Via Giulio Rocco


Via Giulio Rocco si trova nel Quartiere Ostiense, più precisamente alla Garbatella, compresa tra Via Ostiense e Piazza Benedetto Brin.
La strada fu istituita nel 1921, dedicandola allo scrittore di cose nautiche Giulio Rocco, e fa da collegamento tra la Via Ostiense e Piazza Benedetto Brin, che costituisce una sorta di ingresso monumentale della Garbatella.
La strada attraversa inoltre i binari della Linea B della Metropolitana di Roma e della ferrovia Roma-Lido.
Dagli anni Duemila, la strada costeggia di lato il nuovo edificio che ospita la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma Tre.

Busto in memoria di Bernardino Passeri


Il busto in questione si trova in Via dei Penitenzieri, nel Rione Borgo, e ricorda Bernardino Passeri, orefice Pontificio caduto nel 1527 nel difendere Roma dai Lanzichenecchi che la saccheggiavano e che in questa zona abitava.
Il busto è stato qui posto il 25 Ottobre del 1885 in seguito a una manifestazione cui presero parte la Società Romana degli Orafi, la Società Alessandro Nelli, gli ex alunni dell'Istituto Romano di San Michele a Ripa Grande e gli orafi di Torino.

Edicola dell'Immacolata Concezione in Via dei Penitenzieri


L'Edicola dell'Immacolata Concezione è un'edicola Mariana situata in Via dei Penitenzieri, nel Rione Borgo e risale al 1615, come si può leggere sull'edicola stessa.

Piazza della Repubblica (già Piazza dell'Esedra)


Piazza della Repubblica è una piazza situata nel Rione Castro Pretorio, nella quale confluiscono Via Nazionale, Via Vittorio Emanuele Orlando, Via Giuseppe Romita, Via delle Terme di Diocleziano e Viale Luigi Einaudi.
La Piazza si formò già nel Medioevo, con la caduta in disuso delle terme di Diocleziano e della sua grande esedra, presso cui si formò questo grande spiazzo, e si chiamava Piazza delle Terme, o di Termini. Nel 1562 questa piazza ebbe nuovo lustro quando Michelangelo Buonarroti fu incaricato dal Papa Pio IV De' Medici di costruire sui ruderi delle Terme di Diocleziano la Basilica di Santa Maria degli Angeli, basilica tuttora esistente e adibita a Chiesa per le cerimonie ufficiali dello Stato Italiano.
Sempre durante il Cinquecento, si pensò di creare più o meno in questa piazza un lago artificiale, che fosse la parte finale di un grande canale che da Tivoli raggiungesse Roma. L'idea che aveva avuto Papa Sisto V Peretti era quella di fare in questo modo transitare più facilmente il travertino proveniente da Tivoli verso Roma, e proprio in quest'area si trovava la Villa del Pontefice ed anche la mostra monumentale dell'acquedotto che lui aveva voluto, l'Acqua Felice.

Piazza delle Terme di Diocleziano nella carta del Nolli del 1748
I terreni compresi nell'esedra delle terme appartenevano al Monastero di San Bernardo, proprietà dell'ordine cistercense.
Nel XIX Secolo vicino a questa piazza fu costruita, da Pio IX, la Stazione Termini, mentre alla fine del Secolo, sempre sotto il Pontificato del Beato Pio IX Mastai Ferretti, si iniziò, con la supervisione di Monsignor De Merode, a pianificare l'edificazione dell'area nei dintorni di Piazza dell'Esedra, iniziando a tracciare la futura Via Nazionale e le strade limitrofe. Sempre in quegli anni, nel 1870, lo stesso Beato Pio IX volle realizzare nell'area della Piazza, dove oggi si trova l'Obelisco in memoria dei caduti di Dogali, tra Viale Einaudi e Via delle Terme di Diocleziano, una fontana che facesse da mostra dell'acquedotto dell'Acqua Pia, l'antica Acqua Marcia rinnovata dal Pontefice.
Tuttavia, proprio nel 1870, quando la fontana provvisoria era appena stata inaugurata, le truppe Piemontesi entrarono a Roma e la città entrò a far parte del nuovo Stato Italiano, divenendone Capitale.

Piazza Esedra nella pianta del Marrè del 1876

Nel piano regolatore post-unitario, l'area nei pressi di Piazza Esedra venne urbanizzata notevolmente, dando vita così a un nuovo quartiere che non tralasciò la piazza, dove infatti furono costruiti tra il 1887 ed il 1898 due magnifici edifici pressapoco simmetrici progettati da Gaetano Koch che ricalcano la forma della preesistente piazza e la nobilitano notevolmente.


Nel 1888 il riordinamento urbanistico della zona portò alla necessità di spostare la fontana dell'Acqua Marcia di alcuni metri: si decise così di costruirne una ex novo al centro della piazza, affidandone la costruzione all'architetto Alessandro Guerrieri.
La fontana era inizialmente priva di decorazioni, e per questo si pensò di posizionare alcuni leoni in gesso in occasione della visita a Roma di Guglielmo II di Germania.



Nel 1901, invece, si pensò di affidare l'opera a Mario Rutelli, bisnonno dell'ex Sindaco di Roma Francesco Rutelli, che realizzò quattro figure femminili bronzee da porre a decorazione della fontana, Naiadi appunto, che faranno sì che la fontana divenga nota come Fontana delle Naiadi.
La posizione delle statue di nudo femminile fu però considerata scandalosa per l'epoca, tanto che inizialmente la fontana venne recintata da uno steccato. Nel 1911 a Rutelli fu commissionata anche la decorazione centrale della fontana: inizialmente realizzò alcuni tritoni, ma i Romani non li gradirono molto, tanto da ribattezzarli "fritto misto": furono dunque rimossi, oggi sono visibili in Piazza Vittorio, nel Rione Esquilino, e sostituita nel 1914 con il gruppo del Glauco, opera sempre di Rutelli.

Veduta verso la vecchia Stazione Termini da Piazza Esedra, lungo quella che era Viale Principe di Piemonte.
Nel 1938 per la visita di Hitler a Roma la piazza fi decorata da aste porta bandiera di bronzo decorate alla base da lupe e aquile, e in sommità da aquile con le ali spiegate.


