Via Edoardo D'Onofrio
Via Edoardo D'Onofrio si trova nella parte della Zona Tor Cervara nota come Colli Aniene, compresa tra Viale Palmiro Togliatti e Via Camillo Corsanego. La strada venne istituita nel 1978, compresa tra Viale Palmiro Togliatti e senza uscita, e dedicata all'esponente Romano del Partito Comunista Italiano Edoardo D'Onofrio (Roma 1901 - Roma 1973).
Nel 1992 i confini della strada furono mutati in quelli attuali.
Targa del Collegio degli Speziali
La targa in questione si trova in Via in Miranda, nel Rioe Campitelli, ed è un'antica iscrizione che segnala l'antico Collegio degli Speziali, situato nei locali annessi alla Chiesa di San Lorenzo in Miranda e successivamente occupata dalla facoltà di Chimica dell'Università La Sapienza di Roma.
Madonna col Bambino di Via In Miranda
La Madonna col Bambino situata in Via in Miranda, nel Rione Campitelli, è un'Immagine Sacra dai colori vivaci su un semplice tabernacolo di travertino di dimensioni abbastanza ridotte.
Parco degli Acquedotti
Il Parco degli Acquedotti è un parco del Quartiere Appio-Claudio, situato tra la Circonvallazione Tuscolana, Via Lemonia e la ferrovia Roma-Napoli.
Si tratta di una zona di Agro Romano in cui sono presenti numerosi resti di diversi acquedotti, risalenti sia all'Antica Roma che allo Stato Pontificio, tra cui l'Acquedotto Claudio, l'Anio Vetus, l'Anio Novus, l'Acqua Marcia, l'Acqua Iulia, l'Acqua Felice e l'Acqua Tepula.
Questo suo carattere suggestivo lo rende da molti secoli meta di scampagnate e gite fuori porta, e ci permette di immaginare come era l'Agro Romano in direzione dei Colli Albani prima dell'urbanizzazione lungo la Via Appia Nuova e la Via Tuscolana, con veduta a perdita d'occhio fino ai Castelli Romani.
In questa zona, nel 539 il Re dei Goti, Vitige, si accampò usando proprio alcuni acquedotti come confini del proprio campo, tanto che la zona specifica fu detta "Campo Barbarico".
Nell'area sono inoltre presenti diversi edifici di interesse storico, come la Villa delle Vignacce, appartenuta forse a Quinto Servilio Pudente, senatore Romano del II Secolo dopo Cristo, la Villa dei Sette Bassi, appartenuta probabilmente al console Settimio Basso, e la Tomba di Cento Scalini.
Vi sono poi edifici successivi, come la medievale Torre del Fiscale, il Casale di Roma Vecchia, risalente anch'esso al Medioevo, e l'Ottocentesco Casale del Sellarello, una casa cantoniera del 1862.
Nel 1122 Papa Callisto II ha inoltre realizzato in quest'area la Marrana dell'Acqua Mariana, un canale artificiale che arrivava a Roma.
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| L'area in una mappa dei primi dell'Ottocento |
Per secoli l'area fu dunque pieno Agro Romano, in gran parte compresa nella Tenuta di Roma Vecchia, appartenente alla famiglia Torlonia.
Soltanto nel 1965 il Piano Regolatore non la destinò a verde pubblico.
Per anni il Comune si impegnò a destinare l'area a tale funzione, sgomberandola dalle numerose baracche che vi erano state edificate.
Solo nel 1986, tuttavia, l'area del Parco degli Acquedotti venne inserita nel Parco Regionale dell'Appia Antica, e nel 1992 l'area, ormai adibita ufficialmente a verde pubblico, venne ufficialmente denominata dal Comune di Roma come Parco degli Acquedotti.
Cappella dei Miracoli
La Cappella dei Miracoli si trova in Via degli Equi, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo. Si tratta di una Chiesa Cristiana Missionaria Internazionale, di confessione Evangelica, fondata nel 1989 all'interno di un edificio storico del quartiere di San Lorenzo.
Sopra la porta è presente un'insegna con scritto "Cappella dei Miracoli - Gesù ti ama", con a fianco una Croce.
Sepolcro di Eurisace
Il Sepolcro di Eurisace si trova in Piazzale Labicano, nel Quartiere Prenestino-Labicano, proprio di fronte a Porta Maggiore.
Si tratta di un sepolcro Romano risalente circa al 30 avanti Cristo in cui sono sepolti il fornaio Marco Virgilio Eurisace e sua moglie Atistia.
