Quartiere Flaminio



Il Quartiere Flaminio sorge lungo il primo tratto della Via Flaminia, quello che da Porta del Popolo giunge fino a Ponte Milvio. 
Quest'area, estremamente vicina al fiume Tevere e molto pianeggiante, era esposta facilmente ad inondazioni, ed anche per questo non vi furono, per secoli, particolari insediamenti.
Sappiamo però, chedurante il periodo dell'Antica Roma, lungo la Via Flaminia sorgevano numerosi sepolcri: uno, ad esempio, detto "meta" o "trullo", era di poco dentro Porta Flaminia ed aveva la forma piramidale, proprio come la Piramide Cestia; sappiamo poi dell'esistenza di un sepolcro circolare, che compare anche nella mappa di Roma del Bufalini, rinvenuto in alcuni scavi del 1911, ed altri frammenti di sepolcri sono stati rinvenuti negli anni presso Porta del Popolo.
Intorno alla metà del Cinquecento, vi furono alcune importanti innovazioni in questo tratto della Via Flaminia: Papa Giulio III fece costruire la Villa Giulia, che si trova però nel Quartiere Pinciano, e, come parte del complesso, venne eretta dal Vignola la Chiesa di Sant'Andrea. 
Nella seconda metà del XVII Secolo, Papa Clemente X cercò di risolvere il problema delle inondazioni, incaricando l'Ingegnere Olandese Cornelius Meyer uno sbarramento detto "passonata", che tuttavia non riuscì a risolvere a pieno il problema.
Nella grande ansa convessa del Tevere sorsero, comunque alcune ville e vigne, come le Ville Casali, Frediani e Massani.
Successivamente a questo periodo di sviluppo, bisogna aspettare la fine del XIX Secolo per attendere una prima urbanizzazione della zona. 
Già poco dopo l'unità d'Italia, in aree in decadenza di alcune ville, nacquero le prime concerie e laboratori industriali, ma anche studi di artisti, come Mariano Fortuny, nell'area del Borghetto Flaminio. 
Nel 1871, venne installato il Gazometro Flaminio, il secondo di Roma dopo quello del Circo Massimo.

Parte del Flaminio nel PRG del 1883

Il primo progetto dei terreni ad Ovest di Via Flaminia risale al PRG del 1883, in cui l'area fu divisa in lotti quadrangolari, da edificare a palazzi d'affitto.
Ai primi del Novecento alcuni lotti lungo il Tevere vennero costruiti lussuose ville, come Villa Ravà, Villa Carrega Odescalchi e Villa Almagià.

Progetto dell'Officina di Automobili in Via Flaminia, del 1906 (ASC)

Nel 1906, la Società Automobili Roma individuò nella grande ansa del Tevere, il sito adatto per la costruzione di una Officina di Automobili, essa venne realizzata accanto a Villa Massani, divenuta Villa Oblieght. A questa seguirono una Carrozzeria e un'Acciaieria, sempre in Vicolo dei Casali, l'odierna Via Guido Reni.
Nell'anno successivo, l'architetto Quadrio Pirani iniziò a realizzare in questa zona il complesso ICP Flaminio I, demolito (e, paradossalmente, l'unica parte rimasta ricade per pochi metri nel vicino Quartiere Pinciano). Lo stesso Pirani, insieme a Cerruti, realizzò poco più a Nord un altra serie di abitazioni note come Piccola Londra, perché richiamano la tipologia edilizia di numerosi quartieri della capitale britannica.

Il Quartiere Flaminio nel PRG del 1908

Il PRG del 1908 previde il grande tridente da realizzare nell'ansa del Tevere, con partenza da Piazza Gentile da Fabriano, da edificare a intensivi, e la Passeggiata Flaminia, un'area verde lungo la consolare fino a Ponte Milvio, l'unica villa superstite sarebbe stata Villa Obleight, poi diventata Villa Flaminia.
Il 1911 fu realizzato il Ponte del Risorgimento, per collegare l'area di Piazza d'Armi con l'Esposizione Internazionale di Valle Giulia.

Pianta degli impianti industriali del Flaminio nel 1915

Ma la vera svolta arriva con la Prima Guerra Mondiale, quando tutte le industrie di Via dei Settanta furono trasformate nella Reale Fabbrica d'Armi, un enorme complesso industriale posto lungo l'attuale Via Guido Reni.
Nel primo tratto del quartiere vennero costruiti eleganti palazzi, ville e villini, tra cui la demolita Villa Almagià, Villa Carrega Odescalchi e Villa Ravà, un posto particolare spetta al nuovo Ministero della Marina, di Giulio Magni.
Il 1919 furono costruite le abitazioni della Cooperativa Vincenzo Riccio in Viale del Vignola. Nel 1927, accanto al comprensorio della Cooperativa, venne realizzato un nuovo interessante complesso di case popolari, il Flaminio II, opera di Mario De Renzi, Limongelli, Wittinch e Bruner.

Piazzale Flaminio negli anni '50

Con le Olimpiadi del 1960 avvennero molti cambiamenti vicino al quartiere: si costruisce il Villaggio Olimpico proprio a due passi dalla Via Flaminia, anche se nel Quartiere Parioli, e vengono realizzate strutture come il Palazzetto dello Sport.
L'inaugurazione nei primi anni 2000 dell'Auditorium, opera di Renzo Piano, e del MAXXI, opera di Zaha Adid, rinvigoriscono la zona come polo d'attrazione per la cultura contemporanea, e la costruzione nel 2011 del nuovo Ponte della Musica, di fatto, contribuisce all'unificazione della suddetta zona con quella del Foro Italico, contribuendo alla creazione di un unico grande polo sportivo-culturale.


Architetture Civili:
Case della Cooperativa Vincenzo Riccio

Chiese:
Sant'Andrea a Ponte Milvio
Sant'Andrea a Via Flaminia
Santa Croce a Via Flaminia

Edicole Sacre:

Ministeri:
Ministero della Marina

Monumenti:

Musei:
Museo Hendirck Christian Andersen
MAXXI

Palazzine:

Piazze:
Piazzale delle Belle Arti
Piazza della Marina

Ponti:
Ponte Duca d'Aosta
Ponte Giacomo Matteotti
Ponte Milvio
Ponte della Musica

Porte:
Porta Flaminia

Strade:

Strade scomparse:

Targhe:

Teatri:
Teatro Olimpico

Villini:

Zone, località e altri toponimi:
Borghetto Flaminio

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