Nozze di Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Montenegro


Le nozze di Vittorio Emanuele di Savoia, Principe di Napoli ed Elena di Montenegro si svolsero il 24 ottobre 1896 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.
Era stato Vittorio Emanuele a scegliere la Principessa Elena del Montenegro, incontrata per la prima volta alla Biennale d'Arte di Venezia. Il 18 agosto 1896 il Principe Ereditario era andato a chiedere la mano al padre Nicola I di Montenegro.


Il 19 ottobre 1896 i due fidanzati partirono dal Montenegro, assieme al Duca di Genova e ai Principi Mirko, Nikita e alla Principessa Anna e sbarcarono a Bari. Essendo di religione ortodossa Elena fu costretta ad abiurare e a convertirsi alla fede Cattolica, nella Basilica di San Nicola di Bari, il 21 ottobre, ad opera di Monsignor Piscicelli.
Il matrimonio venne organizzato in un tono dimesso a causa della recente sconfitta militare di Adua, non vennero inventate le teste coronate d'Europa, l'unica Regina a venire a Roma fu Maria Pia di Savoia, Regina di Portogallo.


La chiesa prescelta per l'evento fu la Basilica di Santa Maria degli Angeli e venne incaricato l'architetto Giuseppe Sacconi di progettare gli addobbi. 
Sacconi fece scendere dal soffitto dei grandi teli damascati, a coprire l'abside, rimosse l'altare barocco della Cappella di San Bruno e lo collocò al centro, come pala d'altare sistemò una tela con l'Immacolata, ai lati vennero sistemati due arazzi, provenienti dal Palazzo del Quirinale, un baldacchino dorato sormontava l'altare, sei grandi candelabri in metallo dorato vennero fusi per l'occasione e poi lasciati in dotazione alla Basilica.


All'esterno venne posizionato un enorme baldacchino, rivestito di damasco, che sovrastava il padiglione Regio, bordato di quattro enormi panneggi di raso che inquadravano gli stemmi delle due Casate Reali. 
Ai lati dell'ingresso vennero costruite due grandi quinte architettoniche, contenenti delle cornici in cui erano poste due iscrizioni sormontate da un timpano ricurvo.
Nelle rientranze della facciata furono collocati  due enormi pennoni, decorati da erme e girali fogliati, con scudi Savoia sormontati da geni alati.


La piazza fu sistemata con pennoni sormontati da aquile e da drappi.

La carrozza con i Principi di Montenegro

Il 22 ottobre arrivarono alla Stazione Termini i Principi di Montenegro e di Savoia, che vennero accolti da Re Umberto e dalla Corte e scortati in carrozza al Quirinale, dove furono presentati ai Presidenti di Camera e Senato.


La mattina del 24 ottobre, nella Sala da Ballo del Quirinale fu firmato l'atto civile, presenziato dal Presidente del Senato Farini, la Famiglia Reale, gli ospiti, le altre personalità, uscirono in un corteo costituito da sei berline di gran gala, con staffieri in gran montura, precedute da Corazzieri a cavallo. 

Il corteo nuziale in Piazza dell'Esedra

Il corteo attraversò Via Nazionale e arrivò in Piazza delle Terme, alle undici e mezzo del mattino. Da qui gli invitati entrarono nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in cui si erano radunate circa cinquemila persone. 

Berlina davanti alla Basilica (foto Primoli)

Quando i Sovrani entrarono vennero ricevuti dal Rettore della chiesa, Gaspare delle Piane.


All'altare attendeva il Gran Priore Monsignor Piscicelli in abiti pontificali, circondato dal clero palatino, in paramenti solenni. 
Monsignor Anzini accompagnò la Principessa Elena e il Principe di Napoli all'inginocchiatoio. 
Alla sinistra degli sposi presero posto, nel primo banco il Re la Regina, alla destra il Principe Nicola, gli altri principi e principesse erano allineati in un secondo banco, i collari dell'Annunziata Crispi, Cosenz, Farini, Biancheri e Rudinì in un terzo, i ministri e i dignitari della Corte in un quarto.  
Dietro la predella, nella navata centrale si trovavano quattrocento posti per le autorità, sulle tribune laterali erano presenti poi le rappresentanze diplomatiche, delle dell'Esercito e i Sindaci d'Italia.
Testimoni di nozze erano il Duca d'Aosta, il Conte di Torino, il Principe Vittorio Napoleone e il Principe Mirko.


