Via Cavour



Via Cavour è un'importante strada di Roma, che passando nel territorio dei Rioni Monti e Castro Pretorio collega attualmente Piazza dei Cinquecento, la piazza su cui sorge la Stazione Termini, a Via dei Fori Imperiali.
Prima che Roma venisse annessa allo Stato Italiano, l'abitato del Rione Monti si limitava grossomodo al Colosseo, le Chiese di San Francesco di Paola, di San Martino ai Monti e la Basilica di Santa Maria Maggiore, limite oltre il quale le case, che nella zona erano generalmente di pochi piani, terminavano e iniziava una zona adibita a Vigne.
Per attraversare le strette vie del Rione, esistevano diverse strade che avevano come punto focale Santa Maria Maggiore, come Via Panisperna e la strada Felice, oggi nota con i nomi di Via Sistina, Via delle Quattro Fontane, Via De Pretis, aperte alla fine del XVI Secolo sotto il Pontificato di Sisto V Peretti (1585-1590). All'interno del Rione, le strade erano generalmente strette e tortuose, e per questa ragione oltre a Sisto V anche altri Papi avevano aperto nuove strade, come Clemente XII Corsini (1730-1740), che aprì Via Clementina.

L'attuale Via Cavour tracciata sulla Mappa di Roma di Giovanni Battista Nolli del 1748

Nel 1863 nell'area che gravita intorno al Rione Monti, nello specifico nel grande Piazzale di Termini nei pressi delle Terme di Diocleziano, venne aperta la Stazione Termini dal Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878), che divenne un importante punto d'attrazione per la città.
Pochi anni dopo, nel 1870, quando i Piemontesi entrarono a Roma e la città divenne la Capitale del nuovo Stato Italiano, tra i diversi mutamenti urbanistici che furono attuati si decise anche di aprire una strada che collegasse meglio la Stazione Termini.

Il piano Regolatore di Roma del 1883, in cui sono visibili i mutamenti urbanistici del periodo

Nel 1871 la nuova amministrazione Comunale di Roma decise di urbanizzare l'area a est e sud-est del Rione Monti, dove sorgeranno i Rioni Esquilino e Castro Pretorio, in quello che veniva chiamato Quartiere Esquilino. Il primo Agosto 1873, il Consiglio Comunale decise in una seduta i nomi da assegnare a 47 strade della zona da edificare: tra queste si deliberò anche di dedicare una strada a Cavour, il Primo Ministro del Regno di Sardegna considerato tra gli artefici dell'Unità d'Italia, da realizzare nel Quartiere Esquilino.
Presto iniziarono diversi preparativi per realizzare la nuova arteria, come l'esproprio dei terreni di Villa Montalto e la convenzione tra il Comune di Roma, che avrebbe realizzato la strada, e tra la Banca Italiana di Costruzione di Genova, la Compagnia Commerciale Italiana, e la Compagnia Fondiaria Italiana che si fusero dando vita all'Impresa dell'Esquilino, deputata alla costruzione degli edifici lungo l'arteria, nella cosiddetta zona I di lottizzazione

Il primo tratto di Via Cavour, con il Casino Felice e, in fondo, la vecchia Stazione Termini, 1885

La prima tratta ad essere realizzata, nel 1872-3, fu quella tra la Stazione Termini e Piazza dell'Esquilino, tra Via Torino e Via Principe Amedeo, rimase l'ultimo lacerto della Villa Montalto Massimo contenente il Casino Felice.

Il primo tratto di Via Cavour in una mappa del 1878 edita dalla libreria Spithover, si noti la presenza del Casino Felice di Villa Montalto

Nel 1886, iniziarono i lavori per realizzare, parallelamente a Via Nazionale, la nuova tratta di Via Cavour, che partiva da Piazza dell'Esquilino, fatto che nel 1883 era stato riconfermato dal piano regolatore, in cui si era deciso di tracciare in prossimità della grande curva di Via Cavour, presso la Chiesa dei Santi Anna e Giacchino, anche una sua derivazione, Via Lanza, che raggiungesse l'area di San Martino ai Monti.
La nuova Via Cavour avrebbe dunque collegato la Stazione Termini all'area del Foro Romano.
In questo modo, il Rione Monti subì uno sventramento che non mutò il centro del Rione ma che ne alterò in gran parte l'assetto urbanistico, soprattutto dopo che a partire dal 1883 era iniziata la realizzazione di un'ulteriore strada, Via Giovanni Lanza, che dalla grande circa di Via Cavour raggiungeva Piazza Vittorio Emanuele, cuore del nascente Rione Esquilino.
Gli edifici costruiti lungo la nuova strada furono edifici diversi da quelli che sorgevano nell'area: non più le case basse che caratterizzano il Rione Monti, ma edifici di circa 6 piani, realizzati nel tipico stile eclettico di fine Ottocento.

