Via Balilla


Via Balilla è una strada del Rione Esquilino, compresa tra Via Pietro Micca e Via Giovanni Giolitti. 
Tale strada sorse nel 1911, quando la II Cooperativa Luzzatti realizzò le piccole case per alloggi popolari tra Via di Porta Maggiore e Via Principe di Piemonte (attuale Via Giovanni Giolitti), al centro delle quali sorse questa strada, originariamente una via privata all'interno del complesso della cooperativa che, nel 1914, venne dedicata a Giovanni Battista Perasso (Genova 1735-Genova 1781), noto ai più come Balilla, giovane eroe genovese che iniziò nel quartiere di Portoria una rivolta anti-asburgica.

Via Balilla nel 1943

Le piccole case, basse e simili a quelle della I Cooperativa Luzzatti, sono opera dell'architetto Umberto Leoni.
Il clima di paese dato dalla particolare conformazione della strada è rispettato dai suoi abitanti che, tra le altre cose, organizzano una volta l'anno una festa di quartiere in mezzo alla strada.
Nella strada è presente un'Edicola Sacra.

I Cooperativa Luzzatti


La I Cooperativa Luzzatti fu la prima delle tre cooperative Luzzatti a nascere proprio immediatamente dopo l'approvazione della Legge Luzzatti del 1903.

La Cooperativa Luzzatti I in una mappa del 1911

Tale legge, che tra le altre cose portò alla nascita dell'Istituto Case Popolari (ICP), splanacò la strada alla possibilità di creare cooperative per realizzare alloggi a basso costo.

I Cooperativa Luzzatti Mappa

La I Cooperativa Luzzatti iniziò dunque immediatamente a realizzare un nuovo nucleo di edifici a basso costo compresi tra Viale Manzoni e Via Nino Bixio, intorno a una strada che di lì a poco prese il nome di Via Luigi Pianciani. Il luogo non è casuale: nei primi decenni da capitale del Regno d'Italia, Roma aveva visto la nascita di numerose officine e strutture industriali nell'area all'inizio della Prenestina e della Casilina, fatto che aveva favorito la nascita e lo sviluppo dei primi quartieri operai - a partire da San Lorenzo - in questo settore. La zona, quindi, andò a occupare un'area compresa tra queste zone e il nucleo del nascente Rione Esquilino, su terreni che il PRG prevedeva di impiegare in altro modo, per cercare di creare una continuità urbanistica tra i nuovi nuclei.

Le case della Cooperativa Luzzatti I viste da Via Conte Verde

Si tratta di un complesso realizzato da Vittorio Mascanzoni composto da edifici bassi dai prospetti semplici, caratterizzati da elementi architettonici appena accennati, che vedono su Via Bixio un interruzione al ritmo dalla sede centrale della Cooperativa, opera di Leoni. Tali edifici bassi dovevano rispondere alla necessità di realizzare una casa più funzionalmente spaziosa per ciascuno dei soci, cui era assegnato uno spazio molto piccolo che portò Mascanzoni a rendere gli interni più funzionali possibile.


Nel 1968 l'aspetto dell'area venne alterato dalla demolizione dell'isolato tra Viale Manzoni e Via Pianciani, al cui posto venne realizzata grande la sede del Provveditoriato.

Chiese del Rione Ripa

A seguire un elenco relativo alle Chiese del Rione Ripa, elencate in ordine alfabetico. In questa lista riteniamo inserire tutte le Chiese la cui struttura è ancora esistente, anche se sconsacrata. Per quanto riguarda le Chiese non più esistenti o di cui restano avanzi particolarmente ridotti, abbiamo realizzato una lista apposita che trovate anche qui sotto.

Sant'Alessio, Piazza Sant'Alessio
Santa Maria del Priorato, Piazza dei Cavalieri di Malta
Santa Prisca, Via di Santa Prisca
Santa Sabina, Piazza Pietro d'Illiria

Badia Primaziale di Sant'Anselmo all'Aventino



La Badia Primaziale di Sant'Anselmo si trova sul colle Aventino, in Piazza dei Cavalieri di Malta n. 5 nel Rione Ripa.
La grande abbazia ospita il Pontificio Ateneo e Collegio Internazionale Benedettino e l'abate primate dell'ordine dei Benedettini, la Chiesa di Sant'Anselmo è la cappella del convento.
Il complesso fu costruito per volere del Pontefice Leone XIII su terreni dell'Ordine di Malta, scelti dal Mons. Giulio Sacchetti nel 1891 e donati tramite il volere della Santa Sede all'ordine religioso.
La realizzazione del convento fu affidata all'architetto Francesco Vespignani, su disegni dell'abate Ildebrando di Hemptime, che adottò lo stile romanico lombardo.
La prima pietra venne solennemente posata il 18 aprile 1893 e i lavori si conclusero nel 1896, il convento fu inaugurato il 1 novembre dello stesso anno.

