Graffito "No alla legge Reale"

Graffito No Legge Reale

 
In Via Vettor Fausto, alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense, è presente, seppur sbiadito, un graffico con scritto "No alla legge Reale", seguito da una falce e martello. Tale graffito rappresenta una testimonianza degli anni '70, periodo in cui venne approvata tale legge che prende il nome dal suo promotore, il Ministro della Giustizia repubblicano Oronzo Reale, e che prevedeva una serie di misure in materia di ordine pubblico con l'obiettivo di arginare i fenomeni di violenza e terrorismo che purtroppo erano frequenti durante gli anni di piombo.
Tale legge fu oggetto di un referendum abrogativo nel 1978 promosso dai Radicali, ma la vittoria del no mantenne in vigore la legge. La falce e martello che segue la scritta non è collegabile al Partito Comunista Italiano, che si oppose all'abolizione di tale legge, ma dunque ai partiti e movimenti dell'estrema sinistra.

Teatro Palladium



Il Teatro Palladium è situato in Piazza Bartolomeo Romano n. 8, alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense, il complesso fa parte del Lotto 12 della Garbatella, di cui costituisce il fabbricato 6.
Il progetto venne redatto da Innocenzo Sabbatini nel 1927, come 'Cinema Teatro Garbatella' lo spazio di svago per l'intero quartiere, in Piazza Bartolomeo Romano aveva sede anche l'edificio dei Bagni Pubblici, sempre di Sabbatini, a servizio dei residenti.

Primo progetto del Cinema Teatro

L'edificio è costituito dal teatro vero e proprio, che si sviluppa su due livelli, con fronte curvilinea affacciata sulla piazza, e posteriormente, da un blocco destinato ad abitazioni, sviluppato su cinque piani. 
Lo stile utilizzato da Sabbatini è profondamente influenzato dall'antichità romana, e dagli scavi che all'epoca venivano realizzati ad Ostia Antica.


La facciata del teatro, di forma ellittica, è scandita da arcate inquadrate da pilastri, al centro si apre l'ingresso con tre arcate decorate da semicolonne doriche, sormontate da sfere decorative. Il piano superiore è delimitato da semplici riquadrature, ma in origine, al centro, erano presenti quattro scenografici archi rampanti, con finestre semicircolari.


La facciata dell'edificio retrostante, costituita da due corpi posti ad angolo acuto, culmina con uno spettacolare pronao, sostenuto da quattro colonne doriche e rivestito da vetrate, citazione mirabile dell'architettura nell'Antica Roma.
All'interno la sala è a ferro di cavallo, con platea e due gallerie, sostenute da grandi colonne trilobate, la cupola è costituita da un intreccio di nervature in calcestruzzo che formano una doppia stella. 


Acquistato dall'Università di Roma Tre nel 2002, il complesso è stato restaurato e riportato, per quanto possibile, all'aspetto originario, con una galleria sola e utilizzato prevalentemente come teatro.
Restaurato esternamente con la bicromia giallo rossa, potrebbe essere restaurato con color travertino per le modanature e color mattone per le parti in finta cortina laterizia.


Garbatella Lotto XII



Il Lotto XII della Garbatella è compreso tra le Vie Enrico Cravero, Nicolo Odero, Francesco Passino e Piazza Bartolomeo Romano, nel Quartiere Ostiense.
Esso è occupato da cinque palazzine progettate dall'architetto Camillo Palmerini nel 1926 e terminate nel 1930, mentre su Piazza Bartolomeo Romano si affaccia il grande edificio del Cinema Teatro Palladium (fabbricato 6), costruito tra il 1927 e il 1931.
I cinque fabbricati (1-5) furono ideati da Palmerini in uno stile eclettico ispirato al medioevo, di forte matrice romanica.
Si tratta di tre grandi palazzine di quattro piani, poste lungo le tre strade, di una piccola palazzina angolare, con facciata curvilinea in Via Passino, e di un villino all'angolo con Via Cravero.


Il fabbricato 1 si affaccia su Via Cravero, è caratterizzato da due grandi arcate al piano terra, con sottarco rivestito a bugnato, una bella semicolonna romanica sostiene un balcone poligonale sull'attico.
L'attico è dotato di arcate su semicolonne che inquadrano le finestre, fra cui sono posti grandi  goccolatoi con teste di animali.
Il raccordo tra fabbricato 1 e il villino angolare (fabbricato 2) è costituito da una scenograficaarcata bugnata con l'iscrizione dell'ICP.


Il fabbricato 3 affaccia su Via Odero, è dotato di due avancorpi laterali, di comignoli medioevali e di un timpano sull'attico. Il versante interno è dotato di merli, loggiati tamponati ed altane.


Il fabbricato 4 è una palazzina angolare di tre piani, con un avancorpo curvilineo bugnato. Sull'attico si apre una torretta centrale dotata di un bifora e di tetto a spioventi.


