Villino Ximenes



Il Villino Ximenes si trova in Piazza Galeno, con ingresso in Via Bartolomeo Eustachio n. 2, nel Quartiere Nomentano, è uno dei più importanti edifici in stile liberty della Capitale.
Fu costruito nel 1902 per lo scultore siciliano Ettore Ximenes, su progetto di Ernesto Basile e Leonardo Paterna Baldizzi, con la collaborazione diretta dello stesso Ximenes che realizzò tutti i bassorilievi esterni.
L'edificio è a due piani con cinque finestre per ogni piano, le pareti sono rivestite in blocchi di tufo siciliano brunito, un grande fregio in marmo è posto come cornice marcapiano, vi sono raffigurati grandi artisti che si recano in corteo all'altare delle arti (ara artium), posto nel centro, dall'ara partono fiamme ardenti affiancate da rami di palma, che cingono la grande arcata a loggia del primo piano. Le finestre sono monofore di stampo normanno, con cornici in marmo contenenti fregi floreali, sormontate da piattebande di maiolica. Altro elemento spettacolare è la balaustra di coronamento costituita di pilastrini arcuati fra cui sono poste transenne costituite da girali fogliati intrecciati, sopra l'arcata centrale due giovani cariatidi sostengolo le aste portabandiera, che sono in ferro battuto particolarmente elaborato, fra le due aste c'è un elaborato fregio con putti che sostengono un'aquila ad ali spiegate.
L'interno conserva ancora gran parte delle splendide decorazioni originali, che sono state conservate nel tempo con cura.

La sala da pranzo

L'atrio d'ingresso è caratterizzato da una volta a botte con vele e pennacchi decorato con splendidi affreschi di gusto medioevale, poi si passa nel fumoir, nel salone con soffitti a cassettoni e nella spettacolare sala da pranzo, dotata di una boiserie liberty intrecciata di tralci di fiori, con una grande decorazione a coda di pavone, il soffitto è occupato da stucchi raffiguranti fanciulle danzanti circondate di nastri svolazzanti.

Lo splendido soffitto della sala da pranzo 

Nel 1952 il villino è passato in proprietà all'Istituzione Teresiana, che lo ha trasformato in residenza universitaria.

Villino Cirilli



Il Villino Cirilli si trova in Via Gerolamo Fracastoro n. 7 ad angolo con Viale Regina Margherita nel Quartiere Nomentano.
È uno dei più interessanti villini della lottizzazione di Villa Patrizi, fu costruito dall'architetto Guido Cirilli come propria residenza a Roma nel 1908.
È posto al bivio tra le due vie con un angolo smussato, su cui è presente una loggia sovrastata da un'arcata. Sopra l'attico si apre una bella altana su colonnine binate.


Particolare è l'uso dei materiali sperimentato dal Cirilli: mattoncini per il pianterreno e il corpo della torre, intarsi geometrici in in cotto per la cornice marcapiano e fasce ad affresco con motivi floreali lungo le pareti della torre, mentre sul cornicione terminale sono affrescati festoni. Il resto delle facciate è ricoperto ad intonaco di colore giallo.

Il villino visto da Via Gerolamo Fracastoro


Fontane del Rione Trevi

A seguire un elenco delle fontane presenti nel Rione Trevi, elencate in ordine alfabetico.

Fontana di Palazzo Antamoro, nel cortile di Palazzo Antamoro, in Via della Panetteria

Chiese del Rione Ludovisi

A seguire un elenco relativo alle Chiese del Rione Ludovisi, elencate in ordine alfabetico. In questa lista riteniamo inserire tutte le Chiese la cui struttura è ancora esistente, anche se sconsacrata. Per quanto riguarda le Chiese non più esistenti o di cui restano avanzi particolarmente ridotti, abbiamo realizzato una lista apposita che trovate anche qui sotto.

San Marone, in Via Aurora

Siti archeologici nel Rione San Saba

A seguire una lista dei siti archeologici presenti nel Rione San Saba, elencati in ordine alfabetico.

Edicola di Piazza Numa Pompilio, in Piazza Numa Pompilio

Siti archeologici nel Rione Celio

A seguire una lista dei siti archeologici presenti nel Rione Celio, elencati in ordine alfabetico.

Edicola di Piazza Numa Pompilio, in Piazza Numa Pompilio

Archeologia industriale nel Quartiere Lido di Castel Fusano

A seguire un elenco alfabetico delle strutture identificabili come archeologia industriale presenti nel Quartiere Lido di Castel Fusano:

- Casetta dell'Italcable, in Lungomare Lutazio Catulo

Statue e monumenti del Quartiere Lido di Castel Fusano

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti presenti nel Quartiere Lido di Castel Fusano.

- Cippo dell'Italcable, in Lungomare Lutazio Catulo

Targhe commemorative del Quartiere Lido di Castel Fusano

A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle targhe commemorative presenti nel Quartiere Lido di Castel Fusano.