Nel 1953 il Comune di Roma decise di cambiare il nome della piazza da Piazza dell'Esedra a Piazza della Repubblica, in onore della nuova forma di governo del Paese. Tuttavia, da quel momento la piazza è rimasta per molti Romani "Piazza Esedra".
Nel 1980 nella Piazza è stata inaugurata la stazione Repubblica della Linea A della Metropolitana, gli anni precedenti caratterizzati dai lavori comportarono lo smontaggio completo della fontana.
Negli anni 2000 la piazza ha subito una notevole riqualificazione che ha portato all'apertura dell'Hotel Exedra, un albergo lussuoso, e alla riapertura del Cinema Moderno. Per molti anni vi ha avuto sede un McDonald's, al cui posto è sorta successivamente una sede di Eataly, anch'essa oggi chiusa.

Contrada dell'Ortaccio


 

La Contrada dell'Ortaccio si trovava nel Rione Campo Marzio, nell'area grossomodo compresa tra Piazza Monte d'Oro ed il Tevere. La zona nacque nel Novembre del 1569 per volontà di Papa San Pio V Ghislieri il quale la scelse per divenire una specie di ghetto per le meretrici di basso livello.
Nella Roma di fine Cinquecento, infatti, circa il 9 per cento della popolazione - pari ad oltre 4500 persone - era in qualche modo legata al settore della prostituzione, e per questa ragione il Pontefice volle combattere il fenomeno.
La zona, che aveva come limiti il Tevere, Via di Ripetta, Piazza Monte d'Oro e Via degli Schiavoni, venne in breve tempo recintata. La recinzione era munita di due porte, che venivano aperte in determinate ore del giorno.
Durante la Quaresima era proibito frequentare l'Ortaccio, ma questo divieto veniva aggirato dalle prostitute che potevano comunque uscire dal luogo in talune ore del giorno.
Non si trattava del primo caso di luogo adibito alla prostituzione a Roma: nel Medioevo sappiamo essere esistito il Bordelletto nella zona della Bocca della Verità così come erano esistiti i cosiddetti Lupanari di Ponte Sisto.
Tuttavia, il fenomeno della prostituzione ebbe nel Cinquecento uno sviluppo non indifferente, anche a causa della povertà e delle numerose persone rimaste allo sbando in seguito alle Guerre d'Italia conclusesi intorno alla metà del Cinquecento.

Una prostituta subisce la punizione della sferza
In questo periodo, infatti, furono emesse diverse norme contro le prostitute che esercitavano il loro mestiere fuori dai luoghi concessi a tale proposito. Una prostituta poteva essere punita con colpi di sferza sul sedere o con tratti di corda anche direttamente sul luogo in cui fosse stata scoperta.
Contro le prostitute si aggiungevano inoltre numerose denunce per ingiurie, percosse e simili reati che affollarono letteralmente i tribunali in quel periodo.
L'Ortaccio - che veniva chiamato talvolta anche Ortaccio delle Meretrici - rimase in funzione per al massimo un secolo e mezzo, dal momento che sappiamo che all'inizio del XVIII Secolo fu emessa una norma che costringeva numerose prostitute ad esercitare il loro mestiere fuori Porta del Popolo.
Tra i numerosi luoghi adibiti all'esercizio della prostituzione a Roma, vi fu nel XVIII Secolo anche Via dell'Orto di Napoli, sempre nel Rione Campo Marzio.

Targa di regolamentazione del mercato dei polli


La targa in questione si trova in Piazza del Teatro di Pompeo, nel Rione Parione, e regola il mercato dei polli e delle uova che in questa piazza aveva luogo. La piazza, per questa ragione, era detta Piazza della Pollarola: oggi il toponimo è rimasto solo per parte di essa, mentre la porzione in cui si trova la targa in questione ha preso il nome di Piazza del Teatro di Pompeo nel 1925.
La targa fa riferimento a una regolamentazione voluta da Papa Pio VI Braschi nell'Ottobre del 1775.

Fontana di Piazza della Cancelleria


La Fontana di Piazza della Cancelleria si trova nel ramo dell'omonima piazza che muove verso Piazza del Teatro di Pompeo e Via dei Baullari, nel Rione Parione e risale al 1930, quando fu realizzata su disegni dello scultore Publio Morbiducci.
L'opera, molto geometrica, riproduce lo stemma del Cardinale Scarampi Mezzarota, che nel 1483 commissionò a Donato Bramante la costruzione del limitrofo Palazzo della Cancelleria.

Ponte dei Fiorentini


Il Ponte dei Fiorentini è stato un ponte che sorgeva tra Piazza dell'Oro, nel Rione Ponte, e Via della Lungara, nel Rione Trastevere, unendo grossomodo la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e il Palazzo Salviati.
Venne costruito nel 1863 da una società Francese al tempo di Papa Beato Pio IX, e fu il primo ponte realizzato a Roma dai tempi di Ponte Sisto. Il nuovo ponte, sospeso da grossi cavi tiranti, fu ribattezzato dai Romani "Ponte di ferro" o, in maniera dialettale, "Ponte de fero".
Per attraversare il ponte, inoltre era necessario pagare un pedaggio pari a cinque centesimi.
Il Ponte rimase attivo fino al 1941, anno in cui venne sostituito dal nuovo Ponte Principe Amedeo, edificato poche decine di metri più a monte.

Borghetto di Vigna Mangani



Il Borghetto di Vigna Mangani è uno dei numerosi borghetti spontanei che nel corso del XX Secolo sono nati a Roma. Nello specifico si trova nel Quartiere Pietralata, nella parte compresa tra Via di Pietralata e la ferrovia che da Roma porta a Orte e Firenze.
Nel XIX Secolo quest'area divenne proprietà della famiglia Mangani, che avevano qui una vigna che si estendeva grossomodo dalla Via Nomentana all'altezza di Via della Batteria Nomentana fino all'Aniene.
Sappiamo anche che la famiglia gestiva la Trattoria Mangani, una trattoria con un gran numero di posti che si trovava proprio sulla Nomentana. Agli inizi del XX Secolo, la trattoria venne acquistata da Antonio Paolantoni e rimase in funzione fino agli anni venti.

