Visita di Guglielmo II a Roma



La visita di Guglielmo II (Kaiser Wilhelm II) nell'ottobre 1888 a Roma fu la più importante visita ufficiale da quando Roma era diventata la nuova Capitale d'Italia.
L'importanza della venuta dell'Imperatore era dovuta anche al consolidamento del patto della Triplice Alleanza, rinnovato nel 1887, a cui sia il re che il Governo tenevano particolarmente.
Il Comune di Roma si preparò dunque ad accoglierlo degnamente, con la creazione di addobbi speciali lungo il percorso del corteo e la realizzazione di nuovi monumenti cittadini, furono eseguiti anche restauri e tinteggiature di facciate di alcuni palazzi.

Palco costruito in Via Nazionale

Molti cantieri edili, all'epoca ancora aperti, vennero mascherati con palchi destinati ad ospitare il pubblico, tra questi i più importanti furono i palchi realizzati per occultare la costruzione dei Palazzi dell'Esedra, e la gradinata posizionata davanti al cantiere della Banca d'Italia in Via Nazionale.
Vennero anche inaugurati per l'occasione due importanti monumenti: la nuova fontana dell'Esedra, decorata con quattro leoni in gesso, e la base dell'obelisco ai caduti di Dogali, in Piazza dei Cinquecento.

Il corteo passa davanti alla mostra dell'Acqua Marcia in Piazza Esedra

Un'altra opera realizzata per l'occasione furono i Giardini del Quirinale, costruiti al posto dell'ex convento delle Sacramentine, su di essi si affacciavano gli appartamenti destinati all'Imperatore, ricavati per l'occasione nella Manica Lunga del Palazzo del Quirinale.
Il Ministero della Pubblica Istruzione eseguì alcuni lavori per la Passeggiata Archeologica e predispose la spettacolare illuminazione del Foro Romano, con l'accensione di fuochi artificiali e bengala.


Gli addobbi provvisori furono collocati lungo il percorso che doveva effettuare il corteo. L'accoglienza del sovrano sarebbe avvenuta alla Stazione Termini, in cui furono costruiti due baldacchini, uno esterno e uno interno, progettati da Gioacchino Ersoch e ricchi di panneggi di broccato e seta rossa.

Il baldacchino di Giuseppe Cellini

Poi c'era il baldacchino medievaleggiante costruito su progetto di Giuseppe Cellini, affiancato da statue di cavalieri a cavallo, nella via che conduce dalla Stazione alla piazza dell'Esedra.
Nella piazza e lungo la Via Nazionale, fino al Quirinale, vennero installati invece trecento pennoni dipinti in bianco, rosso e oro, adorni di festoni di lauro e stendardi.

L'unione degli edifici del Campidoglio ad opera di Gioacchino Ersoch 

Per il ricevimento solenne in Campidoglio fu realizzata una lapide a commemorazione dell'evento e il collegamento provvisorio dei Palazzi Capitolini con strutture progettate da Gioacchino Ersoch.


Il Kaiser giunse a Roma l'11 ottobre 1888, alla Stazione Termini, accompagnato dal fratello Enrico di Prussia, dove fu accolto dal Re Umberto, il corteo poi sfilò fino al Quirinale, salutato dalla folla di curiosi che si era assiepata lungo tutte le strade percorse dal corteo, quì l'Imperatore incontrò la Regina e prese alloggio nei suoi appartamenti.
Il giorno successivo il Kaiser si recò a Palazzo Capranica, all'epoca sede del suo ambasciatore presso la Santa Sede, da cui partì la carrozza che lo condusse in Vaticano per la visita al Papa, Guglielmo II aveva la divisa bianca di Colonnello della Guardia del Corpo, con l'elmo d'argento sormontato dall'aquila.



Il corteo si fermò nel Cortile di San Damaso, dove fu accolto dalle Guardie Palatine e Svizzere, e dai Principi Ruspoli e Altieri, che lo accompagnarono fino all'anticamera di Leone XIII, quì il Pontefice lo accolse ed entrarono insieme nel gabinetto Papale. Il colloquio con il Papa, che era in veste da camera bianca, durò mezzora e fu interrotto soltanto dall'arrivo del Principe Enrico.


Il 13 ottobre ci fu la grande rivista militare a Centocelle, che era stata preparata con cura dallo Stato Maggiore dell'Esercito, poi ritornati al Quirinale venne offerto un sontuoso pranzo di gala, con la presenza dell'aristocrazia romana e i rappresentanti della diplomazia internazionale.



La sera, alle 22.30 il Kaiser arrivò in Campidoglio, illuminato solennemente dalla luce elettrica, dove fu accolto dal prosindaco all'ingresso dei Musei Capitolini, scortando la Regina Margherita l'Imperatore visitò i capolavori dall'antichità romana, e giunse, tramite il collegamento provvisorio realizzato tra i Palazzi Capitolini al Palazzo Senatorio. Dopo il passaggio nella Sala delle bandiere Guglie II giunse nell'Aula Capitolina, dove lo attendevano il Sindaco con tutto il Consiglio Comunale, venne dunque scoperta la lapide posta in ricordo dello storico evento, sulle note della marcia prussiana di sottofondo. Vi fu quindi lo spettacolo mirabile dell'illuminazione del Foro Romano, che destò grande impressione negli ospiti. I sovrani passarono poi nel Palazzo dei Conservatori, dove si svolse il ricevimento cui parteciparono più di duemila invitati.

Il grande ricevimento in Campidoglio del 13 ottobre

I giorni successivi l'Imperatore intraprese il viaggio a Napoli, mentre il 18 ottobre ci fu il grande spettacolo d'addio con fiaccolata e concerto in Piazza del Popolo.
Il 19 ottobre Guglielmo II sfilò sempre sulla Via Nazionale fino alla Stazione Termini da cui ripartì per la Germania.

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