La Palazzina in Via Passino (fabbricato 5), è dotata di due avancorpi laterali e timpano centrale sull'attico, che si ripropone anche nelle facciate laterali. Al centro una grande arcata su colonne tortili é affiancata da bassorilievi con figure anmali.

Il fabbricato 5, visto dal giardino interno, in una foto degli anni Trenta








Garbatella Lotto X



Il lotto X della Garbatella è situato tra Via delle Sette Chiese, Via della Garbatella, Via Luigi Orlando, Via Enrico Cravero e Piazza Bartolomeo Romano, nel Quartiere Ostiense.
È costituito da 12 fabbricati, di cui i primi 7 sono stati costruiti per primi nel 1925, sono costituiti da villini di piccole e medie dimensioni, disposti lungo Via della Garbatella e Via Luigi Orlando.
Il fabbricato 10 fu progettato da Innocenzo Sabbatini nel 1926, mentre i fabbricati 11 e 12 vennero progettati da Angelo Vicario nel 1929, in un interessante stile barocchetto Romano.


Il fabbricato 10 si affaccia su via Enrico Cravero, e con il fianco destro, su Piazza Bartolomeo Romano, si sviluppa su 4 piani.
Il pianterreno è decorato da grandi arcate su cui si affacciano le attività commerciali, ed è rivestito a bugnato rustico. 
I piani superiori sono occupati da finestre quadrangolari, l'attico è sostenuto da una grande cornice aggettante, su cui si poggiano le finestre dell'ultimo piano. Al centro dell'attico è presente un grande timpano che inquadra simmetricamente la facciata, di forte impatto figurativo, il tetto è rivestito in coppi alla romana.

Progetto del fabbricato 10

L'edificio necessità di un restauro conservativo con colori chiari: intonaci gialli ed elementi architettonici color travertino.
Lungo Via delle Sette Chiese Angelo Vicario realizzò invece, nel 1929, uno dei più importanti fabbricati in stile barocchetto dell'intera Garbatella, il fabbricato 11.


Questo edificio, è sviluppato lungo la strada con due ali laterali e un'ampia corte centrale concava, dietro la quale si aprono due ulteriori corpi quadrangolari.

Pianta del fabbricato 11

La facciata dei due corpi laterali, di due piani, è decorata da lesene doriche che inquadrano le semplici finestre. Al centro il corpo scala è dotato di una grande finestra ad arco, affiancata da lesene binate e sormontata da una trabeazione con timpano spezzato, contenente nel mezzo un vaso decorativo.


La facciata della corte centrale ricurva, è semplice, solamente nel mezzo si apre un avancorpo con finestre ad arco, con parapetto balaustra, al primo piano, inquadrato da grandi lesene doriche, la trabeazione, sormontata da eleganti vasi decorativi, culmina in un altro grande timpano spezzato al centro, di gusto barocco.


La finestra centrale del piano nobile è decorata da due grandi fasci littori e sormontata da un timpano, mentre nell'incavo curvilineo che la sovrasta è scritto a A.D. MCMXXVIII VII E.F.


Quanto alla colorazione dell'edificio, in origine era rosso con elementi architettonici bianchi. Tuttavia a nostro parere, per inserire il manufatto fra gli edifici adiacenti chiari, con maggiore armonia, e per dare una maggiore coerenza stilistica di un edificio barocchetto, sarebbe giusto restaurare l'intero complesso con colori chiari: intonaco giallo o bianco ed elementi architettonici color travertino.


Anche il fabbricato 12 è stato progettato da Vicario, in uno stile più semplice, ma con una grande finestra ad arco vetrata, sormontata da un timpano, nella facciata curvilinea, posta tra Via delle Sette Chiese Via della Garbatella.


Via delle Anime Sante

Anime Sante San Lorenzo Mappa

 Via delle Anime Sante era una strada che sorgeva nell'ordierno Quartiere Tiburtino. Essa era una traversa della Tiburtina che fiancheggiava Villa Mercede e arrivava alla campagna, e doveva il proprio nome alla vicinanza con il cimitero del Verano.
Con la costruzione del quartiere di San Lorenzo a partire dalla fine del XIX secolo, sulla strada sorsero gradualmente alcuni edifici, principalmente abitazioni e officine, e venne gradualmente assorbita dal tessuto urbano del nuovo quartiere.
Nel 1911 il Comune di Roma decide di assorbire completamente la strada al nuovo quartiere anche dal punto di vista toponomastico, cancellandone il caratteristico nome (di cui oggi non vi è più memoria) e sostituendolo con diversi nomi che ricordano popoli dell'Italia pre-romana, in linea con la toponomastica di San Lorenzo. I diversi tratti della strada diventano dunque Via dei Marrucini, Via dei Dalmati, Via dei Vestini, Via dei Peligni e Via degli Irpini.