Il Borghetto negli anni venti, sullo sfondo la Città Giardino Aniene.

Il borghetto nacque negli anni 'dieci del Novecento in maniera spontanea, come era avvenuto per gran parte dei cosiddetti 'villaggi abissini' di Roma, sorti alla fine dell'ottocento quando fu vietato ai braccianti che lavoravano nell'edilizia romana di dormire allo scoperto nelle vie di Roma; queste persone furono costrette a trasferirsi in zone periferiche costruendo delle baracche vista l'ampia disponibilità di spazio, le località preferite per questi insediamenti erano in prossimità di ferrovie, stazioni e vie consolari. Nel caso del Borghetto di Vigna Mangani l'insediamento sorse su un piccolo poggio vicino alla ferrovia all'altezza della Batteria Nomentana.

Il Borghetto di Villa Mangani visto su Google Maps.

La zona nacque dunque in maniera spontanea, con la tipica architettura a case basse degli insediamenti di questo tipo. 
Il nome, fino all'inserimento del Borghetto nella toponomastica ufficiale, non fu unanimemente da subito quello di Vigna Mangani. Molto spesso, infatti, ci si appellò a questo agglomerato come Borghetto di Pietralata o Borgata di Pietralata, per la sua vicinanza con Via di Pietralata.

Il Borghetto di Vigna Mangani, chiamato Borgata di Pietralata nella mappa di Roma di Marino e Gigli del 1934.
Nel 1948 il Consiglio Comunale di Roma istituì formalmente il Borghetto di Vigna Mangani, cui si aggiunsero nel 1954 Via del Borghetto di Vigna Mangani e Vicolo del Borghetto di Vigna Mangani.
Per molti anni il borghetto, in una posizione piuttosto isolata, fu raggiungibile oltre che da Via di Pietralata da uno degli ultimi passaggi a livello esistiti a Roma: questo si trovava sulla ferrovia che da Roma conduce a Orte e Firenze all'altezza di Via della Batteria Nomentana, e rimase in funzione fino agli anni Ottanta.


Nel Borghetto di Vigna Mangani esiste anche una Chiesa, dedicata a Santa Maria delle Grazie. La Chiesa si presenta in maniera molto umile, e una parte della struttura è adibita a laboratorio di falegnameria. Nel 2012 la Chiesa è stata danneggiata da un incendio.
Nel Borghetto di Vigna Mangani si trova anche uno storico ristorante, la trattoria Il Gallo Rosso. Il ristorante ha preso questo nome negli anni Ottanta, e prima era chiamata Osteria del Pesce Vivo, dal momento che veniva servito il pesce che veniva pescato nel limitrofo Aniene.

Un'immagine del borsetto di Vigna Mangani negli anni '50

Fontana di Via della Posta Vecchia


La fontana in questione si trova in Via della Posta Vecchia, nel Rione Parione, ed è una delle prime fontane realizzate dal Comune di Roma subito dopo l'Unità d'Italia: risale infatti al 1872. La fontana è piuttosto semplice e reca oltre all'anno di realizzazione anche la sigla SPQR.

Via Eleonora Pimentel


Via Eleonora Pimentel è una strada situata nel Quartiere Della Vittoria, tra Via Giuseppe Avezzana e Via GIovanni Nicotera. La strada è stata istituita nel 1921 insieme ad altre vie limitrofe, dedicandola ad Eleonora Pimentel (Roma 1752 - Napoli 1799), patriota che prese parte nel 1799 alla Repubblica Napoletana e ricordata a Roma anche da una targa in Via di Ripetta, nel Rione Campo Marzio.
Le nuove strade furono dedicate a personalità di persone che avevano mostrato spirito patriottico, con la motivazione che nella zona "della Piazza d'Armi", come era chiamata all'epoca, già esistevano diverse strade dedicate a patrioti.
Proprio negli anni immediatamente successivi l'istituzione della strada, nel 1927 l'architetto Mario De Renzi vi costruì la Casa Calza Bini, un edificio che si rifà all'architettura del Rinascimento.
Oggi la strada mantiene la caratteristica di una strada estremamente elegante e di tipologia principalmente residenziale.


Borgo di Sotto


Borgo di Sotto è una strada della Zona Cesano, situata proprio nel borgo di Cesano, tra Via della Stazione di Cesano e Via Tredici Settembre. La strada prende il nome perché la principale via della parte bassa del borgo, nonché parallela di Borgo di Sopra.

Piazza Padella


Piazza Padella si trova nella Zona Cesano, compresa tra Borgo di Sopra e Borgo di Sotto. E' difficile stabilire da quanto tempo porti questo nome, che è dovuto probabilmente alla forma della piazza, la stessa di una Padella. A Roma è esistita anche un'altra Piazza Padella, nel Rione Regola.

Piazza Santa Maria di Galeria


Piazza Santa Maria di Galeria si trova nella zona Santa Maria di Galeria, ed è collegata all'omonima Via attraverso Via Monti del Nibbio. La Piazza si trova incorporata all'interno di un casale dell'agro Romano, molto poco alterato nel corso dei secoli: dalla piazza si accede ancora oggi ad un cortile in cui si trova la Chiesa di Santa Maria in Celsano, conosciuta anche come Santa Maria di Galeria per via della vicinanza con l'antico borgo - oggi abbandonato - di Galeria, che da il nome alla Piazza ed all'intera zona.
La Chiesa di Santa Maria in Celsano
La piazza di fatto è quasi un borgo a sé stante nel mezzo della campagna di Roma, e probabilmente mantiene questa peculiarità - pur con alcune modifiche - da diversi secoli. Dall'XI Secolo si ha notizia di un borgo con una Chiesa, borgo che nel 1433 sarebbe passato sotto il controllo degli Orsini, quindi al Monastero di San Paolo Eremita, poi al Collegio Germanico-Ungarico e successivamente, nel 1816, ai Gesuiti.
Nel 1938 il Governatorato di Roma, impegnato a dare un nome alle strade de facto da tempo esistenti ma mai ufficialmente dotate di un nome nella vastissima campagna Romana, dette a questa piazza il nome di Piazza Santa Maria di Galeria, antistante alla Chiesa di Santa Maria in Celsano. Nel 1950 l'indicazione riguardo la strada venne sensibilmente modificata, definendola situata lungo la Via di Santa Maria di Galeria e annettendo la limitrofa Piazza della Spinacetta, e nel 1954 venne istituita anche la limitrofa Via dei Monti del Nibbio.
Oggi la Piazza mantiene le peculiarità di un casale di campagna, caratteristiche che porta avanti da secoli, e ospita anche un ristorante: il Ristorante Da Claudio (sito).