I testimoni sorreggevano sopra il capo degli sposi un ricco velo d'argento, con merletti d'oro, Monsignor Piscicelli dette la benedizione nuziale, benedisse gli anelli e li consegnò agli sposi, poi venne celebrata la messa solenne "pro sponsis" mentre il coro eseguiva brani del Palestrina.


Terminate le nozze il corteo riprese la strada del Quirinale dove venne festeggiato il lieto evento con un pranzo di gala.


Il 25 ottobre il Principe e la Principessa di Napoli si recarono in mattinata alla tomba del Re Vittorio Emanuele II, nel Pantheon, dove vennero ricevuti dal Ministro della Pubblica Istruzione e dal Prefetto, i Principi inginocchiati pregarono innanzi alla tomba, sulla quale fecero deporre una corona di fiori. Dopo aver posto la loro firma sul registro, lasciarono la chiesa accolti dall'acclamazione del popolo.
Il pomeriggio ricevettero al Quirinale i Sindaci dei Comuni del Regno, venuti a Roma e presentati dal Ministro dell'Interno e dal Sindaco di Roma.
La sera fu ricevuto, nella Sala del Trono, il corpo diplomatico, l'Ambasciatore della Repubblica Francese fece la presentazione degli ambasciatori e il signor Wessenberg plenipotenziario dei Paesi Bassi quella dei ministri.


Il 27 ottobre fu organizzata la grande rivista militare a Piazza dell'Indipendenza da parte di Umberto I in onore degli sposi, cui presero parte anche Vittorio Emanuele e il Principe Nicola di Montenegro, a cui assiste anche la Regina. I reparti di cavalleria erano agli ordini dei Generali Mainoni d'Intignano e Radicati di Marmorito.


I festeggiamenti terminarono il 28 ottobre con un grande concerto in onore degli sposi.


Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima


La Basilica di Nostra Signora del Rosario è situata nel Santuario di Fatima in Portogallo.
È stata costruita con i fondi dei pellegrini su progetto dell'architetto Olandedese Gerard van Krieken, è situata nel punto in cui i pastorelli giocavano a fare un piccolo muro di pietre il 13 maggio 1917, quando un tuono e poi un lampo diedero inizio alla prima apparizione.
I lavori iniziarono nel 1928 e terminarono nel 1953, la prima pietra venne benedetta dall' Arcivescovo di Evora D. Manuel da Conceição Santos il 13 maggio 1928. 

Il cantiere della Basilica nel 1928

Il progetto era in stile neobarocco Portoghese con una grande torre campanile centrale, posta sulla facciata. 


L'edificio misura 70 metri di lunghezza per 37 di larghezza è stato realizzato interamente in pietra locale di Moimento, mentre gli altari sono in marmo di Estremoz, Però Pinheiro e Fatima.
La chiesa fu consacrata il 17 ottobre 1953, nel 1954 Papa Pio XII la elevò a Basilica Minore.

La Basilica nel 1949

Il campanile alto 65 metri, è occupato inferiormente da un'ampia nicchia, in cui è posta la statua di Nostra Signora di Fatima, sormontata dal monogramma in mosaico NSRF, realizzato in Vaticano, al livello superiore è presente l'arcata contenente le campane, decorata da colonne corinzie, il fastigio è occupato da un grande orologio, realizzato a Braga, incorniciato da un timpano e affiancato da quattro torcieri, al livello superiore è presente un ulteriore arcata per le campane e sopra si trova il cupolino terminale, decorato da finestrelle ovali incorniciate, sormontato da una grande corona di bronzo di 7.000 kg costruita nella Fonderia Bolhão di Porto. 


Sopra la porta principale d'ingresso si trova un mosaico rappresentante la Santissima Trinità che incorona la Vergine, venne eseguito nei laboratori Vaticani e benedetto dall'allora Segretario di Stato Cardinale Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII.
La Statua di Nostra Signora di Fatima con il Cuore Immacolato venne donata dai fedeli Americani nel 1958, scolpita da padre Thomas McGlynn a Roma, su indicazioni di Suor Lucia e collocata nella nicchia il 13 giugno 1959.