Il primo tratto di Via Cavour, con Palazzo Giolitti, a sinistra

Tra gli esempi maggiori possiamo citare Palazzo GiolittiPalazzo Besi e Palazzo Giorgioli, di fronte a quest'ultimo Casa Pisani.
Lo sviluppo della strada proseguì tuttavia fino agli inizi del XX Secolo: Palazzo Rocchi, opera anch'essa di Carlo Busiri Vici, risale infatti al 1888, mentre Palazzo Saccomanni risale al 1906, su architettura di Giovanni Battista Milani.
In questa strada sorse anche una delle tre sedi del Caffè Piccarozzi, nota nello specifico per la sua attività di pasticceria e gelateria, mentre dal 1878 è presente l'Hotel Massimo d'Azeglio, fondato dalla famiglia Bettoja.
L'arteria, vista la sua posizione che ne fa un collegamento con la Stazione Termini, ha favorito nel tempo la nascita di numerosi alberghi. Il primo edificio di Via Cavour ospitava l'Albergo Continental, inoltre erano presenti il Lago Maggiore e il Liguria. All'angolo con Via Farini esisteva l'Albergo e Pensione Umbro-Sabini.
Sempre alla fine del XIX Secolo, al civico 37 della strada ebbe sede lo studio fotografico Pane.
Nel 1919 un circolo del Partito Repubblicano che si trovava al civico 313, oggi assorbito da Largo Corrado Ricci, probabilmente si tratta del locale oggi ospita il ristorante Massenzio, ospitò la prima riunione di cui si ha testimonianza di quello che sarebbe diventato il Partito Nazionale Fascista, cui partecipavano solamente poche persone, non a caso erano ospiti di un altro partito.
Dal punto di vista urbanistico, fino agli anni '20 Via Cavour si interrompeva bruscamente arrivando al quartiere di Via Alessandrina, dove di fatto la grande arteria andava ad inserirsi in un meandro di vicoli dalla viabilità non semplicissima. Un problema urbanistico che venne affrontato con diversi progetti, compreso quello di prolungare la strada facendola passare sotto al Campidoglio con un traforo facendola sbucare così tra l'Ara Coeli ed il Vittoriano. La soluzione applicata per risolvere questo tema urbanistico fu però poi differente.

Il progetto di traforo sotto al Campidoglio

Il destino di Via Cavour cambiò nettamente durante il Fascismo, periodo nel quale tra il 1924 ed il 1932 furono operate numerose demolizioni nell'area dei Fori che portarono, il 28 Ottobre 1932, all'inaugurazione della nuova Via dell'Impero, oggi Via dei Fori Imperiali. Se Via Cavour prima da Termini raggiungeva un quartiere fatto di vicoli e stradine, da quel momento raggiunse un'importante arteria di scorrimento.
Nel 1937 infatti fu aggregato anche a Via Cavour lo spazio risultato dalla soppressione di Via dei Pozzi, nell'area dei Fori.
Tra il 1938 ed il 1942, su architettura di Mario Loreti, venne realizzato in stile Art Deco l'Hotel Mediterraneo, originariamente progettato con lo scopo di ospitare i visitatori dell'Esposizione Universale che avrebbe dovuto avere luogo a Roma nel 1942.
Via Cavour si trasformò quindi ancora di più in una grande strada di scorrimento.

Il negozio di articoli sanitari D'Alena, in Via Cavour

Oggi è una strada che fa da porta d'ingresso a Roma per i numerosi turisti, e non solo, che dalla Stazione Termini arrivano a Roma e si recano a piedi verso il centro. Questo la rende strategica per il commercio, e per questa ragione i negozi non mancano.
Ad esempio le librerie: in questa strada si segnalano la Libreria Politecnica, e vi sono esistite anche una Arion, la Libreria La Bancarella, la Libreria Cultura Religiosa e la UFO.
Nella strada sono inoltre presenti l'Istituto Parificato Bambin Gesù e l'Istituto Tecnico Leonardo da Vinci.

Il ristorante pizzeria La Base, in Via Cavour

Con la parziale pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali, avvenuta nel 2013, il ruolo di strada di scorrimento di Via Cavour è divenuto più simile a quello del suo impianto originario, precedente a Via dei Fori Imperiali.

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