Cappella di Sant'Ignazio nella Chiesa del Gesù



La cappella di Sant'Ignazio di Loyola occupa la crociera sinistra della Chiesa del Gesù, la grande Chiesa Madre dei Gesuiti, situata nell'omonima piazza del Rione Pigna. 
La cappella, in origine dedicata al Crocifisso, è occupata dall'altare dedicato a Sant'Ignazio, che ne custodisce le spoglie, il cui progetto venne originariamente affidato all'architetto Giacomo della Porta, in seguito a Pietro da Cortona. 
Infine nel 1695 il Padre Gesuita Andrea Pozzo vinse il concorso per la realizzazione dell'altare, che fu terminato nel 1700.
Egli ideò una spettacolare architettura barocca, tra le più emblematiche della città di Roma, sovrabbondante di decorazioni e materiali preziosi.
L'altare è inquadrato da due coppie di colonne scanalate composite in bronzo dorato, incrostate di lapislazzuli.
I plinti delle colonne, su pianta convessa, sono in marmo verde antico, decorati da bassorilievi in bronzo.
La cornice architravata con timpano spezzato, è in verde antico con rosette e palmette di bronzo dorato.


Tra le due sime del timpano si trova un grande gruppo scultoreo rappresentante la Santissima Trinità, di cui l'Eterno Padre, lo Spirito Santo e Cristo furono scolpiti da Leonardo Retti, con elementi in bronzo dorato, il globo sorretto da un angelo è costituito dal più grande blocco di lapislazzulo che si conosca.
All'altezza della finestra sono posti due bassorilievi in stucco con i fatti della vita del Santo.


La nicchia che contiene la statua di Sant'Ignazio è rivestita di lapislazzuli e alabastro antico.
È sormontata da due angeli che sorreggono il monogramma dei Gesuiti su scudo in lapislazzulo, eseguiti da Pierre Etienne Monnot. La statua del Santo in gloria fu modellata da Pierre II Legros ed era originariamente in argento massiccio, venne purtroppo fusa per pagare parte della somma del Trattato di Tolentino, oggi la statua è in stucco argentato, realizzata dal Tadolini nel 1804, ma la pianeta rivestita di pietre preziose e la testa sono originali.
Anche i due angeli alla base della statua sono nuovi, in stucco argentato.


La nicchia è coperta da una grande tela di Andrea Pozzo che raffigura il Santo nell'atto di ricevere da Cristo Risorto il vessillo rosso con il monogramma della Compagnia di Gesù,
In basso a sinistra si trova un angelo con un Vangelo aperto mentre a destra sono poste quattro allegorie dei continenti da evangelizzare.
La tela, attraverso un marchingegno barocco, veniva alzata il giorno della festa del Santo il 31 luglio, per permettere la spettacolare comparsa della statua di Sant'Ignazio in gloria. Dopo un accurato restauro eseguito nel 2007, ogni pomeriggio alle 17:30 e la tela viene abbassata per permettere ai turisti di ammirare la comparsa della spettacolare nicchia.


Sopra la mensa dell'altare sono posti sette bassorilievi in bronzo dorato che rappresentano momenti della vita di Sant'Ignazio, al centro un lungo rilievo raffigura l'apparizione di San Pietro che guarisce Ignazio da una grave malattia.
Sotto l'altare si trova l'urna in bronzo dorato con i resti mortali di Ignazio di Loyola fusa da Alessandro Algardi con una rappresentazione di Sant'Ignazio e i Santi Martiri Gesuiti.


Ai lati dell'altare sono posti due grandi gruppi scultorei in marmo raffiguranti a destra la Religione che flagella l'Eresia di Pierre II Legros, a sinistra la Fede che vince l'Idolatria di Jean Pierre Theódon.


La balaustra esterna fu disegnata da Andrea Pozzo e scolpita nelle parti marmoree dal Le Gros e dal De Rossi, i putti e candelabri con monogrammi della Compagnia di Gesù sono stati fusi in bronzo da Carlo Spagna.


Sull'arco a tutto sesto della Cappella si trova uno splendido affresco di Giovanni Battista gaulli che rappresenta la Gloria di Sant'Ignazio in Paradiso, inoltre sono presenti stucchi di Ercole Antonio Raggi e Leonardo Retti.

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