L'interno è a pianta a croce latina, con una grande navata con volta a botte, decorata da stucchi, la volta è sostenuta da arcate al livello inferiore e da colonne con capitello corinzio al livello superiore. Sono presenti due sacrestie. I quattordici altari rappresentano ognuno un Mistero del Rosario.
L'arco della crociera è decorato da un mosaico, sempre delle officine Vaticane, offerto dai fedeli di Singapore, in cui è scritto REGINA SACRATISSIMI ROSARII FATIMAE ORA PRO NOBIS.


Il catino absidale è decorato con un bassorilievo che rappresenta l'Incoronazione della Vergine di Fatima da parte della Santissima Trinità, realizzato da Maximiliano Alves.
Ai lati dell'abside sono poste due statue: a sinistra la statua di Sant'Antonio Maria Claret, fondatore dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, scultura di Martinho de Brito, a destra la statua di San Domenico, scultua di Maria Amelia Carvalheira da Silva.


L'altare è decorato da quattro colonne in marmo con capitello composito, che sorreggono una trabiezione, su cui sono posti due angeli. La pala d'altare rappresenta il messaggio della Madonna ai veggenti, opera di Joao de Sousa Araújo. Accanto all'altare è posta la statua della Madonna Pellegrina quando non è in viaggio.
Nel transetto sinistro si trova la tomba di San Francesco Marto, quì traslato nel 1952, mentre in quello destro è presente la tomba di Santa Giacinta Marto, traslata nel 1951. 

Le tombe di Lucia e Giacinta

Nel 2006 il corpo di Lucia dos Santos venne trasferito nella Basilica, e sepolto accanto alla cugina Giacinta.
L'organo costruito nel 1951 dalla ditta Italiana fratelli Ruffatti è il più grande del Portogallo.


Nel pilastro destro che sostiene il catino absidale si trova una lapide che commemora l'incoronazione della Statua della Madonna di Fatima il 13 maggio del 1946 da parte del Legato Pontificio Cardinale Aloisi Masella, sormontata da uno stemma di Pio XII in bronzo.










Chiese del Rione Castro Pretorio

A seguire un elenco relativo alle Chiese del Rione Castro Pretorio, elencate in ordine alfabetico. In questa lista riteniamo inserire tutte le Chiese la cui struttura è ancora esistente, anche se sconsacrata. Per quanto riguarda le Chiese non più esistenti o di cui restano avanzi particolarmente ridotti, abbiamo realizzato una lista apposita che trovate anche qui sotto. 
 

Calendario delle feste e delle tradizioni romane

Gennaio
 
6 Gennaio - Epifania: La Befana a Roma
 
Febbraio
 

Marzo

 
Aprile
 
21 Aprile - Natale di Roma
 
Maggio
 
Giugno
 
Luglio
 
Agosto
 
15 Agosto - Ferragosto a Roma

Settembre

Ottobre

Novembre
 

Dicembre

Visita di Guglielmo II a Roma nel 1893


La seconda visita dell'Imperatore di Germania Guglielmo II a Roma avvenne nell'aprile del 1893, in occasione dei festeggiamenti per le Nozze d'argento di Re Umberto I e della Regina Margherita.
Fu proprio la presenza a Roma dell'importante alleato dell'Italia che portò la Corona ad organizzare dei festeggiamenti particolarmente elaborati ed imponenti, con l'estensione dell'invito a buona parte delle case regnanti d'Europa.
L'Imperatore di Germania arrivò a Roma il 20 aprile del 1893, accompagnato dalla moglie Augusta Vittoria, dal Generale von Plessen, dagli aiutanti di campo von Scholl, von Arnim, von Möltke, von Herbert, von Hülsen e dal Ministro degli Affari Esteri, il Barone Marshall von Bieberstein.


Alla Stazione Termini lo aspettavano Umberto I, Margherita, il Principe di Napoli Vittorio Emanuele.

