Garbatella Lotto X



Il lotto X della Garbatella è situato tra Via delle Sette Chiese, Via della Garbatella, Via Luigi Orlando, Via Enrico Cravero e Piazza Bartolomeo Romano, nel Quartiere Ostiense.
È costituito da 12 fabbricati, di cui i primi 7 sono stati costruiti per primi nel 1925, sono costituiti da villini di piccole e medie dimensioni, disposti lungo Via della Garbatella e Via Luigi Orlando.
Il fabbricato 10 fu progettato da Innocenzo Sabbatini nel 1926, mentre i fabbricati 11 e 12 vennero progettati da Angelo Vicario nel 1929, in un interessante stile barocchetto Romano.


Il fabbricato 10 si affaccia su via Enrico Cravero, e con il fianco destro, su Piazza Bartolomeo Romano, si sviluppa su 4 piani.
Il pianterreno è decorato da grandi arcate su cui si affacciano le attività commerciali, ed è rivestito a bugnato rustico. 
I piani superiori sono occupati da finestre quadrangolari, l'attico è sostenuto da una grande cornice aggettante, su cui si poggiano le finestre dell'ultimo piano. Al centro dell'attico è presente un grande timpano che inquadra simmetricamente la facciata, di forte impatto figurativo, il tetto è rivestito in coppi alla romana.

Progetto del fabbricato 10

L'edificio necessità di un restauro conservativo con colori chiari: intonaci gialli ed elementi architettonici color travertino.
Lungo Via delle Sette Chiese Angelo Vicario realizzò invece, nel 1929, uno dei più importanti fabbricati in stile barocchetto dell'intera Garbatella, il fabbricato 11.


Questo edificio, è sviluppato lungo la strada con due ali laterali e un'ampia corte centrale concava, dietro la quale si aprono due ulteriori corpi quadrangolari.

Pianta del fabbricato 11

La facciata dei due corpi laterali, di due piani, è decorata da lesene doriche che inquadrano le semplici finestre. Al centro il corpo scala è dotato di una grande finestra ad arco, affiancata da lesene binate e sormontata da una trabeazione con timpano spezzato, contenente nel mezzo un vaso decorativo.


La facciata della corte centrale ricurva, è semplice, solamente nel mezzo si apre un avancorpo con finestre ad arco, con parapetto balaustra, al primo piano, inquadrato da grandi lesene doriche, la trabeazione, sormontata da eleganti vasi decorativi, culmina in un altro grande timpano spezzato al centro, di gusto barocco.


La finestra centrale del piano nobile è decorata da due grandi fasci littori e sormontata da un timpano, mentre nell'incavo curvilineo che la sovrasta è scritto a A.D. MCMXXVIII VII E.F.


Quanto alla colorazione dell'edificio, in origine era rosso con elementi architettonici bianchi. Tuttavia a nostro parere, per inserire il manufatto fra gli edifici adiacenti chiari, con maggiore armonia, e per dare una maggiore coerenza stilistica di un edificio barocchetto, sarebbe giusto restaurare l'intero complesso con colori chiari: intonaco giallo o bianco ed elementi architettonici color travertino.


Anche il fabbricato 12 è stato progettato da Vicario, in uno stile più semplice, ma con una grande finestra ad arco vetrata, sormontata da un timpano, nella facciata curvilinea, posta tra Via delle Sette Chiese Via della Garbatella.


Via delle Anime Sante

Anime Sante San Lorenzo Mappa

 Via delle Anime Sante era una strada che sorgeva nell'ordierno Quartiere Tiburtino. Essa era una traversa della Tiburtina che fiancheggiava Villa Mercede e arrivava alla campagna, e doveva il proprio nome alla vicinanza con il cimitero del Verano.
Con la costruzione del quartiere di San Lorenzo a partire dalla fine del XIX secolo, sulla strada sorsero gradualmente alcuni edifici, principalmente abitazioni e officine, e venne gradualmente assorbita dal tessuto urbano del nuovo quartiere.
Nel 1911 il Comune di Roma decide di assorbire completamente la strada al nuovo quartiere anche dal punto di vista toponomastico, cancellandone il caratteristico nome (di cui oggi non vi è più memoria) e sostituendolo con diversi nomi che ricordano popoli dell'Italia pre-romana, in linea con la toponomastica di San Lorenzo. I diversi tratti della strada diventano dunque Via dei Marrucini, Via dei Dalmati, Via dei Vestini, Via dei Peligni e Via degli Irpini.

Targa in memoria di Giacomo Debenedetti

Giacomo Debenedetti Governo Vecchio

La targa in questione si trova in Via del Governo Vecchio, nel Rione Parione, e ricorda lo scrittore e saggista Giacomo Debenedetti (Biella 1901 - Roma 1967), che presso questa casa visse. La targa è stata qui posta dal comune di Roma nel 2017.

Via Clemente Alessandrino

 
Via Clemente Alessandrino è una strada del Quartiere Aurelio, situata nella zona di Monte del Gallo, che parte da Via di Monte del Gallo e non ha uscita. La strada prende formalmente questo nome nel 1951 e viene dedicata a Clemente Alessandrino (Atene 150 circa - Cappadocia 215 circa), venerato come Santo dalla Chiesa Ortodossa, importante teologo, filosofo e scrittore cristiano.

Targa a "Felicità" di Trilussa

Trilussa La Felicità targa

In Piazza Trilussa, nel Rione Trastevere, sotto alla statua che ricorda il poeta romanesco Carlo Alberto Salustri noto con lo pseudonimo di Trilussa cui è dedicata anche la piazza, è stata posta nel 2019 una targa per commemorare il restauro del piccolo giardino a ridosso della statua con su riportata la poesia Felicità.

Fontana di Porta San Sebastiano

Appia Antica fontana sarcofago

 All'inizio di Via Appia Antica, proprio di fronte alla Porta San Sebastiano, nel Quartiere Appio-Latino, è presente questa fontana realizzata assemblando alcuni resti romani. Essa è composta da un sarcofago addossato a una struttura in laterizio da cui una cannella getta l'acqua. 
 
fontana appia antica bassorilievo
 
Sulla struttura in laterizio è addossato un bassorilievo con una coppia di sposi, prveniente da qualche resto romano.

Via Guerrieri

Via Guerrieri parco

Via Guerrieri è una strada del Rione San Saba compresa tra Largo Carlo Lazzerini e Largo Giovanni Chiarini. Le origini di questa strada risalgono al 1936, e vann inseriti nell'ambito dell'ambizioso progetto di espansione di Roma verso il mare. Per rendere più rapidi i collegamenti in questo senso si apre dunque una nuova strada che da Viale Giotto superi - attraverso alcuni archi - le Mura Aureliane per raggiungere la parte del Quartiere Ostiense intorno a Via Miani e raggiungere cos più rapidamente la Via Imperiale (oggi Cristoforo Colombo).
Questa nuova strada prese dunque il nome di Via Guerrieri, per via delle proprietà dell'omonima famiglia nella zona. Talvolta la strada è erroneamente chiamata Via dei Guerrieri, al punto che in una targa stradale posta proprio sotto i già citati archi era stata chiamata proprio così, ed è ancora visibile una scalpellatura che ha cancellato la preposizione.

Via Francesco Borromini

    
Via Francesco Borromini è una strada del Rione San Saba compresa tra Viale Giotto e Via Carlo Maratta. Tale strada venne formalmente istituita nel 1916, quando si decise di dare un nome a questa scalinata che collegava il nucleo principale del nuovo rione costituito dalle case in mattoni progettate da Quadrio Pirani intorno alla Basilica di San Saba e il Viale Giotto, posto in una posizione più bassa rispetto al colle noto come Piccolo Aventino. Tale scalinata, in linea con la toponomastica locale caratterizzata da nomi di grandi artisti italiani, prese il nome di Via Francesco Borromini, in memoria del grande architetto barocco (Bissone 1599 - Roma 1667).

Targa in memoria di Oddo Casagrandi

San Camillo Oddo Casagrandi

La targa in questione si trova all'interno dell'Ospedale San Camillo, lungo la Circonvallazione Gianicolense, nel Quartiere Gianicolense noto anche come Monteverde, e ricorda il medico, igienista e virologo Oddo Casagrandi (Lugo 1872- Milano 1943)

Targa in memoria di Sandro Penna

via mola fiorentini targa

La targa in questione si trova in Via della Mola dei Fiorentini, nel Rione Ponte, e ricorda il poeta Sandro Penna (Perugia 1906 - Roma 1977), che presso tale edificio visse.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 2019.

Borghetto della Circonvallazione Trionfale

Circonvallazione Trionfale borghetto mappa
La circonvallazione interrotta nella mappa di Marino e Gigli del 1935
 
Nell'area dove oggi sorge la parte settentrionale della Circonvallazione Trionfale, nei pressi dell'odierna sede del Mercato dei fiori, nel Quartiere Trionfale, esistette tra gli anni '40 e '50 del XX Secolo un borghetto.
La storia di questo insediamento spontaneo è complessa, e si collega all'importante tema urbanistico della prima circonvallazione che si sarebbe dovuta realizzare a Roma, come da piano regolatore del 1909, un piano che non ha mai avuto piena attuazione: il sistema di circonvallazioni intorno ai quartieri centrali, per quanto in gran parte esistente, è infatti ancora oggi un anello interrotto.
Quando nei decenni successivi al 1909 iniziarono a essere realizzate le prime strade del sistema, nel Quartiere Trionfale la Circonvallazione Trionfale, che da Piazzale degli Eroi avrebbe dovuto raggiungere la Via Trionfale, venne realizzata solo nel tratto tra Piazzale degli Eroi e Via Bernardino Telesio, mentre il suo proseguimento oltre la Trionfale, la Circonvallazione Clodia, venne regolarmente realizzata, come si può vedere bene nella mappa di Roma di Marino e Gigli del 1934. 

La Fornace Rosazza ai primi del Novecento, vista da Monte Mario 

La ragione di questa brusca interruzione era data dalla presenza in quel luogo della Fornace Rosazza (talvolta erroneamente riportata come Lusazza) e della Fornace Falcone, alcune delle tante fornaci della zona e all'epoca in piena attività. 
Una situazione che frenò lo sviluppo urbano pianificato nell'area, e che tra le tante conseguenze ebbe la mancata realizzazione in questo luogo di Via San Roberto Bellarmino, che trovò poi sistemazione all'Ardeatino.
 
1950 Circonvallazione Trionfale interrotta
La circonvallazione interrotta nella mappa IGM del 1950
 
La fornace rimase operativa fino probabilmente al secondo conflitto mondiale, non si hanno dati precisi. Con maggiore precisione sappiamo invece che dopo la chiusura della fornace, la "terra di nessuno" tra i due tratti di circonvallazione versava in uno stato di totale incuria e vi era sorto un borghetto spontaneo. Apprendiamo infatti da un articolo dal titolo "Trionfale, un quartiere dimenticato" uscito nel 1955 su Il Popolo che l'area era occupata da una trentina di baracche sudice e indecenti.
Nei due anni successivi, tale borghetto venne smantellato e la circonvallazione terminata.
A dirci questo con precisione ci sono due elementi: il fatto che tale borghetto non è in alcun modo menzionato nel censimento degli alloggi informali di Roma del 1957 e che, sempre nel 1957, vennero istituite nell'area Via Giovanni Bovio e Via Raffaele Caverni.
Nell'area venne inoltre costruito il mercato dei fiori, che aprì i battenti nel 1965.

Garbatella Lotto VIII



Il Lotto VIII della Garbatella è situato tra Via Ansaldo, Largo Giovanni Ansaldo, Via Edgardo Ferrati, Piazza Bartolomeo Romano e Via Luigi Fincati, nel Quartiere Ostiense.
È occupato da tre fabbricati a corte, sviluppati su tre e quattro piani, collegati fraloro da grandi arcate, che ne costituiscono l'ingresso, progettati da Plinio Marconi.

Pianta dei tre fabbricati 

Si tratta di un grande complesso ad elevata densità abitativa, destinato alla piccola borghesia e agli anziani, non adatti a vivere nei villini dei lotti I-II-III-IV e VI-VII della città giardino.

Costruzione del lotto VIII nel 1925

Il progetto fu redatto da Marconi nel 1923, mentre i lavori si conclusero nel 1926. 
L'edificio condensa nello stile le idee elaborate da Gustavo Giovannoni dell'architettura regionale, che doveva imporsi nella borgata rurale, per dialogare con la campagna circostante.


L'architetto Plinio Marconi, che aveva già partecipato alla progettazione di alcuni villini dei lotti I-II-III-IV, realizzò un imponente complesso con elementi architettonici rustici e, come aveva fatto Innocenzo Sabbatini nel lotto V di Piazza Benedetto Brin, l'utilizzo di ballatoi di ispirazione medievale.


Gli edifici sono dotati di particolari soluzioni angolari curvilinee, inoltre le facciate sono movimentate con corpi aggettanti su mensoloni, balconate, ballatoi, logge e arditi comignoli, che danno una linea molto caratteristica al complesso e lo qualificano notevolmente dal punto di vista architettonico.
All'interno si trova un grande cortile occupato da un giardino condominiale.
L'unico angolo presente è quello tra Piazza Pantera e Via Fincati, caratterizzato da una loggia al terzo piano, con tetto a spioventi, e una rientranza angolare, nei piani superiori, culminante in due particolari comignoli simmetrici.




Via del Corea

Augusteo Via del Corea
 
Via del Corea è una strada del Rione Campo Marzio, compresa tra Via della Frezza e Piazza Augusto Imperatore. 
L'origine di questa strada è strettamente connessa agli sventramenti che hanno portato all'isolamento del Mausoleo di Augusto e alla realizzazione di Piazza Augusto Imperatore, compiuti tra il 1934 e il 1938. Tali lavori portarono alla demolizione di gran parte degli edifici a ridosso dei resti di epoca romana e alla costruzione di nuovi palazzi che si affacciano sulla nuova piazza, progettata attorno al Mausoleo.
Tra questi palazzi, in quello sul lato verso Via della Frezza vennero realizzati due passaggi che collegavano, e collegano tuttora, la piazza alla strada limitrofa: nel 1939 si decise di attribuire a questi passaggi un nome.
Le nuove strade vennero dunque chiamate Via Soderini e Via Correa, in memoria delle due famiglie che avevano posseduto nell'arco dei secoli il Mausoleo di Augusto.

Uno spettacolo pirotecnico nel Teatro Corea

I Portoghesi Correa, nello specifico, vi fecero un grande teatro-arena che era conociuto tra i romani come "Er Corea", costruito sui resti del Mausoleo d'Augusto. 
Proprio per questa ragione, il Governatorato di Roma nel 1942 ritenne maggiormente opportuno chiamare la strada Via del Corea, ritenendo più opportuno ricordare il teatro che la famiglia.

Garbatella Lotto V

 


Il lotto V della Garbatella è situato in Piazza Benedetto Brin n. 6 nel Quartiere Ostiense.
È il punto focale del primo insediamento della Borgata Giardino Concordia (lotti I-V), costruita nel 1920 dall'ICP.
Si tratta dell'edificio di maggiori dimensioni di tutto il quartiere originario, ed è indicato come fabbricato N, esso fu progettato da Innocenzo Sabbatini, si affaccia scenograficamente su Piazza Benedetto Brin e sulla scalinata d'accesso.


Il complesso ha una pianta ad U, con due corpi asimmetrici, collegati da un piccolo padiglione ad arco centrale, che costituisce l'ingresso alla Borgata giardino, lo stile adottato da Sabbatini è quello dell'architettura tradizionale regionale,  con elementi medievali, un bugnato rustico, in peperino e tufo, riveste il pianterreno e l'arco di ingresso.
Il corpo di sinistra è a due piani, è dotato di un balconcino su mensoloni e di una terrazza sommitale, mentre posteriormente si apre una torretta con tetto a spioventi, quello di destra, a tre piani, è dotato di un importante ballatoio angolare, su mensoloni, con colonnine e di un portico al primo piano all'angolo destro.


Agli angoli si trovano dei bassorilievi di animali che funzionano da gocciolatoi, di ispirazione medioevale.

Gocciolatoio nella corte interna del lotto V

L'arco centrale è rivestito a bugnato in peperino e in mattoni, nella base destra si trova la lapide che commemora l'inizio dei lavori della città giardino. In alto è sormontato da uno stemma dell'ICP.


Dall'arco si entra in una strada curvilinea che conduce ai villini dei lotti II e III e a Via della Garbatella.





Villini del Rione Sant'Angelo

A seguire un elenco alfabetico dei villini presenti nel Rione Sant'Angelo:

Villino Astengo, Lungotevere de' Cenci angolo Via del Tempio

Lotti della Garbatella

 A seguire un elenco dei lotti della Garbatella

(Foto Gasterstadt)


Lotto I (demolito), tra Piazza Brin, Via Cialdi e Via Guglielmotti
Lotto II, tra Via della Garbatella e Via Guglielmotti
Lotto III, tra Via della Garbatella, Via Guglielmotti e Via delle Sette Chiese
Lotto IV (demolito), tra Piazza Brin, Via Cialdi, Via Guglielmotti e Via delle Sette Chiese
Lotto V, Piazza Benedetto Brin
Lotto VI
Lotto VII
Lotto VIII, tra Via Ansaldo, Largo Ansaldo, Via Ferrati, Piazza Romano e Via Fincati
Lotto VIII bis
Lotto IX
Lotto XI
Lotto XII
Lotto XIII
Lotto XIV
Lotto XV
Lotto XVI
Lotto XIX
Lotto XX
Lotto XXI
Lotto XXII
Lotto XXIII
Lotto XXIV
Lotto XXV
Lotto XXVI
Lotto XXVIIA, tra Piazza Longobardi, Via Cavazzi e Via Rocco da Cesinale
Lotto XXVIIB
Lotto XXVIIC
Lotto XXVIII
Lotto XXIX
Lotto XXX
Lotto XXXI
Lotto XXXII
Lotto XXXIII
Lotto XXXVII
Lotto XXXVIII
Lotto XXXIX
Lotto XLI
Lotto XLII
Lotto XLIII
Lotto XLIV
Lotto LI
Lotto LII
Lotto LIII
Lotto LIV
Lotto LV

Villino Astengo



Il Villino Astengo è situato in Lungotevere de'Cenci, ad angolo con Via del Tempio n. 1, nel Rione Sant'Angelo, è l'architettura liberty più importante del Centro Storico di Roma.
L'edificio fu progettato da Ezio Garroni nel 1909 in stile liberty, per i fratelli Giulio che Carlo Astengo, rispettivamente avvocato e Senatore del Regno, i lavori terminarono nel 1910.
Il villino si sviluppa su tre piani, ha cinque finestre per piano sulla facciata del Lungotevere e tre finestre lungo Via del Tempio. 


Le finestre del piano terra sono ad arco a tutto sesto, decorate di una piattabanda in stucco con chiave di volta floreale, e un affresco. Quelle del primo piano sono quadrangolari, con mensole floreali e cornici stilizzate. 
Ai lati della facciata si trovano due lesene doriche, sostenenti colonnine, che inquadrano una lesena ionica, sopra la quale si trova un affresco.


Gli affreschi raffigurano l'allegoria della Legge, della Giustizia, la Scienza e la Verità, vennero realizzati dal pittore Giuseppe Zina. 
All'angolo tra il Lungotevere e Via del Tempio si trova un piccolo bowindow di un piano, sormontato da un bel balcone liberty con ringhiera in ferro.


Negli anni Ottanta il villino fu restaurato facendogli assumere un color senape completamente sbagliato.


Nel 2001 è stato correttamente riportato agli originali colori chiari da un perfetto restauro curato dalla Società SIACI.


Via Vibo Valentia

Via Vibo

Via Vibo Valentia è una strada del Quartiere Tuscolano, compresa tra Via Rimini e Via Cesena. Tale strada venne istituita nel 1931, e in linea con la toponomastica della zona venne dedicata a quello che fino a poco tempo prima era un capoluogo di circondario. Questa suddivisione amministrativa, infatti, era stata abolita nel 1927, ma le strade continuarono per anni a essere dedicate, in quest'area, ai capoluoghi di circondario che erano fino a quel momento rimasti esclusi dalla toponomastica.
 
Via Vibo Valentia San Giovanni

 
Per questa strada si decise di attribuire il nome di Vibo Valentia, comune calabro che aveva preso questo nome nel 1928 e che in precedenza era chiamata Monteleone di Calabria.
La strada costeggia il giardino di Via Cesena, un area più volte al centro di progetti edilizi mai realizzati e divenuta un giardino pubblico: questa presenza ha contribuito a creare un tratto cieco di Via Vibo Valentia.
Via Vibo palazzi


Garbatella Lotti I II III IV



I Lotti I-IV della Garbatella costituiscono i primi edifici costruiti della Borgata Giardino Concordia, conosciuta oggi come Garbatella, essi sono situati tra via Alessandro Cialdi, Via della Garbatella e Via delle Sette Chiese, nel Quartiere Ostiense.
L'insediamento sorse come borgo operaio e marinaro, sui Colli di San Paolo, per volere dell'Assessore all'Agro Romano e Presidente dello SMIR Paolo Orlando, per dare una casa agli operai della zona industriale dell'Ostiense, da egli fortemente voluta.
La pianificazione del quartiere fu affidata all'Istituto Case Popolari, su progetto di Gustavo Giovannoni, Massimo Piacentini e Innocenzo Costantini, gli ultimi due architetti dell'ICP. 
La città giardino sarebbe stata costituita da piccoli villini economici, con giardino annesso, e fabbricati di dimensioni maggiori, che servivano a rompere la monotonia degli edifici di piccole dimensioni. Le strade sarebbero state in parte rettilinee in parte curvilinee, seguendo le linee altimeriche del terreno. I nomi delle strade furono intitolati ad armatori, ammiragli e storici marinari.

Pianta del nuovo quartiere con il numero dei lotti e il tipo di fabbricati

Il centro del quartiere era la Piazza Benedetto Brin su cui si affacciava l'edificio di maggiori dimensioni, il lotto V, da qui partiva una scalinata che raggiungeva scenograficamente Via Cialdi e Via Giulio Rocco, con il cavalcavia della ferrovia Roma-Lido.
Lo stile degli edifici sarebbe stato principalmente quello pittoresco dell'architettura tradizionale regionale, teorizzato da Gustavo Giovannoni, che serviva ad integrare la nuova borgata nella campagna circostante.
Furono costruiti 44 edifici, che contenevano 190 alloggi, le planimetrie e le disposizioni vennero curate da Innocenzo Costantini, i fabbricati a più piani (M, N, O) furono progettati da Innocenzo Sabbatini, l'edificio P venne disegnato da Camillo Palmerini, i villini furono realizzati dagli architetti Felice Nori, Camillo Palmerini e Plinio Marconi (A-L), la scalinata fu disegnata da Plinio Marconi.


I lavori iniziarono il 18 febbraio 1920 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, di Paolo Orlando e del commendator Magaldi, presidente dell'ICP, una targa ricorda l'evento.
Le prime case vennero abitate nel 1921, mentre gli ultimi edifici furono completati nel 1923.
Punto focale dell'intero quartiere è l'edificio di maggiori dimensioni del fabbricato N (lotto V) di Sabbatini, che si affaccia scenograficamente  su Piazza Benedetto Brin e sulla scalinata d'accesso.

Vista dalla corte del lotto V: villino tipo H a sinistra, tipo B F e C a destra

Dall'arco centrale, rivestito a bugnato in peperino e in mattoni, si entra in una corte da cui origina una strada curvilinea, che conduce ai villini e a Via della Garbatella.

Fabbricato di tipo M

Molto interessanti architettonicamente sono anche i fabbricati M, in Via della Garbatella, che riprende lo stile del fabbricato V, con bugnato angolare e prospetti movimentati, e O, in Via delle Sette Chiese, con un aspetto più rustico, ispirato ad edifici agricoli, sempre di Innocenzo Sabbatini.

Fabbricato di tipo O


Villino di tipo A

Il fabbricato di tipo A, di piccole dimensioni, è dotato di un bel ballatoio su colonnine, al primo piano.


Il fabbricato di tipo C è in parte rivestito in cortina laterizia ed è dotato di un arco di ingresso.


Il fabbricato di tipo D è decorato una grande porta finestra al primo piano, con cornice in stile Secessione Viennese.


Il fabbricato di tipo H è dotato di finestrelle strette sulla facciata breve, ha dei semplici decori in stucco di stile Secessione.
I fabbricati tipo I ed L si sviluppano, invece in lunghezza, con portici, scalinate porticate e archi.

I lotti I e IV demoliti

Purtroppo questo primo nucleo della Garbatella, è stato sconvolto, negli anni Cinquanta dalla inspiegabile e radicale demolizione dei lotti I e IV, e dei 4 fabbricati del lotto I, posti a sinistra del fabbricato N.

Fabbricato di tipo C, a sinistra, e D a destra, che inquadravano la scalinata e la piazza

Questo tragico evento ha alterato completamente la piazza, la scalinata e l'equilibrio che era stato creato tra i piccoli villini che vi si affacciavano e il grande edificio del lotto V.  

Il fabbricato E in Piazza Benedetto Brin, demolito

È stato distrutto anche il fabbricato P di Palmerini, che era un un interessante stile Secessione.
Sarebbe auspicabile che venissero ricostruiti fedelmente i villini dei due lotti demoliti, per ridare al quartiere l'aspetto originario, vista l'importanza fondamentale che ha la Garbatella nella storia dell'urbanistica e dell'architettura Italiana.

Via Guglielmotti, tutti gli edifici di sinistra sono stati abbattuti