Stazione Termini



La Stazione Termini è il principale scalo ferroviario di Roma e la stazione più importante d'Italia per traffico di passeggeri, nonchè la più grande, con 32 binari.
Si trova nel Rione Esquilino, compresa tra le Vie Giolitti e Marsala e Piazza dei Cinquecento.
Dal 2000 al piano interrato ospita il Forum Termini, uno spazio per attività commerciali.
Il 23 dicembre 2006 è stata intitolata a Papa Giovanni Paolo II.

La Stazione Termini nel 1925

A partire dagli anni venti del Novecento l'Ufficio del Servizio Lavori delle FS cominciò ad elaborare vari studi per l'ampliamento della Vecchia Stazione Termini, ed alla fine fu deciso di ricostruire completamente una nuova stazione.
Nel 1925 fu affidato l'incarico ad Angiolo Mazzoni del Grande, direttore della direzione lavori delle FS, di curare il progetto della nuova stazione, egli elaborò tre diversi progetti tutti incentrati su una stazione sotterranea passante, in cui si sarebbero unite le linee ferroviarie che attraversavano la città, completamente interrate. Nel 1931 fu pubblicato il nuovo PRG, elaborato da Marcello Piacentini, che prevedeva la distruzione del fabbricato di Bianchi e la creazione di una stazione sotterranea, concordando con i progetti di Mazzoni precedenti.
Tuttavia la realizzazione della grande opera risultava troppo onerosa, e il progetto non ricevette alcun finanziamento; con la proclamazione dell'impero e la preparazione dell'E42, nel 1936, fu necessario avere una nuova stazione in tempi rapidi, Mussolini volle allora creare una grandiosa stazione come ingresso monumentale alla città e come capolinea della metropolitana che andava all'EUR, egli voleva che fosse la più grande stazione d'Europa.
Mazzoni elaborò a partire dal 1935 diciotto differenti schemi funzionali tutti incentrati sullo schema della stazione di testa, considerata all'italiana, nel dicembre del 1936 presentò il progetto definitivo. Tuttavia fu subito rifiutato perchè di stile troppo razionalista e poco monumentale, la stazione doveva essere invece "artisticamente nella millenaria tradizione architettonica di Roma".

Il primo progetto in stile razionalista della Stazione Termini

Infatti era prevista una grande vetrata in facciata, che lasciava vedere i colli albani sullo sfondo. Inoltre era stato sviluppato dal Mazzoni un concetto innovatore: l'uscita frontale per ottenere i minimi percorsi di uscita da tutti i binari, lo stesso valeva per i passeggeri in entrata.
Le ali avrebbero contenuto i servizi per i passeggeri in partenza, da un lato, e in arrivo, dall'altro.
La nuova stazione avrebbe avuto un lungo fronte di 232 metri retrocesso di due isolati rispetto alla vecchia infrastruttura, questo comportava la creazione di un'immensa Piazza dei Cinquecento, inquadrata lateralmente dai resti dell'aggere serviano, al centro della quale sarebbe stata scavata la grande stazione sotterranea della metropolitana.

Il progetto definitivo della nuova stazione

Il secondo progetto realizzato nel 1938 prevedeva una nuova facciata caratterizzata da un enorme colonnato monumentale dotato di 26 colonne binate giganti di travertino, con capitello corinzio, alte 18 metri che conduceva direttamente ai binari, attraverso un atrio di dodicimila metri quadri.

Il portico, gigantesco, avrebbe dovuto avere i soffitti a cassettoni

Il fabbricato con i servizi per le partenze era previsto nel corpo laterale di Via Principe di Piemonte (attuale Via Giolitti), con le ampie biglietterie, il locale bagagli in partenza, il grande Ristorante con l'enorme Cappa Mazzoniana alta 10 m e larga 15, rivestita di marmo Breccia Medicea. Le volte dei fabbricati  erano a crociera, in laterizio, ispirate all'architettura di Roma antica. Grandi finestre ad arco illuminavano entrambi i lati del fabbricato.

La grande cappa del Ristorante nel fabbricato partenze

Al primo piano si susseguivano vasti saloni di rappresentanza per conferenze, banchetti e feste, all'estremità anteriore era posto uno splendido un portico circolare con fontana.
Il lungo corridoio porticato interno, di 364 m, che collegava tutti gli ambienti del primo piano si sarebbe chiamato "passo di ronda", era tutto ricoperto di travertino, con voltine a botte.


Le facciate erano completamente rivestite in travertino, caratterizzate da una serie di grandi archi, dell'altezza di due piani, tagliati a metà da una pensilina, sovrastati da un'altra fila di archi più piccoli. Alcuni autori hanno visto in questo schema un richiamo agli antichi acquedotti romani.

