Monumento alla Breccia di Porta Pia




Il monumento alla Breccia di Porta Pia si trova sulle Mura Aureliane nel tratto compreso tra la storica breccia, nel Quartiere Salario
Subito dopo la presa di Roma, nel 1870, venne ricostruito il tratto di Mura Aureliane crollato. Nel 1871 fu inaugurata la prima lapide che commemorava l'evento, posta sul tratto di mura ricostruito. 

Le tre lapidi poste sulla Breccia di Porta Pia, nel 1900

Per il venticinquesimo anniversario della Presa di Roma si decise, sotto la supervisione dello scultore Ettore Ferrari, di collocare la lapide con il nome dei caduti, posta accanto a Porta Pia, alla sinistra della lapide sulle mura e riporre una nuova targa sulla destra di quella del 1871. Inoltre di fronte alla Breccia venne collocata la colonna commemorativa, lungo Corso d'Italia.

Inaugurazione del nuovo monumento il 20 settembre 1920

Nel 1920 per il cinquantenario della presa di Porta Pia il Governatorato di Roma decise di creare un monumento che comprendesse le tre lapidi, che fu progettato da Giovanni Battista Giovenale e realizzato in marmo.

Quattro lesene doriche scanalate decorano le lapidi, che sono inquadrate da cornici in marmo, in basso è presente un fregio in bronzo di gladi ed aquile con scritto ROMA  e MDCCCLXX. In alto invece la trabeazione, che termina con quattro antefisse, ha un fregio a palme ed elmi.



Via Giuseppe Luigi Passalacqua

Via Giuseppe Luigi Passalacqua
 
Via Giuseppe Luigi Passalacqua è una strada del Rione Esquilino, che parte da Via Statilia e non ha uscita. Le origini di questa strada risalgono al 1923, quando venne formalmente istituita e dedicata, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate a figure e luoghi legati alla Casa Savoia e al Regno di Sardegna, al generale Giuseppe Luigi Passalacqua (Tortona 1794 - Novara 1849), che cadde combattendo nella battaglia di Novara.
Stando al fatto che l'istituzione della strada avvenne contestualmente ad altre due strade di dimensioni ridotte come Via Ettore Perrone e Via Principe Aimone, è probabile che si trattasse di strade risultate dai mutamenti toponomastici che negli anni precedenti avevano (siamo praticamente a ridosso della III Cooperativa Luzzatti), che nel 1923 ebbero ufficialmente un nome.

Targa in memoria dei caduti a Porta Pia



La targa in questione si trova sulle Mura Aureliane nel punto in cui venne aperta la Breccia di Porta Pia, nel Quartiere Salario.
La lapide fu posta accanto alla Porta Pia nel 1874 per iniziativa della Guardia Nazionale, poi soppressa nel 1875. 


La lapide ricorda i nomi dei soldati caduti nella presa di Roma. Presso questa lastra erano deposte le corone commemorative e veniva celebrato il pellegrinaggio annuale popolare a Porta Pia, nella ricorrenza del 20 settembre. 


Nel 1895 la targa fu spostata presso la Breccia accanto alla prima lapide già lì esistente e venne poi inglobata nel monumento creato, nel 1920, per il cinquantesimo anniversario della presa di Roma.



Monumento a Giuseppe Garibaldi



Il monumento a Giuseppe Garibaldi si trova in Piazzale Giuseppe Garibaldi sul colle Gianicolo, nel Rione Trastevere.
Nel 1883, ad un anno dalla morte di Garibaldi, lo Stato Italiano istituì una commissione costituita dagli artisti Monteverde, Boito, Rosa e Morelli e da alcuni parlamentari, presieduta dal Presidente del Consiglio Depretis. La commissione era deputata a redarre il bando di concorso nazionale per la realizzazione di un monumento a Garibaldi, da collocare accanto a San Pietro in Montorio. 
Nel 1884 vennero selezionati 37 progetti che furono esposti nel nuovo Palazzo delle Esposizioni. 


Il bozzetto dello scultore Emilio Gallori ottenne il primo premio con la richiesta che i gruppi posti alla base del piedistallo venissero rielaborati in maniera più dinamica. 
Vennero scartati i due bozzetti di Ferrari, e Ximenes-Guidini, che poneva la satua dell'eroe su una piramide. Lo scultore effettuò le modifiche presentando, nel 1885, un nuovo modello.

