Via Pietro Peretti

Via Pietro Peretti
 
Via Pietro Peretti è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Lungotevere Ripa e Vicolo di Santa Maria in Cappella. Originariamente questa strada era un tratto di Vicolo della Scalaccia, strada che come molte altre particolarmente vicine al Tevere venne profondamente trasformata con la realizzazione dei Lungotevere. Questo portò a dividere il vicolo in due differenti segmenti, quello minore che ancora oggi porta il nome originale, e Via Pietro Peretti, che nel 1911 assunse l'attuale denominazione in onore del chimico Pietro Peretti (Castagnole Po 1781 - Roma 1864), che fu farmacista segreto di Papa Pio VII Chiaramonti e che operò a Trastevere presso la farmacia di Piazza Santa Maria in Trastevere.
Sulla strada si affaccia, all'angolo con Via Augusto Jandolo, la Chiesa di Santa Maria in Cappella, ed è presente un interessante villino in stile Liberty.

Case Popolari ICP Piazza d'Armi II



Il complesso di case dell'Istituto di Case Popolari Piazza d'Armi II è situato nell'isolato compreso tra Via Oslavia, Via Vodice, Via Monte Santo, Via Sabotino e Via Fulcieri Paulucci de Calboli, nel Quartiere della Vittoria.
Il vasto intervento fu progettato dall'architetto Innocenzo Sabbatini nel 1925 e terminato nel 1926, si trattava del secondo intervento dell'ICP nel nuovo quartiere, dopo le case dell'ICP di Piazza d'Armi I, lungo Via Plava e Via Monte Santo oggi non più esistenti, progettate dallo stesso Sabbatini.
Il complesso è costituito da due grandi edifici, costituiti da quattro palazzine, con corte interna, posti uno sopra all'altro e raccordati da un viale alberato situato tra Via Monte Santo e Via Fulcieri Paulucci de Calboli.
Lo stile adottato da Sabbatini è quello del rinascimento, dipico degli anni Venti, con bugnati, timpani, logge, altane e stemmi monumentali.


Gli edifici si sviluppano su sei piani, il fronte su Via Sabotino è caratterizzato da ampi locali commerciali al pianterreno, mentre sull'attico della palazzina di destra si trova una grande cimasa decorativa con timpani e nicchie e timpano ricurvo sommitale.

La palazzina centrale lungo Via Sabotino 

In Via Fulceri Paulucci de Calboli si aprono le facciate di due palazzine caratterizzate da interessanti soluzioni angolari, decorate da arcate, rosette ed elementi decorativi in stucco.


La facciata del corpo centrale lungo via Oslavia è decorata da due grandi timpani centrali di ordine gigante, contenenti una finestra semicircolare, sorretti da lesene bugnate.





Via Germano Sommeiller

Via Germano Sommeiller

Via Germano Sommeiller è una strada del Rione Esquilino compresa tra Via Eleniana e Via Ludovico di Savoia. Le origini della strada risalgono al 1907, negli anni in cui venne edificata l'area compresa tra Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni in Laterano e Viale Manzoni. Andando più nello specifico, tale strada nacque insieme al quartiere dei Ferrovieri di fronte a Santa Croce in Gerusalemme, complesso in parte attraversato dalla strada.
Nel 1907, dunque, si decise di attribuire il nome a questa strada, seguendo la toponomastica della zona che vede le strade dedicate a figure strettamente legate a Casa Savoia e alla sua storia, venne dedicata a Germano Sommeiller (Saint Jeore en Faucigny 1815-Saint Jeore en Faucigny 1871), ingegnere che progettò tra le altre cose il traforo del Frejus.
Lungo la strada si affacciano numerosi edifici del complesso di case per ferrovieri di Santa Croce in Gerusalemme, oltre a diversi villini. E' poi presente l'Istituto Cor Iesu delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, che ospita al proprio interno la Chiesa di Santa Margherita Maria Alacoque, realizzata tra il 1922 e il 1925.

