Maternità Savetti

Maternità Savetti

In Via Anicia n 7, nel Rione Trastevere, è presente l'edificio che per molti anni ospitò la Maternità Savetti. 
Tale centro ostetrico era nato nel 1877 su iniziativa del medico dell'Ospedale Santo Spirito Giulio Bastianelli, che nello stesso anno dette l'impulso per l'apertura anche delle maternità Panunzi (all'Arco dei Banchi) e Asdrubali (in Via Ferruccio), con l'obiettivo di garantire assistenza ostetrica alle donne indigenti. Questa venne dedicata all'illustre medico ostetrico Filippo Savetti (1784-1855).
Nel 1890 tutti e tre i centri passarono per volontà del Governo Crispi sotto il controllo della Congregazione di Carità di Roma che successivamente le pose sotto la direzione dell'Asilo Materno di Via Arno, una realtà con simili finalità nata dall'impulso di alcune donne benestanti nel 1903.
Negli anni successivi questo sistema vide una riorganizzazione: nel 1907 chiuse la Asdrubali e nel 1916 la Panunzi, venendo assorbite dall'Asili Materno, che si trovava tuttavia in una zona all'epoca periferica, fatto che causò numerose proteste. Tali rimostranze permisero alla Maternità Savetti di continuare ad operare.
Nel 1922, tuttavia, la Savetti fu protagonista di un episodio di malasanità: un medico mise negli occhi di quattro bambini gocce di una soluzione con quantità di nitrato d'argento ben superiori alla norma. Il Ministero dell'Interno, da cui dipendeva all'epoca la sanità, aprì un'inchiesta a riguardo. Il rischio della chiusura della Maternità Savetti fu concreto, ma ciò avrebbe seriamente danneggiato le donne in gravidanza nella popolosa zona di Trastevere, che non disponeva di altri ricoveri specializzati.
Nel 1927 presso la clinica venne creata una guardia ostetrica permanente alle dipendenze del Policlinico Umberto I. Tali migliorie portarono gradualmente a un incremento del numero di partorienti ospitate presso la clinica.
Nel 1937 una nuova legge soppresse le Congregazioni di Carità, compresa quella di Roma, e le sue funzioni vennero trasferite all'Ente Comunale di Assistenza (ECA), che dunque iniziò a gestire la Maternità Savetti. Essa fu posta, insieme ad altre strutture di natura medica e assistenziale, sotto gli Istituti Riuniti di Assistenza e Beneficienza di Roma.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la clinica continuò a funzionare regolarmente fino agli inizi degli anni '60, quando venne chiusa. In quegli anni il sistema ospedaliero era in fase di implementazione e si apprestava a nascere il sistema sanitario nazionale, e una struttura del genere risultava ormai in gran parte superata.
Il semplice ma pregevole edificio che ospitava la maternità riporta ancora sull'architrave la scritta "Congregazione di Carità di Roma".

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