Targa in memoria delle donne uccise al Ponte dell'Industria
La targa in questione si trova in Via del Porto Fluviale, nel Quartiere Ostiense, a ridosso del Ponte dell'Industria, e ricorda le dieci donne che il 7 Aprile 1944 presero d'assalto il forno Tesei per ottenere alcune quantità di farina e, sorprese dai soldati nazisti, vennero uccise in questo luogo.
Le donne uccise furono: Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo.
La targa è stata qui posta nel 1997 in seguito a un'iniziativa dell'ex partigiana Carla Capponi.
Bandiera dell'Italia
La bandiera dell'Italia si presenta come un vessillo a tre colori verticali, ciascuno di eguali dimensioni (e perciò ognuno dei quali costituisce un terzo del campo della bandiera) di colore verde, bianco e rosso partendo dall'asta.
Si presenta in questo preciso formato dal 1947, ma la storia e la sua evoluzione iniziano molto tempo prima. Come tutti i tricolori di questo tipo, anche quello italiano deriva dalla bandiera adottata dalla Francia in seguito alla Rivoluzione Francese, che rappresenta tuttora il vessillo nazionale francese.
Al tempo della rivoluzione, in Italia si usava fare - tra i simpatizzanti della rivoluzione - coccarde simili a quelle bianche rosse e blu francesi, ma improvvisate con semplici foglie, e quindi verdi. Probabilmente si trova in questo fatto la scelta del verde al posto del blu nel tricolore italiano.
Dal 1796 si hanno diverse testimonianze dell'utilizzo in Italia di uno stendardo bianco rosso e verde. La prima menzione si ha nel Maggio 1796, a Cherasco, in Piemonte, quando venne firmato un armistizio tra le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte e gli austro-piemontesi, in cui viene menzionata la presenza di tricolori bianco-rosso-verdi.
Sempre nel 1796 venne istituito un corpo militare, la Legione Lombarda, da parte delle truppe francesi in suolo italiano, composto appunto da lombardi, che ebbe come simbolo il tricolore bianco-rosso-verde.
Fu il 1796 l'anno in cui questo nuovo tricolore divenne, in Italia, di uso comune. Nacquero infatti numerosi stati creati dai francesi che occupavano la penisola ed ispirati ai valori della Rivoluzione Francese che avevano questo tricolore come proprio stendardo. Dopo che la guardia civica di Bologna adottò uno stendardo simile a quello della Legione Lombarda, toccò alla Repubblica Cispadana - stato creato nell'attuale Emilia - scegliere come propria bandiera un tricolore - con le strisce orizzontali anziché verticali -, considerato il primo tricolore bianco-rosso-verde adottato da uno stato, nonché considerata la prima espressione dell'attuale bandiera Italiana.
A scegliere tale bandiera fu Giuseppe Compagnoni, nell'ambito di una riunione svoltasi a Reggio Emilia, fatto che permette alla città emiliana di fregiarsi del titolo di Città del Tricolore ed al Compagnoni di essere ricordato come padre del Tricolore. La sala dove la decisione venne presa, oggi sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, è oggi chiamata Sala del Tricolore.
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| Bandiera della Repubblica Cispadana |
Nel 1802 nacque invece la Repubblica Italiana, un nuovo stato legato alla Francia che come simbolo ebbe una bandiera sempre bianca rossa e verde ma non a strisce, bensì composta da un quadrato verde inscritto in un rombo bianco in campo rosso.
In seguito alla sconfitta di Napoleone, i tricolori in Italia sparirono dalle bandiere nazionali. Tuttavia, questi tre colori divennero uno dei simboli dei moti risorgimentali a sostegno dell'Unità d'Italia.
Alcune fonti - non concordi però - riportano che nel 1821 nei moti piemontesi si garrisse la bandiera tricolore, così come sembra che Ciro Menotti, nei moti del 1830 a Modena, abbia usato una bandiera di questi colori, e nel 1831 Giuseppe Mazzini scelse questa bandiera come simbolo della Giovine Italia.
Ma la grande diffusione di questa bandiera arrivò con i moti risorgimentali del 1848 a sostegno dell'Unità d'Italia, al punto che il Re di Sardegna Carlo Alberto, nell'andare in soccorso agli insorti di Milano decise di fornire le sue truppe di un tricolore con lo stemma del casato dei Savoia al centro: si tratta di quella che, di lì a poco, sarebbe divenuta la prima bandiera del Regno d'Italia. Lo stesso anno, il tricolore con stemma sabaudo divenne il vessillo ufficiale delle navi del Regno di Sardegna.
Nello stesso periodo, molti sovrani degli stati italiani preunitari, pressati dai moti insurrezionali, cambiarono la bandiera in un tricolore, bandiera che fu scelta anche da molti stati insorti - con piccole modifiche che ne connotassero l'aspetto territoriale - come la Repubblica di San Marco nata dall'insurrezione di Daniele Manin.
