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Via di Villa Montalto


Via di Villa Montalto è una strada del Rione Castro Pretorio, posta tra Via del Viminale e Via D'Azeglio.
La strada - oggi una strada privata - è difficile da individuare, in quanto percepita quasi più come un cortile tra i due palazzi: dal lato di Via del Viminale è inoltre preceduta da un arco con apposito cancello e una piccola scalinata.
L'origine della strada risale al 1911 (verbale), quando il Consiglio Comunale decise di dare il nome di Via Francesco Carrara "alla via privata che unisce Via del Viminale a Via D'Azeglio, tra Via Principe Amedeo e Via Principe di Piemonte", dedicandola dunque al giurista e politico Francesco Carrara (Lucca 1805 - Lucca 1888). Oggi, per la cronaca, Via Principe di Piemonte non ha più questo nome, bensì si chiama Via Giovanni Giolitti, e tra le due strade è sorta Via Giovanni Amendola, oltre a Piazza dei Cinquecento, che ha cambiato dimensioni rispetto all'epoca.
Nel 1920, tuttavia, il nome di Francesco Carrara venne dato a quello che si chiamava Vicolo dei Bagni, nell'attuale Quartiere Flaminio, e la strada originale rimase senza nome. Il fatto che la strada rimase senza nome ci lascia pensare fosse trattata alla stregua di un cortile privato, fatto confermato dallo stesso verbale relativo al 1920, in cui la strada viene definita "un cortile privato presso Via Viminale".

Tuttavia, nel 1931, alla strada venne di nuovo dato un nome: Via di Villa Montalto, toponimo ancora oggi in vigore e messo per commemorare l'antica Villa Peretti Montalto Massimo, voluta dal Cardinale Felice Peretti nel 1570, prima di essere eletto Papa con il nome di Sisto V: la Villa fu poi abbattuta nei lavori che hanno portato allo sviluppo e all'urbanizzazione dei Rioni Castro Pretorio ed Esquilino.
La sorte della strada fu comunque quella di rischiare la soppressione a causa della sua singolare conformazione. Nel verbale di una delibera del 1978 il nome di Via di Villa Montalto risulta infatti elencato tra le strade da sopprimere, proprio perché "chiusa al pubblico transito". Tuttavia, la strada risulta anche depennata da tale elenco, e quindi salvata dal concreto rischio di soppressione.



Suburbio Portuense

Il Suburbio Portuense si trova lungo la Via Portuense, dalla quale prende il nome, nel tratto successivo a quello dove sorge l'omonimo Quartiere. La zona sorge anche lungo la collina di Monte Cucco, sede nell'arco dei secoli di numerosi casali.
Gran parte del Suburbio è occupato dall'area del Trullo, luogo che prende il nome da un antico sepolcro Romano detto il Trullo dei Massimi e che fu sede di una Chiesa durante il Medioevo. In quest'area nacque, nel 1940, una borgata, nota inizialmente come Villaggio Costanzo Ciano e cui poi, nel 1944, venne cambiato il nome in Borgata del Trullo. L'insediamento ancora oggi mantiene la propria autenticità, e negli anni è stata decorato con opere di streetart.
Nel 1915, nacque in questo territorio anche un piccolo agglomerato spontaneo: la Borgata Petrelli, costituita da alcuni emigranti abruzzesi che lasciarono la loro terra in seguito al terremoto della Marsica e che si stanziarono in un piccolo borgo rurale del Settecento che qui si trovava.
Nel Suburbio si trova poi anche la zona La Parrocchietta, situata su una collina a Nord del Trullo e che deve il proprio nome alla Torre della Parrocchietta, una struttura Ottocentesca.
Il Suburbio inizialmente era legato dal punto di vista dei collegamenti urbani soprattutto alla Via Portuense, ma la costruzione negli anni Settanta ha reso la zona - e le aree limitrofe - meglio collegate all'Eur.


Borgate:
Trullo

Borghetti:

Casali:
Casale Ascenzi
Casale degli Inglesi

Catacombe:
Catacombe di Generosa

Chiese:
Cappella Gesù Maestro della Casa Generalizia Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro
Santa Maria del Rosario
Santa Maria del Rosario di Pompei alla Magliana
San Raffaele Arcangelo

Fermate della Metropolitana:
Magliana (FR1)

Ponti:
Ponte della Magliana

Siti Archeologici:
Torraccio dei Massimi

Torri:
Torre Righetti

Ville:
Villa Kock

Suburbio Tor di Quinto



Il Suburbio Tor di Quinto si estende a nord dell'omonimo quartiere: entrambi, infatti, sono nati dal precedente Suburbio Parioli, che si estendeva nell'area a nord del Tevere all'altezza di Ponte Milvio.
Il nome Tor di Quinto deriva da una torre situata al Quinto miglio di distanza da Porta Ratumena.
Una buona parte dell'attuale Suburbio Tor di Quinto è nota ai più con il nome di Grottarossa o, più genericamente, come Cassia, per via dell'omonima strada consolare che passa dal Suburbio. Parte del territorio è occupata dalla grande tenuta dell'Inviolatella Borghese.

