Piazza Edmondo De Amicis

Piazza De Amicis Monte Mario Marino Gigli
Piazza Edmondo De Amicis nella mappa di Marino e Gigli del 1935

Piazza Edmondo De Amicis era una strada, non più esistente, situata nel Suburbio Della Vittoria. Le origini di tale strada risalgono al 1921, quando la Cooperativa "La Casa Nostra" realizzò numerosi edifici nella zona di Monte Mario presso Santa Maria della Pietà. Proprio in quell'anno il Comune di Roma decise di dedicare le strade nel nuovo quartiere a pedagogisti e figure distintasi nel settore dell'educazione. Tra i nomi scelti per le strade vi fu anche quello di Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 - Bordighera 1908), noto per aver scritto il romanzo Cuore, libro di letteratura per ragazzi di fama mondiale. Tuttavia, a De Amicis fu solo genericamente dedicata una strada del quartiere, senza ulteriori specificazioni. Sappiamo però che nel 1935 la strada ebbe finì per avere un luogo definito, come vediamo nella mappa coeva di Marino e Gigli: a De Amicis venne intitolata una piazza tra Via Filippo Neri (oggi Via del Colle di Sant'Agata) e Via Teresa Gnoli.
Nel 1945, tuttavia, tale largo non era in alcun modo percepito come piazza, e si decise di spogliarlo del nome del noto scrittore, lasciandolo semplicemente parte dell'incrocio tra Via Filippo Neri e Via Teresa Gnoli. La cosa avvenne mentre, a pochi mesi dall'ingresso degli Alleati a Roma, iniziò un'opera di cambio dei nomi stradali legati al fascismo. Si colse dunque l'occasione per risarcire Edmondo De Amicis per la perdita del largo dedicandogli la strada chiamata in precedenza Via del Collegio Littorio, strada che ancora oggi si chiama infatti Via Edmondo De Amicis.
Come detto in precedenza, una testimonianza dell'esistenza di tale piazza è data dalla mappa di Marino e Gigli del 1935. In essa è interessante vedere come molte strade di Montemario abbiano visto i propri nomi cambiati: non solo non c'è più Piazza De Amicis, ma nemmeno la vicina Piazza Ferrante Aporti, così come Via Filippo Neri ha cambiato nome in Via del Colle di Sant'Agata, Piazza Thouar è diventata Piazza Nostra Signora di Guadalupe e Thouar è stato risarcito con la piazza che nella mappa è dedicata a Enrico Pestalozzi. Un fatto che può risultare insolito per un quartiere all'epoca di tale mappa periferico (oggi perfettamente integrato nel tessuto urbano) e in cui i percorsi delle strade non sono praticamente cambiati se non marginalmente.

Targa del circolo ricreativo della Sezione Testaccio del Partito Socialista Italiano

Targa circolo ricreativo Testaccio
 
In Via Rubattino, nel Rione Testaccio, è presente una targa che indica come quello fosse un ingresso del circolo ricreativo della sezione Testaccio del Partito Socialista Italiano (PSI).

Alberghi del Quartiere Pietralata

A seguire un elenco alfabetico degli alberghi presenti nel Quartiere Pietralata.
 
Sky Tower, Via Vacuna

Ristoranti nel Quartiere Salario

A seguire una lista di ristoranti situati nel Quartiere Salario elencati in ordine alfabetico.
 
Smor, Via Cesare Paoletti

Ristoranti scomparsi nel Quartiere Tiburtino

I Lampioncini, in Via Prenestina 109

Ristoranti scomparsi del Rione Prati

Antropometrico, in Via Properzio 31

Farmacie e parafarmacie a Roma

Farmacie e parafarmacie nel Rione Monti
Farmacie e parafarmacie nel Rione Trevi
Farmacie e parafarmacie nel Rione Colonna

Catene di farmacie e parafarmacie a Roma:

Negozi di abbigliamento a Roma

Negozi di abbigliamento nel Rione Monti
Negozi di abbigliamento nel Rione Trevi
Negozi di abbigliamento nel Rione Colonna
 

Catene di negozi di abbigliamento a Roma

Targa in memoria della costruzione del Quartiere Flaminio II



La targa in questione si trova in Piazza Melozzo da Forlì, nella base del portico d'ingresso del Lotto I dell'ICP Flaminio II, nel Quartiere Flaminio.
Essa ricorda la prima pietra posta dal Re Vittorio Emanuele III il 21 aprile del 1925, del complesso di case popolari ICP Flaminio II, e terminato due anni dopo.

