Referendum abrogativi del 12 Giugno 2022 a Roma

Il 12 Giugno 2022 i cittadini di tutta Italia sono stati chiamati al voto riguardo cinque quesiti referendari a tema giustizia. Tali quesiti non hanno raggiunto il quorum, e come tali non sono stati considerati validi.
I quesiti riguardavano la Legge Severino, la custodia cautelare, la separazione delle carriere dei magistrati, la partecipazione di membri laici alla valutazione dei magistrati e il sistema di presentazione delle candidature al CSM. Oltre a questo erano state raccolte le firme anche per quesiti sulla responsabilità civile dei magistrati, sulla legalizzazione della cannabis e sull'eutanasia che sono però stati respinti dalla Corte Costituzionale e su caccia e green pass che non hanno raggiunto le firme necessarie.

Ecco come sono andati, a Roma, i cinque diversi quesiti referendari.
 
Quesito 1 - Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e divieto di ricoprire cariche elettive e di governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.

Affluenza nel comune di Roma: 13,61%

Affluenza nei municipi:
I - 16,00%
II - 17,19%
III - 13,81%
IV - 13,40%
V - 12,55%
VI - 10,55%
VII - 13,83%
VIII - 14,63%
IX - 14,07%
X - 12,49%
XI - 12,41%
XII - 13,52%
XIII - 13,71%
XIV - 12,94%
XV - 15,06%

Referendum 2022 legge Severino risultati

 
Risultati:

Tutto il Comune: Sì 49,33% - No 50,67%

Nei Municipi:
I - Sì 52,93% - No 47,07%
II - Sì 51,81% - No 48,19%
III - Sì 47,46% - No 52,54%
IV - Sì 46,53% - No 53,47%
V - Sì 47,23% - No 52,77%
VI - Sì 53,62% - No 46,38%
VII - Sì 45,78% - No 54,22%
VIII - Sì 46,11% - No 53,89%
IX - Sì 48,56% - No 51,44%
X - Sì 50,70% - No 49,30%
XI - Sì 48,07% - No 51,93%
XII - Sì 46,82% - 53,18%
XIII - Sì 50,52% - No 49,48%
XIV - Sì 50,26% - No 49,74%
XV - Sì 56,36% - No 43,64%

Quesito 2 - Limitazione delle misure cautelari. Abrogazione dell'ultimo inciso dell'art. 274 comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale

Affluenza nel comune di Roma: 13,60%

Affluenza nei Municipi:
I - 16,00%
II - 17,19%
III - 13,80%
IV - 13,40%
V - 12,55%
VI - 10,55%
VII - 13,83%
VIII - 14,63%
IX - 14,07%
X - 12,49%
XI - 12,41%
XII - 13,51%
XIII - 13,70%
XIV - 12,94%
XV - 15,06%

Risultati:

Tutto il Comune: Sì 52,81% No 47,19%

Nei Municipi:
I - Sì 58,05% - No 41,95% 
II - Sì 57,15% - No 42,85%
III - Sì 50,93% - No 49,07%
IV - Sì 49,38% - No 50,62%
V - Sì 49,94% - No 50,06%
VI - Sì 55,10% - No 44,90%
VII - Sì 48,91% - No 51,09%
VIII - Sì 49,86% - No 50,14%
IX - Sì 52,02% - No 47,98%
X - Sì 53,92% - No 46,08%
XI - Sì 50,67% - No 49,33%
XII - Sì 50,41% - No 49,59%
XIII - Sì 54,78% - No 45,22%
XIV - Sì 53,86% - No 46,14%
XV - Sì 60,09% - No 39,91%

Quesito 3 - Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio da funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati

Affluenza nel comune di Roma: 13,61%

Affluenza nei Municipi:
I - 16,01% 
II - 17,21%
III - 13,81%
IV - 13,41%
V - 12,55%
VI - 10,55%
VII - 13,84%
VIII - 14,65%
IX - 14,08%
X - 12,49% 
XI - 12,41%
XII - 13,52%
XIII - 13,71%
XIV - 12,95%
XV - 15,07%

