



La scala principale è il capolavoro di Loreti, caratterizzata da monoblocchi di marmo calcatta autoportanti sovrapposto e balaustra di colonnine di marmo rosso levanto.


I corridoi dei vari piani sono decorati da tappeti e guide con onde e gli acronimi dell'Hotel Mediterraneo.



Anche gli arredi delle camere sono originali degli anni trenta.
L'hotel, attualmente è tuttora funzionante, con le sue 243 camere rappresenta ancora oggi il miglior esempio di struttura alberghiera degli anni trenta a Roma. Si tratta di uno uno dei numerosi hotel realizzati da Mario Loreti nella sua carriera di architetto, un percorso che lo ha visto specializzarsi in questa tipologia di struttura.



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