Portale dell'Aeroporto del Littorio



Il Portale dell'Aeroporto del Littorio, oggi Aeroporto dell'Urbe, era l'entrata monumentale dell'omonimo aeroporto situato in Via Salaria, nella Zona Val Melaina.
Si tratta dell'unico reperto superstite dell'originale aeroporto costruito nel 1927 dall'architetto Ghino Venturi, ad opera della CNA. Oggi è in stato di abbandono.
Il portale è in stile rinascimentale, tripartito da lesene bungnate doriche, con un'arcata centrale d'ingresso e due piccole aperture quadrangolari laterali, sormontate da semplici finestre.
Due aquile decorano l'arcata centrale, mentre nella chiave di volta si trovava, in origine, un fascio littorio.


Sulla trabeazione si trova un'edicola con timpano ricurvo sostenuta da due volute, con al centro la scritta COMPAGNIA NAZIONALE AERONAUTICA AEROPORTO DEL LITTORIO, di cui oggi rimane soltanto AEROPORTO.
Ai lati dell'attico erano poste due sfere decorative, di cui rimane soltanto quella di sinistra.


Al centro si trova una bella cancellata in ferro battuto con lo stemma della CNA.
Il colore originale del portale era grigio pietra serena.

Aereoporto di Roma Urbe



L'Aereoporto di Roma Urbe è un aereoporto di Roma, situato in Via Salaria n. 825, nella Zona Val Melaina.
Venne costruito nel 1928 come aereoporto civile, realizzato dalla Compagnia Nazionale Aeronautica (CNA), su iniziativa del Consigliere Delegato Giovanni Bonmartini e del Principe Massimiliano Lancellotti.
Il terreno dove fu realizzato era chiamato  Campo della Serpentara, si estendeva su 100 ettari e venne scelto nel 1925, perchè servito dal fiume Tevere, in un tratto rettilineo, che poteva essere utilizzato dagli idrovolanti, questi ultimi raggiungevano il fiume dall'aeroporto tramite una enorme gru metallica.

L'aeroporto in costruzione nel 1927

I terreni vennero acquistati nel giugno del 1927 e lavori iniziarono nel mese successivo, ad opera dell'impresa Società Unione Industriale, terminando nell'aprile del 1928.
L'Aereoporto fu inaugurato il 21 Aprile 1928 come Aeroporto del Littorio, da Mussolini, Grandi, Bianchi Bonmartini.

Mussolini inaugura l'Aeroporto del Littorio

Gli edifici aeroportuali progettati dall'architetto Ghino Venturi, in stile rinascimentale, molto interessanti dal punto di vista architettonico, erano quattro: la Casa delle Ali, la Casa dei Piloti, l'Albergo Diurno e Notturno, la Palazzina della Regia Dogana e alcuni Hangar.
L'Albergo Diurno, era situato di fronte all'ingresso principale e serviva per l'alloggio dei passeggeri. 
L'edificio si sviluppava su tre piani, provvisto di un grande salone di rappresentanza, dotato di bar e ristorante. Inoltre erano presenti ufficio telegrafico, postale, telefonico, servizi bancari e servizio bagagli.
Sulla facciata verso la Via Salaria si apriva uno scalone monumentale d'ingresso, a doppia rampa, con balaustra.


La Casa delle Ali era l'hangar principale per il rimessaggio degli aereoplani e per le officine.
Era un enorme edificio, alto 15 metri, su una suerficie di 7.800 metri quadrati, sviluppato su due piani, era costruito in cemento armato, con una triplice copertura a carena rovesciata. 
Sulla facciata verso le piste si apriva un'ampia piattaforma soprelevata per gli aereoplani, raccordata al terreno da uno scivolo con la pendenza del 10%.


Una torretta di segnalazione, di tre piani, si trovava all'angolo destro dell'Hangar, era decorata con colonne e balaustra sommitale, con sfere decorative.