Risultati:

Tutto il Comune: Sì 75,11% - No 24,89%

Nei Municipi:
I - Sì 78,75% - No 21,25%
II - Sì 80,29% - No 19,71%
III - Sì 74,30% - No 25,70% 
IV - Sì 72,48% - No 27,52%
V - Sì 70,45% - No 29,55%
VI - Sì 74,65% - No 25,35%
VII - Sì 71,48% - No 28,52%
VIII - Sì 73,26% - No 26,74%
IX - Sì 76,48% - No 23,52%
X - Sì 75,61% - No 24,39%
XI - Sì 73,09% - No 26,91%
XII - Sì 73,94% - No 26,06%
XIII - Sì 76,57% - No 23,43%
XIV - Sì 76,12% - No 23,88%
XV - Sì 81,73% - No 18,27%
 
Quesito 4 - Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte

Affluenza nel comune di Roma: 13,60%

Affluenza nei Municipi:
I - 15,99% 
II - 17,19%
III - 13,80%
IV - 13,40%
V - 12,55%
VI - 10,55%
VII - 13,83% 
VIII - 14,63%
IX - 14,07%
X - 12,49% 
XI - 12,40%
XII - 13,51%
XIII - 13,69%
XIV - 12,94%
XV - 15,06%

Risultati:

Tutto il Comune: Sì 72,85% - No 27,15%

Nei Municipi:
I - Sì 77,30% No 22,70% 
II - Sì 78,94% - No 21,06%
III - Sì 71,40% - No 28,60%
IV - Sì 69,96% - No 30,04%
V - Sì 68,62% - No 31,38%
VI - Sì 72,02% - No 27,98%
VII - Sì 69,35% - No 30,65%
VIII - Sì 70,77% - No 29,23%
IX - Sì 73,84% - No 26,16% 
X - Sì 73,71% - No 26,29%
XI - Sì 70,25% - No 29,75%
XII - Sì 70,60% - No 29,40%
XIII - Sì 74,57% - No 25,43% 
XIV - Sì 73,30% - 26,70%
XV - Sì 80,24% - No 19,76%
 
Quesito 5 - Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura

Affluenza nel comune di Roma: 13,60%

Affluenza nei Municipi:
I - 16,00% 
II - 17,19%
III - 13,80%
IV - 13,40%
V - 12,55%
VI - 10,55%
VII - 13,83%
VIII - 14,64% 
IX - 14,07%
X - 12,49% 
XI - 12,41%
XII - 13,51%
XIII - 13,70%
XIV - 12,95%
XV - 15,06%

Risultati:

Tutto il Comune: Sì 74,25% - No 25,75%

Nei Municipi:
I - Sì 78,93% - No 21,07% 
II - Sì 80,15 - No 19,85%
III - Sì 73,38% - No 26,62% 
IV - Sì 70,23% - No 29,77%
V - Sì 70,07% - No 29,93%
VI - Sì 72,55% - No 27,45%
VII - Sì 71,20% - No 28,80%
VIII - Sì 72,92% - No 27,08%
IX - Sì 75,95% - No 24,15% 
X - Sì 74,27% - No 25,73%
XI - Sì 71,07% - No 28,93%
XII - Sì 73,30% - No 26,70%
XIII - Sì 75,39% - No 24,61%
XIV - Sì 74,75% - No 25,25%
XV - Sì 81,41% - No 18,59%
 
Fonte dei dati: sito del Servizio elettorale del Comune di Roma. I dati hanno valore ufficioso.