Via della Marsica


Via della Marsica si trova nel Quartiere Nomentano, tra Via Livorno e Piazza Massa Carrara. La strada fu istituita nel 1949 e fu inizialmente indicata come compresa tra Via Livorno e Via Salento, dedicata alla regione geografica dell'Abruzzo, in linea con la toponomastica della zona per cui, al fianco di numerose strade dedicate a importanti Città Italiane, ve ne sono diverse intitolate a regioni geografiche dell'Italia.
Nel 1952 i confini della strada vennero variati, e la strada fu dunque considerata compresa tra Via Livorno e Piazza Massa Carrara.

Via Federico Borromeo


Via Federico Borromeo si trova nel Quartiere Primavalle e collega Piazza Clemente XI a Piazza Alfonso Capecelatro, costituendo una delle strade principali della vecchia borgata di Primavalle. Quando agli inizi degli anni Trenta del XX Secolo fu progettata la borgata di Primavalle per ospitare i cittadini che dovettero lasciare le loro case nel centro di Roma per via degli sventramenti, furono inizialmente realizzate alcune abitazioni provvisorie, le cosiddette "casette rosse", che sorsero tra le nuove strade di Piazza Zaccaria Papa, Via Bernardo Bibbiena e Via di Primavalle. Quest'ultima strada rappresentava il primo nucleo dell'attuale Via Federico Borromeo, nome che assunse ufficialmente solamente nel 1937.

Edicola della Madonna del Divino Amore in Via Federico Borromeo


La strada divenne così la principale strada della vecchia borgata di Primavalle, e le case della Borgata - che nel frattempo hanno sostituito le vecchie "casette rosse" - la circondano tuttora.
La scelta di dedicare la strada al Cardinale Federico Borromeo (Milano 1564 - Milano 1631) ricadde nell'ottica della toponomastica del Quartiere, le cui strade vennero dedicate a Papi e Cardinali.
Nel 1948 la strada, che inizialmente da Piazza Clemente XI arrivava "alla campagna", fu delineata più chiaramente fino alla nuova Piazza Alfonso Capecelatro, istituita quell'anno..
Nel 2015 la strada è divenuta protagonista di un progetto di street art che ha coinvolto il Quartiere Primavalle noto con il nome di Muracci Nostri e che ha visto protagonisti gli artisti Omino71, Luis Gomez de Teran, Flavio Solo, Franco Durelli, Mau Pal e Carlo Lommi.
In Via Federico Borromeo compaiono due murali: il primo è una Wonder Woman di Solo, piuttosto insolita dal momento che diversamente dal solito atteggiamento dell'eroina dei fumetti, nel murales compare incinta, inginocchiata ad accarezzarsi il pancione. L'altro invece è dedicato a Ingrid Bergman ed è opera di Omino71, ritratta anche lei in modo insolito, ovvero con la maschera che contraddistingue i personaggi ritratti dall'artista.

Suburbio Gianicolense

Il Suburbio Gianicolense si trova nell'area compresa tra l'omonimo quartiere e il Grande Raccordo Anulare (GRA). Come la maggior parte dei suburbi di Roma, per secoli anche questo territorio fu principalmente una zona di campagna.
Nel XVII Secolo in questo territorio su un fondo nacque il primo nucleo di una villa che, più avanti, divenne Villa York.
Alla fine del XIX Secolo nella zona furono costruite due importanti strutture militari: il Forte Aurelia Antica ed il Forte Bravetta.
Nel 1921 fu istituito il Suburbio, che inizialmente era il IX e che divenne il VII nel 1954 quando il Suburbio Ostiense venne soppresso.
Tra gli anni Venti e gli anni Trenta venne costruito nella zona il monumentale complesso del Buon Pastore, opera dell'Architetto Armando Brasini.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il Forte Bravetta, situato nel Suburbio, divenne tristemente noto come luogo di esecuzione di numerosi antifascisti.
In seguito al conflitto, la zona fu in parte urbanizzata soprattutto nell'area di Bravetta. Negli anni Settanta fu invece qui realizzato il grande complesso popolare del Corviale, opera di Mario Fiorentino.

Chiese:
San Bruno
Santa Chiara a Villa York
Santissimo Crocifisso
Cappella Fantini
Gesù Maestro
San Girolamo a Corviale
Santa Maria della Perseveranza
Santi Martiri Coreani
Natività di Maria
San Paolo della Croce

Conventi:
Convento delle Mantellate al Corviale

Siti Archeologici:
Cisterna Romana di Via della Vignaccia

Architetture Militari:
Forte Aurelia Antica
Forte Bravetta

Torri:
Torretta dei Massimi

Parchi, Ville e Riserve Naturali:
Riserva Naturale della Valle dei Casali
Villa York

Casali:
Casale al Divin Maestro
Casal Ninfeo
Casetta Mattei

Villini:
Casino Consorti
Villino Cantone

Targa in memoria dei caduti di Cesano di tutte le guerre


La targa in questione si trova in Piazza Francesco Caraffa, nella Zona Cesano, e ricorda i caduti di tutte le guerre della zona di Cesano. La targa è composta di due parti: una targa preesistente ai caduti nella Prima Guerra Mondiae cui, nel 1969, è stato aggiunto un cippo dedicato ai caduti di tutte le guerre.