Il convento visto da Testaccio, con in primo piano la Chiesa di Sant'Anselmo

All'epoca l'Aventino era completamente privo di costruzioni, mentre a Testaccio erano già edificati alcuni fabbricati, dal convento si vedeva tutta la campagna posta a Sud di Roma e verso Monteverde.


L'edificio si sviluppa attorno ad un grande chiostro doppio, dotato di arcate su pilastri, occupato da un giardino piantato a palme.
Verso Ovest si trova la Chiesa di Sant'Anselmo, con il grande campanile di cinque piani con finestre romaniche su colonnine.


Le facciate sono dotate di tre piani, il piano terra è dotato di contrafforti in mattoni posti fra le monofore, il primo piano è decorato da arcate in laterizio che inquadrano le finestre mentre il terzo piano è occupato da bifore, o trifore, inquadrate da colonne in marmo con capitello corinzio. Dall'altro lato rispetto alla chiesa si trova un'alta torre con beccatelli e una loggia ad arcate sommitale.

Vista dell'ala meridionale del convento dagli orti del colle Aventino

Oltre la torre si prolunga un'ala del convento protesa verso Sud, essa termina con tre grandi finestre ad arco con parapetto a colonnine.


Al primo piano è presente una balconata in laterizio che cinge tutta la facciata. Al secondo si affaccia un piccolo balcone con parapetto a colonnine, sorretto da colonne binate.

L'ingresso del convento e Piazza dei Cavalieri di Malta

Davanti alla chiesa si trova un piccolo portico, che è l'ingresso alla chiesa e al convento, e si affaccia su Santa Maria del Priorato e Trastevere.
Un altro chiostro è posto a Nord, verso l'ingresso, inquadrato da due torri che si affacciano su via di Porta Lavernale.


Le torri sono dotate di bugnato angolare in travertino al piano terra, di bifore architravate al primo piano e di piccole trifore all'ultimo piano, dei beccatelli sostengono il tetto a spioventi.


La torre posta verso l'ingresso è dotata al primo piano di una grande lapide commemorativa dedicata a Leone XIII sormontata da uno stemma papale.
L'ingresso è costituito da un portale in laterizio posto in Piazza dei Cavalieri di Malta. L'arcata è inquadrata da da una cornice quadrangolare che poggia su colonne corinzie in travertino.


Il viale di ingresso è fiancheggiato da antichi cipressi che costeggiano il muro piranesiano di Piazza dei Cavalieri di Malta, il viale conduce ad un piazzale su cui si affaccia il quadriportico che conduce al convento.


Un grande giardino si estende fino a via Marmorata e a Lungotevere Aventino, è coltivato olivi nella tradizione benedettina dell'ora et labora.


Villino Sartorio




Il Villino Sartorio si trova in Via Tiburtina n. 300, nel Quartiere Tiburtino.


Venne costruito nel 1896 per lo scultore Giuseppe Maria Sartorio dall'ingegner Efisio Garau.

Il Villino Sartorio, posto lungo la Tiburtina, in una mappa del 1903

L'edificio doveva servire da abitazione e da studio all'artista, infatti al primo piano si trovava il grande studio di scultura, frequentato dai suoi allievi.


Il villino ha una pianta a T, con arcate al piano terra, fra cui sono posti dei medaglioni con ritratti di personaggi illustri, al piano superiore sono poste delle bifore architravate e una loggetta a quattro archi su colonnine corinzie; il fregio è decorato a palmette in stucco.


La facciata su via Tiburtina è decorata da un grande stemma con scritto ARS, mentre sugli architravi delle finestre sono posti due busti di Michelangelo e Leonardo da Vinci.
In una finestra accanto alla loggia si trova un altorilievo in terracotta in cui sono raffigurati Giuseppe Maria Sartorio e la moglie affacciati, realizzato dallo scultore stesso.


Il villino si trova oggi in uno stato di profondo abbandono e necessita al più presto di un restauro conservativo. Il primo cortile sulla sinistra della facciata è stato occupato abusivamente edifici contenenti botteghe. Il colori originari erano chiari, con gli stucchi color marmo bianco.