Vicolo Valdina

San Gregorio Nazianzeno Campanile

Vicolo Valdina è una strada del Rione Campo Marzio, compreso tra Via di Campo Marzio e Piazza Firenze. Il nome del vicolo deriva dalla famiglia Valdina-Cremona, che sulla squadra ha posseduto qualche proprietà.
Si tratta di un vicolo molto silenzioso, soprattutto se si pensa che ci troviamo a pochi passi da zone affollate come quella della Camera dei Deputati, del Pantheon e di Via del Corso. Ma questa sensazione non è l'unica cosa a stupire nel vicolo: alzando lo sguardo, grossomodo a metà della strada, si può scorgere il campanile della Chiesa di San Gregorio Nazianzeno, chiesa nascosta all'interno dello stesso isolato di Santa Maria in Campo Marzio e cui si accede dal vicolo.
Presso il vicolo è presente un complesso di proprietà della Camera dei Deputati, ricavato dall'ex convento di monache benedettine attiguo alla Chiesa di San Gregorio Nazianzeno cui negli anni 2000 si sono aggiunti gli attigui locali di un'ex edificio scolastico, un tempo sede della scuola media Francesco De Sanctis.

Via Francesco Maria Pasanisi

Via Francesco Maria Pasanisi

Via Francesco Maria Pasanisi è una strada del Quartiere Prenestino-Labicano che congiunge Via Vincenzo Coronelli e Piazza Copernico. Tale strada venne originariamente dedicata nel 1921 all'astronomo e cartografo Paolo Toscanelli (Firenze 1397-Pisa 1482), in linea con la toponomastica della zona in cui le vie sono dedicate soprattutto a cartografi, geografi e astronomi. Nel 1947, tuttavia, si decise di dedicare a Paolo Toscanelli il lungomare fino a quel momento dedicato a Cristoforo Colombo, e per questo  nel 1949 si decise di cambiarle nome a Via Toscanelli dedicandola al geografo Francesco Maria Pasanisi (1852-1905).
La strada da Via Coronelli sembra essere senza uscita, ma in realtà uno stretto passaggio la collega a Piazza Copernico. Si trova nella zona di Villa Serventi, caratterizzata dalla presenza di suggestivi villini.

Casa per i dipendenti del Governatorato di Piazza Mazzini



La Casa per i dipendenti del Governatorato di Piazza Mazzini è un complesso edilizio situato nell'isolato posto tra Piazza Giuseppe Mazzini, Viale Giuseppe Mazzini, Via Angelo Brofferio e Via Giuseppe Andreoli, nel Quartiere della Vittoria, è uno dei più importanti edifici costruiti negli anni Venti a Roma.
Nel 1925 il Governatorato di Roma bandì il primo concorso per la realizzazione di case d'abitazione destinate ai propri dipendenti, alla competizione parteciparono molti giovani architetti e il primo premio venne assegnato, nel 1926, al progetto realizzato dall'architetto Mario de Renzi e l'ingegner Luigi Ciarrocchi.
L'edificio fu progettato in un elaborato stile manierista, a volte erroneamente identificato come barocchetto romano, anche se in questo caso non si può parlare di barocco quanto di uno stile rinascimentale maturo, di ascendenza Toscana. I lavori terminarono nel 1929.


Il complesso è costituito da due grandi corpi di fabbrica, di cinque piani, che si sviluppano uno su Piazza Mazzini, Via Brofferio e parte di Via Andreoli, l'altro su Viale Mazzini e parte di Via Andreoli. I due corpi sono uniti fra loro dagli ingressi, costituiti da grandi arcate bugnate, culminanti in balaustre.

La facciata di Piazza Mazzini

Le facciate lungo Piazza Mazzini e gli angoli delle strade, queste ultime due identiche, sono particolarmente monumentali, con bugnature che arrivano lateralmente fino al terzo piano, e attici culminanti in belle cimase a edicola con timpano.

La facciata d'angolo fa Via Brofferio e Via Andreoli

Il piano terreno e il mezzanino sono decorati da una bugnatura liscia color pietra serena, le finestre del piano nobile sono tutte architravate e dotate di parapetti a balaustri bianchi. Centralmente vi si trovano balconi su mensoloni pronunciati. Sugli attici sono presenti caratteristici abbaini dotati di timpano e volute.