Fratelli d'Italia - Risultati elettorali nel Comune di Roma

Fratelli d'Italia partito

Fratelli d'Italia è un partito politico di destra di orientamento nazional-conservatore fondato nel 2013 principalmente da parte di ex esponenti di Alleanza Nazionale fuoriusciti dal Popolo della Libertà. Il partito, storicamente radicato nella città di Roma in cui spesso ha ottenuto risultati superiori alla media nazionale, si è sempre presentato a tutte le elezioni nazionali dalla sua fondazione e a tutte le tornate elettorali locali.
Fratelli d'Italia simbolo 2013

 
Originariamente il partito era denominato "Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale". In numerose occasioni ha inserito nel simbolo il nome della leader Giorgia Meloni o del candidato sostenuto.

I risultati nel Comune di Roma:
Camera 2013 - 2,66%
Senato 2013 - 2,60%
Regionali 2013 - 3,44% (a sostegno di Francesco Storace)
Comunali 2013 - 5,93% (a sostegno di Giovanni Alemanno)
Europee 2014 - 5,32%
Comunali 2016 - 12,28% (a sostegno di Giorgia Meloni)
Camera 2018 - 9,45%
Senato 2018
Regionali 2018 - 9,53% (a sostegno di Stefano Parisi)
Europee 2019 - 8,70%
Comunali 2021 -  17,42% (a sostegno di Enrico Michetti)
Camera 2022
Senato 2022 
Europee 2024 - 29,07%
 
I risultati nel dettaglio

Presidenti del Partito:
2013- in carica - Giorgia Meloni

La leggenda metropolitana del suicidio dell'architetto del Corviale

 
Nuovo Corviale architetto progetto

C'è una sgradevole leggenda metropolitana che gira attorno all'edificio del Nuovo Corviale, noto anche semplicemente come Corviale o come Serpentone in riferimento alla sua estensione pari a circa un chilometro, ed è quella che riguarda il presunto suicidio del suo architetto, Mario Fiorentino, che - secondo questa leggenda metropolitana - avrebbe deciso di compiere il gesto accortosi di aver creato un mostro architettonico.
La storia, che ricordiamo essere particolarmente sgradevole, è falsa, dal momento che Fiorentino è morto il 25 Dicembre 1982 a causa di un infarto. Tuttavia, negli anni questa leggenda metropolitana è stata alimentata dal clima pesante che si era creato intorno alla costruzione del Corviale e ai ritardi nella realizzazione dell'opera.
Nel 1982, infatti, la costruzione del Corviale era in forte ritardo, a causa di problemi burocratici e del fallimento di una delle imprese di costruzione, tra le altre cose. Il progetto, di grandi dimensioni e che era composto di 1.200 appartamenti e di un intero piano destinato ai servizi, aveva visto l'inizio dei lavori nel 1975 ma solo nel 1982 erano stati assegnati i primi 122 appartamenti, cui se ne aggiunsero altri 400 alla fine dell'anno. Appartamenti assegnati in un contesti di incompiutezza e degrado, senza quei servizi che sarebbero dovuti sorgere all'interno del complesso e con tutti i problemi nel gestire un edificio di tali dimensioni. I problemi non passarono inosservati alla stampa e questa mastodontica opera costellata da ritardi e problemi realizzativi finì nell'occhio del ciclone.
Fu proprio in questo contesto che l'architetto, Mario Fiorentino, morì. E fu proprio il fatto che morì quando vennero assegnati i primissimi appartamenti in un contesto di incompiutezza e degrado del suo importante progetto che si iniziarono a diffondere le sgradevoli voci di un suo suicidio, dovuto proprio all'insuccesso dell'opera.
Al netto del fatto che Fiorentino morì di infarto, e quindi non suicida, c'è anche un altro elemento che è importante da sottolineare nel smentire tale leggenda metropolitana. Mario Fiorentino, infatti, ha sempre rivendicato il valore del progetto del Corviale.
La sua idea espressa con l'iconico progetto era quella di un'edilizia popolare che non si basasse sul principio paternalistico che aveva caratterizzato i decenni precedenti, ma un su un principio di gestione comunitaria, che vedeva proprio nella comunità l'unica possibilità per gestire tale complesso edilizio. Ne rivendicò inoltre lo stile e il rapporto col territorio (intervento presso la facoltà di architettura di Reggio Calabria nel 1982, qui il video), mettendolo in contrapposizione alle unità di abitazione su modello di Le Corbousier che definisce qualcosa pensato per essere replicato ovunque, diversamente dal Corviale, pensato proprio per il suo contesto ai margini della città, in quello che all'epoca era pieno Agro Romano, riprendendo nelle sue forme elementi tipici della campagna di Roma come gli acquedotti, ma anche tipici del contesto urbano di epoche precedenti, come il complesso del San Michele o la Manica Lunga del Quirinale.
Non solo, dunque, la morte di Fiorentino è da attribuirsi a un infarto e non a un suicidio, ma l'architetto ha anche sempre rivendicato il valore e l'idea sociale e architettonica che c'era dietro al palazzo. Un valore sociale ritenuto da alcuni utopia, da altri minato dai ritardi nella costruzione, ma che caratterizza un'idea e che forse sarebbe sbagliato abbandonare: non a caso le diverse amministrazioni di comune, regione e ATER hanno sempre investito nella riqualificazione di questa struttura, nonostante le difficoltà dovute alle notevoli dimensioni e all'alto numero di residenti.

