Via Giulio Rocco


Via Giulio Rocco si trova nel Quartiere Ostiense, più precisamente alla Garbatella, compresa tra Via Ostiense e Piazza Benedetto Brin.
La strada fu istituita nel 1921, dedicandola allo scrittore di cose nautiche Giulio Rocco, e fa da collegamento tra la Via Ostiense e Piazza Benedetto Brin, che costituisce una sorta di ingresso monumentale della Garbatella.
La strada attraversa inoltre i binari della Linea B della Metropolitana di Roma e della ferrovia Roma-Lido.
Dagli anni Duemila, la strada costeggia di lato il nuovo edificio che ospita la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma Tre.

Busto in memoria di Bernardino Passeri


Il busto in questione si trova in Via dei Penitenzieri, nel Rione Borgo, e ricorda Bernardino Passeri, orefice Pontificio caduto nel 1527 nel difendere Roma dai Lanzichenecchi che la saccheggiavano e che in questa zona abitava.
Il busto è stato qui posto il 25 Ottobre del 1885 in seguito a una manifestazione cui presero parte la Società Romana degli Orafi, la Società Alessandro Nelli, gli ex alunni dell'Istituto Romano di San Michele a Ripa Grande e gli orafi di Torino.

Edicola dell'Immacolata Concezione in Via dei Penitenzieri


L'Edicola dell'Immacolata Concezione è un'edicola Mariana situata in Via dei Penitenzieri, nel Rione Borgo e risale al 1615, come si può leggere sull'edicola stessa.
La Vergine Maria è ritratta con le mani incrociate sul petto, ai suoi piedi sono presenti la luna e il serpente, rappresentazione del diavolo. Attorno alla Madonna sono posti alcuni ex voto in argento.
L'immagine sacra è incorniciata da una modanatura, mentre l'edicola è costituita da lesene doriche di marmo con timpano mistilineo. Sotto la mensola è posta una testa di un cherubino alata, sotto alla quale si trova la data di costrizione.

Piazza della Repubblica (già Piazza dell'Esedra)


Piazza della Repubblica è una piazza situata nel Rione Castro Pretorio, nella quale confluiscono Via Nazionale, Via Vittorio Emanuele Orlando, Via Giuseppe Romita, Via delle Terme di Diocleziano e Viale Luigi Einaudi, dal 1916 si chiamava Piazza dell'Esedra, mentre precedentemente era compresa nella Piazza di Termini, o Piazza delle Terme.
La Piazza delle Terme si formò già nel Medioevo, con la caduta in disuso delle terme di Diocleziano e della loro grande esedra.
Nel 1562 questo spazio ebbe nuovo lustro quando Michelangelo Buonarroti fu incaricato dal Papa Pio IV De' Medici di costruire sui ruderi delle Terme di Diocleziano la Basilica di Santa Maria degli Angeli, basilica tuttora esistente e adibita a Chiesa per le cerimonie ufficiali dello Stato Italiano.
Sempre durante il Cinquecento, si pensò di creare più o meno in questo slargo un lago artificiale, che fosse la parte finale di un grande canale che da Tivoli raggiungesse Roma. L'idea che aveva avuto Papa Sisto V Peretti era quella di fare in questo modo transitare più facilmente il travertino proveniente da Tivoli verso Roma.
Anche se non fu realizzato il lago, Sisto V fece comunque regolarizzare e lastricare l'area, che prese il nome di Piazza di Termini, proprio a Sud di essa si trovava infatti la Villa del Pontefice, con il Casino di Termini, mentre a Nord era posta la mostra monumentale dell'acquedotto che lui aveva voluto, l'Acqua Felice.

Piazza di Termini nella carta del Nolli del 1748, l'esedra delle terme è adibita ad orto 
I terreni compresi nell'esedra delle terme appartenevano al Monastero di San Bernardo, proprietà dell'ordine cistercense, ed erano adibiti ad orto.
Nel XIX Secolo vicino a questa piazza fu costruita, da Pio IX, la Stazione Termini, mentre alla fine del Secolo, sempre sotto il Pontificato del Beato Pio IX Mastai Ferretti, si iniziò, con la supervisione di Monsignor De Merode, a pianificare l'edificazione dell'area nei dintorni della Piazza, iniziando a tracciare la futura Via Nazionale e le strade limitrofe. Lo stesso Pontefice fece realizzare in Piazza delle Terme, dove oggi si trova l'Obelisco in memoria dei caduti di Dogali, tra Viale Einaudi e Via delle Terme di Diocleziano, una fontana che facesse da mostra dell'acquedotto dell'Acqua Pia, l'antica Acqua Marcia rinnovata dal Pontefice. Tuttavia, proprio nel 1870, quando la fontana provvisoria era appena stata inaugurata, le truppe Piemontesi entrarono a Roma e la città entrò a far parte del nuovo Stato Italiano, divenendone Capitale.