Il corteo di Guglielmo II in Via Nazionale

Il corteo scortato dai Corazzieri sfilò lungo Via Nazionale, per l'occasione decorata con gli stemmi di cento città Italiane e occupata da una folla festante, raggiunse infine il Quirinale. Quì la coppia Imperiale si affacciò dal balcone e venne acclamata dalla gente radunata nella piazza.


Il pomeriggio il Re Umberto e il Kaiser sfilarono in carrozza per Villa Borghese, dove si radunarono altre carrozze.

Umberto I e Guglielmo II verso le Capannelle

Il 21 aprile il Kaiser si recò al Pantheon assieme alla moglie a rendere omaggio alla tomba di Vittorio Emanuele II. Nel pomeriggio venne organizzato il derby alla Capannelle e Umberto I e Guglielmo II, in uniforme di Colonnello della Guardia del Corpo, andarono all'ippodromo nella stessa carrozza.
La sera dopo il pranzo al Quirinale l'Imperatore, assieme alla moglie e agli ospiti stranieri si recò al Teatro Argentina dove veniva rappresentato il Falstaff di Verdi. 


Quando arrivarono i Sovrani nel Palco Reale, terminato il I atto dell'opera, venne suonata la fanfara Reale e subito dopo l'inno Tedesco, fra gli applausi del pubblico, poi riprese il II atto del Falstaff, il Kaiser era entusiasta dell'opera di Verdi.
Il 22 aprile l'Imperatore prese parte al grande pranzo di gala del Quirinale a cui erano presenti anche tutti gli ospiti stranieri.
Il 23 aprile Guglielmo II effettuò la seconda visita al Pontefice Leone XIII, dopo quella del 1888. Partì dalla Legazione Prussiana presso la Santa Sede situata nel Villino Sforza di Santa Fiora in Via Torino. La carrozza Imperiale, i cavalli, le livree e i paramenti erano tutti stati spediti da Berlino. 
Il corteo Imperiale attraversò la città per cinque chilometri, anche in questo caso la folla festosamente applaudiva, il Kaiser aveva la divisa da Ussaro della Guardia, con il colbacco, mentre l'Imperatrice aveva l'abito nero di rispetto, con un cappellino nero in testa.
In Vaticano i Sovrani vennero ricevuti con tutti gli onori nel Cortile di San Damaso, dal Principe Ruspoli insieme ai Camerieri Segreti di cappa e spada.

L'arrivo del Kaiser nel cortile di San Damaso

Il Santo Padre arrivò alle soglie della Sala Gialla e salutò l'Imperatore e l'Imperatrice, il Papa li invitò ad entrare nel suo gabinetto e si sedette in mezzo a loro, avendo fatto preparare un trono con due poltrone dorate ai lati. Dopo venti minuti l'Imperatrice si congedò dal Pontefice, che rimase a colloquio privato con Guglielmo II per un'ora, mentre la moglie visitava il Vaticano e la Basilica di San Pietro.


Il 24 aprile il Kaiser, in uniforme di Colonnello della Guardia del Corpo, prese parte alla grande rivista militare dei Prati di castello, era a cavallo, sempre accanto al Re Umberto.

La rivista guidata da Umberto I e Guglielmo II

Il 25 aprile fu organizzato un grande torneo storico in Piazza di Siena, con il Conte di Torino travestito da Umberto di Biancamano.


Il 26 aprile si svolse il garden party ai Giardini del Quirinale. Guglielmo II fu molto contento della musica, tratta da canzoni napoletane, suonata dal maestro Achille Sgrò.
Il 27 aprile i Sovrani d'Italia e di Germania partirono per Napoli dove vennero organizzati festeggiamenti nel Palazzo Reale.
Da Napoli il Kaiser andò a La Spezia a visitare il porto militare, dopo quest'ultima tappa la coppia Imperiale tornò in Germania.

Nozze d'Argento di Umberto I e Margherita nel 1893


Il 22 aprile 1893 cadeva il venticinquesimo anniversario delle nozze del Re Umberto I e sua cugina Margherita di Savoia, avvenute nel 1868 a Torino.
Per per volere affermare il nuovo assetto politico dell'Italia e di Roma sotto la Casa di Savoia, si decise di organizzare dei festeggiamenti imponenti, che prevedevano l'invito di una buona parte delle case regnanti dell'epoca in Europa. 