Il fabbricato partenze in Via Giolitti
Oltre l'edificio del ristorante, e il sottopassaggio per le macchine, si trovava la nuova entrata per la linea delle Ferrovie Laziali, cui afferiscono i cinque binari, dal 25 al 29. La facciata è liscia e rivestita di travertino.


Inoltre era prevista una enorme chiesa sotterranea dedicata a San Francesco e Santa Caterina da Siena, Patroni d'Italia, con colonne di marmo e rivestimenti in marmi pregiati.


Il fabbricato degli arrivi, lungo circa un chilometro, era posto in Via Marsala, comprendeva i servizi postali e di dogana, la monumentale Sala Reale, l'unica non realizzata, e i servizi bagagli in arrivo.
La sala Reale avrebbe avuto un portico di sei colonne giganti, affacciato su Via Marsala, da quì una nuova strada avrebbe condotto all'Università La Sapienza mettendo in comunicazione i due edifici.

Una delle gallerie adibite al passaggio dei carrelli che trasportavano i bagagli

Le due ali erano collegate da un sistema di passaggi sotterranei con tre diversi livelli interrati, da utilizzare per i carrelli contenenti i bagagli, i primi due piani. Il terzo piano interrato era riservato ai sottoservizi, ospitava le condutture del riscaldamento, acqua, elettricità e il gas.


Inoltre lungo Via Principe di Piemonte era prevista la cabina apparati centrali, da dove si sarebbe controllato tutto il traffico della stazione.
Accanto all'edificio vi era un grande serbatoio idrico a torre, rivestito di travertino, verso Santa Balbina. Un'altro serbatoio gemello si trovava lungo Via Marsala.

La centrale termica di ispirazione futurista



Poco oltre si elevava una enorme centrale termica, con i dormitori per gli addetti delle ferrovie, verso il Tempio di Minerva Medica, in stile razionalista, punteggiata di piccole finestre per l'altezza di sette piani. Oggi il grande edificio ospita alcune sedi e il dormitorio della Polfer.

Progetto della Stazione Termini su Via Principe di Piemonte, oggi Via Giolitti

I lavori di costruzione dei due fabbricati laterali cominciarono il 16 febbraio 1938 con la demolizione delle strutture esistenti, capannoni e magazzini, inaugurata in quello stesso giorno da parte di Mussolini in persona.
Il progetto definitivo fu approvato il 3 febbraio 1939, mentre i lavori di demolizione  erano già in corso d'opera.

Lavori di fondazione del corpo laterale in Via Principe di Piemonte nel 1939

Lavori in Via Pricipe di Piemonte nel 1940

Dopo aver distrutto le vecchie costruzioni iniziarono i cantieri di fondazione delle nuove strutture lungo le due vie, fino al livello di tre piani interrati.

Lavori in Via Marsala nel gennaio del 1940

In via Marsala furono anche abbattute le antiche arcate dell'acquedotto Felice, che fu ricostruito con una condotta interrata, l'innesto con l'Arco di Sisto V avviene brutalmente con la lunga stecca di due piani dell'ala di stazione che lo lambisce.



I lavori di costruzione della Stazione Termini in Via Principe di Piemonte nel 1940

Nel 1942, nonostente le ristrettezze economiche della guerra, erano state praticamente completate le ali laterali, le cosiddette ali Mazzoniane, con la struttura interna in cemento armato ma rivestite da lastre di travertino.

Il fabbricato partenze in Via Giolitti

Quella in Via Giolitti, destinata alle partenze, con le biglietterie e il ristorante, il grande edificio degli impianti tecnici, il serbatoio d'acqua e la centrale termica.

L'ala della stazione in Via Marsala

Lungo i binari erano complete le pensiline, mentre mancava solo il Padiglione Reale sul versante di Via Marsala, dove era invece terminato il fabbricato degli arrivi.

La biglietteria nell'Ala Mazzoniana nel 1942

Le fondamenta del grande colonnato della facciata erano state in parte realizzate, mentre in una zona periferica di Roma furono eretti dei modelli del porticato in dimensioni naturali. I capitelli con semplici volute non piacquero molto, furono allora rielaborati decidendo di raffigurarvi delle sculture affidate a Francesco Coccia e Quirino Ruggieri.
I capitelli delle colonne del Padiglione Reale furono invece affidati allo scultore Bruno Giugliarelli.

Riproduzione dal vero del portico monumentale

Era iniziata anche la demolizione della vecchia stazione di Salvatore Bianchi.
L'impegno sempre maggiore nella guerra portò il governo a ordinare l'interruzione dei lavori alla fine del 1942.