Altri siti che ne parlano:

Cimitero della Parrocchietta

Cimitero della Parrocchietta


Il cimitero della Parrocchietta si trova lungo Via Portuense, per quanto oggi di fatto si trovi sotto il grande svincolo tra la suddetta via e Viale Isacco Newton, nel Suburbio Gianicolense e al confine con il Suburbio Portuense.
Nel XVIII Secolo la zona era aperta campagna, e questa parte dell'ostiense aveva come riferimento la Chiesa di San Giuseppe al Casaletto, nota come "la Parrocchietta": un nome che nel tempo avrebbe dato il nome all'intera zona. Fu proprio in questo contesto rurale legato a questa Chiesa che nel 1781 nacque il primo nucleo del cimitero della Parrocchietta, un semplice camposanto senza croci ne nomi per dare sepoltura ai campagnoli più indigenti. 
Una descrizione dell'originario cimitero della Parrocchietta la abbiamo dalla visita di un ispettore ecclesiastico inviato nella zona, che racconta in uno "stato delle anime" in cui raccoglie informazioni sugli usi religiosi locali come i defunti più poveri venissero portati in Chiesa e, ricevuti i suffragi e la messa di Requiem, venivano sepolti in una tomba comune che rappresentava il primo nucleo del cimitero della Parrocchietta, mentre quelli più abbienti erano portati in città in punto di morte e venivano sepolti lì.

Cimitero Parrocchietta sopraelevata

Nel 1855, tuttavia, l'epidemia di colera che colpì la zona rese necessario scavare una seconda fossa nella vallata sotto alla Chiesa di San Giuseppe al Casaletto: passata l'epidemia tale cimitero fu usato anche per seppellire i morti della zona della Magliana, all'epoca piena campagna. Fu così che da fossa comune si trasformò in vera e propria struttura cimiteriale, che negli anni successivi ha ospitato le vittime della malaria di inizio XX Secolo e della Prima Guerra Mondiale.

Il cimitero nella mappa IGM del 1924

Caratteristica del cimitero sono le brevi informazioni biografiche sulle lapide dei defunti che hanno fatto paragonare questo piccolo cimitero all'Antologia di Spoon River, l'opera Edgar Lee Masters in cui sotto forma di epigrafe funeraria racconta le vite degli abitanti dell'immaginario paesino.
Le numerose sepolture di inizio '900 portarono il Cimitero della Parrocchietta ad assumere la conformazione attuale, e nel 1931 venne acquistato dal Comune di Roma.
Nel 1992 la zona del cimitero subì notevoli stravolgimenti, per via della costruzione del tratto sopraelevato della Via Portuense e la creazione di un vero e proprio svincolo con Viale Isacco Newton. Il piccolo cimitero si ritrovò proprio nel mezzo di tale svincolo, e oggi infatti vi è questo particolare contrasto tra la strada sopraelevata e il cimitero stesso.
Nello stesso periodo, il cimitero della Parrocchietta venne chiuso a nuove sepolture.