La visita più importante sarebbe stata quella dell'Imperatore Guglielmo II e di sua moglie Augusta Vittoria, l'alleato della Triplice Intesa, che era stato accolto trionfalmente a Roma nel 1888. I festeggiamenti sarebbero durati circa una settimana.
Il Sindaco di Roma Emanuele Ruspoli, il 19 aprile, pubblicò un manifesto che recitava "le Nozze d'argento degli Augusti Sovrani, si compiono in Roma redenta per sempre alla civiltà e all'Italia".
Oltre all'Imperatore all'Imperatrice di Germania l'unico sovrano che venne a Roma fu la Regina di Portogallo, Maria Pia, con il figlio, il Principe Alfonso. Questo fatto dimostrava l'isolamento politico che il giovane Regno d'Italia soffriva, con la pesante assenza dell'alleato, l'Imperatore Francesco Giuseppe, membro della Triplice Alleanza, ma nemico nelle guerre d'Indipendenza, e degli importanti membri della Triplice Intesa, la Regina Vittoria d'Inghilterra, il Presidente della Repubblica Francese e lo Zar di Russia, e di tutti gli altri Sovrani regnanti Europei.

La rivista militare del 24 aprile, da sinistra Guglielmo II, Umberto I, il Duca d'Aosta, l'Arciduca Ranieri d'Austria, il Duca d'Oporto e il Principe di Napoli, Vittorio Emanuele

Per l'occasione vennero a Roma l'Arciduca Ranieri d'Austria, in rappresentanza dell'Imperatore Francesco Giuseppe, il Duca di York, in rappresentanza della Regina Vittoria, il Granduca Vladimiro, in rappresentanza dello Zar di Russia, l'Ambasciatore Spagnolo Carlos Pontocarrero, Duca d'Alba, in rappresentanza del Re di Spagna, il Principe Giorgio di Grecia, il Principe ereditario del Montenegro Danilo, il Generale de Parseval, in rappresentanza del Re di Baviera, il Generale Fischer in rappresentanza del Re di Belgio, il Generale von Carlowitz, il rappresentanza del Re di Sassonia, l'Ammiraglio Bosch, in rappresentanza della Regina dei Paesi Bassi, il Visir Hassan Fehmi Pascià in rappresentanza del Sultano.
Inoltre erano presenti i diplomatici di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Danimarca, Stati Uniti, Francia, Giappone, Messico, Monaco, Romania, Serbia, Svezia, Norvegia, Svizzera e Uruguay.
I festeggiamenti vennero vissuti intensamente dalla popolazione Italiana, secondo alcuni si radunarono a Roma per l'occasione circa 200.000 persone.


Il 20 aprile arrivarono alla Stazione Termini i Sovrani di Germania, furono accolti calorosamente da Re Vittorio Emanuele, dai membri di Casa Savoia e dalla folla, lungo il corteo che sfilò in Piazza dell'Esedra e in Via Nazionale, per l'occasione addobbata con gli stemmi di cento città Italiane. 


Il pomeriggio il Sovrano e Guglielmo II effettuarono una passeggiata in carrozza a Villa Borghese e vennero attorniati da centinaia di carrozze che si radunarono nel parco.
Il 21 aprile, la mattina, furono ricevuti al Quirinale tutti i rappresentanti esteri. 

Il derby a Capannelle verso il Palco Reale

Nel pomeriggio vi fu il derby alle Capannelle, dopo venne effettuato un grande pranzo regale al Quirinale.

Umberto e l'Imperatrice di Germania al ricevimento del Quirinale

La serata si concluse al Teatro Argentina con la rappresentazione del Falstaff di Verdi, organizzata dal Sindaco di Roma Emanuele Ruspoli.