Chiese:
Cappella di Villa Ronconi
Santa Rosa da Viterbo

Parchi:
Parco dell'Inviolatella Borghese

Ville:
Villa Ronconi

Quartiere Lido di Castel Fusano



Il Quartiere Lido di Castel Fusano è uno dei tre cosiddetti quartieri marini di Roma, situati sulla riva del Mare Tirreno, separati dagli altri Quartieri.
La zona, distante da quella che era l'antica Ostia a causa dell'avanzare della linea marittima, fu per secoli una palude, nella quale sorgevano alcune saline.
Nel 1884 un consorzio di Romagnoli ed abitanti della città di Ravenna si occuparono della bonifica dell'area, che a partire dagli anni Venti del Novecento venne urbanizzata, a tal punto che nel 1933 fu istituito il Quartiere Lido di Roma, poi scorporato in tre diverse parti nel 1961, tra cui il Lido di Castel Fusano.
Quest'area fu da sempre principalmente occupata dalla pineta più ancora che dall'abitato, e questo fatto la contraddistingue dagli altri due quartieri marini, inoltre vi è una forte presenza di stabilimenti balneari, anche dotati di importanti architetture, come il Kursaal.
Nel 1949 arrivò proprio in questa zona quella che poco più di dieci anni prima fu progettata come Via Imperiale e divenne, invece, Via Cristoforo Colombo.

Parchi:
Parco della Pineta di Castel Fusano

Siti Archeologici:
Villa di Plinio

Stabilimenti balneari:

Quartiere Lido di Ostia Levante



Il Quartiere Lido di Ostia Levante è uno dei cosiddetti Quartieri Marini di Roma, i tre quartieri che, distanti dagli altri trentadue, sorgono sulla riva del Mare Tirreno.
L'area in cui si trova l'odierno Lido di Ostia non è la stessa in cui sorgeva la città Romana di Ostia, i cui resti, ben conservati e visitabili, si trovano nella Zona Ostia Antica: l'attuale Lido, infatti, si formò con lo spostamento della linea marittima nei secoli successivi all'Antica Roma e, per molto tempo, fu una palude, occupata in parte da saline.
Nel 1884 iniziò la bonifica dei terreni ad opera dell'Associazione Generale Operai e Braccianti del Comune di Ravenna, che si stanziarono nei pressi di Ostia Antica ed iniziarono la bonifica dell'area.
Negli anni Venti del Novecento, il Fascismo volle trasformare la zona litoranea nel Lido di Roma, iniziando così la costruzione del Lido di Ostia, che nel 1925 venne collegato da una linea ferroviaria al centro di Roma, lungo il litorale furono costruiti eleganti villini.


L'area dell'attuale Lido di Ostia Levante fu in gran parte quella che era pensata come centro amministrativo del nuovo Lido: vi sorsero ad esempio, sempre negli anni Venti, i Palazzo del Governatorato, la sede degli uffici amministrativi del Comune di Roma ed oggi sede del X (ex XIII) Municipio, la Stazione ferroviaria di Ostia Mare, oggi non più esistente, e la Chiesa di Santa Maria Regina Pacis, progettata da Giulio Magni.
Lungo la spiaggia furono realizzati alcuni stabilimenti balneari, fra i quali il primeggiava il grande e monumentale Stabilimento Roma, che era diventato il simbolo di Ostia stessa.
Nel 1933 venne istituito formalmente il Quartiere Lido di Roma.
I lavori di urbanizzazione del Lido erano ancora in corso quando lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale li portò ad interrompersi: solo negli anni Sessanta questi ripresero.

Ostia Levante nel PRG del 1931-1936

Nel 1961, il Quartiere del Lido di Roma fu diviso in tre nuovi Quartieri: Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante e Lido di Castel Fusano.
Il Lido di Ostia Levante rappresenta la parte a Levante e grossomodo centrale tra i tre quartieri del Lido.

