Sala Presidenziale della Stazione Ostiense



La Sala Presidenziale della Stazione Ostiense è una sala di rappresentanza dell'omonima stazione ferroviaria, situata in Piazzale dei Partigiani, nel Quartiere Ostiense.
Nacque come Sala Reale nel 1940 ed era depuata ad accogliere le autorità, i capi di stato e i membri della famiglia Reale che arrivavano nello scalo ferroviario, dal primo binario.
I locali sono divisi in due grandi ambienti quadrangolari, l'anticamera di 118 m² e la Sala Presidenziale di 127 m², entrambe sono illuminate da grandi lucernari in vetrocemento.


Gli ambienti vennero progettati da Roberto Narducci, autore dell'intero complesso della stazione. Il vestibolo ha il pavimento a mosaici neri e bianchi.
La Sala Presidenziale è ricoperta di marmi pregiati, tipici degli anni Trenta: il persichino della Maremma riveste le pareti e il soffitto, le riquadrature laterali sono in marmo Ondagata, il pavimento è in rosso rubino, con guida centrale in nero Italia, bordato di bianco.


Lungo la parete destra si trova una grande statua in marmo di Carrara della Dea Roma, con il pugnale sguainato, opera dello scultore Alfredo Angeloni.
Sulla parete opposta si trova un grande arazzo  realizzato dallo Studio Eroli.
Unico arredo rimasto è un grande tavolo in legno massello di forma ellittica, lungo 15 metri. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la sala è stata ribattezzata Sala Presidenziale, ma risulta praticamente inutilizzata, visto il disuso del treno come mezzo di locomozione, a discapito dell'aereo.

Piazza Trilussa



Piazza Trilussa è una delle più famose piazze del Rione Trastevere, situata tra Lungotevere della Farnesina, Lungotevere Raffaello Sanzio, Via del Politeama, Via del Moro, Via Benedetta e Via di Ponte Sisto.
Fino al 1952 lo slargo si chiamava Piazza di Ponte Sisto, ed ebbe origine nel Rinascimento quando Sisto IV della Rovere costruì Ponte Sisto, per collegare Trastevere con la riva sinistra.

Piazza di Ponte Sisto nella mappa del Nolli (n. 1179)

La piazza era caratterizzata da una parte, grossomodo triangolare, posta davanti a Ponte Sisto, e da uno slargo rettangolare, verso Sud che conduceva a Via del Moro e Vicolo del Cinque. 

L'isolato centrale visto da Via di Ponte Sisto

Fra questi due slarghi si trovava un caseggiato con un palazzetto di quattro piani verso Nord, ed un basso edificio sviluppato su due piani a Sud.

L'isolato centrale, con Via Benedetta a sinistra

Tutta la zona venne sconvolta dalla costruzione dei muraglioni del Lungotevere, che cominciò nel 1883, furono praticamente demoliti quasi tutti gli edifici della piazza, che perdendo l'isolato centrale divenne un enorme slargo.

Le demolizioni di Piazza di Ponte Sisto nel PRG del 1883

Proprio nel vasto spiazzo si decise di ricostruire, nel 1889, la Fontana di Ponte Sisto, demolita per realizzare il Lungotevere dal lato di Via Giulia. La fontana venne rialzata su un terrapieno per permettere di essere visivamente in asse con Ponte Sisto.


Nel 1898 fu costruita una scalinata tra la piazza e la fontana, per aumentare la monumentalità del complesso.


Gli ultimi edifici rimasti ad angolo con Via del Politeama furono demoliti con la costruzione di un palazzo progettato da Marcello Piacentini negli anni Venti.


La piazza ha poi cambiato nome nel dicembre del 1952, con la dedica al poeta Romanesco Trilussa, al secolo Carlo Alberto Salustri, morto a Roma il 21 dicembre 1950.
Il 21 dicembre 1954 venne invece inaugurato il monumento al poeta, realizzato dallo scultore Lorenzo Ferri.
Oggi lo slargo è uno dei principali luoghi della movida notturna della Capitale, e vi si raduno i giovani fino a tarda notte.









Statua della Vergine di Fatima nella Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi



Nella Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi situata in Via dei Portoghesi n. 2, nel Rione Campo Marzio, sull'altare della Cappella di Santa Isabella si trova una statua della Vergine di Fatima.
La statua raffigura la Vergine Maria così come apparve ai tre pastorelli il 13 maggio 1917.