La facciata lungo Viale Mazzini è caratterizzata dallo stacco centrale dei due edifici, con facciate digradanti a terrazze, fra cui si apre l'ingresso principale.
Proprio all'altezza di quest'ultimo sono situate due splendide altane gemelle, decorate da arcate e lesene, con parapetto a balaustra.


Un restauro particolarmente curato ha restituito al complesso il colore originario, con bugnatura grigia e alcuni inserti architettonici color travertino.
Purtroppo negli anni Settanta sono stati rimossi la lunga serie di candelieri che decoravano le cimase, gli attici e le altane dell'edificio, che andrebbero assolutamente ripristinati.
Anche sopra le trabeazioni delle lesene bugnate del terzo piano erano presenti grandi mascheroni in stucco oggi perduti.

La serie ininterrotta di candelieri che caratterizzava in origine l'attico del complesso








Mattonella "Attenti al gatto" in Via Alfieri

mattonella gatto
 
In Via Alfieri, nel Rione Esquilino, è presente sul pavimento una semplice mattonella con l'immagine di un gatto che riporta la scritta "Attenti al gatto".

Targa in memoria di Elio Filippo Accrocca

San Lorenzo targa Accrocca

La targa in questione si trova in Via dei Rutoli, a San Lorenzo, nel Quartiere Tiburtino, e ricorda il poeta Elio Filippo Accrocca (Cori 1923 - Roma 1996), che visse presso questo quartiere. Ricordato nella targa attraverso alcuni suoi versi, non è ricordato solamente con questa targa a San Lorenzo: la targa di Via dei Latini che ricorda le vittime del bombardamento del 1943, infatti, cita altri versi sempre di Accrocca.

Edicola Mariana in Largo Toniolo angolo Via del Pozzo delle Cornacchie

Edicola Sacra Via Pozzo Cornacchie

In Via del Pozzo delle Cornacchie all'angolo con Largo Giuseppe Toniolo, nel Rione Sant'Eustachio, è presente un'Edicola Sacra rafigurante il volto della Madonna con sotto la scritta "Ave Maria".

Segnale di un idrante sul Palazzo dell'INA in Largo del Tritone

 


Sul bugnato del Palazzo dell'INA in Largo del Tritone, nel Rione Trevi, è presente un segnale che indica un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati con simili lettere dipinte per essere usati in caso di bombardamenti o altri eventi bellici.

Segnale di un idrante in Via della Pace

Segnale Idrante Via della Pace

In Via della Pace, nel Rione Ponte, è presente un segnale che indica un idrante risalente alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli idranti erano segnalati con simili lettere dipinte per essere usati in caso di bombardamenti o altri eventi bellici.

Targa in memoria della dedicazione della Chiesa di Sant'Igino Papa da parte di Papa San Giovanni Paolo II

San Giovanni Paolo II Sant'Igino targa

La targa in questione si trova all'ingresso della Chiesa di Sant'Igino Papa, in Via Ernesto Rossi, nella parte del Quartiere Collatino nota come Colli Aniene, e ricorda come tale Chiesa sia stata inaugurata e dedicata a Sant'Igino Domenica 20 Gennaio 1991 da Sua Santità Papa San Giovanni Paolo II Woytjla (1978-2005), mentre il Cardinale Camillo Ruini era Vicario di Roma, Monsignor Salvatore Boccaccio Vescovo Ausiliare e Don Matteo Rus Primo Parroco.
La targa è stata qui posta il 12 Luglio 1997, nel ventesimo anniversario dell'istituzione della Parrocchia.

Targa in memoria della costruzione della Grande Moschea di Roma

Targa Moschea Roma

La targa in questione si trova presso la Grande Moschea di Roma, in Via della Moschea, nel Quartiere Parioli, e ricorda la costruzione dell'edificio di culto islamico, ripercorrendone la storia da quando il Re dell'Arabia Saudita Faisal manifestò al governo italiano la volontà di realizzarlo nel 1974, fino al progetto degli architetti Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti e Sami Mousawi e ringraziando una serie di personalità che hanno contribuito alla realizzazione dell'edificio. Sotto la targa è riportata la data del 21 Giugno 1995, data dell'inaugurazione della Moschea.