Borghetti:
Borghetto dei pescatori 

Chiese:

Palazzi:
Palazzo del Governatorato

Stabilimenti balneari:


Stazioni ferroviarie:
Stazione Lido Centro
Stazione Stella Polare

Quartiere Lido di Ostia Ponente




Il Quartiere Lido di Ostia Ponente è uno dei cosiddetti Quartieri Marini di Roma, i tre quartieri che, distanti dagli altri trentadue che sono intorno al centro di Roma, sorgono sulla riva del Mare Tirreno.
La zona in cui si trova il Lido di Ostia non è la stessa in cui sorgeva la città Romana di Ostia, i cui ruderi sono situati nella Zona Ostia Antica: quest'area, infatti, si formò con l'avanzare della linea marittima nei secoli successivi all'Antica Roma e, per molto tempo, fu una palude, occupata in parte da saline.
Nel 1884 iniziò la bonifica della zona, ad opera dell'Associazione Generale Operai e Braccianti del Comune di Ravenna, che si stanziarono soprattutto nei pressi di Ostia Antica ed iniziarono la bonifica dell'area.
Negli anni Venti del Novecento, il Fascismo volle trasformare la zona litoranea nel Lido di Roma, iniziando così la costruzione del Lido di Ostia, che nel 1927 venne collegato da una stazione ferroviaria al centro di Roma.

La Colonia Marina Vittorio Emanuele III

Nel 1933 venne istituito formalmente il Quartiere Lido di Roma.
I lavori di urbanizzazione del Lido erano ancora in corso quando lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale li portò ad interrompersi: solo negli anni Sessanta questi ripresero.
Nel 1961, il Quartiere del Lido di Roma fu diviso in tre nuovi Quartieri: Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante e Lido di Castel Fusano.
Il Lido di Ostia Ponente rappresenta la parte a Ponente e più settentrionale del Lido, più vicina alla foce del Tevere, caratterizzata dall'imponente mole dell'ex Colonia Marittima Vittorio Emanuele III, progettata da Vincenzo Fasolo.

Architetture Civili:
Ex Colonia Marina Vittorio Emanuele III
Ex Meccanica Romana

Chiese:
Cappella della Colonia Marina Vittorio Emanuele III
Santa Monica
Nostra Signora di Bonaria

Siti Archeologici:
Faro Romano

Statue e monumenti:


Targhe:

Torri:
Tor Boacciana
Tor San Michele

Quartiere Europa

Il Quartiere Europa a Roma viene chiamato molto raramente, se non meno, con questo nome ufficiale: per tutti, infatti, è l'EUR.
Per molti anni la zona, molto piccola e situata tra la Via Ostiense e la Via Collatina, è stata una semplice zona di campagna, legata soprattutto alla vita della vicina Abbazia delle Tre Fontane.
La storia di questo territorio, tuttavia, cambiò radicalmente quando nel 1935 Giuseppe Bottai suggerì a Benito Mussolini l'idea di una grande Esposizione Universale da tenersi a Roma. Subito si decise come anno il 1942, in occasione del ventennale della Marcia su Roma, ed il Bureau International des Expositions accettò la proposta.
Per la zona dove svolgere l'esposizione, furono presi in considerazione le pendici di Monte Mario, dove era stato costruito il Foro Mussolini, odierno Foro Italico, e Villa Borghese, ma alla fine si optò per la zona vicino alle Tre Fontane, che posta in direzione del mare era funzionale anche alla retorica del tempo che voleva far espandere l'abitato di Roma in direzione del Tirreno ed unirla ad Ostia. L'area fu scelta definitivamente il 16 Dicembre del 1936.

Affresco dell'E42

Iniziarono poco dopo i lavori per l'Esposizione, che presto prese il nome di E42.
Gli operai che furono sistemati al cantiere vennero alloggiati in un apposito villaggio lungo la Via Laurentina, e la direzione dei lavori fu affidata agli architetti Marcello Piacentini, Giuseppe Pagano, Ettore Rossi, Luigi Vietti e Luigi Piccinato: lo stesso gruppo che aveva, pochi anni prima, realizzato la Città Universitaria, progetto per certi versi simile.
Il progetto non si limitava a prevedere i padiglioni legati all'Esposizione, ma incluse anche numerose architetture a carattere permanente. Fu prevista, e si iniziò a tracciare, una nuova arteria, la Via Imperiale, che collegava l'E42 al Centro di Roma, congiungendosi alla Via dell'Impero.
La struttura urbanistica fu progettata in maniera prospettica, seguendo assi scenografiche che venivano incontro alle esigenze celebrative del regime.
Vennero progettati grandi palazzi: la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo della Civiltà Italiana, monumenti che rielaborano in qualche modo, in forme razionaliste, la Basilica di San Pietro e il Colosseo, il Palazzo dei Congressi, il grande lago artificiale.