José Ferreira Thedim, con la statua del Santuario di Fatima

L'opera fu eseguita nel 1931 dall'artista José Ferreira Thedim, lo stesso scultore che nel 1920 realizzò la celebre statua del Santuario di Fatima. Questa statua venne commissionata dall'Episcopato Portoghese in occasione della consacrazione del Portogallo al Cuore Immacolato di Maria avventa il 13 maggio 1931, per essere collocata nella chiesa nazionale dei Portoghesi a Roma. 
L'opera è stata realizzata seguendo la descrizione data allo scultore direttamente da Lucia Dos Santos, l'unica veggente sopravvissuta, ed è realizzata in cedro brasiliano.


Il vestito è bianco, ha come cintura un cordone d'oro, un velo merlettato d'oro copre il capo e le spalle scendendo fino ai piedi, dalle mani, giunte, pende un rosario con la croce d'argento.
I piedi, scalzi, poggiano direttamente sulla nuvola, su cui è dipinto lo stemma del Portogallo.

Palazzo Besso



Palazzo Besso è un palazzo nobiliare di Roma situato in Largo di Torre Argentina n. 11, ad angolo con Via dei Cestari, nel Rione Pigna, oggi sede della Fondazione Marco ed Ernesta Besso.
Sui resti delle Terme di Agrippa sorsero nel 1400 le case dei Rustici, famiglia di banchieri Romani, nel Cinquecento la proprietà passò a Francesco Marcello Vestri, Segretario ai Brevi della Curia, che eseguì un ampliamento, ad opera dell'architetto Battista Mola.
Il 1606 Francesco Rustici vendette il palazzo al Cardinale Ottavio Paravicini, che fece restaurare l'edificio agli architetti Domenico Paganelli e Carlo Maderno, a cui è attribuito il portale in Largo delle Stimmate. 

Il portale del Maderno su Largo delle Stimmate

Nel 1620 passò in proprietà al banchiere Settimio Olgiati, che lo affittò nel 1636 alla famiglia dei Marchesi Fiorentini Strozzi.
Nel 1649 Giambattista Strozzi acquistò il palazzo, che venne restaurato negli anni Ottanta del Seicento da Sebastiano Cipriani, il quale uniformò l'aspetto delle varie facciate. In tal modo il palazzo raggiunse il massimo delle dimensioni, con tre cortili e un'ala protesa lungo Via delle Stimmate e Piazza Strozzi.

Palazzo Strozzi nella mappa del Nolli del 1748, con il cortile posto di fronte alla Chiesa delle Stimmate (n. 866)

Nel Settecento vi fu collocato il celebre Museo Scientifico delle Rarità di Leone Strozzi.
Alla fine del secolo gli Strozzi tornarono a Firenze e il palazzo venne frazionato ed affittato.
Nel 1882 il palazzo venne espropriato dal Comune di Roma per eseguire le demolizioni legate all'apertura di Corso Vittorio Emanuele II, doveva essere demolita tutta l'ala meridionale per lasciare spazio a Largo di Torre Argentina.

Demolizione dell'ala meridionale di Palazzo Strozzi nel 1884

Il 1884 fu ceduto dal Municipio alla Banca Tiberina, con la clausola che la Banca effettuasse la demolizione. 

La nuova facciata su Largo Argentina, del 1886

La Banca Tiberina provvide alla realizzazione della nuova facciata su Largo Argentina, con la realizzazione di due nuovi piani, ai lavori nel cortile, che venne in parte demolito, e nel nuovo scalone, terminati nel 1886. 

Il cortile di Palazzo Strozzi durante il restauro del 1884

Fallita la Banca Tiberina la proprietà passò nel 1900 alla Banca d'Italia.


Nel 1905 l'edificio venne acquistato dal finanziere Marco Besso, presidente delle Assicurazioni Generali, che ne fece la propria dimora romana, dal 1918 ospita la fondazione omonima.

Lo scalone (foto Fondazione Besso)

All'interno lo scalone monumentale, è dotato di colonne binate con capitello dorico, è decorato con stucchi bianchi.
Al piano nobile sono presenti vari ambienti che risalgono al Cinquecento e arrivano ai primi del Novecento.

Il Salone Rosso (foto Fondazione Besso)

Uno degli ambienti più antichi è il Salone Rosso, oggi Sala del Consiglio, con affreschi secenteschi e soffitto ligneo a cassettoni dorati, con lo stemma Strozzi Majorca.

La Biblioteca (foto Fondazione Besso)

Altra sala interessante è quella della biblioteca, con gli arredi lignei e il soffitto a cassettoni realizzati in pino cembro dall'ebanista di casa Savoia Ferdinando Loreti, nel 1907.
Inoltre la Sala Conferenze della Fondazione riutilizza il soffitto, le boiserie e gli stipiti delle porte del Palazzo Torlonia di Piazza Venezia, demolito per fare spazio al Palazzo delle Assicurazioni Generali, che vennero comprati da Marco Besso e quì rimontati.