Targa in memoria di Mario Salvi


La targa in questione si trova in Piazza Clemente XI, nel Quartiere Primavalle, e ricorda Mario Salvi, militante di Autonomia Operaia morto nel corso di alcuni disordini tra manifestanti e forze dell'ordine il 7 Aprile del 1976 in Via degli Specchi, dove un'altra targa lo ricorda, nel Rione Regola.
La targa è stata qui posta il 7 Aprile del 2013. Sempre sullo stesso muro è presente un'altra targa che ricorda sempre Mario Salvi.

Targa in memoria di Mario Salvi


La targa in questione si trova in Piazza Clemente XI, nel Quartiere Primavalle, e ricorda Mario Salvi, militante di Autonomia Operaia morto in Via degli Specchi, nel Rione Regola, dove è ricordato da un'altra targa, il 7 Aprile 1976 nel corso di uno scontro tra manifestanti e forze dell'ordine.

Via dell'Arco della Fontanella


Via dell'Arco della Fontanella si trova nel Rione Ponte, tra Via del Banco di Santo Spirito e Corso Vittorio Emanuele II. Inizialmente da Via del Banco di Santo Spirito raggiungeva il Vicolo di Sant'Orsola, ma quando a fine Ottocento vennero realizzati Corso Vittorio e i Lungoteveri la strada fu fortemente ridotta e il Vicolo di Sant'Orsola venne meno.
Venne meno anche l'arco che da il nome alla strada. Si trattava probabilmente di un arco piuttosto basso sotto il quale era posta una piccola fontanella.

Via dell'Orto di Napoli


Via dell'Orto di Napoli si trova nel Rione Campo Marzio, tra Via del Babuino e Via Margutta. Per quanto il nome della strada lasci intendere vi fosse un orto di proprietà di qualche persona o famiglia proveniente da Napoli, con tutta probabilità il nome deriva dal fatto che qui ebbe luogo la sede dell'Accademia voluta da Carlo III di Napoli nella quale venivano mantenuti due giovani pittori, due giovani architetti e due giovani scultori provenienti da Napoli. Il nome di orto potrebbe derivare dal fatto che la zona fino all'inizio del XVI Secolo era costituita principalmente da vigne e orti.
Nella strada ebbe un proprio studio anche Antonio Canova, e qui scolpì la statua di Carlo III. Successivamente si trasferì nel suo storico studio, considerato di importante interesse, ricordato anche con più targhe ed un busto.
Alla fine del XVIII Secolo gli abitanti di questa strada la dovettero abbandonare, perché fu destinata all'esercizio della prostituzione.

Il Pugilato, la Lotta, la Corsa, il Calcio


La statua del Pugilato si trova in Via Gran Bretagna, quella della Lotta in Viale della XVII  Olimpiade, all'angolo con Via Unione Sovietica, il gruppo della Corsa in Viale della XVII  Olimpiade, angolo Via Germania, il Calcio in Largo Indira Gandhi, tutte le statue si trovano in quella nella parte del Quartiere Parioli nota come Villaggio Olimpico.
I quattro gruppi scultorei in bronzo furono realizzati nel 1927 dallo scultore Amleto Cataldi per abbellire lo Stadio Nazionale.
Fu Marcello Piacentini a ristrutturare il fronte dello stadio nel 1927, con tre grandi facciate concave incastonate in quattro possenti colonne doriche, su cui andavano posti altrettanti gruppi scultorei.


Cataldi aveva il difficile compito di realizzare delle statue che dovevano essere viste da lontano, Via Flaminia, dall'alto, Parioli, dal basso, l'ingresso dello stadio, e da vicino, all'interno degli spalti dello stadio.


Il risultato fu magnifico, con una magistrale mediazione tra valori percettivi legati alla visione ravvicinata e quelli nella percezione in lontananza.

Le statue della Lotta vengono issate sulla colonna dello Stadio Nazionale

I gruppi furono montati il 1 agosto 1929, anno in cui lo stadio fu riaperto con il nuovo nome di Stadio del Partito Nazionale Fascista.
Fu proprio questa funzione politica di essere lo stadio ufficiale del partito a decretarne, dopo il fascismo, la misera fine, non bastava ricordare infatti che era nato nel 1911 per il Cinquantenario dell'Unita Italiana.


Lo stadio fu dunque tragicamente abbattuto nel 1957 per essere sostituito dallo Stadio Flaminio, opera di Pier Luigi Nervi. Fu in quell'occasione che le statue di Cataldi vennero barbaramente sradicate con delle funi e scaraventate a terra, per essere collocate poi in alcuni depositi comunali.
Con la fine delle Olimpiadi il nuovo Villaggio Olimpico, terminato nel 1960 per ospitare gli atleti delle Olimpiadi dello stesso anno, fu affidato all'INCIS, che assegnò le case agli impiegati dello Stato.
Furono gli abitanti a chiedere la lupa capitolina, che era stata posta nel villaggio durante le Olimpiadi, come monumento nel nuovo quartiere. Il Comune negò l'autorizzazione e allora si decise di cercare le quattro statue per erigerle nel Villaggio Olimpico. Fu Giulio Trincanti, che guidava il comitato di cittadini, a cercarle nei depositi per poi finalmente trovarle, spezzate in alcuni punti, per la rovinosa caduta al suolo del 1957. Nel 1961 furono restaurate e collocate finalmente dove si trovano ancora oggi.


Stilisticamente gli Atleti del Cataldi rappresentano la vetta del classicismo elaborato dall'artista in quegli anni, e, purtroppo, il testamento spirituale dell'artista che sfortunatamente morirà nel 1930.
Il gruppo del Pugilato è caratterizzato dalle due enormi figure degli atleti in lotta, con un ipertrofia esasperata della muscolatura, la dinamicità e il vigore ben espresse dalle figure intrecciate fra loro splendidamente cesellate.
Nel 2009 le sculture della Lotta sono state finalmente restaurate; il 2012, grazie ai fondi donati dal senatore Luigi Ramponi, sono stati restaurati gli altri tre gruppi di statue.