Piazza di Termini nella pianta del Marrè del 1876

Nel piano regolatore post-unitario, l'area di Via Nazionale, che terminava nella Piazza, venne urbanizzata notevolmente, dando vita così a un nuovo quartiere che non tralasciò la piazza, questa fu lastricata, proprio nel tratto dell'esedra, ma da più parti si chiedeva una sistemazione più monumentale.

Piazza delle Terme con i resti dell'esedra romana, prima della costruzione dei palazzi di Koch

Nel 1880 il primo concorso per il monumento  a Vittorio Emanuele II fu vinto dal francese Nénot, che lo aveva progettato proprio nell'esedra delle terme.
Successivamente il secondo concorso previde la localizzazione del monumento sul Campidoglio, e la piazza rimaneva priva di ornamento.
Alla fine furono progettati e costruiti, tra il 1887 ed il 1898, due magnifici edifici simmetrici, da Gaetano Koch, che ricalcano la forma della preesistente esedra e la nobilitano notevolmente.

Folla per l'arrivo di Guglielmo II di Germania nel 1888

Nel 1885 intanto il riordinamento urbanistico della zona portò alla necessità di spostare la fontana dell'Acqua Marcia di alcuni metri: si decise così di costruirne una ex novo al centro della piazza, affidandone la costruzione all'architetto Alessandro Guerrieri.
La fontana era inizialmente priva di decorazioni, e per questo si pensò di posizionare alcuni leoni in gesso in occasione della visita a Roma di Guglielmo II di Germania del 1888.



Nel 1901, invece, si pensò di affidare l'opera a Mario Rutelli, bisnonno dell'ex Sindaco di Roma Francesco Rutelli, che realizzò quattro figure femminili bronzee da porre a decorazione della fontana, Naiadi appunto, che faranno sì che la fontana divenga nota come Fontana delle Naiadi.
La posizione delle statue di nudo femminile fu però considerata scandalosa per l'epoca, tanto che inizialmente la fontana venne recintata da uno steccato. Il 1911 a Rutelli fu commissionata anche la decorazione centrale della fontana: inizialmente realizzò alcuni tritoni, ma i Romani non li gradirono molto, tanto da ribattezzarli "fritto misto": furono dunque rimossi, oggi sono visibili in Piazza Vittorio, nel Rione Esquilino, e sostituita nel 1914 con il gruppo del Glauco, opera sempre di Rutelli.

Veduta verso la vecchia Stazione Termini e Palazzo Massimo da Piazza dell'Esedra, lungo quello che era Viale delle Terme
Il 1916 fu l'anno in cui si decise di sistemare la denominazione di Piazza delle Terme creando la Piazza dell'Esedra, Via delle Terme di Diocleziano, verso Piazza San Bernardo, e Viale delle Terme che portava a Piazza dei Cinquecento.

I pennoni con gli stendardi dei rioni di Roma negli anni trenta

Quando Adolf Hitler fece la visita di Stato a Roma, nel 1938, la piazza fu dotata di ventidue aste porta bandiera in bronzo.
I pennoni sono alti venti metri, si appoggiano su basi in travertino, e sono decorati alla base, da teste di lupa e aquile su un fascio littorio, mentre in sommità da aquile con le ali spiegate.

Particolare della base di un pennone 

Nel 1953 il Comune di Roma decise di cambiare il nome della piazza da Piazza dell'Esedra a Piazza della Repubblica, in onore della nuova forma di governo del Paese. Tuttavia, da quel momento la piazza è rimasta per molti Romani "Piazza Esedra".
Dopo anni di lavori, e ritardi dovuti ai ritrovamenti archeologici, il 1980 nella Piazza è stata inaugurata la stazione Repubblica della Linea A della Metropolitana, gli anni precedenti il cantiere aveva comportato lo smontaggio completo della fontana.
Negli anni 2000 la piazza ha subito una notevole riqualificazione che ha portato all'apertura dell'Hotel Exedra, un albergo lussuoso, e alla riapertura del Cinema Moderno. Per molti anni vi ha avuto sede un McDonald's, al cui posto è sorta successivamente una sede di Eataly, anch'essa oggi chiusa.