Fu inoltre previsto, in direzione del mare, un immenso arco prospettico a tutto sesto alto 100 metri, il cui progetto fu affidato ad Adalberto Libera.
Inoltre, si iniziò a lavorare ad una linea della metropolitana che collegasse la Stazione Termini al nuovo quartiere.
Nel 1939, da Piazza Venezia partì la prima linea di autobus che aveva come capolinea "Esposizione", ovvero l'E42, i cui lavori erano da poco iniziati. Ma quell'anno iniziò anche la guerra, e l'anno dopo, nel 1940, l'Italia vi entrò.

Il palazzo della Civiltà Italiana, e in primo piano una piccola costruzione preesistente all'EUR

I lavori, inevitabilmente, furono sospesi. Le uniche opere completate all'epoca furono il Villaggio operaio, esterno al Quartiere, e il palazzo degli Uffici dell'Ente EUR. Il resto era o in costruzione o ancora non iniziato. In poco tempo si capì che la guerra non sarebbe finita presto e che nel 1942 l'Esposizione non avrebbe potuto avere luogo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il quartiere rimase inizialmente abbandonato alla sua incompiutezza. Nel 1945, quello che era il Villaggio operaio, iniziò ad ospitare le famiglie di esuli Italiani provenienti dall'Istria e dalla Dalmazia, divenendo il Villaggio Giuliano, primo nucleo del Quartiere Giuliano-Dalmata.

L'EUR in costruzione visto dall'alto. Sono riconoscibili molti dei principali edifici del Quartiere

Nel 1951 Virginio Testa divenne commissario dell'ente EUR (Esposizione Universale Roma), e decise di rimettere mano al progetto: nel 1955 l'architetto Giorgio Calza Bini realizzò un nuovo piano per il Quartiere, anche in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960.
Sempre nel 1955, la Metropolitana tra la Stazione Termini e il nuovo quartiere entrò in funzione. Anche il quartiere, raggiungibile anche attraverso la Via Cristoforo Colombo, nome con cui la Via Imperiale venne ribattezzata, iniziò piano piano a prendere vita, e al fianco di molti dei vecchi progetti portati a termine ne sorsero di nuovi, soprattutto in International Style.
Nel 1953, invece, era nato un parco dei divertimenti, inizialmente temporaneo, ma che visto il grande successo venne reso permanente e che, anni dopo, avrebbe preso il nome di LunEur in seguito a un referendum.
Per ospitare i Giochi Olimpici, furono realizzati il Palazzo dello Sport, il Velodromo, la Piscina delle Rose e i campi sportivi di Viale delle Tre Fontane. Il quartiere, dunque, fu una delle zone di Roma ad essere protagoniste delle Olimpiadi.
Sorsero nella zona numerose case, residenziali a bassa densità, immerse spesso nel verde, e anche numerosi uffici, che contribuirono a rendere l'EUR un moderno centro direzionale.
Il quartiere è stato molto caro al regista Federico Fellini, che vi ha ambientato numerosi dei suoi film.
Oggi è una zona ancora in transizione: sono molti i progetti in corso, a partire dal Centro Congressi detto la Nuvola progettato dall'architetto Massimiliano Fuksas, i cui lavori si sono prolungati oltre le previsioni. Il vecchio Velodromo è stato abbattuto, per far spazio a piscine mai realizzate.
Un singolare progetto prevedeva di adibire il quartiere a distretto a luci rosse durante la notte, visto che numerose strade sono popolate da prostitute nelle ore notturne, progetto anch'esso naufragato.
Il LunEur, invece, da diversi anni è chiuso, e i progetti di riqualificazione non sono mai andati realmente in porto.
Il quartiere è oggi caratterizzato da numerosi uffici, una vasta area verde intorno al laghetto, e spazi molto vasti che permettono esposizioni ed eventi.

Chiese:
San Gregorio Barbarigo
Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane
Santi Pietro e Paolo

Conventi:
Casa Generalizia dei Padri Maristi

Fermate della Metropolitana:
EUR Magliana (Linea B, Roma-Lido)
EUR Palasport (Linea B)
EUR Fermi (Linea B)

Fontane:

Impianti Sportivi:
Palazzo dello Sport
Piscina delle Rose
Velodromo Olimpico (demolito)

Obelischi:
Stele Guglielmo Marconi

Ministeri:
Ministero delle Finanze, Viale Europa
Ministero della Marina Mercantile
Ministero delle Poste e Telegrafi

Musei:
Museo Nazionale dell'Alto Medioevo
Museo della Civiltà Romana
Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini


Palazzi:
Archivio Centrale dello Stato
Centro Congressi la Nuvola
Palazzo della Civiltà Italiana
Palazzo dei Congressi
Palazzo degli uffici dell'ENI
Palazzo dell'Ente EUR
Ristorante ufficiale dell'Ente EUR
Palazzo dell'INA
Palazzo dell'INPS

Palazzine:


Targhe:

Torri piezometriche:
Fungo

Ville:
Villa Cavazza

Targa in memoria della ripiantumazione dell'Alberone


La targa in questione si trova in Piazza dell'Alberone, nel Quartiere Appio-Latino, e ricorda la ripiantumazione dello storico Alberone, che da il nome alla piazza e che era caduto in seguito al maltempo.
La targa è stata qui posta, insieme all'albero, il 21 Novembre del 2014, in occasione della Giornata Nazionale dell'Albero.

Targa in memoria di San Giovanni Battista De La Salle


La targa in questione si trova in Via Flaminia, nel Quartiere Flaminio, e ricorda San Giovanni Battista De La Salle (Reims 1651 - Rouen 1719), Religioso ed educatore Francese, fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nonché grande innovatore nel campo della pedagogia, cui qui è dedicata una mensa della Carità.
La targa è stata qui posta il 10 Dicembre del 2001, in occasione dei 350 anni dalla nascita del Santo. Sopra la targa si trova il bassorilievo di una Madonna col Bambino.

Le strade che hanno cambiato nome dopo il Fascismo


Colonna miliaria, di epoca fascista, con l'indicazione di Via del Mare negli anni Trenta, oggi sostituita da Via del Teatro Marcello.

Tra il 1922 ed il 1944, quando Roma è stata la capitale dell'Italia fascista e poi, per meno di un anno, occupata dalle truppe Tedesche, sono state inaugurate molte strade, tra le quali numerose hanno preso nomi legati al regime.
Oltre a queste strade, per ragioni i propaganda anche altri nomi di strade già esistenti video il proprio nome mutare in toponimi più strettamente legati al fascismo.
Il 4 Giugno del 1944 gli Alleati entrarono a Roma, ponendo definitivamente fine al Fascismo nella Capitale.
Tra i numerosi cambiamenti che Roma affrontò, oltre a quelli di tipo politico-istituzionale ve ne furono, numerosi, anche dal punto di vista della toponomastica.
Subito intervenne in questo senso la riunione del Consiglio Comunale del 2 Febbraio 1945, la prima ad occuparsi di toponomastica dalla Liberazione di Roma, in cui in un ampio lavoro di definizione di numerosi confini stradali (molte strade in programma non furono completate a causa della guerra) e di assegnazioni di nomi a nuove strade, si decise anche di cambiare nome a tutte quelle che, in qualche modo, erano legame al caduto regime Fascista.
Un altro Consiglio Comunale in materia fu quello del 27 Dicembre 1945, in cui in qualche modo avvenne un passaggio successivo, con l'intitolazione di nuove strade disponibili ad alcuni eroi della Resistenza.
Ma andiamo a vedere nello specifico quali furono queste strade che dovettero cambiare nome.

Via dell'Impero, l'attuale Via dei Fori Imperiali.

Intanto c'era Via dell'Impero, la strada fortemente voluta dal regime che da Piazza Venezia raggiungeva il Colosseo (dove prendeva il nome di Piazzale dei Trionfi), quindi il Circo Massimo e da lì costeggiava le Terme di Caracalla per raggiungere le Mura Aureliane. In quegli anni era ancora in costruzione il proseguimento, chiamato Via Imperiale, che avrebbe dovuto raggiungere il Quartiere dell'Esposizione, l'attuale Eur, e da lì il mare.
Il Consiglio Comunale decise di rinominarla in Via dei Fori Imperiali nel suo tratto da Piazza Venezia al Colosseo, dove prese il nome di Piazzale del Colosseo, quindi proseguire con Via di San Gregorio, per il tratto che fino al 1940 era noto come Via dei Trionfi, e Via delle Terme di Caracalla, prima parte della Via Imperiale. Nel Consiglio Comunale del Dicembre 1945, fu rinominato anche il primo tratto costruito fuori le mura da Via Imperiale in Via dei Navigatori, divenuta oggi Via Cristoforo Colombo.

Una colonna con targa toponomastica di Via dei Fori Imperiali, in cui si può facilmente vedere come il toponimo precedente sia stato rimosso.

Anche il Foro dell'Impero Fascista, nome con cui era nota l'area intorno all'Altare della Patria, vide il proprio nome cambiare in Piazza San Marco e Piazza Santa Maria di Loreto, rispettivamente di fronte a ciascuna delle due Chiese. Sempre in quell'area, il Clivo dell'Ara Littoria divenne Via San Pietro in Carcere.
Dall'altro lato del Campidoglio si apriva la Via del Mare, che cambiò nome in Via del Teatro Marcello.