Vicolo dei Polacchi


Vicolo dei Polacchi si trova nel Rione Sant'Angelo, partendo dall'omonima Via dei Polacchi ma senza uscita. Entrambe le strade devono il proprio nome alla limitrofa Chiesa di San Stanislao dei Polacchi, in Via delle Botteghe Oscure, edificata nel 1582.
Il Vicolo dei Polacchi inizialmente partiva da Via dei Polacchi per raggiungere Via dei Delfini: gran parte del Vicolo, tuttavia, è stata chiusa da un cancello divenendo, di fatto, una sorta di cortile di una privata abitazione, fatto che la toponomastica del Comune ha reso ufficiale nel 1954. Ancora oggi, la prosecuzione è ben visibile.
Questo fatto ha reso Vicolo dei Polacchi, di fatto, uno slargo di Via dei Polacchi, difficilmente percepibile come un Vicolo in senso stretto.

Il tratto oggi soppresso di Vicolo dei Polacchi

Targa in memoria di Orfeo Mucci


La targa in questione si trova in Via dei Volsci, nella parte del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo, e ricorda il partigiano Orfeo Mucci (1911-1998), membro del gruppo Bandiera Rossa e vissuto a San Lorenzo.

Via di Villa Montalto


Via di Villa Montalto è una strada del Rione Castro Pretorio, posta tra Via del Viminale e Via D'Azeglio.
La strada - oggi una strada privata - è difficile da individuare, in quanto percepita quasi più come un cortile tra i due palazzi: dal lato di Via del Viminale è inoltre preceduta da un arco con apposito cancello e una piccola scalinata.
L'origine della strada risale al 1911 (verbale), quando il Consiglio Comunale decise di dare il nome di Via Francesco Carrara "alla via privata che unisce Via del Viminale a Via D'Azeglio, tra Via Principe Amedeo e Via Principe di Piemonte", dedicandola dunque al giurista e politico Francesco Carrara (Lucca 1805 - Lucca 1888). Oggi, per la cronaca, Via Principe di Piemonte non ha più questo nome, bensì si chiama Via Giovanni Giolitti, e tra le due strade è sorta Via Giovanni Amendola, oltre a Piazza dei Cinquecento, che ha cambiato dimensioni rispetto all'epoca.
Nel 1920, tuttavia, il nome di Francesco Carrara venne dato a quello che si chiamava Vicolo dei Bagni, nell'attuale Quartiere Flaminio, e la strada originale rimase senza nome. Il fatto che la strada rimase senza nome ci lascia pensare fosse trattata alla stregua di un cortile privato, fatto confermato dallo stesso verbale relativo al 1920, in cui la strada viene definita "un cortile privato presso Via Viminale".
Tuttavia, nel 1931, alla strada venne di nuovo dato un nome: Via di Villa Montalto, toponimo ancora oggi in vigore e messo per commemorare l'antica Villa Peretti Montalto Massimo, voluta dal Cardinale Felice Peretti nel 1570, prima di essere eletto Papa con il nome di Sisto V: la Villa fu poi abbattuta nei lavori che hanno portato allo sviluppo e all'urbanizzazione dei Rioni Castro Pretorio ed Esquilino.


Suburbio Portuense

Il Suburbio Portuense si trova lungo la Via Portuense, dalla quale prende il nome, nel tratto successivo a quello dove sorge l'omonimo Quartiere. La zona sorge anche lungo la collina di Monte Cucco, sede nell'arco dei secoli di numerosi casali.
Gran parte del Suburbio è occupato dalla zona del Trullo, luogo che prende il nome da un antico sepolcro Romano detto il Trullo dei Massimi e che fu sede di una Chiesa durante il Medioevo. In quest'area nacque, nel 1940, una borgata, nota inizialmente come Borgata Costanzo Ciano e cui poi, nel 1944, venne cambiato il nome in Borgata del Trullo. La borgata ancora oggi mantiene la propria autenticità, e negli anni è stata decorata con opere di streetart.
Nel 1915, nacque in questo territorio anche un piccolo insediamento spontaneo: la Borgata Petrelli, costituita da alcuni emigranti abruzzesi che lasciarono la loro terra in seguito al terremoto della Marsica e che si stanziarono in un piccolo borgo rurale del Settecento che qui si trovava.
Nel Suburbio si trova poi anche la zona La Parrocchietta, situata su una collina a nord del Trullo e che deve il proprio nome alla Torre della Parrocchietta, una struttura Ottocentesca.
Il Suburbio inizialmente era legato dal punto di vista dei collegamenti urbani soprattutto alla Via Portuense, ma la costruzione negli anni Settanta ha reso la zona - e le aree limitrofe - meglio collegate all'Eur.

Chiese:
Cappella Gesù Maestro della Casa Generalizia Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro
Santa Maria del Rosario
Santa Maria del Rosario di Pompei alla Magliana
San Raffaele Arcangelo

Siti Archeologici:
Torraccio dei Massimi

Catacombe:
Catacombe di Generosa

Ville:
Villa Kock

Casali:
Casale Ascenzi
Casale degli Inglesi

Torri:
Torre Righetti

Ponti:
Ponte della Magliana

Fermate della Metropolitana:
Magliana (FR1)

Suburbio Tor di Quinto

Il Suburbio Tor di Quinto si estende a nord dell'omonimo quartiere: entrambi, infatti, sono nati dal precedente Suburbio Parioli, che si estendeva nell'area a nord del Tevere all'altezza di Ponte Milvio.
Il nome Tor di Quinto deriva da una torre situata al Quinto miglio di distanza da Porta Ratumena.
Una buona parte dell'attuale Suburbio Tor di Quinto è nota ai più con il nome di Grottarossa o, più genericamente, come Cassia, per via dell'omonima strada consolare che passa dal Suburbio.

