Villino Morpurgo


Il Villino Morpurgo è situato in Lungotevere Arnaldo da Brescia n. 11, nel Quartiere Flaminio.
Fu costruito nel 1911 dall'ingegnere Garibaldi Burba per il Barone e Deputato Elio Morpurgo, ex Sindaco di Udine.

Il Senatore Elio Morpurgo

Si sviluppa su tre piani, la facciata è costituita da due corpi leggermente sfalsati, a tre finestre per piano. L'edificio è caratterizzato da bugnati angolari, e bugnato liscio al piano terra, le finestre del piano nobile sono architravate ed hanno parapetto a balaustra.
L'ingresso principale è inquadrato da due colonne ioniche e sormontato da un balcone.


È dalla finestra del salotto al piano nobile di questo edificio che l'avvocato Cavanna fu testimone del rapimento di Giacomo Matteotti, avvenuto nei pressi del villino il 10 giugno 1924.
I colori originari erano chiari, l'intonaco color terra di Siena è dunque scorretto.

Villa Almagià


Villa Almagià era una villa oggi non più esistente, situata in Lungotevere Arnaldo da Brescia, nel Quartiere Flaminio

Edoardo Almagià in un ritratto di Antonio Mancini

Fu progettata da Giulio Magni per Edoardo Almagià, costruttore di infrastrutture di ingegneria edile, nel 1910, occupava metà dell'isolato posto tra Lungotevere Arnaldo da Brescia, Via degli Scialoja, Via Pisanelli e Via Pasquale Stanislao Mancini.
La villa si sviluppava su due piani, era in stile neorinascimentale, interamente rivestita la bugnato liscio. Le finestre erano architravate e inquadrate da colonnine corinzie. Su Via Pisanelli erano poste le scuderie-garage.


La facciata sul Lungotevere era caratterizzata da due grandi avancorpi laterali, con due logge doriche poste a piano terra e due balconi superiori. Il corpo centrale era decorato da un bel fregio in stucco, con putti, festoni e cartigli.


La facciata interna verso il giardino era più imponente, ritmata da due piccolissimi avancorpi, con base leggermente concava, decorati da un fregio centrale. 
Il portico di ingresso aveva nella base dell'arcata centrale una concavità di gusto floreale.


Anche la cancellata aveva le basi dei pilastri leggermente ricurve di gusto Liberty.
Gli interni, ricchissimi, erano occupati da un grande scalone centrale sormontato da un lucernario.


Un fatto importante che riguarda la villa fu il rapimento di Giacomo Matteotti che avvenne proprio davanti all'edificio il 10 giugno 1924.
Nel 1961, complice il regolamento edilizio, fu demolita per costruirvi tre grandi palazzine appartenenti alla Toro Assicurazioni e, posteriormente, una palazzina progettata da Bruno Zevi.


Palazzine Venturini


Le palazzine Venturini sono situate nell'isolato posto tra Via Giuseppe Pisanelli, Via Pasquale Stanislao Mancini e Via Emanuele Gianturco nel Quartiere Flaminio.
Gli edifici vennero costruiti dall'architetto Ghino Venturi nel 1920-1922 per la famiglia Venturini. Il giovane Ghino realizzò due edifici simmetrici, sviluppati su quattro piani, influenzato dalle architetture di Marcello Piacentini in stile Secessione Viennese, tuttavia impresse al bugnato, che riveste il pianterreno e il mezzanino, un carattere manierista Toscano.

La facciata in Via Pisanelli

Particolare l'inserimento di due bow window su tutte le facciate, nella palazzina su Via Pisanelli sopra i bow window l'attico termina con cimase mistilinee occupate da una finestrella ovale.

La facciata in Via Mancini

Nella palazzina su Via Mancini e Via Gianturco invece l'attico termina con un tetto a tegole centrale, occupato da tre finestre a mansarda.
Il bugnato era color pietra serena, il piani superiori era di colore chiaro con gli intonaci rustici in grigio chiaro.


I portali dei portoni d'ingresso, in stile manierista, sono impreziositi da timpani mistilinei, con putti di stucco bianchi.
Al numero 40 di Via Pisanelli, al quarto piano, abitava Giacomo Matteotti, che uscì di casa il 10 giugno 1924 per essere poi rapito sul Lungotevere Arnaldo alla Brescia, e poi ucciso, una targa posta accanto all'ingresso ricorda l'evento.

Targa in memoria di Enrico Mancini

 
Garbatella Enrico Mancini murales targa

La targa in questione si trova in Piazza Bartolomeo Romano, alla Garbatella, parte del Quartiere Ostiense, e ricorda il partigiano Enrico Mancini. Tale targa è posta in tale luogo perché, sul palazzo, è presente un grande murales in memoria proprio dello stesso Mancini.
Membro del Partito d'Azione, Mancini prese parte alla Resistenza e venne fatto prigioniero dalla Banda Koch, prima di essere ucciso alle Fosse Ardeatine. A Mancini è dedicata un'altra targa in Via Giovanni Maria Percoto, presso il luogo in cui visse, sempre alla Garbatella.

Aperto per restauro

Way Out aperto per restauro

 
Aperto per restauro era il nome di un locale di musica live e pub situato in Via del Mandrione 324, nel Quartiere Tuscolano. Al suo posto è poi sorto il locale Way Out - Da Mauro al Mandrione.

Alpheus

L'Alpheus era una discoteca situata in Via del Commercio 36, nel Quartiere Ostiense. Attualmente i suoi spazi sono occupati dalla discoteca Planet. La discoteca si trova nella zona tra Piramide e il Gazometro, una zona che a partire dagli anni '90 ha visto un notevole sviluppo in termini di vita notturna, sviluppo di cui l'Alpheus è stato senz'altro uno dei protagonisti. Gli spazi erano costituiti da quattro sale e un giardino e offriva vari generi musicali dalla commerciale alla techno, dalla black al revival. 

Alpheus Via del Commercio 36


 
Altri siti che ne parlano:

Airport Café

L'Airport Café è stato un locale esistito in Via di Porta Castello 44, nel Rione Borgo. Offriva spettacoli di musica dal vivo. Il locale sorgeva nello spazio che fu occupato dal Cinema Castello, poi teatro di alcune tra le prime serate del Muccassassina e oggi, dopo un radicale rifacimento, sede della biblioteca dell'Università LUMSA.