Chiesa di San Raffaele Arcangelo



La Chiesa di San Raffaele Arcangelo è la parrocchia dell'ex Borgata del Trullo, è situata in Via di San Raffaele n. 28, nel Suburbio Portuense.
La presenza di una chiesa nella nuova borgata Costanzo Ciano fu prevista nel progetto originale, del 1939, ideato dagli architetti Nicolosi e Nicolini, nella stessa posizione in cui è stata poi costruita.
I terreni furono comprati dalla Pontificia Opera per la preservazione della fede e la provvista di nuove chiese in Roma nel 1939.
Il progetto venne redatto nel 1945 dall'architetto Tullio Rossi e i lavori iniziarono il 1948, terminando nel 1957. La chiesa venne solennemente inaugurata il 13 giugno 1957 da Monsignor Luigi Traglia.

La chiesa in costruzione nel 1956

La chiesa fa da quinta al piazzale occupato da via San Raffaele e al viale principale, viale Ventimiglia, così come era previsto nei piani originali del 1939.
La chiesa è preceduta da un'ampia scalinata in travertino. La facciata è a capanna, preceduta da un ampio prtico a cinque grandi arcate a tutto sesso su pilastri di gusto razionalista, al centro si apre una grande finestra a tutto sesto, che illumina la navata centrale, inquadrata da un arco, superiormente è presente un grande stemma di Pio XII realizzato in mosaico. Sul versante posteriore sinistro si trova la torre campanaria, occupata da un arcata a tutto sesto per lato, il tetto della navata centrale è a falde. 


L'interno è tre navate, divise da arcate sorrette da colonne in finto marmo rosso, con capitello dorico stilizzato. Il soffitto ha una volta a crociera con lunette ricavate alivello delle ampie finestre, al centro si trova un grande stemma di Pio XII. Le navate laterali hanno sono dotate di volte a crociera.
Nell'abside, con volta lunettata, è posto un grande crocifisso ligneo.


La navata sinistra termina con un'edicola contenente una statua del Sacro Cuore di Gesù.


Borgata del Trullo



La Borgata del Trullo, nata come Villaggio Costanzo Ciano, è una ex borgata di Roma, situata tra Via del Trullo e Via di Monte Cucco, nel Suburbio Portuense.
La decisione di costruire una borgata nella valle dei monti del Trullo avvenne nel 1939 da parte dell'IFACP, su 39 ettari di terreno espropriati alle famiglie Petrelli, Riccioni, Governatori e Bianchi.
Le case sarebbero state occupate dai 'rimpatriati' dalle colonie straniere: Francia, Corsica, Tunisia, Marocco, Algeria, Egitto, in vista dell'imminente guerra.
Il progetto della borgata venne affidato agli architetti Giuseppe Nicolosi e Roberto Nicolini.