Nel 1859-1860, la Seconda Guerra d'Indipendenza vide la definitiva diffusione tra tutti coloro che volevano l'Unità d'Italia del Tricolore. Quando nel 1861 si andò a formare ufficialmente il Regno d'Italia, la bandiera adottata ufficialmente fu il Tricolore con al suo interno lo stemma dei Savoia.
Il Tricolore rimase così inalterato fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando la monarchia italiana fu seriamente minacciata e resa impopolare dagli insuccessi bellici. La caduta del Fascismo il 25 luglio del 1943 ed il successivo armistizio di Cassibile dell'8 Settembre portarono alla nascita di un nuovo stato nel nord Italia fedele a Mussolini ed all'alleanza con la Germania nazista, la Repubblica Sociale Italiana, che scelse come proprio simbolo il Tricolore con un'Aquila poggiata su un fascio littorio. Di contro, anche i partigiani, riunitisi in gran parte nell'ambito del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) adottarono un Tricolore, con al centro una stella con scritto C.L.N..
In seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Referendum del 2 Giugno 1946 sancì la fine della della Monarchia ed il passaggio alla Repubblica, fu scelta nel 1947 come bandiera il Tricolore senza alcun simbolo in mezzo.
Le primarie del Partito Democratico del 2017 a Roma
Il 30 Aprile 2017 il Partito Democratico ha svolto a Roma le primarie per scegliere il suo nuovo segretario. I candidati in campo erano, nello specifico, l'ex Primo Ministro e segretario uscente Matteo Renzi, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ed il presidente della Puglia Michele Emiliano. Ad avere la meglio a livello nazionale è stato Renzi, con circa il 70 per cento dei consensi, seguito da Orlando intorno al 20 e da Emiliano intorno al 10. Andiamo però a vedere come è andata a Roma non solo a livello cittadino, ma Municipio per Municipio.
VOTI PERCENTUALI
ROMA
Renzi 70,4
Orlando 22,23
Emiliano 7,35
I Municipio
Renzi 68,98
Orlando 24,4
Emiliano 6,61
II Municipio
Renzi 69,81
Orlando 23,60
Emiliano 6,57
III Municipio
Renzi 69,64
Orlando 22,55
Emiliano 7,80
IV Municipio
Renzi 70,90
Orlando 22,16
Emiliano 6,92
V Municipio
Renzi 68,02
Orlando 21,34
Emiliano 10,63
VI Municipio
Renzi 77,32
Orlando 14,52
Emiliano 8,14
VII Municipio
Renzi 69,53
Orlando 22,88
Emiliano 7,57
VIII Municipio
Renzi 66,66
Orlando 23,27
Emiliano 10,06
IX Municipio
Renzi 71,61
Orlando 20,92
Emiliano 7,45
X Municipio
Renzi 73,49
Orlando 17,69
Emiliano 8,81
XI Municipio
Renzi 70,17
Orlando 24,58
Emiliano 5,23
XII Municipio
Renzi 69,38
Orlando 23,48
Emiliano 7,13
XIII Municipio
Renzi 73,3
Orlando 20,41
Emiliano 6,22
XIV Municipio
Renzi 69,32
Orlando 25,03
Emiliano 5,64
XV Municipio
Renzi 74,15
Orlando 20,26
Emiliano 5,58
VOTI ASSOLUTI
ROMA
Renzi 54671
Orlando 17262
Emiliano 5714
Totale voti validi: 77644
I Municipio
Renzi 5312
Orlando 1879
Emiliano 509
II Municipio
Renzi 5936
Orlando 2007
Emiliano 559
III Municipio
Renzi 4267
Orlando 1382
Emiliano 478
IV Municipio
Renzi 2978
Orlando 931
Emiliano 291
V Municipio
Renzi 2942
Orlando 923
Emiliano 460
VI Municipio
Renzi 1917
Orlando 360
Emiliano 202
VII Municipio
Renzi 5443
Orlando 1795
Emiliano 594
VIII Municipio
Renzi 3449
Orlando 1204
Emiliano 521
IX Municipio
Renzi 3928
Orlando 1148
Emiliano 409
X Municipio
Renzi 3610
Orlando 869
Emiliano 433
XI Municipio
Renzi 2506
Orlando 878
Emiliano 187
XII Municipio
Renzi 3639
Orlando 1232
Emiliano 374
XIII Municipio
Renzi 2275
Orlando 633
Emiliano 193
XIV Municipio
Renzi 2872
Orlando 1034
Emiliano 234
XV Municipio
Renzi 3586
Orlando 980
Emiliano 270
Segnali di idranti in Viale Altiero Spinelli
Lungo Viale Altiero Spinelli, nel Quartiere Pietralata, si passa lungo alcuni edifici abbandonati, un tempo parte del complesso della vecchia Stazione Tiburtina. Sui pilastri di uno di questi, sono visibili due segnalazioni di idranti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Gli idranti erano indicati perché si potessero usare in caso di incendio successivo a un bombardamento: trovandosi questa struttura nell'ambito di uno scalo ferroviario, è facilmente motivatile che se ne trovino due in pochi metri (non sappiamo quanti ce ne fossero di preciso in tempo di guerra), dal momento che la Stazione Tiburtina era un bersaglio potenziale degli attacchi aerei degli Alleati.