La Casa dei Piloti era un grande caserma, sviluppata su cinque piani, e contornata da due massicce torri esterne. 
Il portale d'ingresso era bugnato, preceduto da una scalinata a doppia rampa, mentre le torri avevano una bugnatura angolare.
All'interno vi risiedevano gli allievi piloti dell'Aeronautica, erano presenti gli alloggi, le cucine, le aule, la mensa, uffici, sale riunioni e una grande sala per la scherma.
Dal 1934 la Casa dei Piloti divenne la sede della compagnia aerea Ala Littoria.
L'Aereoporto comprendeva anche un centro sportivo, sviluppato su 26.000 metri quadri, con campo di calcio e di tennis, tribune e palestre.
Negli anni Trenta crebbe molto il traffico commerciale con la nascita dell'Ala Littoria, la prima compagnia di bandiera Italiana, che vi installò la sede centrale. 

Trimotore Savoia Marchetti davanti alla Casa delle Ali, 1939

L'Aeroporto del Littorio era la base di tutti i collegamenti da e per Roma con veicoli terrestri, da quì si potevano raggiungere Monaco e Berlino, Parigi, Budapest, la Grecia e l'Africa. Nel 1939 furono inaugurate le tratte Roma-Barcellona, Roma-Rio de Janeiro e Roma-Bruxelles.
Durante la guerra venne requisito a scopo militare.
Il 19 Luglio 1943 venne bombardato dagli Alleati assieme allo Scalo Ferroviario del Littorio. Ulteriori bombardamenti avvennero il 13 agosto 1943, il 3, 7 e 10 marzo 1944, fu colpito accidentalmente sempre nell'ambito dei bombardamenti dello scalo ferroviario adiacente.

L'aeroporto dopo il bombardamento del 10 marzo 1944 (da Roma Violata)

Il 26 maggio 1944 i tedeschi in ritirata da Roma fecero saltare il ponte di Castel Giubileo e tutti gli edifici dell'Aeroporto del Littorio, per ostacolare l'avanzata degli alleati e renderlo inutilizzabile.
Dopo la guerra l'infrastruttura fu restaurata completamente e ribattezzata Aeroporto dell'Urbe, nel 1947. Ben presto lasciò il posto di primo scalo civile della città al nuovo Aeroporto di Fiumicino.
Oggi offre servizio per piccoli aeroplani privati e come eliporto.


L'unico resto, tuttora esistente, del primitivo aeroporto di Ghino Venturi è lo splendido Portale d'Ingresso sulla Via Salaria.















Percy Bysshe Shelley memorial plaque


The plaque in question is located in Via del Corso, in the stretch of road included in the Rione Colonna district, commemorates the English poet Percy Bysshe Shelley (Horsham 1792-Gulf of La Spezia 1822) and is located near the house where the poet lived. The plaque was placed here in 1892 by the Municipality of Rome. As reported to us by a user, the plate originally reported an error: instead of "I Cenci" (the Cencis) it was written "La Cenci" (the Cenci girl). This error did not go unnoticed and it seems that it was the Italian poet Giosuè Carducci who corrected it. Over time, however, the word "La", initially covered up, resurfaced and today we see the articles "La" and "I" superimposed, which explains the strange letter seen in that line.

Πλακέτα που δηλώνει το "Caffè Greco" "ιδιαίτερα σημαντικού ενδιαφέροντος"

πλάκα Via Condotti Caffè Greco

Αυτή η πλάκα, τοποθετημένη στη Via Condotti, κοντά στο ιστορικό «Caffè Greco», τοποθετήθηκε στις 27 Ιουλίου 1953 σε αυτό το μέρος για να γιορτάσει το γεγονός ότι, σύμφωνα με τα άρθρα 1, 2 και επόμενα του νόμου της 1ης Ιουνίου 1939, το «Caffè Greco» ανακηρύσσεται «τόπος ιδιαίτερα σημαντικού ενδιαφέροντος».