Ci furono poi da cambiare i nomi delle strade che circondano Palazzo Chigi e Palazzo di Monte Citorio, rispettivamente le sedi del Governo e della Camera dei Deputati che nel 1940 - probabilmente anche in vista dell'ingresso in guerra dell'Italia - vennero mutati dal regime e dedicati alle imprese belliche di Costanzo Ciano e Gabriele d'Annunzio nel corso della Prima Guerra Mondiale e che, nel 1945, si provvide a far tornare ai nomi precedenti.
Non tutti i nomi erano dunque strettamente legati al Fascismo ma principalmente alla Prima Guerra Mondiale, ma si preferì tornare ai nomi originari ed, eventualmente, risarcire con nuove strade i toponimi rimossi, anche per non mandare perduta la storica toponomastica di questa area.
Piazza Costanzo Ciano tornò dunque Piazza di Monte Citorio, mentre Piazza Gabriele d'Annunzio tornò Piazza del Parlamento, e d'Annunzio venne risarcito con l'istituzione di Viale Gabriele d'Annunzio al Pincio (in precedenza conosciuto come Viale del Pincio). Via Cortellazzo, dedicata ad uno dei principali luoghi della difesa Italiana lungo il Piave nella Prima Guerra Mondiale, tornò ad essere Via della Missione e a Cortellazzo fu assegnata una nuova Via nel 1952 nel Quartiere Della Vittoria. Via del Velichi, dedicata alla battaglia di Velichi (o Veliki), svoltasi nel 1916 e cui d'Annunzio prese parte personalmente come ufficiale di collegamento nei Lupi di Toscana, tornò ad essere Via della Missione e Via Dossofaiti, dedicata a un rilievo Carsico in cui si combatté la Prima Guerra Mondiale e cui anche qui d'Annunzio prese parte, tornò ad essere Via del Parlamento, e Dossofaiti fu ricordata nuovamente nel 1958 con il nome di Via Faiti nel Quartiere Della Vittoria. L'ultima strada di quest'area a vedere cambiato il suo nome fu Via della Farasina, dedicata al canale presso l'Isola di Cherso da cui Gabriele d'Annunzio, Costanzo Ciano e Luigi Rizzo passarono per compiere la Beffa di Buccari, che tornò ad essere Vicolo dello Sdrucciolo.

Ci fu anche un'area situata nella zona compresa tra il Quartiere Nomentano ed il Rione Castro Pretorio, le cui strade furono intitolate - talvolta modificando un toponimo preesistente - a esponenti di primo piano del Fascismo che erano morti. Viale Michele Bianchi, ad esempio, dedicata all'ex leader del Partito Nazionale Fascista (PNF), tornò ad essere Viale del Policlinico, e Viale Italo Balbo, dedicato al gerarca morto in Libia nel 1940, divenne Viale Pretoriano. Viale Alfredo Rocco, dedicata all'esponente Fascista autore del Codice Rocco - i codici di Diritto penale e di Diritto processuale redatti nel 1930 - invece, divenne Viale Ippocrate.

Nel Quartiere Pinciano si trovavano invece Viale dei Martiri Fascisti, che fu ribattezzata Viale Bruno Buozzi, in onore del sindacalista socialista ucciso nell'eccidio della Storta, mentre il limitrofo Piazzale dei Martiri Fascisti fu rinominato Piazza Don Minzoni, in onore del Sacerdote antifascista ucciso nel 1923. Via dei Legionari, anch'essa in quell'area, diventò invece Via Antonio Gramsci, in onore del segretario del Partito Comunista Italiano (PCI) incarcerato durante il Fascismo.

C'erano poi, nel Quartiere Tiburtino, nei pressi della da poco costruita Città Universitaria della Sapienza, alcune vie dai nomi strettamente legati alla cultura universitaria di stampo fascista: Via Libro e Moschetto si trasformò dunque in Via Piero Gobetti, in onore del giornalista morto in seguito alle violenze subite da squadristi fascisti, mentre Via dei Battaglioni Universitari fu rinominata Via Cesare De Lollis, filologo che firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti voluto da Benedetto Croce.