Fontana dei Cavalli Marini di Villa Borghese



La Fontana dei Cavalli Marini è situata nel parco di Villa Borghese, nel Quartiere Pinciano.
Si trova in una piazza circolare, Piazzale dei Cavalli Marini, cui conducono quattro viali tra cui quello d'accesso di Via di Porta Pinciana, Viale dei Cavalli Marini.

La fontana nel 1842

La Fontana venne costruita nel 1791, per volontà di Marcantonio IV Borghese, in sostituzione della precedente Fontana del Mascherone, essa venne realizzata dallo scultore Vincenzo Pacetti su progetto del pittore tirolese Cristoforo Unterperger. La vasca fu invece scoplita da Giovanni Antonio Bertè.
Quattro cavalli marini, con il corpo da pesce, dotati di grandi pinne, affiorano dal centro della fontana, essi sorreggono con le teste e con le code una vasca circolare, sormontata da un doppio calice, decorato con foglie di acanto, da cui zampilla l'acqua.


Purtroppo oggi i getti d'acqua provenienti dai cavalli sono piuttosto miseri rispetto a quanto fossero quelli originali, come si può notare nei dipinti dell'Ottocento e in alcune foto di inizi Novecento.



Primarie per il candidato sindaco di Roma del centrosinistra 2021

Primarie Sindaco 2021 mappa

Il 20 Giugno 2021 una coalizione di partiti di centrosinistra ha organizzato elezioni primarie per scegliere il candidato sindaco di Roma per le elezioni comunali del prossimo autunno. Al voto, svolto in una serie di gazebo sparsi per la città cui è stata affiancata la possibilità di esprimere la propria preferenza online, hanno partecipato 48.624 cittadini che hanno potuto scegliere tra il candidato del PD Roberto Gualtieri, il civico di centrosinistra Giovanni Caudo, la candidata di Liberare Roma Imma Battaglia, l'esponente di Sinistra per Roma Stefano Fassina, l'esponente del Partito Socialista Cristina Grancio, il civico Tobia Zevi e il candidato di Demos Paolo Ciani. A vincere è stato l'ex ministro dell'Economia Gualtieri, che sfiderà così la sindaca uscente Virginia Raggi del Movimento Cinque Stelle, il candidato del Centrodestra Enrico Michetti e quello di Azione Carlo Calenda, oltre a altri candidati in una rosa di nomi ancora da completare.
Ma andiamo a vedere nello specifico per chi hanno votato i Romani e come sono andati i diversi candidati nei vari municipi. I dati sono stati presi dal sito Tu Noi Roma, dedicato all'organizzazione delle primarie (il link).
 
Primarie Gualtieri risultati

Risultati definitivi:
Gualtieri  60,26%
Caudo     15,83%
Ciani         7,24%
Battaglia   6,35%
Fassina      5,36%
Zevi           3,40%
Grancio     1,06%

Risultati nei singoli Municipi:

I Municipio
Gualtieri   59,25%
Caudo       16,60%
Ciani           9,76%
Fassina        4,74%
Zevi             4,61%
Battaglia      4,42%
Grancio       0,63%
 
Risultato Caudo Primarie

 

II Municipio
Gualtieri   57,47%
Caudo       24,49%
Zevi            5,09%
Fassina       4,58%
Ciani          4,55%
Battaglia    3,02%
Grancio      0,80%

III Municipio
Gualtieri   48,91%
Caudo       35,58%
Ciani          6,85%
Fassina       4,09%
Battaglia    2,31%
Zevi           1,53%
Grancio      0,72%

Mappa primarie Ciani 2021


IV Municipio
Gualtieri   72,44%
Caudo        8,77%
Battaglia    7,32%
Fassina       4,41%
Ciani          3,18%
Zevi            1,77%
Grancio      1,17%

V Municipio
Gualtieri   55,11%
Caudo       12,34%
Battaglia     7,98%
Fassina        7,32%
Ciani           6,46%
Zevi            1,80%
Grancio       0,92%

Risultati Battaglia primarie 2021

VI Municipio
Gualtieri   68,91%
Caudo        9,27%
Ciani          8,33%
Fassina       5,16%
Battaglia     4,99%
Zevi            1,94%
Grancio      1,41%

VII Municipio
Gualtieri   65,34%
Caudo       11,92%
Battaglia   10,47%
Fassina       6,05%
Ciani          3,39%
Zevi           2,08%
Grancio      0,75%