 Lungomare Lutazio Catulo:
- Cippo dell'Italcable

Viale Etiopia

Viale Etiopia, qui ancora praticamente privo di edifici, nella mappa IGM del 1950
Viale Etiopia è una strada situata nel Quartiere Trieste, nella sua parte nota come Quartiere Africano, ed è compreso tra Via Tembien e Piazza Gondar.
Già dagli anni '20 per numerose strade nella zona di Sant'Agnese erano stati destinati i nomi di territori coloniali italiani in Africa: un quartiere che con gli anni '30 vide una crescente espansione in chiave intensiva, che travolse letteralmente il primo nucleo del quartiere, lasciando spazio a nuovi edifici più alti.
In quest'ottica vennero assegnati nomi di nuove strade, alcune delle quali presero i nomi di luoghi dell'Etipia, conquistata dall'Italia nel 1936. Fu così che, nel 1937, venne formalmente istituito Viale Etiopia, pensato come arteria per congiungere Via Nomentana a Viale Libia, costeggiando grossomodo la ferrovia.
Quando la Seconda Guerra Mondiale interruppe gran parte delle opere pubbliche in fase di realizzazione a Roma, anche i palazzi del nuovo Quartiere Africano videro un'interruzione nello sviluppo. In questo senso la mappa di Roma del 1950 dell'IGM mostra bene la situazione, con strade in parte tracciate e solo una piccola parte di edifici realizzati. Sul Viale Etiopia non è presente quasi nessun edificio e si vedono chiaramente, a ridosso della ferrovia, le baracche del Borghetto Nomentano, uno dei tanti borghetti spontanei sorti a Roma negli anni.
La svolta nella storia di questa strada, tuttavia, affonda le radici nel Piano Fanfani del 1949, con cui nacque l'INA-Casa che in pochi anni realizzò centinaia di migliaia di alloggi in tutta Italia.
Fu così che nei primi anni '50 venne realizzato, sul lato meridionale di questa strada, un complesso abitativo INA, le cosiddette Case a Torre, opera di Mario Ridolfi e ritenuto un esempio di architettura neorealista. Negli anni successivi, un secondo complesso, sull'altro lato della strada, venne realizzato in uno stile simile, sempre con edifici a torre, da Mario Fiorentino.

Case a Torre di Mario Fiorentino


Lungo Viale Etiopia, nella parte del Quartiere Trieste nota come Quartiere Africano, è presente questo complesso edilizio di case a torre, realizzato tra il 1957 e il 1960. Esso viene realizzato pochi anni dopo le vicine Case a Torre di Mario Ridolfi, poste dall'altro lato di Viale Etiopia, e tale complesso, realizzato da Mario Fiorentino, allievo di Ridolfi, dialoga ed è concettualmente legato all'altro complesso.
Viale Etiopia fino agli anni '50 rappresentava un limite urbano prima delle ferrovia, oltre la quale vi era l'area di Sacco Pastore e poi, oltre l'Aniene, si sviluppava Monte Sacro. Le torri di Mario Fiorentino sorgono tra Viale Etiopia e la ferrovia, nell'area in cui si trovavano le baracche del Borghetto Nomentano.
Fiorentino, coadiuvato da Dubois, realizza otto edifici divisi in quattro coppie, a torre come quelli di Ridolfi, alti nove piani e con cinque alloggi per piano: una tipologia intensiva mutuata da quella del suo maestro.

Altri siti che ne parlano:
- Case a torre in Viale Etiopia 2-8 - in Roma2Pass

Ponte Nomentano


Il Ponte Nomentano è un ponte sull'Aniene situato lungo la Via Nomentana, nel Quartiere Monte Sacro. Le origini di questo ponte sono antichissime, anche perché posto lungo un'importante Via Consolare, e probabilmente già esisteva quando Menenio Agrippa nel 494 avanti Cristo dette vita alla Secessione della Plebe sul vicino Monte Sacro.
Originariamente costruito in tufo con alcune parti in travertino, fu uno dei principali ponti extraurbani durante la Roma Antica. Originariamente a tre arcate, venne ricostruito nel VI Secolo dopo l'assedio di Roma da parte di Totila.


Nell'VIII Secolo, Papa Adriano I (772-795) fece costruire due torri sul ponte per fortificarlo. A tali strutture si aggiunsero, nel XII-XIII Secolo, i muri. Le torri vennero poi innalzate sotto il Pontificato di Papa Niccolò V Parentucelli (1447-1455). La tradizione vuole che questo ponte sia stato inoltre teatro dell'incontro tra Papa Leone III (795-816) e Carlo Magno nell 800, l'anno in cui il Pontefice incoronò il sovrano dei Franchi come Imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale.
Nell'arco dei secoli, il ponte appartenne a diversi proprietari e fu testimone di numerosi eventi storici.
Nel X Secolo il ponte appartenne al Monastero di San Silvestro in Capite, per poi passare nel 1205 alla Chiesa di San Lorenzo in Lucina. Successivamente, passò al convento di San Pietro in Vincoli e alla Chiesa di Sant'Agnese fuori le Mura.

Nel 1433 il condottiero Niccolò Fortebraccio, insieme ad Antonio da Pontedera, muovendo contro Roma prese il controllo del ponte. Similmente, il ponte venne occupato da Paolo Orsini nel 1485. Dopo tali scontri, il ponte dovette essere in parte restaurato, finché nel 1532 non divenne una delle dogane della città.
Nel 1849 il ponte fu nuovamente danneggiato negli scontri tra truppe francesi e Repubblica Romana, venendo nuovamente restaurato.

Nel XX Secolo, la realizzazione del nuovo quartiere di Monte Sacro portò il piccolo ponte a diventare insufficiente per le nuove esigenze di traffico, rendendo necessaria la costruzione del nuovo Ponte Tazio, realizzato nel 1924, che ha ridimensionato il ruolo del ponte per l'attraversamento del ponte.
Le sue piccole dimensioni hanno portato a timori per la sua capacità di essere a lungo attraversato dalle automobili e per questo, nel 1997, venne chiuso alle auto, divenendo esclusivamente pedonale e parte di una suggestiva passeggiata tra la Pineta di Monte Sacro e la Nomentana.