Le due segnalazioni sono in un buono stato di conservazione, soprattutto se si pensa che si trovano su un edificio in stato di abbandono.
Targhe dei Cavalieri di Colombo
Le targhe in questione si trovano all'interno del Campo Conte Galeazzi dei Cavalieri di Colombo, in Via di Villa Giulia, nel Quartiere Pinciano, e sono tutte e tre legate ai Cavalieri di Colombo. La prima ricorda il cinquantenario della costruzione della vicina Chiesa di Sant'Eugenio, realizzata su un terreno di proprietà dei Cavalieri di Colombo nel 1923, ed è stata qui posta nel 1973.
La seconda ricorda la visita da parte del Cavaliere Supremo Virgil C. Dechant a questo campo avvenuta nel 1978 dopo una riunione dei Cavalieri di Colombo nella Città del Vaticano.
In entrambe le prime due targhe si fa inoltre riferimento a un'udienza speciale in omaggio al Papa Beato Paolo VI Montini (1963-1978)
La terza ricorda invece come nel 1993 il Supremo Consiglio dei Cavalieri di Colombo abbia reso omaggio in un'udienza al Papa San Giovanni Paolo II Wojtyla (1978-2005) ed abbia poi visitato questo campo.
Arcosolio di Benedetto XIV
L'Arcosolio di Benedetto XIV è una fontana che attualmente si trova in Via Flaminia, nella parte che ricade nel Quartiere Pinciano.
Le origini di questa fontana, nata con la duplice funzione di fontana ed abbeveratoio, risale al 1552, quando venne realizzata da Bartolomeo Ammannati insieme alla vicina Fontana di Papa Giulio III all'ingresso del nuovo complesso di Villa Giulia. Essa era costituita da una vasca di granito di origine termale, che riceveva acqua da un mascherone insito in una conchiglia.
Dopo che il flusso d'acqua venne interrotto, la fontana tornò ad essere attiva nel 1672, quando il Cardinale Federico Borromeo acquistò la villa e fece inserire la fontana in un nuovo prospetto architettonico. Dopo una nuova decadenza della fontana, Papa Benedetto XIV Lambertini (1740-1758) ne ordinò un restauro in vista dell'Anno Santo del 1750 affinché potesse servire i numerosi pellegrini attesi a Roma provenienti dalla Via Flaminia.
Nel XIX Secolo si decise di trasferire la fontana, pur mantenendo le iscrizioni relative ai lavori del Cardinale Borromeo e di Benedetto XIV nella collocazione originaria, dove nel frattempo, nel 1934, è stata costruita la Fontana delle Conche. La fontana andò ad essere dunque collocata presso il fienile che fu casa anche del pittore Mariano Fortuny (come peraltro una targa ricorda).
Nel 1965, la Cassa del Notariato commissionò un restauro del fienile e, con l'occasione, fece di nuovo spostare la fontana, collocandola alcuni metri più a nord, su un muro di calcestruzzo ondulato realizzato dall'architetto Spaccarelli.
Bunker di Piazza San Pietro in Montorio
In Piazza San Pietro in Montorio, nel Rione Trastevere, è possibile vedere una strana costruzione a forma di fungo realizzata in cemento armato. Si tratta di un'apertura d'areazione di quello che, durante la Seconda Guerra Mondiale, era un bunker attivo nella zona a disposizione degli abitanti in caso di bombardamenti Anglo-Americani.
Questo corridoio antiaereo è stato realizzato tra il 1942 e il 1943 per mettere al sicuro la popolazione trasteverina in caso di attacco aereo. La storia e l'esistenza di tale rifugio erano cadute nel dimenticatoio, e nel 2016 Lorenzo Grassi, esperto di bunker dell'associazione Sotterranei di Roma, ha fatto chiarezza su questa storia.
Le origini di questa struttura risalgono appunto al 1942, quando venne iniziata la sua realizzazione con il nome di "Galleria antiaerea del Gianicolo": i suoi due accessi sono uno in Via Goffredo Mameli e un altro in Vicolo del Cedro all'angolo con Vicolo della Frusta: il primo oggi è la motofficina Trastevere Moto, il secondo invece è stato un'area AMA e oggi è in disuso. Il "funghetto" di fronte alla Chiesa di San Pietro in Montorio, che serviva per l'areazione del bunker, è circa a metà del percorso tra le due uscite.
Lo stesso Grassi ha raccontato di come nel 2016 abbia trovato ancora intatti oggetti personali di gente che si era rifugiata nel bunker durante la guerra. Al momento il rifugio antiaereo non è fruibile per il pubblico.
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| Una possibile mappa del bunker sovrapposta all'area vista su Google Maps |
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