Vicolo del Divino Amore


Vicolo del Divino Amore è una strada situata nel Rione Campo Marzio, compresa tra Piazza Borghese e Via de' Prefetti. La storia di questo vicolo di forma irregolare è strettamente legata alla Chiesa della Madonna del Divino Amore che vi sorge, le cui origini risalgono al Medioevo (la prima testimonianza è del 1131, ma potrebbe essere anche precedente).


La Chiesa era detta inizialmente Santa Cecilia de Puzerato, perché si riteneva fosse costruita sopra la casa della Santa. La Chiesa nel 1525 venne concessa da Papa Clemente VII Medici alla Confraternita dei Materazzari (o dei Materassari) e prese quindi il nome di San Biagio dei Materassari: il vicolo fu dunque detto per questa ragione Vicolo dei Materassari. Con la dedica della Chiesa alla Madonna del Divino Amore, avvenuta nel 1802 per volontà di Papa Pio VII Chiaramonti, il vicolo prese il nome di Vicolo del Divino Amore.
La piccola apertura che secondo una tradizione si ritiene sia stata fatta dal Caravaggio
In questa strada, nel 1604, visse il pittore Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio. Una piccola apertura, ancora visibile sull'abitazione del pittore, si dice sia stata realizzata dallo stesso artista lombardo per far passare la luce, che nelle sue opere ha un ruolo fondamentale.
Risulta incredibile che, pur essendo confermato che Caravaggio abitò qui, né il Comune di Roma, né il Ministero dei Beni Culturali, né nessun altro, abbia ritenuto opportuno porre una targa in questa strada in memoria dell'artista. A parziale rimedio di tale lacuna, uno streetartist ha realizzato un colorato ritratto di Caravaggio su un apposito pannello posto nel vicolo.


Il 24 Gennaio 1944, dopo che l'area del Santuario del Divino Amore sull'Ardeatina era stata bombardata, l'icona della Madonna custodita nel santuario venne portata nella Chiesa della Madonna del Divino Amore in questo vicolo. L'incredibile afflusso di fedeli in una Chiesa così piccola situata in un vicolo così piccolo costrinse a trasferire l'icona nella vicina San Lorenzo in Lucina.

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