Chiese:
Cappella di Villa Ronconi
Santa Rosa da Viterbo

Ville:
Villa Ronconi

Parchi:
Parco dell'Inviolatella Borghese

Quartiere Lido di Castel Fusano

Il Quartiere Lido di Castel Fusano è uno dei tre cosiddetti quartieri marini di Roma, situati sulla riva del Mare Tirreno, separati dagli altri Quartieri.
La zona, distante da quella che era l'antica Ostia a causa dell'avanzare della linea marittima, fu per secoli una palude, nella quale sorgevano alcune saline.
Nel 1884 un consorzio di Romagnoli ed abitanti della città di Ravenna si occuparono della bonifica dell'area, che a partire dagli anni Venti del Novecento venne urbanizzata, a tal punto che nel 1933 fu istituito il Quartiere Lido di Roma, poi scorporato in tre diverse parti nel 1961, tra cui il Lido di Castel Fusano.
Questa zona fu da sempre principalmente occupata dalla pineta più ancora che dall'abitato, e questo fatto la contraddistingue dagli altri due quartieri marini. Nel 1949 arrivò proprio in questa zona quella che poco più di dieci anni prima fu progettata come Via Imperiale e divenne, invece, Via Cristoforo Colombo.

Siti Archeologici:
Villa di Plinio

Parchi:
Parco della Pineta di Castel Fusano

Quartiere Lido di Ostia Levante

Il Quartiere Lido di Ostia Levante è uno dei cosiddetti Quartieri Marini di Roma, i tre quartieri che, distanti dagli altri trentadue che sono intorno al centro di Roma, sorgono sulla riva del Mare Tirreno.
La zona in cui si trova l'odierno Lido di Ostia non è la stessa in cui sorgeva la città Romana di Ostia, i cui resti, ben conservati e visitabili, si trovano nella Zona Ostia Antica: l'attuale Lido, infatti, si formò con lo spostamento della linea marittima nei secoli successivi all'Antica Roma e, per molto tempo, fu una palude, occupata in parte da saline.
Nel 1884 iniziò la bonifica della zona ad opera dell'Associazione Generale Operai e Braccianti del Comune di Ravenna, che si stanziarono nella zona soprattutto di Ostia Antica ed iniziarono la bonifica dell'area.
Negli anni Venti del Novecento, il Fascismo volle trasformare la zona litoranea nel Lido di Roma, iniziando così la costruzione del Lido di Ostia, che nel 1925 venne collegato da una stazione ferroviaria al centro di Roma. La zona dell'attuale Lido di Ostia Levante fu in gran parte quella che era pensata come centro amministrativo del nuovo Lido: vi sorse ad esempio, sempre negli anni Venti, i Palazzo del Governatorato, la sede degli uffici amministrativi del Comune di Roma ed oggi sede del X (ex XIII) Municipio.
Nel 1933 venne istituito formalmente il Quartiere Lido di Roma.
I lavori di urbanizzazione del Lido erano ancora in corso quando lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale li portò ad interrompersi: solo negli anni Sessanta questi ripresero.
Nel 1961, il Quartiere del Lido di Roma fu diviso in tre nuovi Quartieri: Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante e Lido di Castel Fusano.
Il Lido di Ostia Levante rappresenta la parte a Levante e grossomodo centrale tra i tre quartieri del Lido.

Chiese:
Santa Maria Regina Pacis
San Nicola di Bari
San Nicola al Villaggio dei Pescatori

Palazzi:
Palazzo del Governatorato

Quartiere Lido di Ostia Ponente

Il Quartiere Lido di Ostia Ponente è uno dei cosiddetti Quartieri Marini di Roma, i tre quartieri che, distanti dagli altri trentadue che sono intorno al centro di Roma, sorgono sulla riva del Mare Tirreno.
La zona in cui il Lido di Ostia sorge non è la stessa in cui si trovava la città Romana di Ostia, i cui ruderi si trovano nella Zona Ostia Antica: questa zona, infatti, si formò con l'avanzare della linea marittima nei secoli successivi all'Antica Roma e, per molto tempo, fu una palude, occupata in parte da saline.
Nel 1884 iniziò la bonifica della zona ad opera dell'Associazione Generale Operai e Braccianti del Comune di Ravenna, che si stanziarono nella zona soprattutto di Ostia Antica ed iniziarono la bonifica dell'area.
Negli anni Venti del Novecento, il Fascismo volle trasformare la zona litoranea nel Lido di Roma, iniziando così la costruzione del Lido di Ostia, che nel 1927 venne collegato da una stazione ferroviaria al centro di Roma.
Nel 1933 venne istituito formalmente il Quartiere Lido di Roma.
I lavori di urbanizzazione del Lido erano ancora in corso quando lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale li portò ad interrompersi: solo negli anni Sessanta questi ripresero.
Nel 1961, il Quartiere del Lido di Roma fu diviso in tre nuovi Quartieri: Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante e Lido di Castel Fusano.
Il Lido di Ostia Ponente rappresenta la parte a Ponente e più settentrionale del Lido, più vicina alla foce del Tevere.

Chiese:
Cappella della Colonia Marina Vittorio Emanuele III
Santa Monica
Nostra Signora di Bonaria