Piano generale dell'insediamento degli architetti Nicolosi e Nicolini, 1939

Essi elaborarono un insediamento orientato lungo un asse longitudinale, attraversato centralmente da un grande viale, l'odierno Viale Ventimiglia, culminante a Nord in una piazza occupata dalla chiesa, l'attuale San Raffaele Arcangelo.
Lungo il viale principale si affacciavano due file di edifici in linea, seguiti da una serie di brevi corpi a ballatoio posti perpendicolarmente.
Lo stile adottato dai due architetti era quello razionalista, con una particolare cura nell'elaborazione degli spazi pieni e vuoti, ritmati dagli edifici a ballatoio, da logge e fenestrature dei vani scala.
I lotti erano orientati per avere l'esposizione migliore, con gli ingressi a Nord, e gli ambienti principali a Sud, per le case a ballatoio, mentre per gli edifici in linea l'orientamento era Est Ovest.
I primi lotti da costruire erano: quelo centrale, con sei fabbricati a due piani, in linea, e nove a tre piani, a ballatoio, per un totale di 252 alloggi, un lotto meridionale, con due edifici a due piani e un lotto a Nord con tre fabbricati a tre piani e le istituzioni fasciste. 
Questi primi edifici occupavano l'estremità meridionale del quartiere tra Via del Trullo e Via Ventimiglia, intersecate dalle Vie Pitigliano, Sarzana e Brugnato. 
Le strutture erano con muratura di tufo e conglomerato di pomice, con solai in cemento armato.
Il 5 luglio del 1939 venne approvata la proposta di intitolare la borgata a Costanzo Ciano, l'eroe di Buccari, già presidente della Camera dei Deputati morto a giugno di quell'anno.
I lavori iniziarono nell'agosto del 1939 e vennero eseguiti dalla ditta Zaccardi.

 
Il Villaggio Costanzo Ciano al termine della prima tranche di lavori, nel 1940, visto da Nord

Mentre il primo grande cantiere era prossimo alla conclusione, nel marzo del 1940, fu finanziato l'ampliamento della borgata a Nord con la costruzione di altri 1700 appartamenti.

Gli edifici del 1940, con tetto a spioventi

Le case si sviluppavano su trepiani e dovevano essere caratterizzate da elementi autarchici: riduzione dell'uso del ferro e del cemento, con il ricorso di volte a crociera e l'abolizione dei terrazzi, coperti con tetti a falde.
Vennero previste anche 130 case semirurali con orto, mai realizzate.


L'inaugurazione dei primi lotti avvenne il 24 maggio del 1940, ma Mussolini presenziò alla cerimonia del 28 ottobre 1940, presenti i gerarchi Muti, Starace e De Bono e il direttore dell'IFACP Calza Bini.
Alla fine del 1941 i lavori furono sospesi a causa della guerra, gli edifici erano comunque terminati. 
Dopo la caduta del fascismo, il 2 febbraio 1945 l'insediamento cambiò nome in Borgata del Trullo.

Il Trullo nel 1950

Nel 1948 l'IACP decise di completare l'insediamento a Nord, con l'introduzione di nuovi edifici a ballatoio, i lavori terminarono nel 1955, contemporaneamente venivano gettate le fondamenta per la grande Chiesa di San Raffaele Arcangelo, terminata nel 1957.
Il Trullo è nel complesso una delle migliori borgate realizzate a cavallo del fascismo e dell'Italia Repubblicana, la bassa intensività, la presenza di giardini e aree comuni, la forte identità degli abitanti hanno permesso di superare le difficoltà della povertà e del sovraffollamento in cui versavano alcuni inquilini.
Negli anni duemila sulle facciate delle case sono state realizzate molte opere di street art, di cui il Trullo rappresenta un importante esempio.






Via di Villa Zingone

Via di Villa Zingone

Via di Villa Zingone è una strada del Suburbio Gianicolense che parte da Via del Casaletto e raggiunge la campagna. La strada venne originariamente istituita nel 1961 con il nome di "Via Garlenda", in onore dell'omonimo comune della Liguria, ma tale denominazione nei fatti non venne mai attribuita.
Nel 1964 il comune volle dunque attribuire una nuova denominazione ritenuta più attinente alla storia del luogo, chiamandola Via di Villa Zingone.
 
Villa Zingone mappa
Villa Zingone nella mappa di Marino e Gigli del 1935

La strada, infatti, una traversa di Via del Casaletto all'altezza del bivio con Via di Affogalasino, costeggia Villa Zingone, una delle ville di maggior pregio e valore storico della zona.