Altro ambiente importante è il Salotto Cinese, dotato di un soffitto e affreschi con scene marine di epoca Seicentesca, dipinti su commissione degli Strozzi, e poi rivestito alle pareti con grandi pannelli a fondo oro, dipinti con uccelli e animali di ispirazione orientale, realizzati nel Settecento, e provenienti da un salone demolito dell'ala meridionale.



Croce in Via di San Bonaventura

Via San Bonaventura Croce

 
In Via di San Bonaventura, al Palatino, nel Rione Campitelli,è presente una grande Croce in metallo posta su un basamento. La Croce è situata proprio di fronte a un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna Addolorata e prima di una serie di Edicole che raffigurano le Stazioni della Via Crucis.

Targa in memoria di Giulio Cesare Graziani

Giulio Cesare Graziani targa

 
In Via Monte Zebio, nel Quartiere Della Vittoria, è presente una targa che ricorda il generale e Medaglia d'Oro al Valore Militare, Giulio Cesare Graziani (Affile 1915-Roma 1998), che presso questa casa visse. La targa è stata qui posta nel 2010.

Mosaico della Madonna col Bambino in Vicolo del Campanile

Madonna col Bambino Vicolo Campanile

In Vicolo del Campanile, nel Rione Borgo, è presente un mosaico raffigurante la Madonna col Bambino.

Targa in memoria del centenario dell'Istituto Professionale "Giulio Romano"

Centenario Istituto Giulio Romano targa
 
La targa in questione si trova in Via della Paglia, nel Rione Trastevere, all'interno del complesso scolastico attualmente occupato dall'IPSEOA "Vincenzo Gioberti". La targa ricorda il centenario dell'Istituto Professionale "Giulio Romano", ospitato in tale complesso fino all'anno scolastico 2008-2009, quando venne accorpato al tecnico commerciale per geometri "Vincenzo Gioberti" e al tecnico commerciale "Quintino Sella" nel nuovo istituto. Il centenario ricordato nella targa cadde nell'anno scolastico 1981-1982, essendo l'istituto nato nell'anno scolastico 1881-1882 e ospitato originariamente in Piazza Santa Maria in Trastevere nei locali del Palazzo Cavalieri. L'edificio che ospitò successivamente il "Giulio Romano" e che oggi ospita il Gioberti venne realizzato nel 1959.

Oratorio di Via della Paglia

Oratorio Vicolo della Paglia


In Via della Paglia, nel Rione Trastevere, è presente, coperto dal muraglione che costeggia uno dei lati della strada e all'interno del complesso scolastico oggi occupato dall'istituto Vincenzo Gioberti, un oratorio. L'edificio, oggi non più attivo, faceva verosimilmente parte del convento di Sant'Egidio, che fino all'annessione di Roma al Regno d'Italia occupava l'intero isolato. Nel 1959 all'interno di quello che fu l'orto del convento venne costruito l'edificio scolastico di cui oggi l'oratorio fa parte.
 
Oratorio Via della Paglia Nolli
 
La particolarità che subito colpisce è che l'architettura è molto simile, quasi gemella, di quella dell'oratorio visibile da Vicolo del Cedro, posto sempre nello stesso isolato all'angolo opposto di quello che era l'orto conventuale. Non vi sono molte informazioni su questi due edifici e per questa ragione la loro funzione, e il fatto che siano due edifici gemelli, non sono fatti noti.

Pietra d'inciampo in memoria di Roberto Forti

Pietra inciampo Roberto Forti
 
In Via dei Ciceri, nella parte del Quartiere Tuscolano nota come Quadraro, è presente una pietra d'inciampo che ricorda Roberto Forti, partigiano nato nel 1905 che visse in questa strada (che all'epoca si chiamava Via Pietro Cuppari) e venne deportato nel 1943 presso il campo di sterminio di Mauthausen da cui venne poi liberato.

Targa del pero da fiore in memoria di Giuseppe Rotondi e Adalgisa Ciccone

La Voce di Porta Portese targa

La targa in questione si trova in Via Ugo Bassi, nel Quartiere Gianicolense, e fa parte del progetto "Adotta un albero" dell'associazione "La voce di Porta Portese", parte della rete civica Quartieri Attivi. Tale progetto permette, tramite il versamento di una somma, di adottare un albero da piantare che può essere dedicato a chi si desideri. Tale albero, un pero da fiore, è dedicato a Giuseppe Rotondi (1899-1953) e Adalgisa Ciccone (1906-1995),