Architetture Civili:
Ex Colonia Marina Vittorio Emanuele III
Ex Meccanica Romana

Siti Archeologici:
Faro Romano

Torri:
Tor Boacciana
Tor San Michele

Quartiere Europa

Il Quartiere Europa a Roma viene chiamato molto raramente - se non meno - con questo nome ufficiale: per tutti, infatti, è l'EUR.
Per molti anni la zona, molto piccola e situata tra la Via Ostiense e la Via Collatina, è stata una semplice zona di campagna, legata soprattutto alla vita della vicina Abbazia delle Tre Fontane.
La storia di questo territorio, tuttavia, cambiò radicalmente quando nel 1935 Giuseppe Bottai suggerì a Benito Mussolini l'idea di una grande Esposizione Universale da tenersi a Roma. Subito si decise come anni il 1942, in occasione del ventennale della Marcia su Roma, ed il Bureau International des Expositions accettò la proposta.
Per la zona dove svolgere l'esposizione, furono presi in considerazione le pendici di Monte Mario, dove era in costruzione il Foro Mussolini, odierno Foro Italico, e Villa Borghese, ma alla fine si optò per la zona vicino alle Tre Fontane, che posta i direzione del mare era funzionale anche alla retorica del tempo che voleva far espandere l'abitato di Roma in direzione del Tirreno ed unirla ad Ostia. L'area fu scelta definitivamente il 16 Dicembre del 1936.
Iniziarono poco dopo i lavori per l'Esposizione, che presto prese il nome di E42. Gli operai che furono sistemati al cantiere furono sistemati in un apposito villaggio lungo la Via Laurentina, e la direzione dei lavori fu affidata agli architetti Marcello Piacentini, Giuseppe Pagano, Ettore Rossi, Luigi Vietti e Luigi Piccinato: lo stesso gruppo che aveva, pochi anni prima, realizzato la Città Universitaria, progetto per certi versi simile.
Il progetto non si limitava a prevedere i padiglioni legati all'Esposizione, ma incluse anche numerose architetture a carattere permanente. Fu prevista - e si iniziò a tracciare - una nuova arteria, la Via Imperiale, che collegava l'E42 al Centro di Roma, congiungendosi alla Via dell'Impero.
La struttura urbanistica fu progettata in maniera prospettica, seguendo assi scenografiche che venivano incontro alle esigenze celebrative del regime. Furono progettati grandi palazzi: la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo della Civiltà Italiana - monumenti che rielaborano in qualche modo, in forme razionaliste, la Basilica di San Pietro e il Colosseo -, il Palazzo dei Congressi, il lago artificiale. Fu inoltre previsto, in direzione del mare, un immenso arco prospettico a tutto sesto alto 100 metri, il cui progetto fu affidato ad Adalberto Libera.
Inoltre, si iniziò a lavorare ad una linea della metropolitana che collegasse la Stazione Termini al nuovo quartiere.
Nel 1939, da Piazza Venezia partì la prima linea di autobus che aveva come capolinea "Esposizione", ovvero l'E42, i cui lavori erano da poco iniziati. Ma quell'anno iniziò anche la guerra, e l'anno dopo, nel 1940, l'Italia vi entrò.

Il palazzo della Civiltà Italiana, e in primo piano una piccola costruzione preesistente all'EUR
I lavori, inevitabilmente, furono sospesi. Le uniche opere completate all'epoca furono il Villaggio operaio - esterno al Quartiere - e il palazzo degli uffici dell'ente. Il resto era o in costruzione o ancora non iniziato. In poco tempo si capì che la guerra non sarebbe finita presto e che nel 1942 l'Esposizione non avrebbe potuto avere luogo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il quartiere rimase inizialmente abbandonato alla sua incompiutezza. Nel 1945, quello che era il Villaggio operaio, iniziò ad ospitare le famiglie di esuli Italiani provenienti dall'Istria e dalla Dalmazia, divenendo il Villaggio Giuliano, primo nucleo del Quartiere Giuliano-Dalmata.

L'EUR in costruzione visto dall'alto. Sono riconoscibili molti dei principali edifici del Quartiere

Nel 1951 Virginio Testa divenne commissario dell'ente EUR (Esposizione Universale Roma), e decise di rimettere mano al progetto: nel 1955 l'architetto Giorgio Calza Bini realizzò un nuovo piano per il Quartiere, anche in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960.
Sempre nel 1955, la Metropolitana tra la Stazione Termini e il nuovo quartiere entrò in funzione. Anche il quartiere, raggiungibile anche attraverso la Via Cristoforo Colombo - nome con cui la Via Imperiale venne ribattezzata - iniziò piano piano a prendere vita, e al fianco di molti dei vecchi progetti portati a termine ne sorsero di nuovi, soprattutto in International Style.
Nel 1953, invece, era nato un parco dei divertimenti, inizialmente temporaneo, ma che visto il grande successo venne reso permanente e che, anni dopo, avrebbe preso il nome di LunEur in seguito a un referendum.
Per ospitare i Giochi Olimpici, furono realizzati il Palazzo dello Sport, il Velodromo, la Piscina delle Rose e i campi sportivi di Viale delle Tre Fontane. Il quartiere, dunque, fu una delle zone di Roma ad essere protagoniste delle Olimpiadi.
Sorsero nella zona numerose case, residenziali a bassa densità, immerse spesso nel verde, e anche numerosi uffici, che contribuirono a rendere l'EUR un quartiere direzionale.
Il quartiere è stato molto caro al regista Federico Fellini, che vi ha ambientato numerosi dei suoi film.
Oggi è una zona ancora in transizione: sono molti i progetti in corso, a partire dal Centro Congressi detto la Nuvola progettato dall'architetto Massimiliano Fuksas, i cui lavori si sono prolungati oltre le previsioni. Il vecchio Velodromo è stato abbattuto, per far spazio a piscine mai realizzate.
Un singolare progetto prevedeva di adibire il quartiere a distretto a luci rosse durante la notte, visto che numerose strade sono popolate da prostitute nelle ore notturne, progetto anch'esso naufragato.
Il LunEur, invece, da diversi anni è chiuso, e i progetti di riqualificazione non sono mai andati realmente in porto.
Il quartiere è oggi caratterizzato da numerosi uffici, una vasta area verde intorno al laghetto, e spazi molto vasti che permettono esposizioni ed eventi.

Chiese:
San Gregorio Barbarigo
Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane
Santi Pietro e Paolo

Architetture:
Archivio Centrale dello Stato
Fungo
Palazzo della Civiltà Italiana
Palazzo dei Congressi
Palazzo dell'Ente EUR
Ristorante ufficiale dell'Ente EUR
Palazzo dell'INA
Palazzo dell'INPS

Musei:
Museo Nazionale dell'Alto Medioevo
Museo della Civiltà Romana
Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini

Impianti Sportivi:
Palazzo dello Sport
Piscina delle Rose
Velodromo Olimpico (demolito)

Obelischi:
Stele Guglielmo Marconi

Strade:
Passeggiata del Giappone

Fermate della Metropolitana:
EUR Magliana (Linea B, Roma-Lido)
EUR Palasport (Linea B)
EUR Fermi (Linea B)