VIII Municipio
Gualtieri   51,48%
Battaglia   20,72%
Caudo       12,66%
Ciani          7,43%
Fassina       4,68%
Zevi            2,03%
Grancio      1,08%

IX Municipio
Gualtieri   64,09%
Ciani        11,24%
Caudo        8,71%
Fassina      7,58%
Battaglia    5,17%
Zevi           2,07%
Grancio      1,13%

X Municipio
Gualtieri   70,41%
Ciani          8,09%
Caudo        6,09%
Fassina       5,37%
Zevi            4,33%
Battaglia     4,06%
Grancio       1,65%

XI Municipio
Gualtieri   62,71%
Ciani         11,97%
Caudo         8,42%
Zevi            6,31%
Battaglia     5,71%
Fassina       3,69%
Grancio      1,18%

XII Municipio
Gualtieri   66,47%
Caudo       11,69%
Ciani          9,46%
Battaglia    4,52%
Fassina       4,40%
Zevi           3,00%
Grancio     0,47%

XIII Municipio
Gualtiero   66,57%
Caudo        12,73%
Battaglia     7,22%
Fassina        5,29%
Ciani           4,95%
Zevi            1,94%
Grancio       1,30%
 
XIV Municipio
Gualtieri   58,03%
Caudo       14,86%
Ciani           8,35%
Fassina        5,88%
Battaglia     5,39%
Zevi             5,09%
Grancio        2,40%

XV Municipio
Gualtieri   67,80%
Caudo       11,95%
Battaglia     5,61%
Ciani          5,09%
Fassina       4,51%
Zevi            3,60%
Grancio       1,44%

Voto online
Gualtieri   39,76%
Caudo       37,65%
Zevi            7,12%
Ciani           6,01%
Battaglia     5,04%
Fassina        4,08%
Grancio        0,33%

 

Tutti potenziali bersagli

Monumento piazzale Ostiense
 
In Piazzale Ostiense, nel Quartiere Ostiense, è presente un monumento chiamato "Tutti potenziali bersagli" che ricorda tutte le vittimedel nazismo e del fascismo in primis e anche di tutti quei fenomeni a essi riconducibili dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, come espresso nella targa posta a un lato del monumento.
L'opera è stata realizzata nel 1995 da Emilio Leofreddi, e raffigura cinque sagome, ciascuna con un mirino e incatenate tra di loro che guardano ciascuna contro altrettanti specchi. Come si evince dal titolo, significa che qualsiasi comune cittadino può essere un potenziale bersaglio di una persecuzione come quelle ricordate.
 
targa monumento piazzale ostiense

Su ciascuna delle cinque sagome è posto un simbolo che richiama una specifica categoria perseguitata sotto il nazismo: un triangolo rosa per gli omosessuali, uno blu per gli emigrati in fuga dal nazismo, un marrone per gli zingari, uno rosso per gli oppositori politici e una stella di David gialla per gli Ebrei. Oltre a questo, le cinque sagome differiscono nelle mani legate.
A un lato del monumento è posta una targa che spiega il significato dell'opera.
Tale monumento è stato realizzato in seguito a una sottoscrizione spontanea ed inaugurato il 25 Aprile 1995.

Altri siti che ne parlano:

Stabilimenti Cinematografici Cines



Gli Stabilimenti Cinematografici Cines erano situati tra Via Veio, Piazza Tuscolo, Via Magna Grecia, Via Soana e Via Gabi, nel Quartiere Appio Latino, oggi non sono più esistenti.


Nel 1905 gli imprenditori Alberini & Santoni, proprietari del Cinema Moderno, costruirono un teatro per la produzione cinematografica, il primo d'Italia, in una traversa di Via Appia Nuova, poi ribattezzata Via Veio, ad angolo con Vicolo delle tre Madonne.


Questo primo edificio si trovava sulla destra di via Veio, ed era un vero e proprio teatro sviluppato su due piani, posto fra i campi di carciofi e le osterie della zona. 
Il 1905 vi fu realizzato uno dei primi film della storia del cinema Italiano: La presa di Roma.

