Ospedale San Camillo



L'Ospedale San Camillo si trova sulla Circonvallazione Gianicolense al n. 87, nel Quartiere Gianicolense.
Confina a Sud con L'Ospedale Lazzaro Spallanzani, mentre è separato da Via Giacomo Folchi dall'Ospedale Carlo Forlanini, che una volta gli apparteneva; i tre ospedali erano, assieme al Sanatorio Cesare Battisti, la più ampia  concentrazione di strutture sanitarie contigue d'Europa.
L'idea di sostituire il vecchio Ospedale San Giacomo con un nuovo grande polo ospedaliero, da costruirsi a Monteverde, poco lontano dalla Stazione Trastevere, venne presa durante la pandemia di febbre spagnola nel 1917 dall'Amministrazione Ospedaliera del Pio Istituto Santo Spirito in Sassia e Ospedali Riuniti di Roma.
La progettazione vera e propria di un nuovo grande ospedale avvenne nel 1918, da parte dell'ingegnere Domenico Caterina, con la consulenza del professor Ettore Marchiafava.
L'ospedale della Vittoria avrebbe avuto nove padiglioni e sarebbe sorto in località Vigna San Carlo, a Monteverde, su terreni appartenenti al Pio Istituto Santo Spirito.
I lavori iniziarono il 28 aprile 1919, alla cerimonia presero parte anche il re Vittorio Emanuele III, la regina e il sindaco di Roma don Prospero Colonna.

Le fondamenta dei padiglioni prima della ripresa dei lavori del 1927
Purtroppo l'ingente mole di spianamento della collina, e la mancanza di liquidità del Pio Istituto Santo Spirito portarono ad un arresto dei lavori nel 1922, a quel momento solo le fondamenta di alcuni padiglioni erano state gettate.

Progetto dell'architetto Caniggia per l'Ospedale del Littorio
Nel 1927 il Governatorato di Roma destinò 42 milioni al Pio Istituto Santo Spirito, guidato da Adolfo Cotta, per il completamento dell'ospedale, i padiglioni ospedalieri furono riprogettati esternamente dall'architetto Emanuele Caniggia in stile rinascimentale toscano.

Vista dei padiglioni Bassi e Cesalpino durante i lavori di costruzione

I lavori ripresero il 15 settembre del 1927 e si conclusero rapidamente con la costruzione di tutti gli edifici nel 1929.


Il 28 ottobre 1929 avvenne l'inaugurazione ufficiale da parte di Benito Mussolini in persona, che si vantò di aver terminato il cantiere in soli due anni, il nuovo nosocomio prese il nome di Ospedale del Littorio.


Era costituito da nove padiglioni ospedalieri, l'edificio centrale della Direzione, due edifici minori per la farmacia e le cucine, una chiesa, un serbatoio per l'acqua, la centrale elettrica e la camera mortuaria.
I tre padiglioni di Medicina erano intitolati ai celebri clinici romani: Baccelli, Cesalpino e Bassi, mentre quelli chirurgici erano intitolati a illustri chirurghi: Fajani, Lancisi e Morgagni.

Il padiglione chirurgico Flajani

Il grande complesso poteva ospitare 1200 pazienti. Il personale era costituito da 86 medici, 4 farmacisti, 194 infermieri, 60 suore, 105 ausiliari e due cappellani.


L'edificio di maggiore pregio è quello della Direzione, oggi chiamato Piastra, che si sviluppa per tre piani con un corpo centrale e due avancorpi laterali e che si affaccia sulla Circonvallazione Gianicolense.


Il corpo centrale è preceduto da un portico d'ingresso bugnato a tre arcate, su cui si apre una terrazza. Nel timpano della porta finestra del primo piano è posto un grande stemma.
Lateralmente è affiancato da due torri che terminano, lungo l'attico, in due altane simmetriche, ad un'arcata, con tetto in coppi alla romana.

La torre laterale che culmina in un'altana

L'ingresso principale, posto sulla Circonvallazione Gianicolense è stato progettato da Caniggia in modo particolarmente monumentale.


È costituito da quattro grandi pilastri, ricoperti a bugnato rustico e sormontati da una lanterna, fra cui sono poste le cancellate d'ingresso carrabili.

L'ingresso vistro dall'interno

I pilastri esterni sono raccordati alla strada da un muro curvo decorato con aperture ovali e pilastrini con sfere decorative. Questo muro termina in due raffinati padiglioncini quadrati, che contengono l'ingresso pedonale, decorati a lesene bugnate e da quattro sfere decorative poste sull'attico.
Nel 1935 furono aggiunti due padiglioni, il Maternità, per la ginecologia e l'ostetricia e il Marchiafava per la pneumologia, fu inoltre costruito l'edificio della mensa lungo la Salita di San Carlo.
Dopo la Seconda Guerra Mondial, il 24 Novembre 1946, l'Ospedale prese il nome di San Camillo de Lellis; nel 1957 venne realizzato il nuovo padiglione cardiologico Puddu, che si sviluppa su sette piani, posto su Via Bernardino Ramazzini. Nel padiglione fu insediata la prima cardiochirurgia di Roma, e così la prima unità coronarica.
Negli anni novanta è stato completamente ridisegnato il DEA e l'area emergenziale con la costruzione della Piastra, posta dietro alla Direzione, in cui hanno trovato alloggio il pronto soccorso, i reparti di rianimazione e terapia intensiva, e le nuove sale operatorie, il tutto su un piano sotterraneo e due elevati, posti davanti al padiglione Baccelli. I lavori si sono conclusi nel 2003 con un costo di 75 milioni di euro.

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