I Sovrani nel Palco Reale del Teatro Argentina

Il 22 aprile, alle cinque di pomeriggio, le associazioni operaie e i reduci si radunarono davanti al Quirinale e lanciarono in cielo 500 colombi che sganciarono migliaia di cartoline sulla folla.
La sera venne organizzato al Quirinale un altro pranzo di gala con gli ospiti stranieri, Guglielmo II elevò un brindisi ai Sovrani d'Italia.
Il 23 aprile l'Imperatore di Germania effettuò la sua seconda visita al Pontefice Leone XIII, dopo quella del 1888, partendo dalla Legazione Prussiana presso la Santa Sede, il Villino Sforza di Santa Fiora in Via Torino.
Dei Principi cattolici venuti a Roma, ospiti nel Quirinale, nessuno ebbe il permesso di fare visita al Papa, né la regina Maria Pia di Portogallo né l'Arciduca Ranieri d'Austria. I Principi protestanti invece non avevano veti per cui non solo il Kaiser, ma anche il fratello dello Zar il Granduca Vladimiro di Russia, il Principe Giorgio di Grecia e il Principe Danilo di Montenegro, poterono recarsi dal Pontefice il 27 aprile.


Il 24 aprile fu organizzata la grande rivista militare di 20.000 uomini ai Prati di Castello, vi presero parte il Re d'Italia, Guglielmo II, in uniforme di Colonnello della Guardia del Corpo, i Principi Reali, i Principi stranieri, generali e ufficiali.


Il 25 aprile si svolse un particolare torneo storico in Piazza di Siena, a Villa Borghese. La piazza era gremita di una folla elegante, parteciparono al torneo i rampolli dell'aristocrazia Italiana in costumi d'epoca, tutti gli occhi erano puntati sul Palco Reale.


Il carosello venne effettuato da trecento cavalieri guidati dal Duca d'Aosta, come capo dei moschettieri e dal Conte di Torino, come Umberto da Biancamano.


Il 26 aprile si svolse un grande garden party nei Giardini del Quirinale, fu un susseguirsi di balli e per tutta la sera gli invitati furono allietati da musiche tratte da canzoni napoletane, eseguite dal maestro Achille Sgrò, primo violinista dell'Orchestra dei Gran Balli di Napoli, con 50 musicisti in costume. 


I festeggiamenti continuarono a Napoli il 27 aprile, poi l'Imperatore Guglielmo si recò a La Spezia, da dove tornò in Germania.
Questo evento, oltre a rimanere memorabile per Roma, fu probabilmente il momento di maggiore esultanza durante tutto il regno di Umberto e Margherita.


Visita di Guglielmo II a Roma nel 1903


La visita di Guglielmo II a Roma avvenne nel maggio del 1903, subito dopo la venuta di Re Edoardo VII nella Capitale Italiana.
Vittorio Emanuele III infatti, a differenza di Umberto I,  aveva deciso di aprire la politica estera Italiana anche alle potenze della Triplice Alleanza, era stata infatti progettata anche una venuta dello Zar in Italia, mai realizzata. 
Guglielmo II venne a Roma in parte infastidito dalla recente presenza dello zio Edoardo VII, appena la settimana precedente, per questo decise di dare al proprio viaggio una particolare solennità portando da Berlino una parte della Guardia Imperiale, al seguito dell'Imperatore erano presenti anche il Principe Ereditario di Germania e il Principe Eitel.
Gli addobbi della città erano gli stessi della venuta di Re Edoardo VII, festoni e globi floreali, e le fioriere di Piazza dell'Esedra, gli stemmi delle Provincie nelle arcate dei portici dei Palazzi dell'Esedra, con l'unica variante del cambio della bandiera con quella Tedesca. La direzione artistica era stata affidata dal Sindaco Prospero Colonna a Filippo Cifariello e Giovanni Mario Mataloni, con l'intento di dare agli apparati decorativi un aspetto più omogeneo di quelli realizzati per la visita di Guglielmo II nel 1888.


Il 2 maggio alle 17.10 gli ospiti arrivarono alla Stazione Termini, dove era stato schierato un battaglione del 1° Granatieri con banda e bandiera, vennero accolti da Vittorio Emanuele III, con i Duchi d'Aosta, degli Abruzzi e di Genova, e il Conte di Torino. Erano presenti anche il Presidente della Camera Zanardelli e del Senato Giuseppe Saracco, i Ministri, Sottosegretari e i Cavalieri dell'Annunziata.