Gi stabilimenti Cines nel 1911

La fondazione della Società Cines avvenne nell'aprile del 1906 ad opera di Adolfo Pouchain, lo stabilimento cinematografico fu ricavato nell'edificio di Alberini & Santoni.
Dopo l'incendio sviluppatosi nel 1907 furono costruiti due grandi teatri di posa, dall'altro lato di Via Veio, i futuri teatri 1 e 2.

I primi teatri di posa, nel 1911

Nei nuovi stabilimenti vennero realizzati importanti film storici come Otello Garibaldi, del 1907, mentre il 1913 fu girato il famosissimo Quo Vadis? di Enrico Guazzaroni.
Successivamente con la I Guerra Mondiale la produzione cinematografica crollò e lo stabilimento venne chiuso nel 1921.


Il 1929 il produttore Stefano Pittaluga rilevò gli stabilimenti e ne operò una profonda ristrutturazione, costruendo anche i teatri di posa n 3 e 4, verso Via Gabi, mentre in Piazza Tuscolo si trovavano i depositi dei materiali di scena. Gli Stabilimenti furono inaugurati dal Ministro delle Corporazioni Giuseppe Bottai il 25 maggio del 1930.

Gli Stabilimenti Cines da Via Magna Grecia, nel 1931

Negli stabilimenti venne girato il primo film sonoro Italiano: La canzone dell'amore del 1930.
Gli anni successivi videro le riprese di molti film, tra cui quelli dei registi Carlo Ludovico Bragaglia, Alessandro Blasetti, Goffredo Alessandrini e Mario Camerini, vi lavorarono attori del calibro di Vittorio De Sica, Ettore Petrolini ed Elsa Merlini. Negli anni Trenta metà della produzione cinematografica Italiana si svolgeva nel complesso della Cines.

Pianta degli stabilimenti nel 1930

Nel giugno del 1935 la Cines fu acquistata dalla SAISC dell'Onorevole Carlo Roncoroni.
La notte del 26 settembre del 1935 i teatri di posa 3 e 4 furono devastati da un vasto incendio. In quel momento, anche se la produzione cinematografica aveva subito ripreso nei teatri risparmiati dalle fiamme, bisognava decidere se restaurare gli edifici distrutti o rifondare interamente lo stabilimento.

Vittorio De Sica osserva le macerie degli stabilimenti dopo l'incendio 

Il Roncoroni decise quindi di costruire dei nuovi enormi stabilimenti cinematografici sulla Via Tuscolana, su terreni agricoli, pagati a bassi prezzo, che sarebbero diventati poi Cinecittà.
Questa scelta comportò la demolizione dell'intero complesso, attuata nel 1937, con l'ampliamento di Via Magna Grecia fino a Piazza Tuscolo, i terreni liberi vennero edificati ad intensivi soltanto negli anni Cinquanta, mentre tra Via Veio e Via Magna Grecia fu costruito nel 1957 il Mercato Metronio.




Statua di San Pietro in Cattedra


La statua di San Pietro in Cattedra si trova nella Basilica di San Pietro in Roma, nella Città del Vaticano, ed è una delle più importanti statue devozionali della città.
Essa è stata realizzata in bronzo dallo scultore Arnolfo di Cambio nel 1200, ma la tradizione la faceva risalire al V secolo, quando il Pontefice San Leone Magno, dopo l'incontro con Attila, avrebbe fatto fondere la statua di Giove Capitolino per realizzare questa raffigurazione dell'Apostolo di Roma.


Il santo è ritratto seduto sulla cattedra, nell'atto di benedire con la mano destra, alla maniera greca, mentre con la sinistra tiene le chiavi del Paradiso. Il piede destro, leggermente proteso in avanti, è stato da sempre la meta di devozione popolare, che ha comportato la scomparsa delle dita e di parte del sandalo.


Nel Medioevo la statua si trovava nel Chiostro di San Martino dell'antica Basilica, quando la cupola della nuova San Pietro venne completata, sotto il Pontefice Paolo V, la statua fu spostata nella navata centrale.
Nel 1871 il Papa Pio IX fece realizzare il maestoso baldacchino, sormontato da una targa commemorativa del Concilio Vaticano I, a sua volta ornata da un tondo in mosaico raffigurante il Pontefice, sorretto da due cherubini.