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| Plastico del sepolcro di Eurisace del Museo della Civiltà Romana |
La tomba monumentale, di pianta trapezoidale, poichè posta tra la Via Labicana e la Via Prenestina, realizzata in opera muraria e rivestita travertino, era suddivisa iin tre livelli, il primo contenente il basamento, il secondo decorato da nicchie contenenti semicolonne priva di capitello, il terzo, inquadrato da lesene, contenente il bassorilievo dei due coniugi defunti, una serie di finestre circolari e il fregio.
Tutto nel mausoleo richiama il mestiere di Eurisace, numerosi infatti sono gli aspetti che rimandano a un forno, a partire dai quindici elementi cilindrici cavi, che si trovano su tre file, ad imitazione delle impastatrici utilizzate nei forni di età romana.
Anche i fregi ospitano rilievi che richiamano le diverse fasi di lavorazione del pane, dall'attività molitoria del grano, alla pezzatura e infornata del pane.
L'urna in cui sono custodite le ceneri di Atistia, oggi conservata presso il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, è la riproduzione di una madia di pane.
Non si hanno molte informazioni su Eurisace, ritenuto dagli storici probabilmente un liberto Romano arricchitosi grazie alla professione di fornaio.
Le altre notizie sulla sua vita sono date dall'iscrizione sul suo sepolcro, che recita: "Est hoc monimentum Marcei Vergilei Eurysacis pistoris, redentoris, apparet(oris)", ovvero "Questo sepolcro appartiene a Marco Virgilio Eurisace fornaio, appaltatore, apparitore". Questi dati ci fanno sapere che Eurisace lavorava come fornaio per lo Stato, cui vendeva i propri prodotti, ed era anche un ufficiale subalterno, apparitore, di una personalità di primo piano, forse un Sacerdote o un Magistrato.
Il sepolcro di Eurisace è quindi con tutta probabilità un esempio di sepoltura monumentale di un personaggio non appartenente al patriziato dell'Antica Roma.
Il sepolcro fu risparmiato durante la realizzazione dell'acquedotto Claudio, tra il 38 e 52 dopo Cristo; nel Medioevo, venne inglobato in uno dei torrioni costruiti per la difesa di Porta Maggiore, costruito nel V secolo da Onorio, e vi rimase per diversi secoli.
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| Porta Maggiore con le fortificazioni onoriane, prima dell'intervento di Gregorio XVI |
Nel 1838 Papa Gregorio XVI Cappellari (1831-1846) iniziò una serie di lavori per ripristinare l'aspetto originario di Porta Maggiore (ricordati in due diverse targhe commemorative), demolendo i torrioni medievali. Proprio nell'abbattimenti di queste strutture, venne nuovamente alla luce il sepolcro che, successivamente restaurato, è oggi ben visibile.
Il gruppo scultoreo di Erisace e Atistia, in marmo pentelico, rimosso dal monumento negli anni cinquanta, è stato restaurato nel 2019, e si trova oggi esposto alla Centrale Montemartini, dopo essere stato per anni nei depositi dei Musei Capitolini.
Negli anni trenta del Novecento il sepolcro fu preso a modello per alcuni elementi architettonici, come le finestre circolari riutilizzate da Raffaele de Vico nel serbatoio dell'Acqua Marcia di Via Eleniana, e poi ampliamente diffuse nell'architettura razionalista romana.
Vetreria Sciarra
La Vetreria Sciarra si trova in Via dei Volsci all'angolo con Via dei Reti, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo.
L'origine dell'edificio risale al 1926, quando venne realizzata come stabilimento per l'azienda produttrice di vetri Vetreria Sciarra, fondata dell'imprenditore Pietro Sciarra.
L'edificio è in stile anni Venti, e presenta riferimenti architettonici al Rinascimento, come il portale bugnato, ed alla classicità.
Un fastigio con uno scudo araldico, oggi perduto, sormontava la facciata, poi soprelevata.
Fino agli anni Ottanta l'edificio ha funzionato come vetreria, per poi rimanere abbandonato con il trasferimento della produzione in Via Giovanni Marinelli, nel Quartiere Prenestino-Labicano.
Rimasta per decenni in stato di degrado, nel 2004 venne individuata come sede di alcune aule dell'Università La Sapienza di Roma, nell'ambito della decentralizzazione dei servizi dell'ateneo.
Il rifacimento viene assegnato allo studio di architettura Spsk+, che conserva fedelmente l'esterno dell'edificio e ne adatta l'interno alla sua nuova funzione di sede della Facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza. Per la nuova funzione, il principale problema è stato quello di portarvi maggiore luce: una sede universitaria, infatti, necessita di maggiore luminosità rispetto ad uno stabilimento industriale. Per questa ragione è stato creato dagli architetti un cortile interno.
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