Il corteo in partenza da Piazza dei Cinquecento

Il corteo, scortato dai Corazzieri, era costituito da varie carrozze: nella prima si trovavano Guglielmo II e Vittorio Emanuele III, nella seconda il Principe Ereditario Federico Guglielmo con il Duca d'Aosta e il Conte di Torino, nella terza il Principe Eitel Fritz, il Duca di Genova e il Duca degli Abruzzi, nella quarta carrozza il Conte von Bülow, Cancelliere dell'Impero Tedesco, l'Onorevole Zanardelli, Primo Ministro e il Vice Ammiraglio Morin, Ministro degli Esteri, nella quinta carrozza il Conte von Waldersee, il Conte di Eulenburg, e i Generali Ponzio Vaglia e Brusati.


Il corteo sfilò lungo Piazza dell'Esedra, dove il Sindaco Prospero Colonna, con i Consiglieri Comunali, accolse l'Imperatore di Germania, poi continuò per Via Nazionale e giunse al Quirinale, la folla applaudiva entusiasta.

Il Corteo in Via Nazionale

Al Quirinale gli ospiti incontrarono la Regina Elena e le Dame di Compagnia nella Sala degli Svizzeri. 


Il Kaiser poi si affacciò al balcone del Quirinale, dove la popolazione lo acclamò per alcuni minuti. In seguito andò a Palazzo Margherita, scortato dai Corazzieri, assieme a Vittorio Emanuele III, a porgere gli omaggi alla Regina Madre.

Il Kaiser al Pantheon

Alle 19.00 si recò al Pantheon a rendere omaggio alla tomba di Umberto I e Vittorio Emanuele II.


Il 3 maggio era programmata la visita al Vaticano. Fu in questa occasione che venne impiegata dal Kaiser tutta la solennità, e la pompa magna, quasi un affronto allo zio Edoardo VII, che era andato dal Pontefice da privato cittadino, pochi giorni prima, su suggerimento dello stesso Guglielmo II. 


Era la prima volta, dopo il 1870, che un sovrano visitava il Papa con tanti onori, la stampa anticlericale ne fu abbastanza infastidita.
Il corteo che partì dall'Ambasciata Tedesca presso la Santa Sede era maestoso, il Kaiser, in uniforme da Ussaro della Guardia e il Kronpriz erano sulla stessa carrozza, scortati dalla Guardia Imperiale in alta uniforme, seguivano le altre carrozze, con il Cancelliere von Bülow e la Corte. Una grande folla assisteva al passaggio del corteo per le strade di Roma.

Il corteo in Vaticano

L'Imperatore venne ricevuto da Leone XIII nel suo Salotto particolare, era la terza volta che si incontravano e i colloqui durarono un'ora.

L'incontro con Leone XIII

Alle 20.00 iniziò il pranzo di gala al Quirinale, organizzato in onore di Guglielmo II. Alle 21.00 il Kaiser presenziò alla serata di gala organizzata al Teatro Argentina.

Brindisi al Quirinale

Il 4 maggio al mattino fu effettuata una grande rivista militare ai Prati di Castello, senza la costruzione di spalti per il pubblico, le carrozze degli spettatori erano posizionate lungo Viale delle Milizie. 


Era presente il IX Corpo d'Armata comandato dal Generale Besozzi, con la 1° divisione, composta dalla Brigata Granatieri e dalla Brigata Messina, la 2° divisione, composta dalla Brigata Cremona e la Brigata Abruzzi, truppe speciali formate dalla Brigata Mista e dalla Brigata di Artiglieria e la Divisione di Cavalleria costituita dalla Brigata Lancieri e la Brigata Cavalleggeri sotto il comando del Generale Avogadro di Quinto.
Vi parteciparono membri della Corte, diplomatici, Ministri, Sottosegretari, membri della Camera e del Senato e cittadini, i due sovrani erano a cavallo.

Vittorio Emanuele III e Guglielmo II alla rivista militare

Il 5 maggio Guglielmo II andò a visitare con la Corte il Monastero di Montecassino.
La sera fu organizzato un grande ricevimento in Campidoglio con l'illuminazione di Foro Romano e Palatino.
Il 6 maggio, dopo una colazione di famiglia al Quirinale, il Kaiser e il suo seguito partirono dalla Stazione Termini per tornare in Germania.