Altri siti che ne parlano:
- Ponte Nomentano (Ponte Vecchio) - in Andrea Gaddini
- Ponte Nomentano - su Studio del Passato

Pommidoro


Il ristorante Pommidoro si trova in Piazza dei Sanniti 44, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo. Si tratta di uno storico ristorante romano, noto per la sua cucina e anche perché qui vi cenò Pier Paolo Pasolini la sera del suo omicidio.

Siti che ne parlano:
- Pier Paolo Pasolini: da Pommidoro a San Lorenzo l'assegno dell'ultima cena - in Fanpage

Yotvata


Yotvata è un ristorante kosher situato in Piazza Cenci 70, nel Rione Regola, a pochi passi dal Ghetto. Il ristorante deve il proprio nome a un'oasi del deserto del Neghev, in Israele, e propone cucina di latte kosher, con produzione propria di formaggi.



Il sito ufficiale

Sant'Anna


Il ristorante Sant'Anna si trova in Via di Sant'Anna 9, nel Rione Sant'Eustachio. Il ristorante offre cucina tradizionale italiana e romana.


La Tonneria


La Tonneria è un ristorante situato in Via della Scala, nel Rione Trastevere. Come si può facilmente capire dal nome, si tratta di un luogo specializzato in piatti a base di pesce.
L'ambiente è informale ed è possibile consumare il pasto sia al bancone che al tavolo, e la formula è basata su questo elemento e su un rapporto qualità prezzo che permette ai piatti di essere accessibili.


Il sito ufficiale

Portale di Villa Balestra


Il portale di Villa Balestra oggi è situato in Piazza Pietro d'Illiria n 5 e costituisce l'ingresso principale al Parco Savello, meglio conosciuto come Giardino degli Aranci, nel Rione Ripa.
Il portale fu costruito nel 1553 come ingresso dell'ex Villa Poggi, acquistata l'anno precedente da Papa Giulio III Ciocchi del Monte, ad opera di Bartolomeo Ammannati. Era posto poco prima dell'Arco Oscuro, lungo l'omonima via, poi ribattezzata Via di Villa Giulia, ed era formato da conci di bugnato rustico in peperino, nella chiave di volta era posto lo stemma di Papa Giulio III, sormontato dalle Chiavi di San Pietro.

Il portale di Villa Balestra e l'Arco Oscuro 

Dal portale si accedeva alla villa, attraverso una strada a tornanti si arrivava alla Casina del Curato, poi si giungeva alla sommità del monte San Valentino, dove era posto il casino principale della villa.
Già nel Seicento il portale cadde in disuso poichè per entrare nella proprietà gli si preferiva un'altro ingresso sulla Via Flaminia oppure quello su Vicolo dei Monti Parioli, oggi Via dei Monti Parioli.
Nel 1880 la villa fu comprata dal Cavaliere Giuseppe Balestra, imprenditore agrario che stabì nei terreni le sue vigne, da quel momento tutto il complesso è conosciuto come Villa Balestra.
La fine del portale arrivò quando nel 1910 fu tracciato il Viale delle Belle Arti, che dal Ponte del Risorgimento conduceva all'Esposizione Internazionale di Valle Giulia, del 1911, e alla nuova Galleria d'Arte Moderna.
Il portale fu smontato e le sue componenti furono sistemate nei depositi Comunali.
Soltanto nel 1936 Antonio Muñoz ne decise la ricostruzione sull'Aventino, come ingresso al Giardino degli Aranci, così come decise di realizzare la fontana del Mascherone sul muro affianco.
I conci delle bugne furono composti a serie alternate, mentre fu inserito un breve tratto di travertino prima dell'arco di volta, vennero ridotti i conci orizzontali e l'altezza del portale è minore rispetto a quella originale, anche la chiave di volta con lo stemma papale fu sostituita da un nuovo elemento in peperino. Il nuovo portale fu inaugurato nel 1937, come ricorda una targa in marmo posta accanto.


Santa Teresa del Bambin Gesù in Panfilo


La Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù in Panfilo si trova all'incrocio tra Via Giovanni Paisiello e Via Gaspare Spontini, nel Quartiere Pinciano.
Le origini di questa Chiesa risalgono al 1928, quando in questo luogo venne realizzata la cripta dell'attuale edificio ecclesiastico. Tra il 1929 e il 1932 venne costruita la Chiesa, opera dell'architetto Guglielmo Palombi, che la realizzò in forme neobarocche. Nel 1932 venne consacrata da Monsignor Adeodato Giovanni Piazza.
Limitrofo alla Chiesa è un convento dei Carmelitani Scalzi, che officiano il luogo di culto, terminato nel 1929.
All'interno della Chiesa è presente un affresco raffigurante Santa Teresa e Gesù Bambino, opera di G. Morgante, situato nell'abside, dove è presente anche un dipinto raffigurante Santa Teresa che sparge fiori, di E. Ballerini. I due altari laterali, invece, provengono dalla Chiesa di Santa Maria in Macello Martyrum, demolita negli anni '30 per la realizzazione di Via dei Fori Imperiali.

Piazza Cola di Rienzo



Piazza Cola di Rienzo è un'importante piazza del Rione Prati.
Lo slargo si trova lungo Via Cola di Rienzo, l'arteria principale del rione, che parte da Piazza della Libertà, sul Lungotevere, e arriva al Vaticano sfociando in Piazza del Risorgimento.
Il progetto della piazza compare nel PRG del 1883, in cui è disegnato tutto il rione nella forme che poi ha realmente assunto. Si estende per la lunghezza di due isolati con una larghezza minima, che le fa assumere un aspetto piuttosto stretto, ed è posta in asse con Piazza Cavour, a cui è collegata da Via Cicerone.

Piazza Cola di Rienzo nel PRG del 1883

Il nome della piazza e della strada fu deciso nel 1885, nella seduta in cui vennero approvati i nomi di tutte le vie e le piazze del rione.
Cola di Rienzo, al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini (Roma 1313-Roma 1354), era ritenuto a quei tempi, soprattutto in ambiente massonico, un eroe repubblicano e anticlericale, poichè aveva tentato di restaurare la repubblica romana nella città, all'epoca dominata dalle baronie degli Orsini e dei Colonna, per questo motivo gli venne dedicata la strada più importante del rione.
L'edificazione del quartiere iniziò subito dopo l'approvazione del PRG del 1883, furono progressivamente realizzate le strade, ad un livello più alto rispetto a quello del piano della campagna, anche la piazza era completata nel 1885. La lottizzazione del rione con grandi caseggiati di cinque o sei piani, si arrestò bruscamente con la cirsi edilizia del 1888.

Piazza Cola di Rienzo, parzialmente edificata nel 1891

Lungo la piazza erano stati costruiti fino a quell'anno solamente il grande isolato tra Via Ezio e Via Marcantonio Colonna e i due palazzi sul lato breve lungo Via Ezio e Via Tacito.
La piazza era sostanzialmente priva di edifici, e tale rimase fino ai primi anni del secolo, anni in cui vennero realizzati sugli ampi lotti lasciati liberi dalla crisi una serie di eleganti villini.
Il primo fu nel 1900 il Villino Lucernari, compreso tra Via Tacito e Via Cicerone, costruito per l'Onorevole Annibale Lucernari, Deputato al Parlamento Italiano, il 1905 venne realizzato il Villino Allievi da Pio Piacentini, tra la piazza e Via Alessandro Farnese, il 1907 fu costruita Villa Scialoja, per il Senatore Vittorio Scialoja, ad angolo con Via Cicerone, in uno stile eclettico con elementi medioevo-rinascimentali, mentre attorno al 1910 furono edificati i due villini ad angolo con Via Marcantonio Colonna.

Piazza Cola di Rienzo nel 1910, delimitata dai due villini Scialoja, con la sua torre, e Lucernari

Nel 1915 fu realizzato il grande palazzo contenente il Cinema Cola di Rienzo, oggi Eden, dall'ingegnere Giudo Zevi, e nello stesso anno furono edificati due palazzi accanto al Villino Lucernari.

Piazza Cola di Rienzo nel 1925

La piazza aveva assunto il proprio assetto definitivo proprio poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, e così rimase fino alla fine degli anni trenta quando fu demolito il Villino Lucernari per costruirvi una palazzina, stessa sorte toccò a Villa Scialoja negli anni cinquanta, e al villino ad angolo con Via Marcantonio Colonna.
Oggi la piazza conserva il suo fascino ed è molto movimentata, ospitando negozi di abbigliamento e caffè di tendenza, nonchè una libreria Mondadori.



Via Giovanni Battista Martini

La palazzina di Marcello Piacentini
Via Giovanni Battista Martini è una strada del Quartiere Pinciano compresa tra Via Giovanni Paisiello e Piazza Giuseppe Verdi. La strada, una prosecuzione di Via Niccolò Porpora verso Piazza Giuseppe Verdi, fu formalmente istituita nel 1924 e, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate a importanti compositori, fu dedicata a Giovanni Battista Martini (Blogna 1706-Bologna 1784), frate francescano, compositore e teorico della musica.
All'angolo con Piazza Verdi, sorse la Casa dell'Automobile, demolita negli anni '60 per fare spazio a un edificio per uffici opera di Attilio La Padula.
Al civico 6 della strada è presente un'interessante palazzina realizzata nel 1923 da Marcello Piacentini.

Altri siti che ne parlano:
- Via Giovanni Battista Martini - in Roma2Pass

Case a torre di Viale Etiopia



Le Case a torre di Viale Etiopia si trovano lungo l'omonimo viale, situato nella parte del Quartiere Trieste nota come Quartiere Africano, e rappresentano un opera di architettura particolarmente significativa per l'Italia del dopoguerra.
Questo complesso abitativo affonda le radici nel Piano Casa di Amintore Fanfani, che dette importante impulso all'edilizia abitativa a partire dal 1949, e nel Neorealismo architettonico, che caratterizzò alcuni dei principali esempi di edilizia abitativa dell'epoca. Tale stile architettonico si basa sulla ricerca di un modo di abitare che guarda al passato e ritrova molti elementi nella vita di borgo, declinandosi partendo da questo in numerosi esempi anche apparentemente diversi tra di loro ma legati da numerosi tratti comuni.
A commissionare questo intervento fu l'INA Casa, il ramo dell'Istituto Nazionale Assicurazioni creato nel 1949 nell'ambito del Piano Fanfani e che fino al 1963 realizzò 350mila alloggi in tutta Italia. Per il luogo fu scelto Viale Etiopia, una strada all'estremo nord del Quartiere Africano, all'epoca in costruzione.

Viale Etiopia nella mappa dell'IGM del 1950
Nello specifico, l'area prevista era quella compresa tra il viale e Via Tripolitania, mentre la strada dall'altra parte si affacciava sulla ferrovia, e quel lato era all'epoca in parte occupato dalle baracche del Borghetto Nomentano. Tale area, secondo il piano regolatore, sarebbe dovuta essere occupata da edifici di carattere intensivo, e le torri vanno esattamente in questo senso.
A progettare il nuovo complesso fu in primis l'architetto Mario Ridolfi, coadiuvato dal tedesco Wolfgang Frankl e contando anche sul lavoro dell'ingegnere Arrigo Caré.
Ridolfi, sempre nell'ambito dell'INA-Casa, stava lavorando insieme a Quaroni e ad altri architetti al Tiburtino IV, opera radicalmente differente che richiama molto di più quella di un paesino. Nelle torri di Viale Etiopia, il lavoro è molto diverso.

La mappa del progetto

Il progetto di Ridolfi e Frankl è costituito da otto edifici di nove piani, caratterizzati da una struttura a vista di cemento armato dove le logge si alternano a pannelli montati a filo della struttura creando un'armoniosa alternanza di pieni e vuoti.
L'idea del progetto si pone in rottura con i progetti intensivi che si stavano sempre più diffondendo nelle città italiane in quel periodo, soprattutto negli interni, dove distribuisce gli alloggi in maniera più libera rispetto ai modelli schematici che stavano prendendo piede.
L'opera viene realizzata tra il 1951 e il 1954, ma nel 1953 ottiene già una notevole fortuna critica grazie a un articolo pubblicato sulla rivista Casabella da Giancarlo De Carlo, che definisce le torri un'opera "barbarica, robusta, abbandonata all'impeto dei sentimenti".
Nel 1960 l'architetto Mario Fiorentino, sull'altro lato di Viale Etiopia, realizzarà altri otto edifici a torre, differenti ma che rappresentano un dialogo, così come una continuazione urbana, delle torri di Ridolfi.

Le torri di Mario Fiorentino


Altri siti che ne parlano:

Via di Sacco Pastore


Via di Sacco Pastore è una strada del Quartiere Monte Sacro compresa tra Via Nomentana e Largo Valsugana. Essa venne istituita nel 1937, prendendo il nome dall'omonima tenuta che sorgeva in quest'area posta lungo l'ansa dell'Aniene all'altezza della Via Nomentana.
L'origine del nome risale al Medioevo ed è un'evoluzione di forme precedenti, probabilmente non legate alla presenza di pastori che verosimilmente, come in tutta l'area di Roma prima della sua urbanizzazione, era frequentata da pastori.
Nella zona di Sacco Pastore, proprio limitrofa a questa strada, vennero rinvenuti nel 1929 e nel 1935 due crani risalenti al periodo neanderthaliano, divenuti noti come Uomo di Saccopastore.

Via Marziale


Via Marziale è una strada del Quartiere Trionfale, compresa tra Viale delle Medaglie d'Oro e Piazza Giovenale.
Tale strada venne istituita nel 1925, quando si iniziò a urbanizzare l'altura di Monte Mario. In quell'occasione si decise di dedicare le nuove strade a scrittori latini che non avevano trovato spazio tra i nomi delle strade del Rione Prati, molte delle quali dedicate a letterati dell'Antica Roma.
Questa, nello specifico, venne dedicata a Marco Valerio Marziale (Augusta Bilbilis 38 o 41 dopo Cristo-Augusta Bilbilis 104 dopo Cristo), ritenuto il principale epigrammista della letteratura latina. Tuttavia, tale strada, seppur istituita formalmente tra Viale Tito Livio e Viale del Monte Mario, non trovò effettiva realizzazione. A questa anomalia (più frequente di quanto possa pensarsi nella dinamica toponomastica romana) venne posto rimedio nel 1947, quando Marziale venne risarcito con una nuova strada ricavata dal primo tratto di Via Lattanzio.

Via Andrea Doria


Via Andrea Doria è una strada del Quartiere Trionfale compresa tra Largo Trionfale e Piazzale degli Eroi. Le origini di questa strada risalgono all'inizio del XX Secolo, quando nacque il primo nucleo del Quartiere Trionfale: Via Andrea Doria, in quell'occasione, venne pensata come uno degli assi portanti del nuovo quartiere, proseguimento di Viale delle Milizie, pensato per inserirsi nella futura circonvallazione e proseguire poi arrampicandosi su Monte Mario, come avvenne con la realizzazione del Viale delle Medaglie d'Oro.
In linea con la toponomastica del quartiere, le cui strade sono dedicate a importanti ammiragli e battaglie navali, questa strada prese nel 1901 il nome di Via Andrea Doria, in onore del grande ammiraglio genovese (Oneglia 1466-Genova 1560).
Questa zona fu caratterizzata dalla costruzione di alloggi popolari, fatti per ospitare un ceto principalmente operaio, costituito in gran parte dai fornaciari che lavoravano soprattutto nelle fornaci di Valle Aurelia.
In questa strada sorsero dunque diversi edifici popolari di interesse architettonico, cui si affiancò presto - negli anni '20 - il cinema Doria, opera di Innocenzo Sabatini, autore anche di diversi edifici del quartiere.
Nel 1927 venne realizzato sulla strada l'interessante edificio per abitazioni per gli impiegati del Governatorato, opera di Luigi Ciarrocchi e Mario De Renzi.
Nella strada è poi presente una targa che ricorda gli abitanti del Quartiere Trionfale caduti nella Prima Guerra Mondiale.
Via Andrea Doria è storicamente sede del Mercato Trionfale e dei festeggiamenti della festa di San Giuseppe il 19 Marzo: a pochi metri dalla strada è infatti presente la Basilica di San Giuseppe al Trionfale.
Tra il 2003 e il 2009 è stata realizzata, sulla strada, la nuova moderna sede del Mercato Trionfale.

Altri siti che ne parlano:
- Via Andrea Doria - in Info Roma

Targa del circolo Giustizia e Libertà di Via Andrea Doria


La targa in questione si trova in Via Andrea Doria, nel Quartiere Trionfale, in corrispondenza del Circolo Giustizia e Libertà, dedicato a Fernando Norma. Tale circolo è gestito dall'organizzazione erede del movimento liberal-socialista antifascista che contribuì alla Resistenza.

Via Ruggero di Lauria


Via Ruggero di Lauria è una strada del Quartiere Trionfale, compresa tra Via Andrea Doria e Via Sebastiano Veniero. Tale strada venne istituita nel 1914 e, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate a battaglie navali e grandi ammiragli, venne dedicata a Ruggiero di Lauria (Lauria o Scalea 1250-Concentaina 1305), ammiraglio al servizio dei sovrani aragonesi.

Via Mocenigo


Via Mocenigo è una strada del Quartiere Trionfale, compresa tra Via Andrea Doria e Via Sebastiano Veniero. Le origini di questa strada risalgono a quando, all'inizio del XX Secolo, venne realizzato il Quartiere Trionfale. La via fu ufficialmente istituita nel 1901 e, in linea con la toponomastica del quartiere in cui le strade sono intitolate a grandi battaglie navali e ai loro protagonisti, prese il nome di Via Mocenigo, per commemorare la nobile famiglia veneziana che espresse numerosi dogi ed ammiragli protagonisti della storia della Repubblica di Venezia.

Via Santamaura


Via Santamaura è una strada del Quartiere Trionfale compresa tra Viale Vaticano e Via Andrea Doria. La sua nascita risale a quando venne iniziata la realizzazione del Quartiere Trionfale all'inizio del XX Secolo, e venne formalmente istituita nel 1901. In linea con la toponomastica del quartiere, le cui strade sono dedicate a importanti battaglie navali, questa strada prese il nome di Via Santamaura, per celebrare la vittoria navale Veneziana-Pontificia sui Turchi avvenuta nell'isola greca di Santa Maura, nota anche come Leucade o Lefkada.

Via Ostia


Via Ostia è una strada del Quartiere Trionfale compresa tra Via Santamaura e Via Leone IV. Le origini di questa strada risalgono a quando, all'inizio del XX Secolo, nacque il Quartiere Trionfale, e venne formalmente istituita nel 1901. Il suo nome, dedicato a tutti gli effetti a una zona di Roma ma da essa distante numerosi chilometri, va individuato nell'odonomastica locale, che vede le strade dedicate a grandi battaglie navali. La battaglia di Ostia fu combattuta nell'849 da una lega di stati italiani composta dallo Stato Pontificio, il Ducato di Napoli, quello di Amalfi, quello di Gaeta e quella di Sorrento contro i Saraceni, che volevano sbarcare in Italia raggiungendo Roma.
Molti storici ritengono questa battaglia il primo esempio di alleanza tra stati italiani contro una minaccia straniera, secoli prima della Lega Lombarda contro l'invasione del Barbarossa, nonché una delle più importanti vittorie navali delle forze Cristiane contro quelle Musulmane.

L'affresco raffigurante la battaglia di Ostia presso le Stanze Vaticane, dipinto da Raffaello
Tale battaglia è stata immortalata anche da Raffaello in uno dei suoi affreschi nelle Stanze Vaticane.

Via Tolemaide


Via Tolemaide è una strada del Quartiere Trionfale, compresa tra Via Candia e Via Andrea Doria. L'origine di tale strada risale alla nascita del quartiere in cui si trova, nei primi anni del XX Secolo, quando nacque questo nuovo quartiere popolare oltre la Barriera Trionfale. Via Tolemaide fu dunque istituita nel 1901 e, in linea con la toponomastica della zona che ricorda battaglie navali e ammiragli: Tolemaide è infatti uno dei nomi con cui è nota la città di San Giovanni Acri, e qui è ricordata per l'assedio del 1189-1191 in cui i Crociati sconfissero gli Ayyubidi, ricondquistando la citta, nel corso della Terza Crociata.
La storia di questa piccola strada è strettamente connessa a quella del Trionfale: nata a inizio XX Secolo, in una zona in cui tra gli abitanti figuravano numerosi fornaciari, presto divenne uno dei principali centri delle idee di sinistra a Roma. Proprio in Via Tolemaide, infatti, iniziarono a riunirsi gli anarchici, presso la locale sede del Sindacato dei Fornaciai, dove fondarono un proprio circolo chiamato Spartaco.
Questo fatto portò Via Tolemaide a essere uno dei principali luoghi in cui avvennero scontri in seguito alla Marcia su Roma del 1922, con cui Benito Mussolini prese il potere, riuscendo a essere nominato Presidente del Consiglio. Il 30 Ottobre del 1922, nei giorni successivi alla Marcia su Roma, due camion con a bordo squadristi fascisti si recarono nella strada: nacque uno scontro con gli anarchici, che aprirono il fuoco, creando ulteriore scompiglio e ferendo tre fascisti. Ulteriori scontri seguirono in tutto il quartiere.


Oggi in Via Tolemaide è presente il ristorante venezuelano El Maiz.

Villini del Rione San Saba

A seguire un elenco alfabetico dei villini presenti nel Rione San Saba:

Villino Spica, in Piazza Remuria angolo Via Pirro Ligorio (demolito)

Via Pacuvio


Via Pacuvio è una strada del Quartiere Trionfale, situata nella parte nota come Balduina, compresa tra due diverse parti di Via Lattanzio. Tale strada venne istituita nel 1954 e venne dedicata al poeta, drammaturgo e pittore latino Marco Pacuvio (Brundisium 220 avanti Cristo - Tarentum 130 avanti Cristo), in linea con l'odonomastica locale che vede le strade dedicate a letterati latini.

Viale Trastevere

Viale Trastevere è una strada di Roma che attraversa il Rione Trastevere e il Quartiere Gianicolense, compreso tra Piazza Sidney Sonnino e Piazza Flavio Biondo.
L'origine di questa strada risale agli anni immediatamente successivi all'annessione di Roma al Regno d'Italia, quando Trastevere venne interessata di diverse proposte, alcune delle quali divenute realtà, di modifiche urbanistiche, in parte collegate alla realizzazione di un nuovo ponte sul Tevere tra l'Isola Tiberina e il Ponte Sisto.
Se il piano regolatore del 1873, in questo senso, si limitava a proporre una strada rettilinea tra il nuovo ponte e il Quartiere Mastai, realizzato pochi anni prima per volontà del Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878), il piano regolatore del 1883 mantiene le stesse previsioni di quello precedente. Nel 1888 la variante di Piano sviluppa in maniera più chiara questo progetto, immaginando un viale che tagli in due l'abitato di Trastevere fino alle Mura Gianicolensi, accompagnato dalla realizzazione di un nuovo quartiere nella zona di San Cosimato, all'epoca occupata da prati.

Pensato originariamente come strada d'accesso al nuovo Ponte Garibaldi, nel 1883 il primissimo progetto di Viale Trastevere sarebbe dovuto essere l'allargamento di Vicolo dell'Arcaccio fino a Piazza Mastai, dove si sarebbe congiunto a Via della Luce che sarebbe dovuta essere anch'essa allargata
Dopo la realizzazione del nuovo ponte, il Ponte Garibaldi, nel 1886 viene pianificata la realizzazione del nuovo quartiere tra San Cosimato e le pendici del Gianicolo, le cui strade vengono dedicate a personaggi che hanno preso parte alla difesa della Repubblica Romana nel 1849, e viene anche formalmente istituito il nuovo viale, che partendo dalla nuova Piazza Italia, l'attuale Piazza Giuseppe Gioachino Belli, situata lungo il Tevere, sarebbe dovuto arrivare fino alle mura dove, immediatamente fuori, sarebbe di lì a poco stata realizzata la prima Stazione Trastevere. Tale viale, tuttavia, non aveva ancora l'attuale nome: il suo primo nome fu, infatti, Viale del Re.
La stazione sarebbe dovuta essere il principale scalo passeggeri di Roma, ma non riuscì mai a superare Termini da questo punto di vista: il viale nacque dunque con la funzione di collegare il nuovo scalo, da realizzare ai limiti dell'abitato dell'epoca, al resto della città.
La realizzazione della nuova strada, pur sorgendo in gran parte in un'area di Trastevere composta soprattutto da orti, rese necessarie diverse demolizioni per la sua realizzazione. Sparirono così l'Oratorio della Beatissima Vergine del Carmine, o del Santissimo Sacramento, venne meno il Vicolo dell'Araccio, fu tagliato in due parti l'appena realizzato Quartiere Mastai, così come Via della Lungaretta venne di fatto divisa in due parti distinte, il viale fu inaugurato nel 1890 assieme alla Stazione Ferroviaria.
La scelta di realizzare, nel 1911, la nuova Stazione Trastevere in una posizione più meridionale rispetto a quella del 1890, portò a un prolungamento del Viale Trastevere fino alla nuova stazione, realizzata su una nuova piazza che nel 1920 prese il nome di Piazza Flavio Biondo.

L'intera estensione di Viale Trastevere nella mappa del Touring Club Italiano del 1925

I lavori del viale nel tratto del Rione Trastevere furono estesi nel tempo e videro la realizzazione di numerosi edifici di interesse, tra cui un edificio dell'architetto Quadrio Pirani, al civico 28, facilmente riconoscibile per l'uso dei mattoni a vista, importante caratteristica dell'architetto. Tale edificio venne realizzato nel 1911 su incarico di Ida du Challiot in Bellucci.
Negli anni '30 venne realizzato l'isolato di fronte alla Chiesa di San Crisogono, in cui sorge tra le altre cose il Cinema Reale, con una serie di lavori che permisero di rendere visibili i ruderi dell'Excubitorium, caserma dei Vigiles dell'Antica Roma che era stata scoperta negli anni '60 del XIX Secolo.
Negli anni '50, invece, venne realizzato l'edificio adiacente all'Ospedale San Gallicano, oggi sede della Polizia Locale di Roma Capitale, sul quale tra le altre cose è addossata la statua di Bartolomeo Pinelli.


Dopo la Seconda Guerra Mondiale vennero gradualmente smantellati i binari della vecchia Stazione Trastevere, portando alla graduale edificazione di tale area, in cui sorsero tra le altre cose due interessanti edifici intensivi di Julio Lafuente, uno realizzato negli anni '50 e un altro nel 1970.

Visita di Guglielmo II a Roma



La visita di Guglielmo II (Kaiser Wilhelm II) nell'ottobre 1888 a Roma fu la più importante visita ufficiale da quando Roma era diventata la nuova Capitale d'Italia.
L'importanza della venuta dell'Imperatore era dovuta anche al consolidamento del patto della Triplice Alleanza, rinnovato nel 1887, a cui sia il re che il Governo tenevano particolarmente.
Il Comune di Roma si preparò dunque ad accoglierlo degnamente, con la creazione di addobbi speciali lungo il percorso del corteo e la realizzazione di nuovi monumenti cittadini, furono eseguiti anche restauri e tinteggiature di facciate di alcuni palazzi.

Palco costruito in Via Nazionale

Molti cantieri edili, all'epoca ancora aperti, vennero mascherati con palchi destinati ad ospitare il pubblico, tra questi i più importanti furono i palchi realizzati per occultare la costruzione dei Palazzi dell'Esedra, e la gradinata posizionata davanti al cantiere della Banca d'Italia in Via Nazionale.
Vennero anche inaugurati per l'occasione due importanti monumenti: la nuova fontana dell'Esedra, decorata con quattro leoni in gesso, e la base dell'obelisco ai caduti di Dogali, in Piazza dei Cinquecento.

Il corteo passa davanti alla mostra dell'Acqua Marcia in Piazza Esedra

Un'altra opera realizzata per l'occasione furono i Giardini del Quirinale, costruiti al posto dell'ex convento delle Sacramentine, su di essi si affacciavano gli appartamenti destinati all'Imperatore, ricavati per l'occasione nella Manica Lunga del Palazzo del Quirinale.
Il Ministero della Pubblica Istruzione eseguì alcuni lavori per la Passeggiata Archeologica e predispose la spettacolare illuminazione del Foro Romano, con l'accensione di fuochi artificiali e bengala.


Gli addobbi provvisori furono collocati lungo il percorso che doveva effettuare il corteo. L'accoglienza del sovrano sarebbe avvenuta alla Stazione Termini, in cui furono costruiti due baldacchini, uno esterno e uno interno, progettati da Gioacchino Ersoch e ricchi di panneggi di broccato e seta rossa.

Il baldacchino di Giuseppe Cellini

Poi c'era il baldacchino medievaleggiante costruito su progetto di Giuseppe Cellini, affiancato da statue di cavalieri a cavallo, nella via che conduce dalla Stazione alla piazza dell'Esedra.
Nella piazza e lungo la Via Nazionale, fino al Quirinale, vennero installati invece trecento pennoni dipinti in bianco, rosso e oro, adorni di festoni di lauro e stendardi.

L'unione degli edifici del Campidoglio ad opera di Gioacchino Ersoch 

Per il ricevimento solenne in Campidoglio fu realizzata una lapide a commemorazione dell'evento e il collegamento provvisorio dei Palazzi Capitolini con strutture progettate da Gioacchino Ersoch.


Il Kaiser giunse a Roma l'11 ottobre 1888, alla Stazione Termini, accompagnato dal fratello Enrico di Prussia, dove fu accolto dal Re Umberto, il corteo poi sfilò fino al Quirinale, salutato dalla folla di curiosi che si era assiepata lungo tutte le strade percorse dal corteo, quì l'Imperatore incontrò la Regina e prese alloggio nei suoi appartamenti.
Il giorno successivo il Kaiser si recò a Palazzo Capranica, all'epoca sede del suo ambasciatore presso la Santa Sede, da cui partì la carrozza che lo condusse in Vaticano per la visita al Papa, Guglielmo II aveva la divisa bianca di Colonnello della Guardia del Corpo, con l'elmo d'argento sormontato dall'aquila.



Il corteo si fermò nel Cortile di San Damaso, dove fu accolto dalle Guardie Palatine e Svizzere, e dai Principi Ruspoli e Altieri, che lo accompagnarono fino all'anticamera di Leone XIII, quì il Pontefice lo accolse ed entrarono insieme nel gabinetto Papale. Il colloquio con il Papa, che era in veste da camera bianca, durò mezzora e fu interrotto soltanto dall'arrivo del Principe Enrico.


Il 13 ottobre ci fu la grande rivista militare a Centocelle, che era stata preparata con cura dallo Stato Maggiore dell'Esercito, poi ritornati al Quirinale venne offerto un sontuoso pranzo di gala, con la presenza dell'aristocrazia romana e i rappresentanti della diplomazia internazionale.



La sera, alle 22.30 il Kaiser arrivò in Campidoglio, illuminato solennemente dalla luce elettrica, dove fu accolto dal prosindaco all'ingresso dei Musei Capitolini, scortando la Regina Margherita l'Imperatore visitò i capolavori dall'antichità romana, e giunse, tramite il collegamento provvisorio realizzato tra i Palazzi Capitolini al Palazzo Senatorio. Dopo il passaggio nella Sala delle bandiere Guglie II giunse nell'Aula Capitolina, dove lo attendevano il Sindaco con tutto il Consiglio Comunale, venne dunque scoperta la lapide posta in ricordo dello storico evento, sulle note della marcia prussiana di sottofondo. Vi fu quindi lo spettacolo mirabile dell'illuminazione del Foro Romano, che destò grande impressione negli ospiti. I sovrani passarono poi nel Palazzo dei Conservatori, dove si svolse il ricevimento cui parteciparono più di duemila invitati.

Il grande ricevimento in Campidoglio del 13 ottobre

I giorni successivi l'Imperatore intraprese il viaggio a Napoli, mentre il 18 ottobre ci fu il grande spettacolo d'addio con fiaccolata e concerto in Piazza del Popolo.
Il 19 ottobre Guglielmo II sfilò sempre sulla Via Nazionale fino alla Stazione Termini da cui ripartì per la Germania.