Contrada dell'Ortaccio


 

La Contrada dell'Ortaccio si trovava nel Rione Campo Marzio, nell'area grossomodo compresa tra Piazza Monte d'Oro ed il Tevere. La zona nacque nel Novembre del 1569 per volontà di Papa San Pio V Ghislieri il quale la scelse per divenire una specie di ghetto per le meretrici di basso livello.
Nella Roma di fine Cinquecento, infatti, circa il 9 per cento della popolazione - pari ad oltre 4500 persone - era in qualche modo legata al settore della prostituzione, e per questa ragione il Pontefice volle combattere il fenomeno.
La zona, che aveva come limiti il Tevere, Via di Ripetta, Piazza Monte d'Oro e Via degli Schiavoni, venne in breve tempo recintata. La recinzione era munita di due porte, che venivano aperte in determinate ore del giorno.
Durante la Quaresima era proibito frequentare l'Ortaccio, ma questo divieto veniva aggirato dalle prostitute che potevano comunque uscire dal luogo in talune ore del giorno.
Non si trattava del primo caso di luogo adibito alla prostituzione a Roma: nel Medioevo sappiamo essere esistito il Bordelletto nella zona della Bocca della Verità così come erano esistiti i cosiddetti Lupanari di Ponte Sisto.
Tuttavia, il fenomeno della prostituzione ebbe nel Cinquecento uno sviluppo non indifferente, anche a causa della povertà e delle numerose persone rimaste allo sbando in seguito alle Guerre d'Italia conclusesi intorno alla metà del Cinquecento.

Una prostituta subisce la punizione della sferza
In questo periodo, infatti, furono emesse diverse norme contro le prostitute che esercitavano il loro mestiere fuori dai luoghi concessi a tale proposito. Una prostituta poteva essere punita con colpi di sferza sul sedere o con tratti di corda anche direttamente sul luogo in cui fosse stata scoperta.
Contro le prostitute si aggiungevano inoltre numerose denunce per ingiurie, percosse e simili reati che affollarono letteralmente i tribunali in quel periodo.
L'Ortaccio - che veniva chiamato talvolta anche Ortaccio delle Meretrici - rimase in funzione per al massimo un secolo e mezzo, dal momento che sappiamo che all'inizio del XVIII Secolo fu emessa una norma che costringeva numerose prostitute ad esercitare il loro mestiere fuori Porta del Popolo.
Tra i numerosi luoghi adibiti all'esercizio della prostituzione a Roma, vi fu nel XVIII Secolo anche Via dell'Orto di Napoli, sempre nel Rione Campo Marzio.

Targa di regolamentazione del mercato dei polli


La targa in questione si trova in Piazza del Teatro di Pompeo, nel Rione Parione, e regola il mercato dei polli e delle uova che in questa piazza aveva luogo. La piazza, per questa ragione, era detta Piazza della Pollarola: oggi il toponimo è rimasto solo per parte di essa, mentre la porzione in cui si trova la targa in questione ha preso il nome di Piazza del Teatro di Pompeo nel 1925.
La targa fa riferimento a una regolamentazione voluta da Papa Pio VI Braschi nell'Ottobre del 1775.

Fontana di Piazza della Cancelleria


La Fontana di Piazza della Cancelleria si trova nel ramo dell'omonima piazza che muove verso Piazza del Teatro di Pompeo e Via dei Baullari, nel Rione Parione e risale al 1930, quando fu realizzata su disegni dello scultore Publio Morbiducci.
L'opera, molto geometrica, riproduce lo stemma del Cardinale Scarampi Mezzarota, che nel 1483 commissionò a Donato Bramante la costruzione del limitrofo Palazzo della Cancelleria.

Ponte dei Fiorentini


Il Ponte dei Fiorentini è stato un ponte che sorgeva tra Piazza dell'Oro, nel Rione Ponte, e Via della Lungara, nel Rione Trastevere, unendo grossomodo la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e il Palazzo Salviati.
Venne costruito nel 1863 da una società Francese al tempo di Papa Beato Pio IX, e fu il primo ponte realizzato a Roma dai tempi di Ponte Sisto. Il nuovo ponte, sospeso da grossi cavi tiranti, fu ribattezzato dai Romani "Ponte di ferro" o, in maniera dialettale, "Ponte de fero".
Per attraversare il ponte, inoltre era necessario pagare un pedaggio pari a cinque centesimi.
Il Ponte rimase attivo fino al 1941, anno in cui venne sostituito dal nuovo Ponte Principe Amedeo, edificato poche decine di metri più a monte.