Plate of the twinning between Via del Babuino and Madison Avenue

Plaque twinning Babuino Madison

This plaque, placed in Via del Babuino near the intersection with Via Laurina, in the Campo Marzio district, was placed by the Municipality of Rome together with the Madison Avenue B.I.D. (Buiseness Improvement District) and the Via del Babuino Association on April 21, 2004, to celebrate the twinning between Via del Babuino and Madison Avenue in New York which took place on October 16, 2002. The plaque is written both in Italian and in English, precisely in the spirit of the aforementioned twinning.

La Piedra del Sol

La Piedra del Sol era un ristorante di cucina messicana situato in Vicolo Rosini 1-5, nel Rione Campo Marzio. Ha chiuso i battenti nei primi anni 2000.
 
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Panatela

Panatela Piazza della Cancelleria

Panatela era una panineria, birreria ed enoteca situata in Piazza della Cancelleria 87, nel Rione Parione.
Nei suoi locali, oggi, è presente una delle sedi del ristorante Fortunata.

Birim Bau

Birim Bau ristorante brasiliano Trastevere

 
Birim Bau era un ristorante di cucina brasiliana situato in Via di Santa Cecilia 30, nel Rione Trastevere,

Ou Ming

Ou Ming era un ristorante cinese che si trovava in Via Francesco Crispigni 23, nel Quartiere Portuense.
 
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Via Nemea

 
Via Nemea Farnesina Camilluccia
 
Via Nemea è una strada del Quartiere Della Vittoria, compresa tra Piazza dei Giuochi Delfici e Piazza Riccardo Moizo. L'origine di tale strada risale agli anni '50, quando la zona tra la Farnesina e la Camilluccia venne urbanizzata, realizzando un quartiere di eleganti palazzine residenziali. Tale nuovo quartiere, sorto a pochi anni dalle Olimpiadi del 1960 e non lontano da una zona come il Foro Italico, che sarebbe stata protagonista di tale evento sportivo, adottò una toponomastica fatta di discipline sportive e storici Giuochi dell'antichità. Fu per questo che tale strada venne dedicata a Nemea, antica città della Grecia che ospitava i Giochi Nemei, importante manifestazione sportiva parte dei giochi panellenici.
Via degli Orti della Farnesina Voliera

 
Nella strada non passa inosservata, all'angolo con Via degli Orti della Farnesina, una grande voliera.

Alla Briciola

Briciola Trastevere

Alla Briciola era il nome di una birreria paninoteca che si trovava in Via della Lungaretta 81, nel Rione Trastevere. Nei suoi stessi locali oggi c'è il locale Baccanale.

Benny Burger

Benny Burger fast food Viale Trastevere

Il locale Benny Burger si trovava in Viale Trastevere 8, nel Rione Trastevere. Aperto negli anni '80, si tratta di uno dei primi fast food in stile americano aperto a Roma.
Alfonso Sacchi, uno dei due soci che lo avevano fondato (nonché figlio del proprietario del ristorante Il Fagianetto in Via Filippo Turati), lasciò nel 1990 il locale al proprio socio per fondare la Taverna delle Coppelle, in Via delle Coppelle.
Il locale chiuse negli anni '90. Nei suoi stessi locali, oggi, si trova il ristorante Augustea.

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Fornace Mariani

 
Saxa Rubra Archeologia Industriale Mariani

La Fornace Mariani è una fornace oggi in disuso situata tra Via Enzo Tortora e la pista ciclabile Ponte Milvio-Castel Giubileo, nella Zona Grottarossa. Si tratta di una delle numerose fornaci che esistevano in questa zona argillosa lungo il Tevere tra Castel Giubileo e Tor di Quinto, talvolta ancora visibili, talvolta ricordate dai toponimi locali, altre invece ormai pressoché sparite.
A Roma, come è noto, gran parte dell'industria storica è stata legata a laterizi e mattoni, e l'argilla del suolo, ben presente in quest'area, ha sempre fornito una materia prima per le fornaci esistenti in varie aree della città. 
 
Fornace Mariani Grottarossa

La Fornace Mariani è ancora ben visibile, una delle poche se non l'unica in questa zona (fino agli anni '80 ve ne era un'altra in zona Castel Giubileo, esattamente dal lato opposto del Tevere, usata per altro più volte come set cinematografico). Negli immediati dintorni della Mariani, nella zona compresa tra La Celsa e il Labaro, esistevano invece le fornaci Nilsa, Molinari e Piramide.