Pianta del 1888 con l'area prevista per il Monumento a Garibaldi

Il 1891 il Comune iniziò i lavori, accanto a San Pietro in Montorio, che presto furono interrotti, Gallori allora propose di realizzare la statua sulla sommità del Gianicolo, adducendo una maggiore visibilità del monumento da tutta la città, non sarebbe stato realizzato, però, l'ossario ricavato nelle fondamenta del monumento, destinato ad ospitare i resti dei Garibaldini che avevano difeso il Gianicolo.
La Commissione trovò convincenti le argomentazioni e decise nel 1892 di costruire la statua di fronte al casino Corsini, trasformato all'epoca in 'vedetta appennina'.


Il 19 marzo 1895 alla presenza di Re Umberto e della Regina Margherita venne solennemente posta la prima pietra. 
La statua equestre venne fusa nella Fonderia Nelli di Roma, mentre quelle dei gruppi furono fuse nella Fonderia Galli di Firenze. 


Il 20 settembre del 1895, nelle celebrazioni del venticinquesimo anniversario della presa di Roma, la statua fu inaugurata alle ore 11.00 dal Re Umberto, della Regina Margherita, dal Presidente del Consiglio Crispi e dal sindaco Emanuele Ruspoli, alla presenza di alcuni reduci Garibaldini e circa 60.000 persone. 

Luciano Manara difende Roma con l'assalto alla baionetta

Il grande basamento rettangolare, in granito di Baveno, è decorato da fregi con armi e armature, sui quattro avancorpi, sono presenti altrettanti gruppi bronzei con azioni garibaldine e figure allegoriche: sulla fronte i Bersaglieri di Luciano Manara all'assalto per la difesa di Roma, sul retro i combattenti di Calatafimi. Ai lati della base è presente la scritta ROMA O MORTE.

Il gruppo con i due garibaldini che proclamano la vittoria a Calatafimi

Lateralmente sono posti i gruppi allegorici dell'Europa, a Sud, accompagnata dalla Storia e dal Genio, e dell'America, a Nord, affiancata dal Commercio e dell'Industria. 
Il piedistallo della statua, sempre in granito di Baveno, è scandito da lesene doriche.

L'Europa

Il condottiero ha un poncho sulle spalle, ed è posto su un cavallo a riposo, inoltre ha lo sguardo rivolto verso Villa Glori. 
Lo scultore Gallori così disse della statua: "Nella figura equestre ho cercato di imprimere quella serenità e quella calma, che non possono discompagnarsi da una figura come quella di Garibaldi, generoso, filosofo, sempre umanitario".



Panorama da Piazzale Giuseppe Garibaldi

Dal Piazzale Giuseppe Garibaldi si gode un magnifico panorama su Roma, uno dei più conosciuti e ammirati.







Piazzale Giuseppe Garibaldi


Piazzale Giuseppe Garibaldi è uno slargo posto sul colle Gianicolo che fa parte della Passeggiata del Gianicolo, nel Rione Trastevere.
La sua origine risale al 1883, quando venne realizzata la Passeggiata Margherita, ideata come passeggiata rievocativa della gloriosa difesa della Repubblica Romana del 1849. 


Dove oggi sorge il piazzale era presente il Casino Corsini che faceva parte di Villa Corsini. Il terreno circostante e l'edificio furono venduti dal Principe Tommaso Corsini nel 1883 al Comune di Roma. 

La Passeggiata Margherita con il Casino Corsini nel 1888

Il casino fu trasformato, nel 1890, in piccola torretta osservatorio, 'vedetta appennina', da parte della sezione locale del Club Alpino. Il progetto fu redatto dall'ingegnere Paolo Emilio de Sanctis in forme neogotiche.
Nel 1895 si decise di demolire il casino per costruire il vasto piazzale dove porre il monumento a Giuseppe Garibaldi, in quell'occasione venne realizzato il muraglione di contenimento che affaccia su Roma.

Il Piazzale in una mappa del 1903

La dedica dello slargo a Giuseppe Garibaldi avvenne nel 1942, contemporaneamente alla dedica ad Anita Garibaldi dello slargo in cui sorge il monumento all'eroina
Dal piazzale si gode una splendida vista panoramica sulla città.
Sotto i muraglioni del belvedere, invece, è custodito il cannone del Gianicolo, che giornalmente spara a mezzogiorno.



Edicole Sacre del Rione Celio

A seguire un elenco delle Edicole Sacre situate nel Rione Celio, elencate in base all'ordine alfabetico della strada in cui si trovano.

Via della Navicella
 
Piazza Santi Giovanni e Paolo