Nuova e vecchia stazione Termini si fronteggiano nel 1942, al momento della sospensione dei lavori

Nel 1946 il Ministero dei Trasporti varò una commissione d'inchiesta per valutare il completamento della stazione da un punto di vista economico e funzionale, andava infatti terminata per il Giubileo del 1950, il cui risultato fu quello di sopprimere il colonnato e di spostare tutti i servizi, tra cui ristorante e biglietteria, nel nuovo edificio di testata previsto su Piazza dei Cinquecento, sconvolgendo i piani di Mazzoni.
Nel 1947 fu dunque indetto un concorso per completamento della stazione, vinto ex aequo da Montuori e Vitellozzi che furono chiamati ad elaborarne un'altro assieme.
Il progetto finale prevedeva l'atrio biglietteria, su Piazza dei Cinquecento, il grande fabbricato frontale, di cinque piani, la galleria di testa, che connetteva le ali Mazzoniane con il nuovo edificio, e il ristorante.


La stazione fu solennemente inaugurata il 20 dicembre del 1950 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, con la moglie, il Presidente del Consiglio De Gasperi e ministri del Governo.


La pensilina dell'atrio, il cosiddetto dinosauro, riscosse da subito un grande successo, ed è considerata ancora oggi un esempio emblematico dell'architettura Italiana degli anni cinquanta.

La nuova libreria della stazione è stata realizzata nel 2000

La stazione è stata profondamente ristrutturata negli anni novanta in occasione del Giubileo del 2000 con la creazione del Forum Termini, ed il restauro dell'Ala Mazzoniana su Via Giolitti.
Tale operazione ha tentato di riqualificare un luogo che per tanti anni era stato segnato dal degrado più assoluto, con la presenza di molti sbandati e tossicodipendenti.

Il Forum Termini occupa il piano interrato della stazione

Il Forum Termini è situato al livello sotterraneo, i suoi quattordicimila metri quadri sono destinati ad attività commerciali, tra cui va menzionata la libreria Borri Books, la più grande di Roma, che ha un piano interrato, un piano terra direttamente nell'atrio biglietteria e un piano rialzato.

Il passo di ronda, dell'Ala Mazzoniana, conserva il fascino metafisico dell'architettura razionalista

L'Ala Mazzoniana, comprendente la vecchia biglietteria mai entrata in funzione, con le sue belle volte a crociera in mattoni, ed altri ambienti dedicati alle partenze, è stata ristrutturata per ospitare attività commerciali e servizi di pubblica utilità.

La vecchia biglietteria di Mazzoni ospita un negozio di abbigliamento


Al primo piano è stata aperta la Gate Termini Art Gallery, un vasto spazio espositivo per mostre ed eventi, nelle vecchie sale conferenze rivestite di marmi pregiati. Vi si è tenuta una grande mostra su Guercino nel 2000.

La Terrazza Termini

Nel 2012 sono iniziati i lavori per creare una galleria commerciale sopra i binari, la Terrazza Termini, inaugurata nel 2016 e nel 2018, sviluppata su cinquemilaottocento metri quadri, offre tanti punti di ristoro per i passeggeri, nonchè il lounge Italo Club, riservato ai passeggeri di prima classe.
Dalla grande vetrata si offre la vista sui binari e le ali mazzoniane.

La vista sui binari dalla Terrazza  Termini

Nel 2016 è stato inaugurato lungo l'Ala Mazzoniana, nello spazio dell'ex Dopolavoro Ferroviario, in origine Ristorante del fabbricato partenze, il Mercato Centrale di Roma, un'ampio spazio dedicato alla gastronomia e a prodotti di qualità.

Le porte originali, risalenti agli anni quaranta, che consentivano l'ingresso al Ristorante, oggi Mercato Centrale

Il mercato è strutturato tutto intorno alla enorme Cappa Mazzoniana, rivestita di marmo. Al piano ammezzatto è situato il ristorante Scabeat, dello chef Davide Scabin, posto proprio sotto alle volte in mattoni.

Il Mercato Centrale nell'antico Ristorante

Il 20 febbraio 2020 è stato aperto l'Open Colonna Bistrò, ristorante dello chef Antonello Colonna.
Il locale è situato nella sala dell'ex deposito bagagli del fabbricato partenze, adiacente alla galleria di testa, una grande stanza quadrangolare con volte a crociera, ricoperta su tutta la superficie a tessere di mosaico.
Il locale ha 120 coperti e vi si può accedere da Via Giolitti, dal binario 24 e dalla Terrazza Termini.

L'Open Colonna Bistrò
Nel 1897 lungo Via Marsala don Luigi Di Liegro aprì l'ostello e la mensa per senzatetto nei locali messi a disposizione dalle Ferrovie dello Stato. Il 2002 nacque l'Help Center, mentre il 2006 fu aperto lo spazio in Via Marsala 95, oggi Binario 95. Nel 2010 è stato ristrutturato dalla Caritas l'intero complesso di Ostello e Mensa, un'ultima ristrutturazione è stata effettuata per il Giubileo della Misericordia nel 2015, in cui è stata realizzata la Porta Santa della Misericordia.



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