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ICP Flaminio II



L'ICP Flaminio II è un intervento dell'Istituto per le Case Popolari (ICP) realizzato nel Quartiere Flaminio tra Lungotevere Flaminio, Via Virgilio Vespignani, Piazza Melozzo da Forlì, Viale del Vignola e Via Raffaele Stern.
Di tratta del secondo quartiere di case realizzato dall'istituto dopo il Flaminio I.

Pianta del Flaminio II

Il complesso è caratterizzato da tre ampi edifici, dotati di cortili interni, che si affacciano centralmente in Piazza Perin del Vaga, e sono delimitati da due vie interne: Via Masolino da Panicale e Via Girolamo Muziano.
I fabbricati sono in stile rinascimentale, tipico degli anni Venti, con l'inserzione di elementi stilizzati Art Déco, furono realizzati tra il 1925 e il 1927. La colorazione originale era grigio, color pietra Serena, per le parti in pietra e giallo per l'intonaco.
L'edificio di Piazza Perin del Vaga, il lotto I, è stato progettato da Mario de Renzi, i fabbricati trapezioidali gemelli in Piazza Melozzo da Forlì n.1, lotto II, e n.4, lotto III, furono disegnati da Alessandro Limongelli, mentre i fabbricati esterni da Giuseppe Wittinch, su Lungotevere Flaminio e Tito Bruner, in Via Raffaele Stern.


Il complesso di maggior prestigio è quello progettato da Mario de Renzi, lotto I, con la monumentale facciata di Piazza Perin del Vaga, simile nello stile all'edificio per i dipendenti del Governatorato di Piazza Mazzini.
La facciata principale è dotata di un avancorpo, con cinque finestre, un grande portale d'ingresso bugnato si erge maestoso sulla piazza, è dotato di tre ampie arcate sostenute da semicolonne doriche, su questo si apre una balconata con parapetto a balaustri. Sulla balconata si affaccia una porta finestra centrale, inquadrata da lesene doriche trinate, sovrastate da due scudi, su cui poggiano due ghirlande, che partono da un grande scudo centrale, in vari cartigli.


Sopra al grande cornicione di coronamento si sviluppa un ulteriore piano, sormontato da un corpo centrale, con tre finestre, affiancate da lesene, a sua volta coronato da una finestra a edicola con timpano sommitale, quattro candelabri sono posti sull'attico, mentre alle estremità si trovano dei monti araldici.
Alla base dell'arcata centrale è posta la lapide commemorativa della posa della prima pietra da parte di Re Vittorio Emanuele II.

Le facciate del lotto I in Via Raffaele Stern

Le altre facciate sono divise in due corpi,  decorati da ampie balconate, sovrastate da lesene doriche e timpani, altane sommitali, terrazze con balaustre ornate da obelischi, cimase, candelabri e pinnacoli decorativi.

Gli edifici di De Renzi sul Lungotevere Flaminio 

Molto interessanti sono anche i due fabbricati gemelli di Limongelli, che si affacciano su Piazza Melozzo da Forlì, e proseguono lungo le vie esterne del complesso.


Questi edifici, pur riprendendo gli schemi neorinascimentali, sono influenzati da influssi Art Déco, filtrati attraverso elementi dell'Antica Roma, come mascheroni, cornucopie e festoni.


Particolare è la decorazione dell'attico effettuata con pitture in bianco e nero, ispirate ai mosaici romani, con cavalli marini, delfini, geni, fasci littori, divinità marine e animali.

Facciata del fabbricato 2 su Viale Tiziano

In Piazza Perin del Vaga gli edifici vengono connessi da un muro concavo di fronte al quale sono poste le fontane dei delfini, piccolo capolavoro del complesso.


Il colore di queste palazzine è scorretto poiché la bugnatura e i cornicioni dovrebbero essere bianchi, invece sono amaranto.


Il fabbricato in Via Raffaele Stern è stato progettato da Tito Bruner, è movimentato da finestre ad arco e decorato da mensole mascheroni, che sorreggono semplici balconate.