Nel 1971 furono collocati accanto alla statua due torcieri di bronzo, opera dello scultore Egidio Giaroli.
In occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, la statua viene rivestita con un piviale in damasco rosso e oro, e sul capo viene posta una tiara argentata, decorata con oro e pietre preziose, simbolo del potere papale.

Papa Francesco bacia il piede della statua di San Pietro, in segno di devozione

 

Targa in memoria di Giuseppe e Francesco Cinelli


La targa in questione si trova in Via Antonio Rubino, alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense, e ricorda i fratelli Giuseppe (1902-1944) e Francesco Cinelli (1899-1944), partigiani delle Brigate Garibaldi uccisi nell'eccidio delle Fosse Ardeatine che vissero presso questo lotto.

Targa in memoria di Ernesto De Martino

targa De Martino

La targa in questione si trova in Piazza Caterina Sforza, nel Quartiere Ostiense, e ricorda il filosofo e antropologo Ernesto De Martino (Napoli 1908 - Roma 1965), che negli anni dopo la Seconda Guerra Mondiale visse in questo edificio.
La targa è stata qui posta dall'VIII Municipio il 6 Maggio 2016 in occasione del 50esimo anniversario della scomparsa di De Martino.

Maternità Savetti

Maternità Savetti

In Via Anicia n 7, nel Rione Trastevere, è presente l'edificio che per molti anni ospitò la Maternità Savetti. 
Tale centro ostetrico era nato nel 1877 su iniziativa del medico dell'Ospedale Santo Spirito Giulio Bastianelli, che nello stesso anno dette l'impulso per l'apertura anche delle maternità Panunzi (all'Arco dei Banchi) e Asdrubali (in Via Ferruccio), con l'obiettivo di garantire assistenza ostetrica alle donne indigenti. Questa venne dedicata all'illustre medico ostetrico Filippo Savetti (1784-1855).
Nel 1890 tutti e tre i centri passarono per volontà del Governo Crispi sotto il controllo della Congregazione di Carità di Roma che successivamente le pose sotto la direzione dell'Asilo Materno di Via Arno, una realtà con simili finalità nata dall'impulso di alcune donne benestanti nel 1903.
Negli anni successivi questo sistema vide una riorganizzazione: nel 1907 chiuse la Asdrubali e nel 1916 la Panunzi, venendo assorbite dall'Asili Materno, che si trovava tuttavia in una zona all'epoca periferica, fatto che causò numerose proteste. Tali rimostranze permisero alla Maternità Savetti di continuare ad operare.
Nel 1922, tuttavia, la Savetti fu protagonista di un episodio di malasanità: un medico mise negli occhi di quattro bambini gocce di una soluzione con quantità di nitrato d'argento ben superiori alla norma. Il Ministero dell'Interno, da cui dipendeva all'epoca la sanità, aprì un'inchiesta a riguardo. Il rischio della chiusura della Maternità Savetti fu concreto, ma ciò avrebbe seriamente danneggiato le donne in gravidanza nella popolosa zona di Trastevere, che non disponeva di altri ricoveri specializzati.
Nel 1927 presso la clinica venne creata una guardia ostetrica permanente alle dipendenze del Policlinico Umberto I. Tali migliorie portarono gradualmente a un incremento del numero di partorienti ospitate presso la clinica.
Nel 1937 una nuova legge soppresse le Congregazioni di Carità, compresa quella di Roma, e le sue funzioni vennero trasferite all'Ente Comunale di Assistenza (ECA), che dunque iniziò a gestire la Maternità Savetti. Essa fu posta, insieme ad altre strutture di natura medica e assistenziale, sotto gli Istituti Riuniti di Assistenza e Beneficienza di Roma.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la clinica continuò a funzionare regolarmente fino agli inizi degli anni '60, quando venne chiusa. In quegli anni il sistema ospedaliero era in fase di implementazione e si apprestava a nascere il sistema sanitario nazionale, e una struttura del genere risultava ormai in gran parte superata.
Il semplice ma pregevole edificio che ospitava la maternità riporta ancora sull'architrave la scritta "Congregazione di Carità di Roma".

Altri siti che ne parlano: