Fontana del Boccale

Fontana del Boccale


La Fontana del Boccale si trova in Via Zabaglia, nel Rione Testaccio
Tale opera è stata realizzata dall'architetto Raffaele De Vico nel 1931, nell'ambito dei lavori di sistemazione del Parco del Monte de' Cocci, situato proprio dall'altra parte della Via del Monte Testaccio rispetto alla fontana.
La fontana è costituita da un boccale di marmo vicentino rosso, con un bassorilievo raffigurante un ramo fiorito di rose. Il boccale vuole omaggiare probabilmente le anfore che arrivavano presso i magazzini di Testaccio ai tempi di Roma antica e i cui cocci, accumulandosi, hanno creato l'altura del Monte Testaccio.

Fontana Boccale Testaccio

Il boccale marmoreo poggia su un basamento, costituito da pietre recuperate nei lavori di sterro durante la sistemazione dell'area, e posto all'interno di un semplice e pregevole emiciclo.

Via Girolamo Benzoni

 
Via Benzoni Ostiense


Via Girolamo Benzoni è una strada del Quartiere Ostiense compresa tra Via Pellegrino Matteucci e la Circonvallazione Ostiense. 
La strada venne istituita nel 1921, quando vennero assegnati molti dei nomi delle strade nella zona dei Magazzini Generali, dedicandole a viaggiatori ed esploratori.
 
Via Benzoni vecchia mappa
Il cambio di tracciato di Via Benzoni ben visibile nella mappa di Marino e Gigli del 1935
 
Nello specifico, questa strada venne dedicata a Girolamo Benzoni (Milano 1519-1570 circa), esploratore che viaggiò nei Caraibi e nell'America Centrale e Meridionale testimoniando il tutto nella sua Historia del Mondo Nuovo.
Via Benzoni senza uscita
Il tratto vecchio di Via Benzoni
 
La strada, che oggi si presenta quasi perfettamente rettilinea, originariamente terminava con una curva verso sud, tagliata per facilitare l'accesso alla Circonvallazione Ostiense. Tale curva è ancora ben visibile e rappresenta una diramazione senza uscita della strada posta a un livello inferiore rispetto alla Circonvallazione Ostiense.

Statua della Vergine di Lourdes nella Basilica di San Lorenzo in Damaso



Nel primo vestibolo della Basilica di San Lorenzo in Damaso, posta all'interno del Palazzo della Cancelleria, nel Rione Parione, è posizionata, davanti al pilastro di sinistra, una statua della Madonna di Lourdes.


Tale statua rappresenta la Vergine con le mani giunte nell'atto di dire a Bernadette "Io sono l'Immacolata Concezione", nell'apparizione del 25 marzo del 1858.
La statua risale ai primi del Novecento e deriva il proprio modello figurativo dalla 'Vergine Incoronata', situata nell'Esplanade del Santuario di Lourdes, caratteristico è il rosario a sei decine, come era il rosario alla fine dell'Ottocento, e come Bernadette disse che aveva la Madonna durante le apparizioni.

La Vergine Incoronata dell'Esplanade di Lourdes, realizzata nel 1876




Palazzo Chiassi Lais



Palazzo Chiassi Lais è situato tra Via Arenula, Largo Arenula, Via di Sant'Elena e Via dei Falegnami, nel Rione Sant'Eustachio.
La sua costruzione è strettamente legata alla realizzazione di Via Arenula, che collegava Ponte Garibaldi con Corso Vittorio Emanuele II. Il progetto venne affidato dalla famiglia Chiassi ad Angelo Balzani e la costruzione terminò nel 1892.
Su Via Arenula si trovano sette finestre per piano, su Largo Arenula tre.
La facciata è caratterizzata da un bugnato liscio al pianterreno e al mezzanino, ai piani superiori le finestre sono architravate. Ai lati della facciata principale si trovano due belle serliane sovrapposte, con colonne rispettivamente tuscaniche e ioniche, mentre il piano superiore è occupato da una loggia con capitelli corinzi.
Molto elaborate sono le cornici marcapiano poste oltre il piano nobile, decorate da festoni, protomi leonine e girali fogliati.
La facciata su Largo Arenula è dotata grandi finestre ad arco, su colonne, al piano nobile si trovano tre balconi.
L'angolo tra Via Arenula e Via dei Falegnami è stondato ed è occupato da serliane e logge.
Sull'attico si trova una particolare balaustra continua in ferro battuto, su cui si affacciano le finestre dell'ultimo piano.




Busto di Henryk Sienkiewicz al Domine Quo Vadis?

Chiesa Domine Quo Vadis busto Sienkiewicz

All'interno della Chiesa del Domine Quo Vadis?, in Via Appia Antica, nella parte compresa nel Quartiere Appio-Latino, è presente un busto che ritrae lo scrittore polacco Henryk Sienkiewicz (Wola Okrzejska 1846-Vevey 1916), autore nel 1895 del celebre romanzo Quo Vadis?, grazie al quale nel 1905 vinse il Premio Nobel per la Letteratura e strettamente legato all'episodio citato nel libro apocrifo degli Atti di Pietro secondo cui l'Apostolo San Pietro, in fuga dalla persecuzione dei Cristiani in atto a Roma lungo la Via Appia, si vide apparire Gesù Cristo cui chiese "Domine, Quo Vadis?" (Signore, dove vai?), sentendosi rispondere "Eo Romam, Iterum Crucifigi" (Vado a Roma, per essere di nuovo crocifisso). Secondo il libro, San Pietro interpretò il segno facendo ritorno a Roma e accettando di ricevere il martirio.
Nella Chiesa del Domine Quo Vadis?, costruita in memoria di tale episodio lungo la Via Appia Antica, nel 1977 la comunità polacca di Roma decise di celebrare Sinkiewicz con questo busto in bronzo opera dello scultore Boguslaw  Langman.
Un busto gemello ma in marmo è situato in Piazzale Firdusi, a Villa Borghese, nel Quartiere Pinciano, lì posto nel 1978 e opera dello stesso Langman.

Via di Ponte Rotto



Via di Ponte Rotto è una strada siuata tra Via Luigi Petroselli e Lungotevere dei Pierleoni, nel Rione Ripa.


La via ha avuto origine nel Medioevo quando vennero progressivamente costruiti gli edifici che affacciavano sulla strada che conduceva a Ponte Emilio, con la presenza particolare della Casa dei Crescenzi.


Il crollo definitivo del ponte, nel 1598, comportò il completo disuso della strada, che dalla Bocca della Verità conduceva al Tevere. 

Gli edifici di Via di Ponte Rotto fanno parte della Roma Sparita

Proprio in quest'epoca è nata la denominazione di "Via di Ponte Rotto", la strada a quell'epoca collegava Via di Porta Leone con Via Bocca della Verità.

Via di Ponte Rotto nella Mappa del Nolli del 1748

Con la costruzione della passerella metallica sul Ponte Rotto nel 1853, nel pontificato di Pio IX, la strada tornò ad assumere un importante ruolo di comunicazione tra i Rioni Trastevere e Ripa

Via di Ponte Rotto con la Casa dei Crescenzi vista da Trastevere

Dopo la proclamazione di Roma a Capitale d'Italia la strada è stata radicalmente modificata dalla creazione dei Lungotevere, infine è stata interessata dalle demolizioni per l'isolamento del Tempio di Portuno da parte del Regime Fascista. 
Oggi gli unici edifici che vi si affacciano sono la Casa dei Crescenzi e il Palazzo dell'Anagrafe.