In Via Masolino da Panicale si trova l'ultimo edificio, progettato da Giuseppe Wittinch, di stampo manierista, abbastanza massiccio, con inserzione di teste decorative in cornici circolari. L'attico è decorato da nicchie, balaustre e mascheroni.




Arcacci di Torre Angela

Acquedotto Alessandrino Via Cisternino

Nella Zona Torre Angela sono presenti alcuni segmenti dell'Acquedotto Alessandrino nascosti tra gli isolati della zona noti come Arcacci di Torre Angela. Nello specifico, si trova tra Via Cisternino e Via Squinzano.
Si tratta di alcune arcate dell'acquedotto realizzato nel 226 dopo Cristo dall'Imperatore Alessandro Severo con cui andò a rifornire le Terme Neroniane, divenute dopo l'intervento di Alessandro Severo "Terme Alessandrine", con l'acqua delle falde acquifere di Pantano Borghese.
La nascita spontanea del quartiere in cui questi resti si trovano ha portato a renderli estremamente vicini agli edifici, letteralmente inglobati negli isolati. Sappiamo infatti come in molti casi i resti romani sono stati usati, in molte parti di Roma, come parti di edifici più ampi e come punto di partenza per successive stratificazioni.
 
Acquedotto Alessandrino Torre Angela

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Birreria San Marco

San Marco Birreria Via Mazzarino

La Birreria San Marco si trovava in Via Mazzarino 8, nel Rione Monti. Oggi in quelli che furono i suoi locali è presente una delle sedi del noto fast food americano Burger King.

Ristorante Acchiappafantasmi



L'Acchiappafantasmi era un ristorante situato in Via del Cappellari 66, nel Rione Regola, e offriva specialità calabresi e pizze che hanno partecipato a campionati gastronomici. I fratelli Commisso, storici ristoratori calabresi, che gestivano il ristorante, hanno gestito negli anni anche il ristorante La Ruota di Siderno (premiato negli anni '80 dalla trasmissione Rai "Cha fai mangi?" come migliore ristorante di Calabria e Basilicata) e Peccati di Gola, a Trastevere.
Oggi al posto dell'Acchiappafantasmi si trova il ristorante Osteria dei Cappellari.

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Arco di Malborghetto

Malborghetto Via Flaminia


L'Arco di Malborghetto si trova in Via Barlassina, nella Zona Prima Porta. 
Si tratta di un complesso archeologico che ha subito negli anni numerose stratificazioni ed è stato riutilizzato in numerosi modi. Originariamente sorgeva lungo la Via Flaminia: l'attuale Via Barlassina, di fatto, in quel tratto altro non è che una complanare della consolare da cui è divisa dalla ferrovia.
La struttura originale era un tetrapilo, un arco a quattro porte, simile per dimensioni e per forma all'Arco di Giano, situato al Velabro. 
Le prime testimonianze di tale arco risalgono al IV secolo dopo Cristo dove, nei Cataloghi regionari è definito "Arcus Divi Costantini", e verosimilmente segnava l'incrocio tra la Via Flaminia e la Via Veientana, al XIII miglio dell'antica consolare. 
I tetrapili, infatti, solitamente erano una situazione architettonica usata nei quadrivi. Secondo l'archeologo tedesco Fritz Toebelmann, che all'inizio del XX secolo studiò abbondantemente il complesso, l'arco era stato realizzato nella prima metà del IV secolo, come intuì da un mattone che riporta un bollo dell'epoca dell'Imperatore Diocleziano. Tale mattone, situato sulla volta dell'edificio, riporta nello specifico il bollo OF CR AUG ET CAES NOS, officina esistita tra il 295 e il 305, durante il periodo della Tetrarchia. A questo va aggiunto che la tecnica di costruzione dell'edificio è molto simile a quella della coeva Basilica di Massenzio.
 