Nel Quartiere Della Vittoria erano invece state istituite durante il Fascismo diverse vie dedicate a battaglie della Guerra di Spagna, che quindi cambiarono nome: Via Malaga diventò Via Pilo Albertelli, in onore del partigiano del Partito d'Azione morto alle Fosse Ardeatine, Via Santander diventò Via Fratelli Rosselli, in onore dei fratelli che contribuirono alla nascita del Partito d'Azione e uccisi mentre erano esuli in Francia, Via Bilbao diventò Via Gioacchino Gesmundo, in onore del partigiano comunista morto alle Fosse Ardeatine, Via Ebro cambiò nome in Via Eugenio Colorni, in onore del partigiano socialista ucciso da una squadra fascista, e Largo Gualadajara diventò Largo Don Giuseppe Morosini, in onore del Sacerdote antifascista morto a Forte Bravetta.

Il Foro Mussolini, attuale Foro Italico.

Il Consiglio Comunale intervenne poi sull'area del Foro Mussolini, il cui nome venne cambiato in Campo della Farnesina (oggi è conosciuto invece come Foro Italico). La via che da ovest dell'area saliva verso Monte Mario, conosciuta al tempo come Via del Collegio Littorio, divenne invece Via Edmondo De Amicis, risarcendo lo scrittore per la perdita di un largo, considerato un semplice tratto di Via San Filippo Neri e Via Teresa Gnoli, nel limitrofo Suburbio Della Vittoria.

Il Ponte Littorio, che collega il Quartiere Flaminio al Rione Prati ed al Quartiere Della Vittoria, cambiò nome in Ponte Giacomo Matteotti, in onore del Parlamentare socialista che proprio in questa zona abitava, come ricordato da una targa.

Viale Hitler segnato in una mappa del 1943.

Nel Quartiere Ostiense, in occasione della visita di Adolf Hitler a Roma, il regime aveva provveduto ad istituire Piazzale Adolfo Hitler e Viale Adolfo Hitler, che vennero rispettivamente mutate in Piazzale dei Partigiani e Viale delle Cave Ardeatine, quest'ultimo in memoria dell'eccidio delle Fosse Ardeatine (ricordato da un grande Mausoleo sul luogo della strage). Al Giappone, alleato di Italia e Germania nella Seconda Guerra Mondiale, era invece stata dedicata una strada nel Quartiere Parioli, Via Giappone, che cambiò nome in Via Panama. Il Giappone fu successivamente risarcito ne 1959 con l'istituzione della Passeggiata del Giappone all'EUR.

Piazza XXVIII Ottobre ed il Ponte del Littorio in una mappa degli anni '30.

Nel Quartiere Flaminio si trovava anche Piazza XXVIII Ottobre, data in cui avvenne la Marcia su Roma (1922), che prese il nome di Piazza della Marina. Via XXIII Marzo, invece, così chiamata per la data in cui nel 1919 Benito Mussolini, in Piazza San Sepolcro a Milano, fondò i Fasci di Combattimento, diventò Via Leonida Bissolati, in onore dello storico esponente socialista.

L'ex Ministero delle Colonie, oggi sede della FAO, in una foto al tempo in cui Viale Aventino si chiamava Viale Africa.

In occasione della costruzione del Ministero delle Colonie, attuale sede della FAO, il Viale Aventino era divenuto Viale Africa. Dopo la Liberazione di Roma, il nome tornò ad essere Viale Aventino e, nel 1953, il nome di Viale Africa fu assegnato a una strada dell'EUR.

Nel Quartiere Ostiense durante il Fascismo, quando si pensò di costruire a Sud della Garbatella la sede dell'Opera Nazionale Infanzia e Maternità (ONMI), fu realizzata una strada chiamata Via della Madre Italiana, che vide il proprio nome cambiare in Via Alessandra Macinghi Strozzi, in onore della nobildonna Fiorentina del XV Secolo. Le strade limitrofe, invece, erano dedicate alle madri di Italiani illustri, tra cui Via Rosa Maltoni Mussolini, madre di Benito Mussolini, che divenne Via Rosa Guarnieri Carducci, in onore della donna nata a Castel del Piano e morta a Roma nel 1943 quando, poco dopo l'Armistizio dell'8 Settembre, fu uccisa mentre tentava di opporsi all'arresto di un figlio. Non lontano da questa zona, tra Tor Marancia e Via Laurentina, era anche stato istituito, anche se solo formalmente, Viale delle Corporazioni.

Anche se non nei dintorni di Viale dei Martiri Fascisti, diverse strade di Roma erano dedicate a esponenti fascisti uccisi, come Piazza Franco Baldini, dedicata a un esponente fascista ucciso nel 1921 a Roma, riprese il suo precedente nome di Piazzale Tiburtino, mentre Piazza Duilio Guardabassi, dedicato a un militante fascista ucciso in un'imboscata a Trastevere nel 1923, tornò ad essere Via Goffredo Mameli. Via Giovanni Berta, dedicata al simpatizzante fascista ucciso a Firenze nel 1921, tornò ad essere invece Via dell'Arco del Monte, mentre Largo Armando Casalini, dedicata al deputato fascista ucciso nel 1924 a Roma da un carpentiere di simpatie comuniste al grido di "Vendetta per Matteotti", divenne Largo Cordero di Montezemolo, in onore del generale dell'Esercito Italiano, membro del Fronte Militare Clandestino, ucciso nella strage delle Fosse Ardeatine.