Giuliano da Sangallo Arco Costantino Via Flaminia

La ricostruzione fatta da Toebelmann, in cui aveva tratteggiato un tetrapilo, è compatibile con quella fatta nel XVI secolo da Giuliano da Sangallo, che aveva anche lui studiato il mocumento. In particolare, però, è interessante comprendere perché questa struttura monumentale si trovasse in una zona di aperta campagna, seppur si trattasse di un incrocio importante. Toebelmann, complice anche il nome di "Arcus Divi Costantini" con cui la struttura era nota e l'epoca in cui venne realizzata, avanzò l'ipotesi che fosse sorto nel luogo in cui l'imperatore Costantino si era accampato prima della battaglia di Ponte Milvio, combattutasi il 28 Ottobre 312. Tale luogo è in effetti compatibile con quello dell'accampamento, dato che a dispetto del nome la battaglia si è combattuta, principalmente nella zona di Prima Porta, dove infatti una monumentale targa la ricorda, e deve il nome a Ponte Milvio perché la tradizione vuole che qui si siano combattute le sue fasi finali in cui Massenzio, l'imperatore rivale di Costantino, ormai sconfitto, morì cadendo nel Tevere.

Arco Malborghetto Via Barlassina

Si parla dunque di un luogo altamente simbolico, sia ai fini della vittoria di Costantino su Massenzio sia per il Cristianesimo, visto che proprio in questo luogo l'Imperatore avrebbe avuto il celebre sogno in cui gli sarebbe comparso il monogramma di Cristo Chi-Rho, il cui uso nella battaglia sarebbe stato determinante a raggiungere la vittoria che avrebbe poi permesso a Costantino di emanare nel 313 l'Editto di Milano che avrebbe concesso la libertà di culto per i Cristiani.
Sicuramente, in seguito a questa, vittoria il Senato decise, nel 315, di far erigere un monumentale arco per onorare Costantino di fronte al Colosseo, ed è possibile che per la stessa ragione si sia deciso di realizzare un altro arco nel suburbio di Roma.

Antiquarium Via Flaminia Malborghetto

Per molti secoli l'edificio rimase nella sua forma originaria, seppur verosimilmente in crescente disuso nel corso dell'Alto Medioevo.
Probabilmente intorno all'XI Secolo l'arco viene trasformato in Chiesa: vengono chiusi i fornici, aggiunta un abside sul lato opposto alla Flaminia, assumendo dunque una pianta a croce greca. Come apprendiamo dalla ricostruzione di tale edificio e vista la sua posizione particolarmente isolata, doveva trattarsi con tutta probabilità di una struttura fortificata, come era solito per gli edifici suburbani medioevali, anche se non di uso strettamente militare.

Ricostruzione Chiesa Complesso Malborghetto

Nel 1256 notizie di un borgo fortificato in quest'area compaiono in un atto di divisione dei beni della famiglia Orsini, entrato poi nel 1263 entro le mura di un castrum che prese il nome di Burgus Sancti Nicolai de Arcu Virginis.
Il luogo fu dunque un castrum suburbano, che ospitò anche una taverna per pellegrini e viandanti, ma nel XV Secolo fu anche coinvolto nelle lotte tra le famiglie Orsini e Colonna. Proprio nel 1485, gli Orsini presero d'assalto questo presidio per cacciare i Colonna che ne avevano preso possesso: è probabilmente in seguito a tale fatto violento che la zona prese il nome di Malborghetto, anche se esiste anche la teoria secondo cui il nome sia dovuto al fatto che il luogo fosse stato occupato da briganti.
Nel XVI Secolo un aromatarius, ovvero un erborista, proveniente da Milano e stanziatosi a Roma, di nome Costantino Pietrasanta, prese in affitto il complesso, restaurandolo e dandogli l'aspetto attuale.
Nel XVIII Secolo lo Stato Pontificio ne fece una stazione di mezza posta, fino a quando Papa Pio VI Braschi (1775-1799)  non decise di far passare il servizio postale tra Civita Castellana e Roma dalla Cassia e non più dalla Flaminia, portando questo luogo a divenire un semplice casale.
 
Malborghetto tetrapylon

Nel 1982 il complesso di Malborghetto divenne parte del Demanio dello stato, che ne iniziò un'opera di riqualificazione e valorizzazione grazie anche alla figura di Gaetano Messineo, dirigente della sovrintendenza di Roma che promosse questo luogo e la vicina Villa di Livia e che, per questo, è ricordato in una targa sulla facciata del complesso di Malborghetto.
Oggi il luogo ospita un antiquarium con reperti rinvenuti lungo la Via Flaminia.

Malborghetto Roma Via Flaminia

 
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