Ad altri "martiri Fascisti", ovvero i Fascisti morti in azioni violente per i quali esisteva quasi un culto durante il Fascismo - erano inoltre dedicate diverse strade della zona di Acilia: Via Carlo Grella, che divenne Via della Verbena, Via Mario Catena diventò Via della Salvia, Largo Manfredi Trombetta diventò Largo del Capelvenere, Via Raffaele Lulli diventò Via del Rosmarino e Via Angelo Scambelluri diventò Via delle Alghe.

La Borgata Costanzo Ciano, invece, cambiò il proprio nome in Borgata del Trullo.

Un caso lievemente differente fu quello di Piazzale Littoria, che nella delibera del 13 Luglio del 1945 tornò al nome di Piazzale Appio. La città di Littoria, fondata durante il Fascismo, dopo la Liberazione prese l'attuale nome di Latina. Non fu necessario per la città di Roma risarcire la città di Latina dal punto di vista toponomastico, dal momento che già esisteva Via Latina: l'antica strada che da Porta Latina raggiunge l'Appia.

In alcuni casi, soprattutto in casi di opere pubbliche in fase di realizzazione, ci volle più tempo per cambiare i nomi: è il caso del Ponte XXVIII Ottobre - data della Marcia su Roma - monumentale opera architettonica di Armando Brasini, che vide il proprio nome cambiato sono nel 1946 (link alla delibera) in Ponte di Tor di Quinto, per poi diventare Ponte Flaminio nel 1952 (link alla delibera)

Ci fu poi un'altra importante questione toponomastica. Una delibera del Governatorato di Roma del 19 Maggio 1944, infatti, aveva cambiato numerosi nomi di strade legati alla famiglia Reale, dal momento che dopo l'Armistizio dell'8 Settembre il Fascismo aveva completamente cambiato posizione verso il Re e tutta la famiglia Savoia.
Nel 1945, il Consiglio Comunale dovette intervenire anche su questi nomi, ma rinviò provvisoriamente la decisione, che verrà presa nel 1946, quando l'Italia Repubblicana decise di cancellare numerosi toponimi legati alla famiglia Savoia.
Viale del Re, che era divenuto nel 1944 Viale del Lavoro, prese quindi il nome di Viale Trastevere. Stesso discorso per Corso Umberto I che, divenuto Corso del Popolo, riprese il suo nome originale di Via del Corso. Viale Principe di Piemonte era diventato Viale della Costituente, e nel 1945 diventò Via Giovanni Giolitti, mentre Via di Villa Savoia era diventato Via Verbano, dalla vicina piazza per poi tornare al vecchio nome e diventare, nel 1946, Via di Villa Ada. Corso della Costituente fu invece il nome provvisorio di Corso Vittorio Emanuele, che però nel 1944 si decise chiarificare come Corso Vittorio Emanuele II, per evitare fraintendimenti con Vittorio Emanuele III, odiato dalla Repubblica di Salò. Via Regina Elena era diventata Via Barberini e si pensò di dedicarla a Giovanni Amendola, cosa che per un breve periodo fu fatta ma gli si preferì poi una strada all'Esquilino, lasciando il nome di Via Barberini all'altra strada.
Via Principessa di Piemonte fu trasformata in Via delle Terme, nome poi confermato e diventato Via delle Terme di Diocleziano, e Via Principessa Maria al Lido diventò Viale del Lido.
C'era poi il caso di Piazza Vittorio Emanuele III nella zona di San Vittorino, che diventò Piazza di San Vittorino.

Via dei Trionfi - oggi Via di San Gregorio - in occasione della visita di Adolf Hitler a Roma nel 1938.

Esistettero poi altre strade che, in maniera più o meno formale, cambiarono il proprio nome. Non siamo a conoscenza di un atto specifico, ma anche Via dei Greci, nel Rione Campo Marzio, ad esempio, nel 1943 (una foto lo dimostra) ebbe il nome di Via Tullio Giannotti, in onore del militare caduto nella Guerra di Spagna. A Tullio Giannotti è stata poi dedicata nel 1957 una strada nel Quartiere Trionfale in quanto Medaglia d'oro al valor militare.